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Sesso senza consenso è stupro: dopo la Slovenia si aspetta l’Italia


 

“Sì vuol dire sì, no vuol dire no”.  La Slovenia è così il tredicesimo stato dell’Area economica europea a introdurre nella legislazione sullo stupro il criterio dell’assenza del consenso. Gli altri sono Belgio, Croazia, Cipro, Danimarca, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Lussemburgo, Malta, Regno Unito e Svezia.

Proposte di legge nella stessa direzione sono in discussione o in preparazione anche in Spagna, Paesi Bassi e Italia.

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Giuseppe Manzo giornale radio sociale

Colombia, la piazza e la repressione: verità per Mario Paciolla


 

Nel Sudamerica colpito e devastato dall’emergenza Covid c’è un Paese che da 50 giorni è in piazza. In Colombia una “forza trasformatrice nuova” crea “nuovi modelli di organizzazione comunitaria” e “mette insieme le istanze di classe media, studenti, artisti, giovani e contadini”.

Ed è pesante anche la violenza repressiva. Secondo la ong Temblores, sono oltre 45 gli omicidi “presumibilmente a opera di esponenti” della polizia e dell’esercito e migliaia “gli atti di violenza” attribuibili ai corpi di sicurezza.

È in questo Paese che 11 mesi fa, il 15 luglio 2020, è stato trovato morto Mario Paciolla, giovane osservatore Onu. Ogni giorno il comitato Giustizia per Mario tiene alto il ricordo perché la famiglia pretende la verità.

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Giuseppe Manzo giornale radio sociale

Riaperture, relazioni e lavoro: “non sarà come prima”


 

Entusiasmo, voglia di ricominciare, fiducia e sollievo. È ciò che il premier Mario Draghi dice di sentire nel Paese e soprattutto nel mondo produttivo. Se da un lato questi aspetti si trasformano in preoccupazione con la fine del blocco dei licenziamenti per alcuni, ce ne sono altri che vanno considerati.

Secondo Claudio Mencacci, psichiatra e presidente della Società italiana di neuropsicofarmacologia nonostante il graduale ritorno alla libertà, con la fine della pandemia, “non dobbiamo pensare che le cose torneranno come prima”.

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Giuseppe Manzo giornale radio sociale

I 75 anni della Repubblica a un nuovo bivio della sua storia


 

Il 2 giugno del 1946 il voto di 25 milioni di italiani cambiò il destino del nostro Paese. A un anno dalla fine della guerra si doveva scegliere tra monarchia e repubblica.

Per la prima volta votarono le donne e il Paese fu attraversato da fortissime tensioni: i giorni successivi alla vittoria repubblicana ci furono scontri e vittime per i disordini di piazza.

Ha, dunque, 75 anni la nostra Repubblica e sono stati tre quarti di secolo a cavallo del millennio vissuti non senza pericoli.

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Zaki, 50 priogionieri e il patrimonio della libertà


 

Una mostra pubblica a Bologna, lungo la cornice dei portici di San Luca, per portare all’attenzione le storie di 50 prigionieri di coscienza di 13 paesi diversi.

L’inaugurazione prevista per il 16 giugno, compleanno di Patrick Zaki. Sarà infatti il giorno del trentesimo compleanno di Zaki, che fino all’arresto, avvenuto al Cairo nel febbraio 2020 frequentava un master presso l’Università felsinea.

Da Sanaa Seif, la regista egiziana condannata a un anno e mezzo di carcere a causa delle sue critiche al governo fino a Idil Eser, difensora dei diritti umani in Turchia accusata di terrorismo; da Aleksei Navalny, in carcere in Russia per aver denunciato la corruzione, ad Ahmadreza Djalali, a rischio di esecuzione in Iran per una falsa accusa di spionaggio.

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Chi sono i 6mila bambini scomparsi in Romania


 

La vicenda di Denise Pipitone ha riacceso dolori e speranza sulla sorte della bimba scomparsa 17 anni fa tra segnalazioni, clamore mediatico e riapertura del caso. Ci sono altri bambini scomparsi di cui non si hanno notizie e sono migliaia.

Li chiamano “children left behind”, in italiano diventano “orfani bianchi”: in Romania sono stati quasi 6 mila solo nell’ultimo anno, i minori scomparsi da casa. 206 di loro hanno meno di 10 anni, 1.453 hanno tra i 10 e i 14 anni e 4.263 hanno più di 14 anni.

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Quei fanghi tossici venduti senza pudore al Nord


 

“Io ogni tanto ci penso, cioè, chissà il bambino che mangia la pannocchia di mais cresciuto sui fanghi”. “Siamo talmente aziendalisti da non avere più pudore”.

Il 31 maggio 2019 Antonio Carucci, geologo di origine milanese addetto alle vendite dell’azienda bresciana “Wte srl” al centro dell’inchiesta in cui la Procura di Bresca contesta la vendita di 150mila tonnellate di fanghi contaminati da metalli pesanti, idrocarburi ed altre sostanze inquinanti spacciati per i fertilizzanti e smaltiti su circa 3mila ettari di terreni agricoli nelle regioni Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna.

Emerge infatti un consolidato rapporto tra mafie e criminalità economica.

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Stresa-Mottarone non è un’anomalia: o il profitto o la vita


 

Si doveva ripartire a tutti i costi dopo mesi, un anno di lockdown e zona rossa. Si doveva tornare a far soldi e incassi mettendo in conto anche l’incidente, la tragedia, esattamente ciò che è avvenuto.

“La notizia di questa mattina è un’ulteriore mazzata. Questa volta sappiamo che la tragedia si poteva evitare – ha detto la sindaca di Stresa, Marcella Severino – il buono e il cattivo c’è ovunque, persone così spero ce ne siano pochissime”.

È davvero una questione di buoni e cattivi? Le cause che emergono alla base sono davvero ovunque e chiamano l’intero Paese.

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Giuseppe Manzo giornale radio sociale

Per diritti umani in Italia manca un’ “Autorità”


 

La Conferenza mondiale sui diritti umani dell’ONU, svoltasi a Vienna nel 1993, ha ribadito il compito cruciale che le istituzioni nazionali possono svolgere nella promozione e nella tutela dei diritti umani, incoraggiando la costituzione di autorità specifiche con la risoluzione n.48/134.

Proprio a seguito di questa risoluzione, dal 1993 a oggi molti Stati si sono dotati di autorità nazionali per i diritti umani, e molti altri si sono ufficialmente impegnati a farlo.

L’Italia non è tra questi ed è quindi tra i pochi Paesi europei a non aver ancora dato attuazione alla risoluzione dell’ONU, o ad aver annunciato se e quando lo farà. Eppure, nel presentare la propria candidatura al Consiglio Diritti Umani dell’ONU nel 2007, 2011 e 2019, l’Italia ha assunto precisi impegni.

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