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Diritti per tutti


 Anche la Fish aderisce alle “Quote bianche”, l’iniziativa ideata dal Modavi che nasce con l’obiettivo di garantire maggiori spazi di rappresentanza per le persone con disabilità, tanto in politica quanto nei cda aziendali o negli enti pubblici. Per questo, i promotori chiedono una legge identica a quella delle quote rosa, ma per i disabili.

Infanzia negata


Una delegazione di Crescere al sud, rete di associazioni impegnata nella tutela dei diritti dell’infanzia nel meridione, ha incontrato ieri a Roma gli assessori regionali al welfare. Sentiamo come è andata da Matteo Rebesani, coordinatore della campagna per Save the Children “abbiamo avuto l’occasione di presentare questa nuova rete Crescere al Sud per la tutela dei minori nelle regioni del mezzogiorno e soprattutto sottolineare l’mergenza che in questo momento nelle regioni meridionali molti bambini e adolescenti in realtà stanno vivendo. Abbiamo portato alcune nostre proposte su cui abbiamo chiesto l’impegno da parte di tutte le regioni d’Italia, in particolare al Sud, per intervenire presto. Purtroppo la disarmante risposta è stata che un po’ la crisi e soprattutto i tagli dei trasferimenti dalla Stato alle Regioni, costringono gli enti locali, per mantenere i servizi sociali di cura, a tagliare i servizi di prevenzione”.

Diritti negati


Le lavoratrici con disabilità sono facilmente vittime di fenomeni di segregazione nel mercato del lavoro. A sostenerlo è l’Anmil che ha presentato oggi il suo nuovo rapporto. Sentiamo Marinella De Maffutiis “quando parliamo di inceidenti mortali, uno su tre purtroppo è donna. Nel 2010 sono stati 245mila gli infortuni che hanno coinvolto donne nei luoghi di lavoro. Le doone, è stato provato, che hanno una retribuzione inferiore del 20% rispetto agli uomini ed ecco perché quando accade un infortunio ad una donna, poiché il risarcimento dell’Inail è parametrato sulla ritribuzione, abbiamo una situazione assurda e cioè che il braccio invalido di una donna vale meno del braccio invalido di un uomo”. 

Diritti per tutti


Le persone con disabilità chiedono più sostegno e maggiore rapporto con le amministrazioni locali. Ascoltiamo Andrea Tonucci, vicepresidente Fish Umbria: “il tema che in questo momento risulta più pesante per il futuro delle persone con disabilità è la crisi economico-finanziaria, ma soprattutto l’impatto che questa ha sulla vita delle persone, e le persone sono chiamate a pagare il costo anche di responsabilità che sono il frutto di mancate scelte del passato. Oggi l’unica possibilità è quella di rivedere il welfare, che significa necessariamente chiamare le persone a partecipare alla spesa dei servizi, ma soprattutto chiamarle a partecipare alle scelte di come ridisegnare questo welfare”.

Obbiettivo raggiunto


Oltre cinquantamila le firme raccolte per la campagna “L’Italia sono anch’io” sul diritto di cittadinanza e di voto agli stranieri. Domani verranno consegnate direttamente alla Camera dei deputati, aspettando che le due proposte diventino legge.

Il prezzo della disabilità


Una spesa di 300 euro al mese in più per i servizi diurni e residenziali. A lanciare l’allarme è l’Associazione famiglie di persone con disabilità intellettiva e relazionali di Bologna. Che si appella alla Regione Emilia Romagna affinché metta mano a questa bozza di delibera appena presentata in giunta.

Contro ogni discriminazione


Oggi in tutta Italia i migranti scendono in piazza per difendere i propri diritti. Sentiamo Cécile Kashetu Kyenge, portavoce del Comitato Primo marzo. I punti che noi troviamo nella nostra piattaforma sono il‘no’al permesso di soggiorno a punti, altre parole chiave che verranno portate in tutte le piazze: portare una legge organica per quanto riguarda i rifugiati.

“Siamo scandalizzati”


Dura presa di posizione del portavoce del Forum del Terzo Settore, Andrea Olivero, dopo la chiusura dell’Agenzia che sarà inglobata nel ministero del Lavoro: Il Terzo settore è davvero scandalizzato e preoccupato per la cancellazione dell’Agenzia del Terzo settore perchè non è soltanto un provvedimento che non tiene conto della peculiarità del nostro mondo, ma è anche un gesto di scarsa considerazione per una realtà, quella del terzo settore, che in questi anni si è spesa per la crescita del Paese e per l’innovazione soprattutto nella trasparenza all’interno della società italiana. Vederci privati di questo strumento in questo momento ci indebolisce e fa si che il terzo settore conti di meno proprio quando, invece, dovrebbe contare di più.

Agenzia addio


Brutta notizia per il mondo del non profit. Il Consiglio dei Ministri di venerdì ha stabilito la soppressione dell’Agenzia per il Terzo settore affidando le competenze al Ministro del lavoro. “Così viene meno il suo ruolo di terzietà” è il commento di Sergio Mareli, segretario generale Focsiv.