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Libertà negate


Libertà negate. Il nostro è lo Stato europeo con il maggior numero di condanne per violazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, preceduta in classifica solo dalla Turchia. E l’interminabile durata dei processi aggiunge ingiustizia all’ingiustizia. Il giudizio arriva dal Comitato dei ministri europeo che a breve dovrà riunirsi anche per valutare la situazione complessiva della giustizia italiana.

Gli ultimi nella crisi


Prosegue in questi giorni, in diverse regioni d’Italia, il percorso del progetto intitolato “I più poveri tra i poveri. Le condizioni materiali delle persone con disabilità e delle loro famiglie” promosso dalla Fish. Oggi l’appuntamento è a Cremona mentre mercoledì l’iniziativa si sposterà a Sassari.

Zero in pagella


Zero in pagella. È il voto alle scuole italiane per quanto riguarda la sicurezza. Il decimo Rapporto sulla salute degli istituti redatto da CittadinanzAttiva certifica che solo il 25% delle strutture supera l’esame. Lesioni alla facciata, distaccamenti di intonaco, muffe e infiltrazioni sono all’ordine del giorno. E più della metà delle scuole è stata costruita prima delle norme antisismiche.

Mai più abusi


Mai più abusi. Il Senato ha approvato all’unanimità, la ratifica della Convenzione per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale, siglata a Lanzarote nel 2007. Entrano così nel nostro codice penale due nuovi reati: l’adescamento di minorenni e l’istigazione a pratiche di pedofilia e di pedopornografia.

Tagli volontari


Tagli volontari. A soli sei anni dalla nascita, sparisce la Rappresentanza nazionale dei giovani in servizio civile. Cancellata dalla sua istituzione per effetto della spending review. Sono quattro i rappresentanti nazionali attualmente in carica. D’ora in poi resteranno solo quelli regionali.

Autosufficienza, quella sconosciuta


Autosufficienza, quella sconosciuta. Un taglio dopo l’altro, mette in ginocchio tante famiglie con persone con disabilità. L’Anffas, in segno di protesta, consegnerà le chiavi delle proprie sedi al capo dello Stato Napolitano. Il presidente dell’associazione, Roberto Speziale “ è l’ultimo gesto che ci rimane da fare dopo anni e anni di appelli inascoltati. Ormai la condizione di vita delle persone con disabilità, dei loro genitori e familiari è diventata pressochè insostenibile. Così come insostenibile è diventato gestire un servizio e poter così portare avanti qualsiasi tipo di attività che riguarda la disabilità”. 

La scuola che non c’è


La scuola che non c’è. “I tagli, la mancanza di risorse, le difficoltà legate alle nuove modalità di accreditamento possono ricadere sui bambini e i ragazzi con disabilità” La denuncia è di Marco Rasconi, presidente di Ledha Milano. Ed è esattamente quello che sta succedendo in questi giorni, nel capoluogo lombardo, dove gli stanziamenti non sono stati adeguati per il sostegno educativo.

Costruire comunità


Si è conclusa oggi l’iniziativa dell’Auser che ha coinvolto diverse scuole medie d’Italia. Il servizio è di Fabio Piccolino: Costruiamo insieme nuove storie di comunità. Si è concluso oggi a Roma il progetto durato un anno promosso da Auser che ha  coinvolto sette scuole medie italiane di sette diverse regioni. Integrazione, multiculturalità e intergenerazionalità. Queste le parole chiave dell’iniziativa attraverso le quali i ragazzi italiani e stranieri hanno esplorato il loro territorio, tra passato e futuro, imparato a lavorare insieme e scoperto un rinnovato concetto di comunità”.

Campanella amara


Campanella amara. Anche in Lombardia la scuola è iniziata, ma i ragazzi con disabilità visiva e uditiva della Provincia di Milano non hanno ancora al loro fianco gli assistenti alla comunicazione, per problemi di “revisione di spesa”. Lo denunciano varie associazioni del settore, dichiarando che non si può considerare “uno spreco e un costo meramente burocratico l’assegnazione di una figura educativa prevista per legge”.

Banchi pericolosi


Banchi pericolosi. In Italia solo una scuola su due può definirsi sicura. Tra norme antincendio quasi mai rispettate, barriere architettoniche e scarsa manutenzione. Ma qual è il rischio maggiore che corrono i nostri studenti? Adriana Bizzarri, di Cittadinanzattiva “il rischio maggiore in questo momento è rappresentato dalla carenza di manutenzione percui è molto più probabile il distacco di un pezzo di soffitto o controsoffitto o di un pezzo di intonaco. E questo è dato dal fatto che la gran parte degli edifici sono molto vecchi purtroppo, ma sono anche poco manutenuti. Questo è il pericolo quotidianamente più presente a nostro parere”.