La Corte d’appello britannica giudica illegali i trasferimenti di armi all’Arabia Saudita. Il servizio di Fabio Piccolino. (sonoro)
Il governo britannico ha sospeso temporaneamente l’approvazione di nuove autorizzazioni per l’esportazione di armi dal Regno Unito all’Arabia Saudita. La decisione è arrivata dopo che la Corte d’appello ha stabilito che Londra non ha mai indagato sulle violazioni dei diritti umani commessi in Yemen dalla coalizione a guida saudita. Nel corso degli ultimi anni diverse organizzazioni, tra cui Amnesty international, Human Right Watch e Campaign Against Arms Trade si sono battute contro la guerra in Yemen opponendosi alla vendita di armi da parte di molti paesi occidentali, tra cui l’Italia. Seguendo le indicazioni del Parlamento europeo, Olanda, Belgio e Grecia hanno del tutto o in parte sospeso i trasferimenti di armi, mentre Austria, Irlanda, Svezia e Finlandia hanno per ora adottato delle limitazioni.
Ultima chiamata
Se la guerra in Yemen non si ferma per tempo si rischia di avere mezzo milione di morti nel 2022: è l’allarme lanciato dal sottosegretario generale per gli affari umanitari delle Nazioni Unite Mark Lowcock. Il conflitto, che sta diventando sempre più violento, con migliaia di vittime tra i bambini, è considerato da tempo la peggiore crisi umanitaria al mondo.
70 milioni in fuga
Lo ricorda l’Unhcr in occasione della giornata internazionale del rifugiato. Il servizio di Fabio Piccolino. (sonoro)
Sos Ebola
Dopo la Repubblica democratica del Congo, dove ha finora causato 1400 vittime, il virus si sta diffondendo anche in Kenya e Uganda. Per evitare il contagio, il Ruanda ha assunto misure di contenimento degli spostamenti e imposto dure norme igieniche. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha tuttavia deciso di non dichiarare l’emergenza internazionale per scongiurare potenziali danni economici.
Non è vita
Ogni due ore muoiono una donna e sei neonati a causa di complicazioni durante la gravidanza o il parto: è l’allarme lanciato da Unicef in Yemen in un report sulla salute materna e infantile nel Paese. Secondo la direzione generale dell’organizzazione, “decenni di sottosviluppo e anni di intensi combattimenti hanno lasciato sull’orlo del collasso totale i servizi pubblici essenziali”.
Alla fame
Il Sud Sudan sta soffrendo la peggiore crisi alimentare della sua storia. Il servizio di Fabio Piccolino. (sonoro)
Sono oltre sette milioni le persone che in Sud Sudan soffrono la fame: si tratta di un numero mai raggiunto prima d’ora e destinato a peggiorare nelle prossime settimane. L’allarme arriva dalle tre agenzie delle Nazioni Unite Fao, Unicef e World Food Program che prevedono che nei prossimi mesi a fare i conti con l’insicurezza alimentare sarà il 61% della popolazione. A determinare la situazione attuale hanno contribuito l’assenza di precipitazioni, la scarsità delle scorte alimentari e il prezzo troppo alto del cibo che ne limita l’accesso a una grande parte di popolazione.
Lula libero
È la richiesta di associazioni e ong dopo che la Corte suprema del Brasile ha deciso di riaprire la discussione sulla richiesta di scarcerazione dell’ex presidente, all’indomani delle rivelazioni che gettano ombre sull’inchiesta anticorruzione. È in carcere da aprile del 2018 per scontare otto anni e 10 mesi di detenzione.
Millecentocinquantuno
Sono le persone, uomini, donne e bambini, morte in mare in un anno: lo scrivono Medici senza frontiere e Sos Mediterranee. E un anno è proprio il periodo passato dall’annuncio del governo italiano di chiudere i porti alle navi umanitarie. Per le due organizzazioni bisogna garantire con urgenza un sistema di ricerca e soccorso in mare adeguato.
Spunta l’arcobaleno
La Corte Suprema del Botswana ha depenalizzato l’omosessualità, dichiarando illegittime le leggi che puniscono con il carcere le relazioni tra persone dello stesso sesso. Si tratta di una sentenza storica: in 29 stati su 48 dell’Africa sub-sahariana infatti i gay sono criminalizzati. Su questi temi il Kenya ha deciso poche settimane fa di tenere in vigore una normativa dell’epoca coloniale.





