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Sempre peggio


“L’Unione europea rischia di rendersi complice di gravi violazioni dei diritti umani ai danni di rifugiati e richiedenti asilo in Turchia”. Cosi Amnesty International in occasione della pubblicazione di un rapporto contenente prove schiaccianti relative a migranti fermati illegalmente, tratti in arresto e spinti poi a tornare in zone di guerra da parte delle autorità.

Non pervenuta


Quasi un italiano su due non sa nulla sulla fame nel mondo: è il risultato di un’indagine di Mani Tese a margine di Expo 2015. L’esposizione universale è stata percepita principalmente come una grande fiera per promuovere prodotti e aziende, ma il tema “nutrire il pianeta” non ha sensibilizzato l’opinione pubblica sul problema del diritto al cibo.

Un nuovo Rwanda


In Burundi la guerra civile è sempre più vicina: gli scontri tra forze dell’ordine e attivisti dell’opposizione hanno causato già duemila morti e 300 mila sfollati. Un disastro umanitario di cui si parla troppo poco: oggi alle 18 in piazza Santi Apostoli a Roma si terrà una manifestazione di solidarietà per contrastare l’indifferenza.

Senza fine


A più di due mesi dagli attacchi aerei degli Stati Uniti, Medici senza frontiere aggiorna il bilancio delle vittime della strage all’ospedale afghano di Kunduz. Sono almeno 42 i morti, tra loro 14 membri dello staff, 24 pazienti e quattro parenti che fornivano assistenza.

Stessa aria


Tante ombre e poche luci per l’accordo alla Conferenza sul clima di Parigi. Il servizio di Fabio Piccolino. “Riduzione dei gas serra, protezione degli oceani, lotta alla desertificazione, tecnologie eco-compatibili: il vertice sul clima di Parigi raggiunge uno storico accordo per contrastare il riscaldamento globale. Associazioni e movimenti ambientalisti però, parlano di un risultato inferiore alle aspettative della vigilia. Secondo Legambiente, gli impegni presi sono insufficienti a contenere la crescita della temperatura entro i due gradi; per Greenpeace, se si vuole raggiungere l’obiettivo di emissioni nette zero entro la seconda metà del secolo, occorre azzerare quelle delle fonti fossili entro il 2050. Secondo Oxfam infine  si è fatto ben poco per riuscire a cambiare le condizioni di vita delle persone più povere e vulnerabili, le più esposte a fenomeni come l’innalzamento del livello dei mari, alluvioni e siccità.”

Un po’ di pace


Aperto a Damasco un ambulatorio gratuito per i profughi, in fuga dalle zone di guerra, che arrivano numerosi nella capitale della Siria. Ascoltiamo come funziona dalla voce del dottor Basem Battah, tra i promotori dell’iniziativa. “Tanta gente che scappa da posti pericolosi in questo tempo di guerra che ha perso tutto, il lavoro, le case, ha bisogno di un piccolo aiuto per continuare la vita normale. E’ la salute la prima necessità e per questo abbiamo scelto di realizzare un presidio medico gratuito. Noi abbiamo scelto Damasco perché la gente che scappa a Damasco chiede la pace e la maggior parte di queste persone sono bambini, sono donne e chiedono la pace.”

La strage silenziosa


Secondo l’Organizzazione Onu per le migrazioni, da gennaio di quest’anno oltre 700 bambini hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa in mare. Lo sdegno di associazioni e ong: “La stessa Unione che trova sempre risorse per bombardare, non riesci a recuperare i soldi per salvare vittime innocenti”.

Disuguaglianza climatica


È il nome del nuovo rapporto di Oxfam sull’ambiente, presentato alla Conferenza in corso a Parigi. Dai dati emerge che il 10% della popolazione più ricca del pianeta è responsabile del 50% delle emissioni di anidride carbonica, mentre i Paesi poveri sono le prime vittime di alluvioni, siccità e altri cataclismi legati al riscaldamento globale.

Africtivistes


Africtivistes. È il nome della la Lega dei blogger e dei cyber-attivisti africani per la democrazia nata a Dakar. La rete coinvolge 35 paesi uniti dall’impegno in favore della democrazia partecipativa da promuovere attraverso la tecnologia. Parole d’ordine: trasparenza, diritto all’informazione e lotta alla corruzione.

Tira una brutta aria


La conferenza sul clima di Parigi va avanti tra paradossi e passi falsi. Finora troppi gli interessi e le differenze delle nazioni coinvolte per trovare un accordo che possa centrare l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra e limitare entro i due gradi centigradi l’aumento della temperatura. Dalla capitale francese il giudizio di Maria Grazia Midulla del Wwf.