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Chiude la “Giungla”


calais_jungleAl via le operazioni di smantellamento del campo migranti di Calais: oltre 10mila persone trasferite entro una settimana. Il servizio di Giovanna Carnevale.

 

È iniziato questa mattina all’alba lo sgombero della maxi-tendopoli di Calais, nel nord della Francia, dove vivono oltre settemila migranti. I primi autobus che trasportano uomini e donne, in maggioranza originari del Sudan, verso centri di accoglienza francesi sono già partiti, ma secondo le autorità le operazioni di smantellamento dovrebbero durare una settimana. Più di mille poliziotti e militari, oltre che quaranta interpreti sono stati mobilitati. Nella notte la tensione è salita a causa di tafferugli tra i migranti e la polizia, che ha risposto ai lanci di pietre con gas lacrimogeni. Ciascun individuo nel campo di Calais indossa un braccialetto corrispondente alla destinazione scelta tra i 450 centri di accoglienza sul territorio francese, ma la maggior parte dei migranti vorrebbe raggiungere il Regno Unito.

Tempi cupi


rifug32Aumentano nel 2016 gli attentati xenofobi da parte dell’estrema destra contro i profughi nei centri di accoglienza in Germania. A riportarlo la polizia criminale federale: quasi 800 attacchi fino a metà ottobre, di cui solo 57 non riconducibili a motivazioni politiche.

Verde speranza


wheat-175960_960_720L’agricoltura può stabilizzare il clima globale e aumentare allo stesso tempo la produzione alimentare per sradicare la fame nel mondo. È, in sintesi, la conclusione del rapporto Fao che sprona i piccoli agricoltori a fare di più. Come spiega il curatore della ricerca Andrea Cattaneo (sonoro)

Pausa umanitaria


siria876Da ieri sono stati sospesi i bombardamenti delle forze aeree russe e siriane sulla zona di Aleppo. La cessione dei raid è prevista dalle 8 alle 16 del 20 ottobre, ma le Nazioni Unite hanno chiesto un’anticipazione per evacuare i malati e i feriti. Negli ultimi attacchi in Siria sono morte almeno 430 persone.

 

“Capiamo”, ha detto il generale russo Rudskoi, “che ci può volere molto tempo per concordare tutte le questioni perciò noi abbiamo preso la decisione di non perdere tempo e di iniziare le pause umanitarie soprattutto per il passaggio libero dei cittadini pacifici, per evacuare i malati e i feriti nonché per il ritiro dei miliziani. A questo scopo il 20 ottobre, dalle 8 del mattino fino alle 16, nella zona di Aleppo sarà introdotta una pausa umanitaria”. Secondo Rudskoi, in questo periodo le forze aeree russe e le forze governative sospenderanno i raid aerei e gli attacchi con altri tipi di armamenti. Il generale Rudskoi ha poi aggiunto che “nonostante il fatto che i partner americani hanno rinunciato alla separazione dei terroristi dall’opposizione moderata, la Federazione Russa sta lavorando insieme all’Onu e ai Paesi che hanno un’influenza su Al Nusra per il ritiro da Aleppo delle formazioni di quest’ultima in conformità all’iniziativa dell’inviato speciale dell’Onu in Siria Staffan de Mistura”.

La solidarietà nel carrello


haiti-in-costruzione-150x1002xSono quasi 50 mila i soci coop che hanno destinato i loro punti spesa alla popolazione di Haiti, colpita dall’uragano Matthew. Complessivamente si tratta di 224mila euro, che sono stati consegnati a Medici senza frontiere.

Un giusto clima


motore_esterno_condizionatore_1In Ruanda raggiunto un accordo per abbassare di mezzo grado la temperatura del pianeta. Il servizio di Fabio Piccolino.

 

Nei giorni scorsi in Ruanda è stato raggiunto un accordo, ratificato da 197 paesi del mondo, per la riduzione drastica dell’utilizzo degli idrofluorocarburi, i gas utilizzati negli impianti di frigoriferi ed aria condizionata, con l’obiettivo di abbassare di mezzo grado la temperatura del pianeta entro la fine del secolo.
Ma se da un lato si parla di momento storico per la tutela dell’ambiente, dall’altro ci si interroga sui motivi che abbiano spinto a concedere ai paesi in via di sviluppo come India, Pakistan, Iran, Iraq e i paesi del Golfo, una proroga alla riduzione delle emissioni fino al 2028, e alla Cina, tra i paesi più inquinanti del mondo, fino al 2029.
il prossimo appuntamento per la lotta ai cambiamenti climatici è previsto in ogni caso per il il 4 novembre a Marrakech, quando entrerà in vigore l’Accordo di Parigi, ratificato finora da 79 dei 197 Paesi firmatari.

Tornano gli ombrelli gialli


downloadTensioni nel nuovo consiglio legislativo di Hong Kong, dove i neo-eletti a favore dell’indipendenza dalla Cina hanno prestato giuramento alla nazione ex colonia britannica piuttosto che al governo di Pechino. Chiedono l’autonomia con i simboli del movimento di Occupy Central del 2014.

 

Striscioni per l’indipendenza, sventolio di bandiere con la scritta “Hong Kong non è Cina”, fac-simile stracciati delle proposte di norme anti-sovversione, ombrelli gialli e frasi di Ghandi: la protesta dei pro-democrazia eletti nel “Parlamentino” di Hong Kong lascia immaginare un percorso tempestoso della legislatura nata dal voto del 4 settembre, che ha visto l’avanzata del fronte democratico.

 

Foto: Asianews

Strage continua


Rockets hit residential neighborhoods in AleppoCinque bambini sono morti durante un attacco a una scuola elementare da parte dei ribelli del regime siriano. Le forze governative, intanto, hanno ripreso l’offensiva supportate dalla Russia. Si tratta dei più massicci raid aerei da quando il 5 ottobre era stata annunciata una riduzione dei bombardamenti.

Bombe made in Italy


422966_10150638130974709_1714366030_nNonostante le smentite del ministro della Difesa Roberta Pinotti l’Italia continua ad esportare armi in Arabia Saudita, Paese che poi le usa nella guerra in Yemen. La denuncia di Francesco Vignarca, coordinatore della Rete Disarmo. (sonoro)

In ginocchio


haiti-in-costruzione-150x1002xA una settimana dal passaggio dell’uragano Matthew ad Haiti, il bilancio è di oltre 900 vittime, ma destinato a salire. Nelle zone più colpite le persone sono senza rifornimenti di cibo e senza acqua potabile, mentre aumenta la preoccupazione per il diffondersi di malattie. Secondo Oxfam sono 350mila le persone bisognose di assistenza.

 

L’uragano Matthew è stato il peggior disastro naturale ad avere colpito Haiti dal terremoto del 2010 che causò 230mila vittime, mentre 60mila sono le persone ancora oggi sfollate. L’isola è il Paese più povero dell’America Latina. Adesso, dichiara Jean Claude Fignole, direttore dei programmi di Oxfam ad Haiti, “il bisogno più urgente riguarda la disponibilità di acqua potabile, per prevenire la diffusione di malattie, così come cibo e altri beni essenziali.Nel lungo periodo il pericolo è l’aumento dei casi di colera, e di malnutrizione, dovuta alla perdita dei raccolti. È assolutamente necessario che la comunità internazionale si mobiliti a fianco della popolazione haitiana”.

 

(Foto: Oxfam)