Il mondo si mobilita per Meriam Yahia Ibrahim Ishag, la ragazza sudanese di 27 anni condannata alla pena di morte per apostasia ed adulterio.
Quando è stata arrestata, lo scorso 17 febbraio, la ragazza era incinta: ieri ha partorito una bambina nel carcere di Khartoum dove è detenuta. Insieme a lei, l’altro figlio, di soli 22 mesi.
Secondo l’accusa, Meriam ha sposato un cristiano pur provenendo da una famiglia musulmana ed è considerata un’adultera perché il suo matrimonio non è riconosciuto dalla legge coranica.
La condanna all’impiccagione è stata sospesa per due anni dalla data della nascita della bambina.
Gli appelli per la liberazione si moltiplicano in molti paesi del mondo: in Italia, la onlus Italiana for Darfur invita a firmare un appello per salvare Meriam.
Sui social network la vicenda sta coinvolgendo migliaia di persone grazie all’hashtag #meriamdevevivere.
Europa nera
Europa nera. Francia, Gran Bretagna, Ungheria, Danimarca: dalle urne del Vecchio continente crescono i partiti di chiara matrice xenofoba e antisemita. L’allarme lanciato ai nostri microfoni da Luciano Scagliotti, coordinatore italiano dell’Enar, un network che ha sede a Bruxelles e che si batte contro ogni forma di razzismo.
Dove è meglio non nascere
Dove è meglio non nascere. Sierra Leone e Somalia sono i luoghi peggiori per mettere al mondo un figlio: secondo lo studio presentato da Unicef infatti, i due paesi africani sono in testa alla classifica della mortalità infantile. Ogni anno, sono quasi tre milioni i neonati che muoiono entro le quattro settimane di vita, a questi si aggiungono i due milioni e mezzo deceduti prima del parto o alla nascita.
Belgrado, gay pride ad alta tensione
E’ stato confermato per il prossimo 31 maggio il Gay Pride di Belgrado.
Negli ultimi anni la manifestazione è stata annullata a causa dei violenti scontri che si registrarono nel 2010 tra gruppi di estrema destra e polizia.
In quella occasione infatti, i nazionalisti omofobi che si opponevano alla parata, devastarono la sede del Partito Democratico e di quello socialista, e lo scontro con la polizia portò a centinaia di arresti e feriti.
Il Gay Pride del 31 maggio si annuncia dunque molto complicato per l’ordine pubblico: l’estrema destra ha già fatto sapere che cercherà in tutti i modi di impedire il corteo, definendo nei prossimi giorni le misure concrete che intende mettere in atto.
“Un modello di integrità e onestà”
“Un modello di integrità e onestà”. Così che i colleghi del collettivo Cesura.it ricordano Andy Rocchella, il fotoreporter italiano ucciso in Ucraina. Oltre alla crisi russa, il trentenne piacentino aveva documentato la Primavera Araba in Tunisia e Libia e raccontato la crisi etnica nel Kirghizistan, collaborando con Human Right Watch.
33 milioni
33 milioni. Tanti i rifugiati nel mondo costretti a scappare da guerre, violenze e persecuzioni. Il numero di sfollati si concentra per due terzi in cinque paesi del mondo: Siria, da cui fugge una persona ogni sessanta secondi, Colombia, Repubblica Democratica del Congo, Sudan e Nigeria.
Lo stop del boia
Lo stop del boia. La Corte suprema degli Stati Uniti ha sospeso l’esecuzione di un condannato in Missouri. A meno di un mese dalla vicenda di Clayton Lockett, vittima di atroci sofferenze per un errore nella somministrazione dei farmaci letali, si torna a parlare di pena di morte. Anche se, secondo un recente sondaggio, la maggioranza degli americani rimane favorevole alla pena capitale.
Perdere tutto
Perdere tutto. Dopo l’alluvione che ha colpito i Balcani, le organizzazioni umanitarie sono a lavoro per aiutare le popolazioni. Il servizio di Fabio Piccolino.
Tensione in Brasile per lo sciopero della polizia
Poliziotti in sciopero in cinque stati del Brasile per chiedere un aumento dei salari dell’80% e migliori condizioni di lavoro.
La serrata rischia di avere gravi ripercussioni dal punto di vista della sicurezza, ed è l’ennesimo ostacolo per i Mondiali di Calcio che inizieranno il 12 giugno.
La Fifa ha criticato in questi mesi le autorità brasiliane per i gravi ritardi nella realizzazione delle infrastrutture, mentre il mese scorso ci sono stati numerose manifestazioni e scontri durante le cosiddette “pacificazione delle favelas”, che hanno contribuito ad innalzare il livello della contestazione e ad inasprire il conflitto sociale.
Nei prossimi giorni sono previste nuove manifestazioni convocate, in varie città del Brasile, dai movimenti che protestano contro le spese e gli sprechi nell’organizzazione della Coppa del mondo.
Cartellino rosso.
Cartellino rosso. A meno di un mese dai Mondiali di calcio in Brasile, Greenpeace ha presentato un rapporto da cui emerge la presenza di sostanze chimiche pericolose nei prodotti dei maggiori marchi di abbigliamento sportivo, Nike, Adidas e Puma. Sotto accusa scarpini, guanti da portiere e il pallone ufficiale della manifestazione.




