4 agosto – La severa legge che discrimina e criminalizza gli omosessuali entrata in vigore in Uganda lo scorso mese di febbraio, trova uno scoglio in patria. La Corte costituzionale del paese africano ha infatti dichiarato che le nuove norme sono state varate senza che ci fosse il numero legale per il voto in Parlamento, annullandone di fatto il valore.
La legge voluta dal presidente Yoweri Museveni prevedeva pene fino all’ergastolo per i gay ed è stata al centro di numerose polemiche da parte della comunità internazionale.
Il pronunciamento della Corte tuttavia non lascia ben sperare per il futuro; in Uganda l’omofobia continua ad essere molto diffusa.
Con l’annullamento delle nuove norme inoltre, torna in vigore la legislazione precedente, meno severa ma che prevede comunque il reato di omosessualità, punibile con il carcere.
Mai più femminicidi
Il Parlamento europeo dà il via libera alla Convenzione di Istanbul per combattere la violenza sulle donne. Il servizio è di Anna Ventrella.
Ebola, cresce il panico per l’epidemia
La più grande epidemia di Ebola della storia. E’ quella che si sta consumando in diversi paesi dell’Africa occidentale. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, da gennaio i morti sono 672 e i casi accertati più di 1200; Guinea, Liberia e Sierra Leone i paesi fino ad oggi coinvolti. Una malattia terribile, per cui non esiste cura.
La Liberia cerca di correre ai ripari: scuole chiuse, 30 giorni di ferie obbligatorie per i dipendenti statali “non essenziali”, disinfestazione di tutti gli uffici pubblici, messa in quarantena delle comunità colpite.
In Sierra Leone chiusi i teatri, i cinema e i bar e rinviati a fine agosto gli esami pubblici di terza media previsti a luglio.
Ma cresce il panico e la paura che la malattia possa espandersi ancora: il 22 luglio un uomo liberiano è morto a Lagos, in Nigeria. La paura della diffusione dell’epidemia anche in Nigeria ha fatto scattare l’allarme delle autorità, con una stretta sui controlli per i voli i partenza dalle zone a rischio.
Secondo il direttore delle operazioni di Medici senza frontiere, Bart Janssens, “se la situazione non migliora abbastanza rapidamente, c’è il rischio reale di vedere nuovi Paesi colpiti”.
L’Unione europea ha stanziato altri due milioni di euro per fronteggiare la crisi sanitaria.
Inferno Gaza
Nuova strage di civili nel Nord del Paese. Le bombe israeliane hanno distrutto un’altra scuola dell’Onu usata come rifugio per gli sfollati: ventitré le vittime, che si aggiungono alle oltre 1300 dall’inizio del conflitto. Dalla Striscia la testimonianza di Meri Calvelli, dell’associazione Cooperazione e solidarietà.
Disfunzionale e anticostituzionale
È quanto deliberato dal giudice federale della California in merito allo strumento della pena di morte che dal 1978 ha giustiziato nello stato americano più di 900 persone. Una decisione importante che potrebbe decretare la fine delle esecuzioni capitali.
Nuovi muri
In Bulgaria le autorità nazionali hanno eretto trenta chilometri di filo spinato in corrispondenza del confine turco. Nelle intenzioni del governo una misura dissuasiva per arginare il flusso di migranti provenienti principalmente dalla Siria. Il provvedimento si è guadagnato le critiche delle associazioni umanitarie e dell’Onu.
Viaggio di speranza
È arrivata in Italia Meriam, la donna sudanese condannata a morte per apostasia, in quanto sposata ad un uomo cristiano in un Paese musulmano. Arrestata all’ottavo mese di gravidanza, ha partorito in carcere ed è stata liberata a seguito della forte mobilitazione internazionale. Vilma Nicolini, responsabile Osservatorio pari opportunità dell’Auser.
Senza pietà
A Gaza l’esercito israeliano ha distrutto La Terra dei Bambini. Il centro polifunzionale, che oltre all’asilo per 130 bimbi, comprendeva un ambulatorio pediatrico e una mensa comunitaria per le famiglie più povere, è stato completamente raso al suolo. A gestirlo una ong milanese Vento di Terra. Sabina Facchi, una delle responsabili del progetto.
Imbavagliati
Sette blogger e tre giornalisti sono detenuti da tre mesi in Etiopia con l’accusa di terrorismo. I reporter avevano criticato il governo dalle colonne del blog Zone 9. Secondo Human Rights Watch si tratta di un “uso abusivo della legge antiterrorismo con l’intento di soffocare la libertà di espressione e di mettere a tacere le dissidenze”.




