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Sport disabile anche nelle Fiamme Oro


Dopo l’ingresso degli atleti paralimpici nelle Fiamme Azzurre e in quelle Gialle, cade l’ennesima barriera. Il campione dello sci nordico Enzo Masiello e gli schermidori in carrozzina Andrea Macrì e Alessio Sarri entrano nelle Fiamme Oro, a seguito di una convenzione stipulata tra Comitato italiano paralimpico e Polizia di Stato.

Ancora morti su due ruote


Sabato scorso, flash mob dei ciclisti che si sono sdraiati simbolicamente sulle strisce pedonali davanti Palazzo Chigi, dopo l’ennesimo tragico incidente avvenuto il giorno prima a Roma. Un’occasione per rilanciare la campagna “Salva i ciclisti” e la mobilitazione del 28 aprile ai Fori Imperiali.

Sicuri sulle due ruote


“L’emozione di andare in bicicletta”: è questo il titolo del convegno promosso da Uisp, Federciclismo e Fiab che si terrà domani alla Fiera di Roma. Sicurezza e mobilità saranno al centro dei lavori. Sentiamo Davide Ceccaroni, presidente Lega ciclismo Uisp “abbiamo bisogno di percorsi, progetti e abbiamo bisogno di poter creare le ciclovie che sono proviste dalla Comunità Economica Europea. Questi sono gli obiettivi che ci diamo domani al convegno proprio per sensibilizzare tutti i partner possibili a questa grande missione che è quella sulla mobilità sicura nel nostro paese”.

Corsa di speranza


Tra i cinquantamila podisti della Stramilano 2012 ci saranno anche 50 traumatizzati cranici. “Sopravvissuti a gravi incidenti lottano per ricostruirsi una vita”, ha detto Stefano Pelliccioli, che ha fondato l’associazione Amici di Samuel, dopo che il figlio è sopravvissuto al coma causato da un incidente in moto. I 50 runner correranno accompagnati da un grande striscione di 6 metri, sospeso in aria da circa 500 palloncini
 

L’Italia è anche lui


Il 28enne calciatore senegalese dell’Ascoli Papa Waigo, è da dieci anni nel nostro Paese, ma è ancora in attesa di una cittadinanza che non arriva, per lui e per i suoi figli. Ascoltiamolo ai nostri microfoni “io sono qua da dieci anni, i miei figli sono nati qua in Italia. È normale che ognuno di noi straniero avrà un problema a parlare con il suo proprio figlio un giorno e a raccontare dove sei nato, dove sei cresciuto e dove hai fatto i primi passi. Non possiamo spiegare tutto con le favole, le persone devono avere una loro identità”. 

Calcio dell’altro mondo


Dall’Argentina alla Macedonia, dall’India al Gambia. La storia della Porcenese parla di un calcio diverso, lontano dai cori razzisti delle curve di serie A. La squadra, iscritta al campionato Csi in provincia di Belluno, è composta da giocatori appartenenti a 10 nazionalità diverse. Storie di migranti e rifugiati si incrociano su un campo alla periferia di Seren Del Grappa, nel profondo Nord Est.

Lo sport che non t’aspetti


Le società che si sono ritrovate sabato a Roma per l’incontro nazionale “Dare voce allo sport per tutti” hanno annunciato una proposta di legge popolare per sostenere le attività sportive sociali sul territorio. E per questo hanno chiesto impegni specifici dal governo e dagli enti locali.

Sport di base a rischio


Domani a Roma la prima assemblea nazionale delle società sportive: volontari, dirigenti e operatori di tutta Italia si riuniranno per manifestare i problemi di questo settore associativo. Ascoltiamo Filippo Fossati, presidente nazionale Uisp. Il problema principale è un problema di riconoscimento. Le società sportive sono un patrimonio di questo Paese. Sono più di 100 mila, stanno su tutto il territorio e svolgono una funzione sociale importantissima. Nelle società sportive c’è inclusione sociale. Partecipano all’attività sportiva gli immigrati, partecipano all’attività sportiva spesso gli anziani, spesso ci sono attività fatte con i bambini e anche con le famiglie dei bambini, quindi si fanno delle cose straordinarie. Ecco questo valore sociale non è riconosciuto.

Dare voce allo sport di base


La crisi economica sta strozzando lo sport sociale e per tutti sul territorio. È questo l’appello di trenta società sportive di base che si ritroveranno a Roma sabato in un’assemblea nazionale. Marco Galdiolo, presidente Unione sportiva delle Acli.  Sosteniamo e appoggiamo quest’iniziativa perchè nasce dalla base, cioè da società territoriali, dal territorio e per questo motivo per noi è più  incisiva e costrutiva. In questa fase di estrema difficoltà è ancor più confortante vedere che a livello territoriale le nostre società acquisiscono uno spirito di responsabilità, non chiamandosi fuori da questi problemi, ma volendo dare una mano nell’identificare delle idee e delle proposte.