“Le abilità dello sport” è il titolo del progetto realizzato dall’Uisp-Unione Italiana Sport Per tutti dall’inizio di gennaio sino alla fine di luglio 2015. Il progetto si è articolato su tutto il territorio nazionale: sedi di attività sono stati i comitati regionali e territoriali Uisp. Nello specifico le 10 regioni “laboratorio” sono state: Campania, Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Toscana, Veneto, Trentino Alto Adige.
Le 19 regioni che diffonderanno la buona pratica attraverso azioni di comunicazione ed eventi dedicati sono: Abruzzo, Molise, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto, Trentino Alto Adige.
Il progetto ha sperimentato un coinvolgimento di persone con disabilità in attività sportive in cui si cimentano insieme ai cosiddetti normodotati. Il senso profondo del progetto è stato esattamente quello di superare il concetto pietistico dell’attività adattata per i disabili per spostare l’asse dell’intervento su un terreno in cui la persona con disabilità assume responsabilità e posizioni trainanti nel gruppo.
Le attività progettuali si sono articolate in laboratori sperimentali incentrati sulle pratiche sportive invernali (sci alpino, sci di fondo, escursioni con ciaspole, sleddog, escursionismo, trekking alpino) e finalizzati all’empowerment dei partecipanti e alla capacità di sviluppare attitudini di intervento in team building. Nelle attività sportive invernali, ogni precondizione può determinare abilità e disabilità, per questo variando la condizione, le stesse persone possono essere abili o meno: è questa la base sulla quale si è deciso di sperimentare il gruppo misto, composto da abili e disabili.
Le attività in ambiente naturale, per la caratteristica di svolgersi su un terreno d’azione vario, imprevedibile e spesse volte insidioso, fortemente caratterizzato dalle stagioni e dalle condizioni climatiche, in un contesto spesso psicologicamente difficile, rappresentano un terreno valido dove la diversità tra abile e disabile può azzerarsi e le abilità di un disabile possono essere determinanti nella dinamica del gruppo (la motivazione, che nello sport può costituire un fattore determinante). La metodologia che è stata applicata è quella della “narrazione autobiografica”, che consente di mettere al centro del progetto le soggettività, in primis quelle dei disabili: si tratta di narrazioni autobiografiche dei partecipanti attraverso le quali far emergere gli elementi di forza, quali la motivazione e il gruppo, come “linee guida” per l’agire nelle attività sportive.
Obiettivi generali del progetto sono stati favorire l’integrazione e la cooperazione tra disabili e abili e superare il concetto pietistico dell’attività per disabili spostandosi sul terreno in cui il disabile trova la propria motivazione nell’affrontare delle prove con livelli di difficoltà adeguati.
Sport per crescere
Regione Lombardia e Cariplo lanciano un bando regionale per interventi rivolti a bambini e ragazzi dai 6 ai 19 anni, che utilizzino l’attività fisica per favorire l’inclusione e l’integrazione. L’iniziativa è indirizzata a giovani provenienti da situazioni di disagio sociale.
Homeless world cup
In corso ad Amsterdam il campionato mondiale di calcio dei senza dimora. Otto gli atleti della nazionale solidale italiana alla cui preparazione atletica ha contribuito anche l’allenatore Emiliano Mondonico. Al torneo partecipano 64 squadre di 49 Paesi. La finale il 19 settembre.
Scatti di sport
Si chiama Runforart la mostra allestita al Foro Italico a Roma, fino al 26 settembre, con le foto finaliste realizzate da giovani per rinsaldare i valori olimpici. Ascoltiamo Novella Calligaris, campionessa di atletica e direttrice editoriale della mostra. “Il valore di questa mostra è innanzitutto che è creata dai giovani per i giovani. Sono due gruppi, uno che si occupa di arte e l’altro quella che è la cultura sportiva; si sono uniti e hanno coniugato arte e sport attraverso la fotografia. Questo ha fatto sì che scegliessero cinque temi, come i cinque cerchi olimpici, con i valori dello sport. Per ogni tema otto finalisti come fosse una vera gara sportiva e un podio con primo, secondo e terzo.”
Miracolo Islanda
Dopo aver scalato in quattro anni la classifica Fifa, salendo dalla posizione 134 alla 23, si è qualificata agli europei di calcio 2016, oltre a quelli di basket e pallamano. Alle origini del successo del piccolo Paese la lotta all’alcolismo e al fumo e un intervento a favore degli sport di squadra per combattere queste dipendenze.
Tutti per uno
Ad Udine un minore su cinque non svolge attività motorie nel tempo libero. Nel 27% dei casi questo è dovuto alle difficoltà economiche delle famiglie. Per contrastare gli allarmanti dati di Save the Children, pronto un fondo di 55mila euro per fronteggiare il calo di iscrizioni a pratiche sportive.
One Year To Go
Siamo ad un anno esatto dalle Paralimpiadi di Rio 2016. Grande festa in tutto il Brasile con la vendita dei primi biglietti. Il presidente del Comitato paralimpico internazionale Craven è sicuro: “Sarà un’edizione da record”.
Pallone d’oro
Il Bayern Monaco ha annunciato l’apertura di un campo di allenamento per bambini e ragazzi profughi giunti negli ultimi giorni in Baviera, al termine della drammatica odissea lungo la rotta balcanica. La squadra campione di Germania metterà a disposizione al tempo stesso un milione di euro per l’emergenza migranti.
Buone pratiche
Si sta concludendo la prima fase di formazione tenuta dall’Uisp nel campo profughi palestinese di Mar Elias in Libano e realizzata dalla ong italiana Ctm. Un corso rivolto alle operatrici per avvicinare i bambini allo sport. Da Beirut il formatore Alessandro De Paolis ci illustra gli obiettivi del progetto. “Abbiamo come obiettivo quello di portare la nostra esperienza sul gioco, sulla metodologia obliqua, sull’insegnamento tramite il gioco e il movimento alle insegnanti dei campi profughi. Abbiamo avuto questa ottima opportunità di entrare nel campo profughi e fare questa formazione e avere anche da loro molto in cambio. Quindi è stata un’esperienza molto arricchente.”
No, grazie
In Germania c’è una squadra contro cui nessuno vuole giocare, si tratta dell’Fc Ostelbien Dornburg dove quasi tutti i suoi calciatori e i tifosi si dichiarano neonazisti. Così ben 65 delle 68 squadre del campionato si rifiutano di incontrarli. Al momento la federazione regionale non ha intenzione di preoccuparsi della vicenda e la formazione rischia seriamente di vincere il campionato senza mai scendere in campo.




