La cooperazione in festa – Fino a sabato a Firenze l’iniziativa di Legacoop Toscana con incontri, spettacoli e dibattiti dedicati al mondo cooperativo, alla cultura e ai grandi temi sociali contemporanei. L’iniziativa si inserisce in un percorso di valorizzazione della cooperazione come modello economico e sociale, capace di intrecciare lavoro, diritti e comunità.
Tra gli ospiti figurano il 20 maggio l’ex CT della Nazionale di pallavolo maschile Mauro Berruto, il 21 maggio Pier Luigi Bersani e lo scrittore Francesco Piccolo, il 22 maggio la storica Michela Ponzani e la conduttrice e autrice tv Serena Dandini. Prosegue la collaborazione con Treccani, che quest’anno curerà due iniziative, una dedicata a 250 studenti delle scuole superiori toscane insieme al linguista Michele Cortelazzo (22 maggio) e l’altra incentrata sul cibo di qualità con il direttore generale della Treccani Massimo Bray (23 maggio). Non mancheranno i concerti: le ultime due giornate della manifestazione saranno chiuse dai live dei gruppi Nobraino, Loren e Lo-Fi Le Fusa.
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Crisi abitativa, Forum: servono risposte sociali oltre l’emergenza
Non basta – Secondo il Forum del Terzo Settore il Piano Casa del Governo riduce il problema abitativo a una questione economica e urbanistica, mentre occorrono soluzioni integrate e mirate, nell’ambito del più ampio diritto all’abitare, oggi fortemente a rischio a causa di una grave crisi sociale e salariale.
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Matrimoni sempre più cari: spesa in aumento fino al +11%
Un salatissimo Sì – Se dai dati Istat si parla di un calo del 5,9% dei matrimoni un motivo risiede nei costi esorbitanti come denuncia l’Osservatorio nazionale di Federconsumatori: il prezzo totale di un matrimonio tradizionale con 100 invitati può oscillare tra 48mila euro – +4% rispetto al 2025 e i 118mila – +11%.
Gli ultimi dati Istat parlano di un calo dei matrimoni del 5,9% sull’anno precedente (dato relativo ai primi 9 mesi 2025), diminuzione che si aggiunge a quella già registrata nel 2024 (-5,9% sul 2023). Non c’è da sorprendersi di un calo simile, viste le cifre astronomiche che bisogna sostenere per sposarsi oggi.
Si avvicina il periodo più gettonato per celebrare questa cerimonia (tra giugno e settembre) e, come ogni anno, l’O.N.F – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha aggiornato i costi che le coppie (e le rispettive famiglie) devono affrontare per festeggiare in grande stile. Dallo studio è emerso che, nel 2026, il costo totale di un matrimonio tradizionale con 100 invitati può oscillare tra 48.018,00 € (+4% rispetto al 2025) ed 118.072,00 € (+11% rispetto al 2025).
La voce più onerosa è senza dubbio quella relativa alla location, alla musica dal vivo e al pranzo/cena per gli invitati (che costituisce circa il 42% del totale). Segue la spesa per il look degli sposi, che ammonta a circa il 15% del totale. In terza posizione il viaggio di nozze (15% del totale).
A conti fatti, si tratta di una spesa notevole, proibitiva per molti: non a caso aumentano non solo le rinunce, ma anche le disparità e le disuguaglianze in questo settore. Infatti, mentre il matrimonio “di lusso” non conosce crisi, chi non è disposto a spendere cifre così onerose per festeggiare con amici e parenti uno dei giorni più importanti della propria vita è costretto a ricorrere a soluzioni e strategie low cost. Tra queste sicuramente la soluzione principale per abbattere i costi è ridurre il numero di invitati, optando per aperitivi e buffet al posto del classico pranzo/cena: in questo modo si può risparmiare anche il 60% della spesa.
C’è anche chi decide per festeggiamenti fai da te, invitando tutti a casa o organizzando un party in giardino, ricorrendo a un servizio di catering o mettendo alla prova le abilità culinarie dei propri parenti per preparare un buffet di nozze genuino e all’insegna delle tradizioni (con un risparmio, in questo caso, anche del 42%).
Altre voci di spesa su cui si può risparmiare sono le bomboniere e le partecipazioni fai da te (-65% sui costi). Si conferma in ripresa la scelta di non rinunciare al servizio fotografico e video: sono sempre di più le coppie che preferiscono affidarsi a professionisti, muniti di attrezzatura ad hoc e droni, per immortalare il giorno del fatidico “sì”. Il fai da te, in questo caso, è affidato a cloud e app di raccolta delle foto scattate dagli invitati, che faranno da corollario all’album ufficiale.
Soluzione drastica per tagliare i costi è quella adottata da un numero crescente di coppie che scelgono di partire per il proprio matrimonio, accompagnati solo dai testimoni (una tendenza che riguarda ancora tra il 9 e l’11% delle coppie, ma che risulta in aumento). Attenzione, in questi casi, a verificare i requisiti e le norme affinché il matrimonio sia valido a tutti gli effetti anche in Italia.
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Inclusione digitale e lavoro: bando Zenit per persone con disabilità
Zenit – Accrescere le competenze digitali e favorire l’inclusione sociale e lavorativa delle persone con disabilità: è questo l’obiettivo del nuovo bando promosso dal Fondo per la Repubblica Digitale che punta su formazione digitale e accompagnamento verso il mercato del lavoro. Per partecipare c’è tempo fino al 18 settembre.
L’iniziativa mira a rafforzare l’autonomia personale attraverso percorsi accessibili che uniscano la formazione digitale (sia di base che avanzata) all’accompagnamento verso il mercato del lavoro e verso la realizzazione personale. Il bando poggia su un’analisi dei dati nazionali ed europei che evidenziano la necessità di interventi mirati per l’autonomia e l’occupabilità: secondo i più recenti dati Istat, pur avendo registrato un miglioramento significativo negli ultimi anni, nel 2025 la quota di persone di 16-74 anni con competenze digitali almeno di base è pari al54,3%. Resta lontano l’obiettivo europeo che punta, entro il 2030, a una quota dell’80%.
In questo contesto, i dati Ue segnalano che solo il 23,9% delle persone con disabilità consegue un titolo di istruzione terziaria (rispetto al 33,6% della popolazione generale). In aggiunta, nel 2024, per l’Eurostat, solo l’86% delle persone con disabilità ha utilizzato regolarmente Internet, quota che scende al 78,2% tra le persone con disabilità grave, rispetto al 93,5% delle persone senza disabilità. Questo divario limita le opportunità di acquisire e consolidare competenze digitali, riducendo ulteriormente le possibilità di accesso al lavoro e di piena partecipazione alla vita sociale ed economica.
Prezzi, dopo i rincari di marzo allarme di Federconsumatori
I prezzi sempre più su – L’Istat conferma la salita del carrello della spesa con quasi il 3 per cento in più a marzo. Per Federconsumatori ora ci sono nuovi rischi: “temiamo che questo sia solo l’inizio: se il conflitto dovesse proseguire a lungo, l’impatto su fertilizzanti, plastiche, logistica, energia e trasporti potrebbe essere ancora più grave”.
Economia fragile, Legacoop: senza strategie l’Italia rischia di rallentare
L’immobilismo non paga – Secondo il nuovo monitoraggio realizzato da Prometeia per Legacoop l’Italia rischia di avviarsi verso uno scenario economico sempre più fragile. Per il presidente Simone Gamberini “L’Italia ha bisogno di una strategia economica di lungo respiro che sia capace di sostenere e coniugare crescita, lavoro e investimenti produttivi”.
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Electrolux taglia il 40% del personale: protesta delle Acli
Atto gravissimo – Per le Acli l’annuncio di Electrolux di voler licenziare 1700 lavoratori, pari al 40% del suo personale in territorio italiano, con la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, è di assoluta gravità e si inserisce in un quadro preoccupante per la situazione economica complessiva del nostro Paese.
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Lavoro e disabilità: solo il 10,9% trova impiego con canali pubblici
Serve più inclusione – Secondo la ricerca della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro e Anffas Nazionale, solo il 10,9% delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo trova lavoro tramite canali pubblici. Decisivi i servizi privati, ma nel 36% dei casi i costi ricadono sulle famiglie.
Medio Oriente, la guerra pesa sulle tasche delle famiglie
La guerra nelle tasche – Dall’inizio del conflitto in Medio Oriente l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, ha monitorato attentamente l’andamento nei settori principalmente interessati. Sui carburanti le ricadute ammontano a 60 euro a famiglia per questi primi due mesi, ma potrebbero diventare ben 360 annui.
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