Un mare di morte – Il Mediterraneo continua a consegnare cadaveri sulle spiagge della Calabria e della Sicilia: potrebbero essere migranti naufragati durante il ciclone Harry e per altre tempeste. La Procura di Paola apre un’inchiesta e secondo “Refugees in Libia”, i migranti scomparsi in mare sarebbero circa mille.
Da Gobetti a Langer, ritrovare il valore della libertà. Il punto di Ivano Maiorella
Ucraina, a Leopoli nasce AiCS Casa Italia per i bimbi della guerra
Bimbi in guerra – In Ucraina, un centro sportivo e sociale italiano a misura di bambini. Il servizio è di Fabio Piccolino.
A Leopoli in Ucraina nasce “AiCS Casa Italia”, centro dedicato ai minori colpiti dalla guerra. Il progetto è promosso dall’Associazione italiana cultura sport grazie a un bando del Ministero degli Affari Esteri e punta a offrire supporto psicologico, attività educative, culturali e sportive, oltre a servizi di prima necessità. Il centro accoglierà circa 300 bambini e adolescenti orfani, sfollati o in condizioni di fragilità e sosterrà anche le loro famiglie.
Minori a rischio: così a Nisida gli istruttori di sport diventano educatori credibili
Ucraina, vittime civili +26% nel 2025 sotto i raid russi
Morte e distruzione – Secondo i dati dell’organizzazione internazionale Azione contro la violenza armata, nel 2025 le vittime civili ucraine sono aumentate del 26%, in corrispondenza degli attacchi russi contro città e infrastrutture. In media a rimanere uccisi sono quasi cinque civili per ogni raid.
Senza consenso è stupro: dalle 50 piazze alla manifestazione nazionale a Roma
Gaza, ancora morti e polemiche nello store Milano-Cortina
Bombe e polemiche – A Gaza nove morti in un nuovo raid israeliano che non accennano a fermarsi nonostante la tregua. Intanto in uno store ufficiali delle Olimpiadi a Milano scoppia un caso sui social dove un commesso grida “free palestine” quando entrano alcuni tifosi con le bandiere di Israele, poi usciti per protesta.
Sud e volontariato sociale: a Reggio Calabria il centenario del precursore Luciano Tavazza
Ong contro il Ddl immigrazione: “Stretta sul soccorso in mare”
Colpo alle ONG – “Il disegno di legge sull’immigrazione è un’altra stretta al soccorso civile nel Mediterraneo”. Lo denunciano 9 reti, tra cui Emergency, Medici senza Frontiere e Open Arms, secondo cui le misure del Governo non mirano a governare i flussi, ma a bloccare le navi umanitarie con il risultato di aumentare il numero di chi perde la vita in mare”.
“La strategia del Governo per estromettere le Ong del soccorso in mare dal Mediterraneo – sostengono le organizzazioni- si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo le limitazioni operative, i rientri obbligatori dopo un solo salvataggio, l’assegnazione sistematica di porti lontani e le sanzioni contro chi presta assistenza, arriva l’interdizione fino a sei mesi dall’ingresso nelle acque territoriali. Una misura che viola il diritto internazionale e le convenzioni sul soccorso, mettendo in discussione l’obbligo inderogabile di salvare vite umane. Il blocco navale è previsto per casi definiti in modo vago e quindi soggetti ad ampia discrezionalità: se applicato, produrrà meno tutele, più sofferenze per i naufraghi e meno navi pronte a intervenire in mare.
Troviamo inaccettabile che il Governo consideri una minaccia alla sicurezza nazionale le persone che rischiano di annegare nel Mediterrano e le persone che tentano di salvarle. Queste norme non rendono lo Stato più sicuro. A mettere in pericolo lo Stato di diritto è invece il Governo che sceglie di sospendere la legalità nelle città e in mare, di limitare il diritto d’asilo, di criminalizzare chi manifesta o chi salva vite.
La stessa Europa, con la lista dei Paesi cosiddetti sicuri e con le novità introdotte dal Patto migrazione e asilo che entrerà in vigore a giugno, cambia natura: non più luogo di pace e di diritti, ma “continente fortezza”, che punta su esternalizzazione delle frontiere e forti restrizioni a tutele e diritti dei migranti, compreso quello all’asilo per le persone in movimento”.




