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Rapporto Amnesty: diritti umani sotto attacco in 144 Paesi


Un bene da difendere – Amnesty International ha presentato il Rapporto sulla situazione dei diritti umani nel mondo, che prende in esame 144 stati. Secondo l’organizzazione “Oggi c’è un assalto diretto alle fondamenta dei diritti umani e all’ordine internazionale”. Ascoltiamo il portavoce Riccardo Noury.

“Abbiamo di fronte il periodo più sfidante di quest’epoca. L’umanità è attaccata da movimenti transnazionali contrari ai diritti e da governi predatori che vogliono affermare il loro dominio attraverso guerre illegali e sfacciati ricatti economici”, ha dichiarato Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International.

“Per anni Amnesty International ha denunciato la graduale disintegrazione dei diritti umani in ogni parte del mondo, mettendo in guardia sulle conseguenze delle clamorose rotture delle regole da parte di governi e attori economici. Abbiamo mostrato più volte come i doppi standard e il rispetto selettivo del diritto internazionale stessero indebolendo il sistema multilaterale e l’accertamento delle responsabilità”, ha aggiunto Callamard.

“Ciò che rende fondamentalmente diverso questo momento è che non stiamo più documentando l’erosione ai margini del sistema. Oggi c’è un assalto diretto alle fondamenta dei diritti umani e all’ordine internazionale basato sulle regole da parte degli attori più potenti, a scopo di controllo, impunità e profitto”, ha sottolineato Callamard.

“Il conflitto che sta avvolgendo il Medio Oriente è il prodotto di un precipizio nell’assenza di legge. Dopo l’iniziale attacco illegale degli Usa e di Israele in violazione della Carta delle Nazioni Unite, che ha provocato la rappresaglia indiscriminata dell’Iran, il conflitto si è rapidamente trasformato in una guerra aperta contro i civili e le infrastrutture civili, acuendo la già catastrofica sofferenza delle popolazioni di quella regione. Ora sta coinvolgendo più stati, avendo un impatto sulle popolazioni e minacciando i mezzi di sostentamento di milioni di persone. Ecco cosa succede quando le regole, le istituzioni e il sistema giuridico, frutti di enormi sacrifici per salvaguardare l’umanità, vengono svuotati a scopo di dominio”, ha commentato Callamard.

“Il rapporto di Amnesty International sul 2025 non si limita a dare l’allarme su un’imminente crisi ma documenta un collasso in corso ed espone le sue devastanti conseguenze per i diritti umani, per la stabilità globale e per la vita di milioni di persone nel 2026 e nel periodo a venire. Chiede agli stati del mondo di respingere urgentemente le politiche arrendevoli del 2025, di superare la paura e di resistere con le parole e i fatti alla costruzione di un ordine mondiale predatorio”, ha evidenziato Callamard.

Gaza da ricostruire, stima record: servono oltre 71 miliardi di dollari


Terra martoriata – Secondo la valutazione di Unione Europea e Nazioni Unite, per la ripresa e la ricostruzione della Striscia di Gaza servirebbero oltre 71 miliardi di dollari. I settori più colpiti dai bombardamenti sono edilizia abitativa, sanità, istruzione, commercio e agricoltura.

La valutazione è stata messa a punto in vista della nona ministeriale della Global Alliance per la soluzione dei due Stati e dell’Ad hoc liaison committee in corso oggi a Bruxelles e co-presieduti dall’Ue.
Il doppio appuntamento punta ad avanzare il confronto su sicurezza e stabilizzazione a Gaza e in Cisgiordania, oltre a fare il punto sulle iniziative a sostegno della popolazione palestinese, in linea con il piano di pace per Gaza e la risoluzione 2803 del Consiglio di sicurezza dell’Onu.

Cessate il fuoco in Libano, Oxfam denuncia crisi umanitaria


Non basta – “La tregua in Libano è un primo e importantissimo passo in avanti che purtroppo arriva troppo tardi per le migliaia di persone uccise e mutilate, per le famiglie in lutto e per milioni di libanesi allo stremo”. Lo ha detto Paolo Pezzati di Oxfam secondo cui un cessate il fuoco temporaneo non è sufficiente a rispondere all’emergenza umanitaria in corso.

Secondo Oxfam, “una tregua di appena 10 giorni non consentirà a oltre 1,3 milioni di sfollati di iniziare davvero a ricostruire le proprie vite, né di ridare speranza a una popolazione che ha vissuto sotto la costante minaccia dei droni e delle bombe”. Pezzati parla di “sfollamento forzato di centinaia di migliaia di civili” che “deve finire una volta per tutte”. Per il presente e il futuro del Paese, afferma Oxfam, è “cruciale arrivare al più presto a un cessate il fuoco totale, incondizionato e permanente, rispettato da tutte le parti coinvolte e che preveda il ritiro immediato delle forze israeliane”. Solo così, sottolinea Pezzati, “si potrà mettere in campo una risposta umanitaria all’altezza dei bisogni enormi delle comunità colpite dal conflitto”. Oxfam lancia inoltre un appello urgente alla comunità internazionale, chiedendo che “si metta fine all’impunità” e denunciando il collasso del sistema multilaterale che ha contribuito a un’escalation definita “disastrosa e catastrofica per milioni di persone”.

Spagna, sanatoria per 500mila migranti: via libera del governo


Diritti per tutti – Il governo spagnolo ha approvato una regolarizzazione straordinaria per gli immigrati di cui potrebbero beneficiare circa 500mila persone. Il decreto consentirà di ottenere permessi di soggiorno e di lavoro, accesso alla previdenza sociale e al sistema sanitario, con l’obiettivo di facilitare la piena integrazione dei migranti nella società.

Sudan, raid continui in Darfur: 56 feriti assistiti da MSF


Senza mai tregua – In Sudan per 48 ore attacchi coi droni da parte delle forze armate in Darfur. Il team di Medici senza frontiere ha prestato soccorso a 56 persone ferite e registrato 2 decessi come riferito dalla coordinatrice della Ong nella regione Muriel Boursier.