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Libano, infrastrutture idriche sotto attacco: allarme Oxfam


Alla sete – Nelle ultime settimane in Libano le forze israeliane stanno colpendo sistematicamente le infrastrutture idriche, privando migliaia di civili dell’accesso all’acqua pulita. È la denuncia di Oxfam che spiega che privare la popolazione di beni essenziali come l’acqua è un crimine di guerra.

“In appena quattro giorni sono stati bombardati almeno otto impianti idrici da cui dipendevano oltre 7.000 persone nella valle della Bekaa”, afferma Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia, ricordando che la privazione di beni primari come l’acqua è vietata dalle Convenzioni di Ginevra. Secondo Oxfam, gli attacchi aerei nel sud del Paese hanno già costretto più di un milione di persone – circa il 19% della popolazione – a lasciare le proprie case, mentre molte comunità rimangono senza acqua potabile e servizi essenziali. L’organizzazione sta lavorando al ripristino di 19 impianti idrici destinati a 60.000 persone, sei dei quali già danneggiati durante l’escalation del 2024. L’accesso degli operatori umanitari alle aree colpite è sempre più difficile a causa dell’intensità dei bombardamenti, che – riferisce Oxfam – interessano anche reti elettriche e ponti, isolando intere città e villaggi. L’organizzazione denuncia inoltre che il conflitto sta colpendo anche personale sanitario, con 12 medici uccisi in un singolo attacco. Oxfam rivolge infine un appello alla comunità internazionale affinché lavori per un cessate il fuoco immediato e “non resti complice dell’escalation in corso”. Pezzati avverte che le violazioni riportate rischiano di essere “ancora più gravi ed estese” rispetto al 2024, quando oltre 45 reti idriche in Libano erano state danneggiate, con conseguenze per centinaia di migliaia di persone.

Medio Oriente, 87 bambini colpiti ogni giorno


Il prezzo più duro – Dall’inizio dell’escalation del conflitto in Medio Oriente circa 87 bambini sono stati uccisi o feriti ogni giorno. Lo ha detto il vicedirettore generale dell’Unicef, Ted Chaibanche ha spiegato come il numero di sfollati abbia superato i tre milioni di persone, di cui un terzo in Libano.

Più di 2.100 bambini sono stati uccisi o feriti, tra cui 206 in Iran e 118 in Libano. Quattro bambini sono stati uccisi in Israele e uno in Kuwait. Queste sono le cifre segnalate, e si prevede che aumentino con il protrarsi delle violenze. Si tratta di una media di circa 87 bambini uccisi o feriti ogni giorno dall’inizio della guerra. Dietro questi numeri ci sono genitori, nonni, insegnanti, fratelli e sorelle. Comunità, città e nazioni sono sotto shock”, ha sottolineato Chaiban.
In Iran, “l’Unhcr stima che siano state sfollate fino a 3,2 milioni di persone, tra cui fino a 864.000 bambini. In Libano, più di 1 milione di persone sono sfollate, tra cui circa 370.000 bambini – quasi un terzo degli sfollati – con molte famiglie che hanno trovato rifugio in edifici pubblici, comprese le scuole. Circa 90.000 siriani sono tornati in Siria dall’inizio del conflitto, insieme a diverse migliaia di libanesi”.
In tutto il Medio Oriente, “circa 44,8 milioni di bambini vivevano già in contesti colpiti da conflitti prima di questa escalation”.
Il il vicedirettore generale dell’Unicef è appena tornato dal Libano: “La crisi in Libano si sta aggravando da anni. I bambini hanno vissuto il crollo economico, la fragilità delle istituzioni e ripetuti cicli di violenza, tra cui la guerra di 18 mesi fa e quella attuale. Quello a cui stiamo assistendo ha un impatto ancora più profondo sui bambini. Per molte famiglie, questa non è la prima volta in cui sono costrette a fuggire. È solo l’ennesimo episodio di un ciclo di sconvolgimenti che non accenna a interrompersi”. Inoltre, “più di 350 scuole pubbliche sono utilizzate come rifugi, interrompendo l’istruzione di circa 100.000 studenti”.

Crediti foto: Unicef

Barefoot Walk, donne in marcia a Roma: israeliane e palestinesi insieme


A piedi nudi per la pace – Oggi a Roma la Barefoot Walk: madri palestinesi e israeliane cammineranno fianco a fianco per chiedere la fine della violenza e la tutela dei bambini colpiti dal conflitto. La campagna chiede ai governi di includere donne e comunità nei processi decisionali e di trasformare la richiesta collettiva di pace in azioni politiche concrete.

A guidare il cammino simbolico saranno Reem Al-Hajajreh e Yael Admi, candidate al Premio Nobel per la Pace, che attraverseranno la città a piedi nudi in un gesto potente e universale. Il percorso partirà alle 17 dall’Ara Pacis e si concluderà alla Terrazza del Pincio, trasformando Roma in un palcoscenico internazionale di dialogo e speranza.

Morti evitabili: 4,9 milioni di bambini sotto i 5 anni nel 2024


Nessuna infanzia – Secondo le nuove stime pubblicate da UNICEF, OMS, Banca Mondiale e Onu, si stima che 4,9 milioni di bambini nel 2024 siano morti prima del loro quinto compleanno, fra questi 2,3 milioni di neonati. La maggior parte di queste morti sono prevenibili con interventi comprovati e a basso costo e l’accesso a cure mediche di qualità.