Tagli ai fondi – Allarme del mondo della cooperazione per la riduzione del programma europeo Global Europe. Il servizio è di Fabio Piccolino.
Il programma “Global Europe”, che l’Unione Europea dedica alla cooperazione internazionale e allo sviluppo, potrebbe essere ridotto del 40%. È l’allarme lanciato da quaranta grandi organizzazioni della società civile europea — tra cui Oxfam, Save the Children, WWF, Plan International, che hanno firmato una lettera aperta ai ministri dello Sviluppo della UE, chiedendo di scongiurare uno scenario che, se si materializzasse, non permetterebbe di rispondere adeguatamente alle crisi globali. “Il Global Europe – spiegano – non può essere trattato come una linea di bilancio residuale. È un investimento strategico.”
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Migranti, corridoi dell’accoglienza: nel 2026 meno arrivi, più vittime in mare
Aprire i corridoi dell’accoglienza – “Rafforzare il multilateralismo e la cooperazione internazionale per prevenire ulteriori perdite di vite umane in mare”. Questo è l’appello di Unicef, Unhcr e Oim in occasione della Giornata della memoria e dell’accoglienza del 3 ottobre scorso. Nel 2026 diminuiscono gli arrivi ma aumentano le vittime: una ogni 23 persone arrivate.
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Tagli alla cooperazione, a rischio i progressi per i diritti di bambine e ragazze
Diritti di bambine e ragazze – I tagli alla cooperazione cancellano anni di progressi. I dati del nuovo dossier indifesa di Terre des Hommes Italia nel servizio di Anna Monterubbianesi.
In vista della Giornata internazionale delle bambine, che si celebra l’11 ottobre, Terre des Hommes ha presentato i dati sulle conseguenze dei tagli alla cooperazione per le bambine. Nel 2025 più di 4 milioni di ragazze sono rimaste fuori dai programmi di prevenzione dei matrimoni precoci, 9 milioni senza servizi per la salute riproduttiva e fino a 12 milioni di donne e ragazze rischiano di perdere l’accesso a servizi essenziali contro la violenza di genere. Per la prima volta in 15 anni l’associazione rileva peggioramenti in quasi tutti gli indicatori, segno dei pesanti tagli internazionali alla cooperazione, che stanno cancellando conquiste fatte negli ultimi decenni.
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UE, spese record per la difesa: 418 miliardi nel 2025
Alle armi – Secondo il Rapporto dell’Agenzia europea per la difesa, gli stati membri dell’Unione Europea hanno speso 418 miliardi di euro per la difesa nel 2025, una cifra senza precedenti.
Secondo Rete Italiana Pace e Disarmo «Tutto questo non porta maggiore sicurezza ma contribuisce ad avere un mondo che, se sarà più armato, sarà ancora più in guerra».
La spesa per la difesa dell’Unione europea continua a crescere e potrebbe raggiungere i 547 miliardi di euro entro il 2029. Una cifra che fotografa il cambio di passo degli Stati membri, arrivati a livelli di investimento “senza precedenti” negli ultimi trent’anni. È quanto emerge dal primo rapporto annuale sulla prontezza della difesa, redatto dall’Agenzia europea per la difesa (Eda) con il contributo della Commissione europea e del Servizio europeo per l’azione esterna, compreso lo Stato maggiore dell’Ue.
Secondo gli ultimi dati contenuti nel documento, secondo quanto apprende l’ANSA, nel 2025 la spesa militare dei Ventisette ha raggiunto i 418 miliardi di euro, equivalenti al 2,2% del prodotto interno lordo dell’Unione. La proiezione per il 2029 indica un ulteriore incremento fino a 547 miliardi, confermando la portata dello sforzo finanziario avviato dai Paesi membri. Il rapporto viene presentato oggi al Coreper, il Comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri presso l’Ue.
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Regeni, primo passo verso la verità: restano molte zone d’ombra
Primo passo – La sentenza sul caso Regeni è un importante riconoscimento delle responsabilità dell’Egitto, ma non è ancora sufficiente per fare totale chiarezza su quanto accaduto.
Ascoltiamo il commento di Giuseppe Giulietti dell’associazione Articolo Ventuno.




