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UE, spese record per la difesa: 418 miliardi nel 2025


Alle armi – Secondo il Rapporto dell’Agenzia europea per la difesa, gli stati membri dell’Unione Europea hanno speso 418 miliardi di euro per la difesa nel 2025, una cifra senza precedenti.

Secondo Rete Italiana Pace e Disarmo «Tutto questo non porta maggiore sicurezza ma contribuisce ad avere un mondo che, se sarà più armato, sarà ancora più in guerra».

La spesa per la difesa dell’Unione europea continua a crescere e potrebbe raggiungere i 547 miliardi di euro entro il 2029. Una cifra che fotografa il cambio di passo degli Stati membri, arrivati a livelli di investimento “senza precedenti” negli ultimi trent’anni. È quanto emerge dal primo rapporto annuale sulla prontezza della difesa, redatto dall’Agenzia europea per la difesa (Eda) con il contributo della Commissione europea e del Servizio europeo per l’azione esterna, compreso lo Stato maggiore dell’Ue.

Secondo gli ultimi dati contenuti nel documento, secondo quanto apprende l’ANSA, nel 2025 la spesa militare dei Ventisette ha raggiunto i 418 miliardi di euro, equivalenti al 2,2% del prodotto interno lordo dell’Unione. La proiezione per il 2029 indica un ulteriore incremento fino a 547 miliardi, confermando la portata dello sforzo finanziario avviato dai Paesi membri. Il rapporto viene presentato oggi al Coreper, il Comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri presso l’Ue.

Gaza, sette-dieci anni per rimuovere 61 milioni di tonnellate di macerie


Quello che resta – A Gaza ci sono 61 milioni di tonnellate di macerie: per rimuoverle serviranno dai sette ai dieci anni e miliardi di dollari. Sono i dati forniti dal Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo.

Il lavoro procede lentamente. L’Undp e il Programma alimentare mondiale hanno liberato 580 chilometri di strade per consentire il passaggio dei camion degli aiuti e dei residenti. Ma le circa 907.000 tonnellate finora rimosse rappresentano appena l’1,5 per cento del totale. Prima di intervenire, le squadre devono individuare gli ordigni, senza avere sempre i mezzi per disinnescarli. L’ingresso dei macchinari necessari è limitato dalle autorità israeliane, che considerano molte attrezzature potenzialmente utilizzabili anche da Hamas. I bombardamenti hanno inoltre costretto a riaprire strade già sgomberate.

Agenda 2030: pace, giustizia e istituzioni solide restano obiettivi lontani


Così non va – A meno di 4 anni dalla scadenza dell’Agenda 2030, i progressi verso gli Obiettivi di sviluppo sostenibile su pace, giustizia e istituzioni solide, restano disomogenei e insufficienti. Lo dicono i dati delle Agenzie Onu: nel 2025 sono state documentate 37.163 vittime civili nei conflitti armati, una ogni 14 minuti: un quinto erano bambini.