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Uganda, l’Ebola è sconfitta: il Paese dichiara la fine dell’epidemia


Finalmente liberi – L’Uganda è ufficialmente libera dall’Ebola. L’annuncio è giunto il 28 luglio dal Ministero della Salute. La rapida identificazione e il contenimento del virus siano stati possibili grazie agli ingenti investimenti fatti negli anni per costruire sistemi sanitari resilienti. Soddisfazione da parte di Amref ma la guardia deve rimanere alta, se si pensa anche alla Repubblica Democratica del Congo, dove continuano contagi e vittime.

Tratta di esseri umani, vittime in aumento: l’allarme dell’ONU


Basta tratta – Domani è la Giornata mondiale Onu contro il traffico di essere umani: i dati registrano un pericoloso aumento. Il servizio è di Fabio Piccolino.

Il 30 luglio si celebra la Giornata mondiale ONU contro la tratta di esseri umani: secondo il Global Report on Trafficking in Persons, nel 2022 le vittime identificate sono aumentate del 25% rispetto al 2019, mentre il traffico di minori ha registrato un incremento del 31%. Tra il 2020 e il 2023 sono state identificate oltre 200.000 vittime in 156 Paesi, ma le Nazioni Unite sottolineano che il numero reale è molto più elevato e le recenti stime parlano di un fenomeno in crescita. Oltre il 60% delle vittime è rappresentato da donne e ragazze, mentre i minori costituiscono il 38% del totale.

Attacco al Pride in Germania, LSVD: “Un giorno buio per il Paese”


Un arcobaleno incrinato – “Questo è un giorno buio per la nostra comunità e per il nostro Paese. Il nostro pensiero va a tutti coloro che sono stati direttamente colpiti”. Lo ha Andre Lehmann portavoce di LSVD, la principale associazione Lgbtquia+ di Germania dopo l’assalto al Pride da parte di un terrorista libanese che ha ucciso una donna e ferito 16 persone.

Venezuela, un mese dopo il sisma: migliaia di bambini ancora a rischio


Non è ancora finita – A 1 mese dai terremoti in Venezuela: migliaia di bambini continuano ad affrontare molteplici rischi.  L’UNICEF sta lavorando per raggiungere circa 470.000 persone, tra cui 169.000 bambini, fornendo assistenza vitale nei settori della salute, della nutrizione, dell’acqua e dei servizi igienico-sanitari.

Gaza, 74mila bambini a rischio malnutrizione acuta nel prossimo anno


Alla fame – Nel prossimo anno circa 74mila bambini avranno bisogno di cure per la malnutrizione acuta nella Striscia di Gaza, mentre 25mila donne in gravidanza e in allattamento necessiteranno di sostegno nutrizionale. Lo dice l’analisi di Fao, Unicef e Programma alimentare mondiale secondo cui soltanto il 3% dei terreni coltivabili è attualmente utilizzabile.

Quattro governatorati della Striscia – Gaza Nord, Gaza, Deir Al-Balah e Khan Younis – sono inoltre destinati a raggiungere livelli di malnutrizione classificati come “allerta” (fase 2 Ipc). Le tre agenzie spiegano che il miglioramento dei tassi di malnutrizione è dovuto soprattutto all’espansione dei programmi di prevenzione e all’aumento dell’accesso alle cure per i casi più gravi, ma resta fortemente dipendente dagli aiuti umanitari. A Gaza, infatti, oltre il 70% dei terreni coltivabili risulta inaccessibile e soltanto il 3% è attualmente utilizzabile, mentre le importazioni commerciali di prodotti freschi e proteine continuano a essere irregolari. “La malnutrizione acuta è diminuita, ma molti bambini continuano a soffrire la fame e alcuni potrebbero non riprendersi mai completamente dalla prolungata mancanza di un’alimentazione adeguata”, ha dichiarato la direttrice generale dell’Unicef, Catherine Russell. Le agenzie lanciano infine un appello alla comunità internazionale affinché aumenti i finanziamenti per alimentazione, sanità, acqua, servizi igienico-sanitari e ripresa agricola, avvertendo che l’esaurimento delle risorse disponibili rischia di compromettere i progressi ottenuti e di mettere ulteriormente in pericolo i 2,1 milioni di abitanti della Striscia.

Gaza, l’Onu: nessun luogo è sicuro per i palestinesi


Quale tregua – Nove mesi dopo l’annuncio del cessate il fuoco, a Gaza non esiste ancora alcun luogo sicuro per i palestinesi. Lo dice l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, che ha documentato la morte di almeno 57 persone nell’ultima settimana.