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Attacco al Pride in Germania, LSVD: “Un giorno buio per il Paese”


Un arcobaleno incrinato – “Questo è un giorno buio per la nostra comunità e per il nostro Paese. Il nostro pensiero va a tutti coloro che sono stati direttamente colpiti”. Lo ha Andre Lehmann portavoce di LSVD, la principale associazione Lgbtquia+ di Germania dopo l’assalto al Pride da parte di un terrorista libanese che ha ucciso una donna e ferito 16 persone.

Venezuela, un mese dopo il sisma: migliaia di bambini ancora a rischio


Non è ancora finita – A 1 mese dai terremoti in Venezuela: migliaia di bambini continuano ad affrontare molteplici rischi.  L’UNICEF sta lavorando per raggiungere circa 470.000 persone, tra cui 169.000 bambini, fornendo assistenza vitale nei settori della salute, della nutrizione, dell’acqua e dei servizi igienico-sanitari.

Gaza, 74mila bambini a rischio malnutrizione acuta nel prossimo anno


Alla fame – Nel prossimo anno circa 74mila bambini avranno bisogno di cure per la malnutrizione acuta nella Striscia di Gaza, mentre 25mila donne in gravidanza e in allattamento necessiteranno di sostegno nutrizionale. Lo dice l’analisi di Fao, Unicef e Programma alimentare mondiale secondo cui soltanto il 3% dei terreni coltivabili è attualmente utilizzabile.

Quattro governatorati della Striscia – Gaza Nord, Gaza, Deir Al-Balah e Khan Younis – sono inoltre destinati a raggiungere livelli di malnutrizione classificati come “allerta” (fase 2 Ipc). Le tre agenzie spiegano che il miglioramento dei tassi di malnutrizione è dovuto soprattutto all’espansione dei programmi di prevenzione e all’aumento dell’accesso alle cure per i casi più gravi, ma resta fortemente dipendente dagli aiuti umanitari. A Gaza, infatti, oltre il 70% dei terreni coltivabili risulta inaccessibile e soltanto il 3% è attualmente utilizzabile, mentre le importazioni commerciali di prodotti freschi e proteine continuano a essere irregolari. “La malnutrizione acuta è diminuita, ma molti bambini continuano a soffrire la fame e alcuni potrebbero non riprendersi mai completamente dalla prolungata mancanza di un’alimentazione adeguata”, ha dichiarato la direttrice generale dell’Unicef, Catherine Russell. Le agenzie lanciano infine un appello alla comunità internazionale affinché aumenti i finanziamenti per alimentazione, sanità, acqua, servizi igienico-sanitari e ripresa agricola, avvertendo che l’esaurimento delle risorse disponibili rischia di compromettere i progressi ottenuti e di mettere ulteriormente in pericolo i 2,1 milioni di abitanti della Striscia.

Gaza, l’Onu: nessun luogo è sicuro per i palestinesi


Quale tregua – Nove mesi dopo l’annuncio del cessate il fuoco, a Gaza non esiste ancora alcun luogo sicuro per i palestinesi. Lo dice l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, che ha documentato la morte di almeno 57 persone nell’ultima settimana.

Venezuela, dopo il sisma cresce il rischio di epidemie


Massima attenzione – Dopo il terremoto in Venezuela, il pericolo è ora quello delle malattie infettive. Secondo Medici del Mondo, infatti, il rischio di una emergenza sanitaria è elevato se non vengono ripristinati al più presto l’accesso all’acqua potabile, i servizi igienico-sanitari e l’assistenza sanitaria di base.

Quando si concludono le operazioni di ricerca e soccorso dopo un terremoto, inizia un’altra corsa contro il tempo: evitare che la crisi si trasformi in un’emergenza sanitaria. Le migliaia di persone che hanno perso la propria casa e che restano in parchi, rifugi improvvisati o spazi pubblici affrontano un rischio elevato di malattie infettive se non vengono ripristinati al più presto l’accesso all’acqua potabile, i servizi igienico-sanitari e l’assistenza sanitaria di base.
“In questo momento, il principale focolaio di trasmissione si trova negli alloggi temporanei o nei campi di accoglienza, dove si registra un’alta densità di persone in spazi ridotti”, spiega Andrey Escalona, coordinatore medico di Medici del Mondo in Venezuela.
Dopo un terremoto, la distruzione delle infrastrutture, l’interruzione della fornitura di acqua e il sovraffollamento di migliaia di persone favoriscono la comparsa di malattie infettive. In queste condizioni aumentano in particolare le infezioni respiratorie, le malattie diarroiche legate al consumo di acqua contaminata e le infezioni cutanee, come la scabbia o l’impetigine. Inoltre, quando i programmi di vaccinazione o i servizi sanitari vengono interrotti, cresce anche il rischio di focolai di malattie prevenibili, soprattutto tra la popolazione infantile.
L’accesso ad acqua sicura rappresenta uno dei fattori più importanti per prevenire una seconda emergenza. L’acqua è essenziale non solo per bere, ma anche per cucinare, mantenere un’adeguata igiene personale ed evitare la diffusione di malattie diarroiche. Allo stesso tempo, l’accumulo di macerie, rifiuti e materiali in decomposizione, insieme alle difficoltà nella gestione dei servizi igienico-sanitari, crea un contesto favorevole alla comparsa di nuovi focolai.
Secondo l’Organizzazione Panamericana della Sanità (OPS), l’OMS e diverse agenzie umanitarie, dopo un terremoto aumentano in particolare: le malattie diarroiche, associate alla mancanza di acqua potabile, a servizi igienico-sanitari insufficienti e alle cattive condizioni igieniche nei rifugi; le infezioni cutanee, favorite dal sovraffollamento e dalle difficoltà nel mantenere una corretta igiene; personale; il rischio di infezioni respiratorie, soprattutto nei rifugi temporanei con un’elevata concentrazione di persone; il rischio di malattie prevenibili con la vaccinazione, come il morbillo, a causa dell’interruzione dei servizi sanitari e dei programmi di immunizzazione. L’OPS sta rafforzando la sorveglianza epidemiologica proprio per individuare tempestivamente eventuali focolai.