Sangue sull’infanzia – A più di un mese dall’escalation militare in Medio Oriente, il conflitto continua a mietere vittime tra i bambini di tutta la regione. Secondo le notizie, più di 340 bambini sono stati uccisi e migliaia feriti e comprende maggiormente morti e feriti in Iran e in Libano, poi 4 uccisi e 862 feriti in Israele, 1 in Kuwait, 4 Bahrein e 1 ferito in Giordania. Questi i dati diffusi da Unicef.
Gli attacchi incessanti delle parti in conflitto in diversi paesi stanno distruggendo e
danneggiando le strutture e le infrastrutture da cui dipendono i bambini, tra cui ospedali, scuole e sistemi idrici e igienico-sanitari.
Le violenze in corso nello Stato di Palestina, comprese Gaza e la Cisgiordania, nello stesso periodo hanno causato la morte di 16 bambini palestinesi e il ferimento di oltre 50. «I bambini della regione sono esposti a violenze terribili, proprio mentre i sistemi e i servizi destinati a garantire la loro sicurezza sono sotto attacco», ha affermato Catherine Russell, Direttrice generale dell'UNICEF. «È necessario un intervento urgente di tutte le parti in conflitto per proteggere la vita dei civili e difendere i diritti dei bambini». In tutta la regione, più di 1,2 milioni di bambini sono stati sfollati a causa dei bombardamenti e degli ordini di evacuazione che hanno svuotato intere comunità. Questo sconvolgimento è spesso accompagnato dall’esposizione a eventi traumatici e dalla perdita di tutto ciò che un tempo faceva sentire i bambini al sicuro. È noto che l’esposizione prolungata alla violenza e all’instabilità ha effetti duraturi sullo sviluppo del cervello, sulla regolazione emotiva e sulla salute mentale a lungo termine.
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Libano, crisi umanitaria: 1.200 morti e oltre un milione di sfollati
SOS Libano – Nel Paese è in corso una grave crisi umanitaria con oltre un milione di persone sfollate, mentre proseguono i combattimenti tra Israele ed Hezbollah. Il bilancio delle vittime supera le 1.200 persone, tra cui 52 operatori sanitari, e oltre 3.500 feriti.
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Milioni in piazza contro Trump: proteste globali No Kings da New York a Roma
Un colpo a Trump – Si stimano ben 8 milioni di americani in piazza per la mobilitazione internazionale No Kings contro il presidente Usa e le guerre: da New York al Minnesota ogni corteo ha visto sfilare centinaia di migliaia di cittadini. Anche a Roma decine di migliaia di persone hanno invaso la capitale.
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Minori soli a rischio, 20 ONG chiedono al Parlamento UE tutela e rispetto
Rispettare il diritto internazionale – 20 organizzazioni della società civile impegnate nella tutela di bambini tra cui Ai.bi, Save the Children e Cnca, chiedono che il Parlamento europeo respinga il compromesso sul Regolamento Rimpatri e protegga i minori”. La proposta attuale – spiegano – mette seriamente a rischio migliaia di minori soli e famiglie con bambini.
“Oggi il Parlamento europeo ha votato per ampliare i propositi punitivi dell’Unione europea basati su arresti ed espulsioni. Il voto, risultato di un accordo tra il Partito popolare europeo e gruppi politici contrari all’immigrazione, è arrivato al termine di negoziati frettolosi privi di adeguati controlli e di effettive valutazioni sui diritti umani”. Così Eve Geddie, direttrice dell’ufficio di Amnesty International presso le istituzioni europee, commenta il voto del Parlamento europeo sul Regolamento sulla procedura di rimpatrio alla frontiera (Regolamento rimpatri): “Questo voto è il segnale della crescente tendenza verso politiche dannose, escludenti e spietate in materia d’immigrazione, con preoccupanti ripercussioni per il giusto processo e per le procedure decisionali che devono essere basate sulle prove. Altro che ridurre le situazioni irregolari: queste proposte rischiano d’intrappolare un numero maggiore di persone in situazioni pericolose”.
“Oggi il Parlamento europeo – spiega Geddie – ha dato via libera all’aumento di requisiti sproporzionati, sanzioni e limitazioni nell’ambito delle decisioni sui ritorni delle persone e all’espansione del ricorso alla detenzione, per periodi ancora più lunghi e in contrasto con gli standard internazionali sui diritti umani. Persone rischieranno di finire nei ‘centri per i rimpatri’, veri e propri luoghi di detenzione oltremare situati in Stati dove non hanno mai messo piede in vita loro. Vogliamo essere chiari: questi ‘centri per i rimpatri’ comportano gravi rischi di violazioni dei diritti umani”.
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Libano, infrastrutture idriche sotto attacco: allarme Oxfam
Alla sete – Nelle ultime settimane in Libano le forze israeliane stanno colpendo sistematicamente le infrastrutture idriche, privando migliaia di civili dell’accesso all’acqua pulita. È la denuncia di Oxfam che spiega che privare la popolazione di beni essenziali come l’acqua è un crimine di guerra.
“In appena quattro giorni sono stati bombardati almeno otto impianti idrici da cui dipendevano oltre 7.000 persone nella valle della Bekaa”, afferma Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia, ricordando che la privazione di beni primari come l’acqua è vietata dalle Convenzioni di Ginevra. Secondo Oxfam, gli attacchi aerei nel sud del Paese hanno già costretto più di un milione di persone – circa il 19% della popolazione – a lasciare le proprie case, mentre molte comunità rimangono senza acqua potabile e servizi essenziali. L’organizzazione sta lavorando al ripristino di 19 impianti idrici destinati a 60.000 persone, sei dei quali già danneggiati durante l’escalation del 2024. L’accesso degli operatori umanitari alle aree colpite è sempre più difficile a causa dell’intensità dei bombardamenti, che – riferisce Oxfam – interessano anche reti elettriche e ponti, isolando intere città e villaggi. L’organizzazione denuncia inoltre che il conflitto sta colpendo anche personale sanitario, con 12 medici uccisi in un singolo attacco. Oxfam rivolge infine un appello alla comunità internazionale affinché lavori per un cessate il fuoco immediato e “non resti complice dell’escalation in corso”. Pezzati avverte che le violazioni riportate rischiano di essere “ancora più gravi ed estese” rispetto al 2024, quando oltre 45 reti idriche in Libano erano state danneggiate, con conseguenze per centinaia di migliaia di persone.




