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Missile su scuola in Iran, Amnesty: usato un missile Tomahawk USA


Fermare i crimini – Amnesty International ha condotto un’indagine sulla scuola colpita da un missile in Iran dove sono morte 168 persone tra cui 100 bambini: è emerso che a colpirla è stato un Tomahawk di fabbricazione statunitense, un’arma di precisione dotata di un sistema di guida usata esclusivamente dalle forze americane.

Crediti foto: Amnesty International

Guerra in Iran, ucciso operatore della Mezzaluna Rossa durante i soccorsi


L’orrore del conflitto – La guerra in Iran non risparmia gli operatori umanitari. Il servizio di Fabio Piccolino.

La Mezzaluna Rossa iraniana ha comunicato la morte di un suo operatore durante un’operazione di ricerca e soccorso a Tiran-o-Korun, in Iran. Rosario Valastro, Presidente della Croce Rossa Italiana, ha espresso il suo cordoglio. “Da inizio anno – sottolinea Valastro – sono 7 i colleghi della rete deceduti in servizio, mentre erano impegnati a dare cura, conforto, speranza a chi soffre a causa di conflitti.

È inaccettabile che i volontari e gli operatori perdano la vita mentre sono impegnati a salvare quelle degli altri”.

Libano, quasi un milione di sfollati dopo l’escalation tra Hezbollah e Israele


Senza tregua – Gli sfollati in Libano sono quasi un milione a causa del conflitto tra Hezbollah e Israele seguito all’attacco all’Iran. “Molte famiglie sono state costrette a lasciare le proprie case in pochissimo tempo, portando con sé solo pochi effetti personali” spiega Caritas, mentre Intersos racconta di come la situazione umanitaria stia peggiorando rapidamente.

Medio Oriente, oltre 1.100 bambini feriti o uccisi dall’inizio delle ostilità


Vittime di guerra – Dall’inizio delle nuove ostilità in Medio Oriente, più di 1.100 bambini sono stati feriti o uccisi nelle violenze. Lo dice Unicef che ha sottolineato come le interruzioni dell’istruzione abbiano lasciato milioni di bambini fuori dalla scuola, mentre centinaia di migliaia di minori sono stati sfollati a causa dei bombardamenti.

“Le diffuse interruzioni dell’istruzione hanno lasciato milioni di bambini fuori dalla scuola in tutta la regione, mentre centinaia di migliaia di bambini sono stati sfollati a causa dei bombardamenti incessanti. Le infrastrutture civili, tra cui ospedali, scuole e sistemi idrici e igienico-sanitari, da cui dipende la sopravvivenza dei bambini, sono state attaccate, danneggiate o distrutte dalle parti in conflitto. Nulla giustifica l’uccisione e la mutilazione dei bambini, né la distruzione e l’interruzione dei servizi essenziali da cui dipendono”, sottolinea l’Unicef.
“Le gravi violazioni contro i bambini nei conflitti armati possono costituire violazioni del diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario e il diritto internazionale dei diritti umani”, ricorda l’Unicef rinnovando l’appello del segretario generale alle parti in conflitto “affinché pongano fine ai combattimenti e avviino negoziati diplomatici”. L’Unicef invita inoltre le parti a prendere tutte le precauzioni necessarie nella scelta dei mezzi e dei metodi di guerra per ridurre al minimo i danni ai civili, evitando in particolare l’uso di armi esplosive che colpiscono in modo sproporzionato i bambini.
“I bambini della regione – tutti e 200 milioni – contano sul fatto che il mondo agisca rapidamente”, conclude l’Unicef.