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Life Support di Emergency: 3.234 persone soccorse in tre anni


Controcorrente – La nave di ricerca e soccorso in mare Life Support di Emergency è giunta al terzo anno di attività. Il servizio di Fabio Piccolino.

Dall’inizio delle sue operazioni in mare nel dicembre 2022 la nave Life Support di Emergency ha soccorso complessivamente 3.234 persone, partecipando a 10 missioni SAR nel Mediterraneo centrale e percorrendo oltre 27 mila chilometri. È il bilancio del report fornito dalla ONG che con la Life Support ha partecipato da osservatrice alla Global Sumud Flotilla. Le navi umanitarie – spiega Emergency – sono costrette ad affrontare la progressiva criminalizzazione della solidarietà e ad agire in uno spazio operativo sempre più ristretto in cui la limitazione delle operazioni in mare è diventata sistematica attraverso diverse strategie.

Crediti foto: Emergency.it

Stop al commercio con gli insediamenti illegali israeliani: proposta di legge alla Camera


Stop al commercio con gli insediamenti illegali – Alla Camera è stata depositata una nuova proposta di legge per impedire l’importazione di beni e servizi da Israele che alimentano l’occupazione illegale della Cisgiordania, L’iniziativa nasce dall’impegno delle associazioni della società civile, tra cui Acli, AOI, Cnca e Rete Italiana Pace e Disarmo.

Crediti foto: FP

Ai.Bi. in Ghana: famiglie al centro per rafforzare la tutela dell’infanzia


Per una cura dell’infanzia – In Ghana al via il progetto di cooperazione internazionale di Ai.Bi. Amici dei bambini “Un sistema che si prende cura: rafforzare l’infanzia tra istituzioni e famiglie”, finanziato dalla Commissione per le Adozioni Internazionali (CAI), nasce con il duplice obiettivo di promuovere il processo di de-istituzionalizzazione dei minori e di consolidare un sistema di protezione dell’infanzia che metta al centro il ruolo fondamentale della famiglia.

Crediti foto: FP

Israele, proteste per il tribunale speciale sul 7 ottobre


Pena esemplare – Il parlamento israeliano ha approvato una legge per creare un tribunale speciale per processare circa 300 palestinesi accusati di avere partecipato agli attacchi del 7 ottobre, con la possibilità della pena di morte.  Critiche da parte delle organizzazioni per i diritti umani, secondo cui questa norma violerebbe il diritto degli imputati a un processo equo e imparziale.