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Forum Terzo Settore: “Si vince solo con la pace e il diritto”


Si vince solo con la pace e il diritto – Oggi a Roma l’iniziativa nell’ambito dell’Assemblea del Forum del Terzo Settore, per analizzare lo scenario internazionale e il ruolo del Terzo settore di fronte ai conflitti, alle disuguaglianze e alle crisi internazionali.

La seconda parte della mattinata sarà dedicata al tema “Si vince solo con la pace e il diritto”, un momento di approfondimento sul ruolo del Terzo settore di fronte ai conflitti, alle disuguaglianze e alle crisi internazionali. Ad aprire i lavori sarà Raffaele Crocco, direttore dell’Atlante delle Guerre e dei Conflitti nel Mondo. Seguirà un dialogo tra Paolo Foschini, giornalista di Corriere della Sera – Buone Notizie e Pasquale Ferrara, Ambasciatore e Docente di Diplomazia all’Università Luiss Guido Carli.

La tavola rotonda conclusiva metterà al centro il contributo del Terzo settore nella promozione della pace, della cooperazione internazionale e della tutela dei diritti, con gli interventi di Stefano Tassinari, Paola Berbeglia, Francesco Vignarca e Giancarlo Moretti, insieme alle testimonianze di operatrici e operatori impegnati nei territori di conflitto, dal Libano all’Ucraina.

Ebola in Congo: disinformazione e paura frenano le cure


Allarme fake news – Mentre gli operatori sanitari e le autorità locali in Congo combattono per contenere la diffusione del virus Ebola, ActionAid racconta come leggende e disinformazione sulla malattia stiano ostacolando la risposta all’emergenza. Paura, stigma e disinformazione continuano ad alimentare comportamenti rischiosi e a ritardare il ricorso alle cure.

Secondo una rapida valutazione dei bisogni condotta da ActionAid RDC in tre zone sanitarie dell’Ituri, la disinformazione e il negazionismo rimangono diffusi. Solo il 34% degli intervistati è stato in grado di identificare correttamente almeno tre modalità di trasmissione dell’Ebola, mentre solo il 64% ritiene che l’Ebola sia reale e non legato a cause spirituali o mistiche. Paura, stigma e disinformazione continuano ad alimentare comportamenti rischiosi e a ritardare il ricorso alle cure.
Ngone Ngobba Jean Claude, un abitante di Lita, ha dichiarato ad ActionAid: “Nella comunità, le persone non riescono a credere a questa malattia. Alcuni la definiscono una malattia satanica, mentre altri pensano che sia stata inventata per fare soldi. Altri ancora sostengono che i medici mentono, mentre c’è chi crede che bere alcolici molto forti renda immuni [dal contagio].”
L’insufficiente sensibilizzazione a livello comunitario ha inoltre generato paranoia tra alcune persone. Aime Lotsove, donna di Lita e membro di un gruppo femminile, ha affermato: “Qui circolano molte voci sulle malattie. Alcuni dicono che l’Ebola non esiste, altri che sia stato creato artificialmente. Credo che ciò che possiamo fare per noi stessi sia impedire che questa malattia arrivi nel nostro quartiere, perché una cura non è ancora facile da trovare, ma la prevenzione è sempre migliore.” Isaac, insegnante della scuola primaria Nyama, ha dichiarato: “Qui, psicologicamente, siamo molto colpiti, molto inquieti, perché appena qualcuno ha mal di testa pensiamo subito che possa trattarsi del virus Ebola. Ovunque ci sentiamo a disagio, sia nelle nostre famiglie che nella comunità. La paura regna ovunque.”
Per affrontare l’attuale epidemia è necessaria una risposta rapida e coordinata, fondata su un’individuazione tempestiva dei casi e sul coinvolgimento delle comunità, per contrastare leggende e disinformazione particolarmente diffuse in alcune aree colpite. “Non stiamo combattendo soltanto contro un virus mortale: stiamo combattendo contro falsi miti, paura e una profonda diffidenza,” dichiara Saani Yakubu, Direttore Paese di ActionAid RDC. “Stiamo lavorando intensamente per organizzare sessioni di sensibilizzazione nelle comunità al fine di sfatare le errate credenze diffuse e la disinformazione da queste generate. Questi incontri servono ad aiutare le persone a comprendere meglio i rischi, ridurre paure e false informazioni, e incoraggiare comportamenti protettivi in linea con le linee guida fornite.”

Crediti foto: FP

Ai.Bi., un progetto per i minori tra Congo e Burundi


Dalla strada alla famiglia – È il nuovo progetto di cooperazione internazionale promosso da Ai.Bi. Per la cura e l’autonomia dei minori in Repubblica Democratica del Congo, Repubblica del Congo e Burundi. Ascoltiamo Francesco Elli dell’associazione.

Tra le principali attività previste figurano la sensibilizzazione comunitaria sul diritto del minore a vivere in famiglia; i percorsi di reinserimento familiare e la promozione dell’affido e dell’adozione; la regolarizzazione giuridica dei minori e il sostegno economico alle famiglie tramite attività generatrici di reddito; il supporto sanitario, nutrizionale, educativo e psico-sociale ai minori accolti nei centri partner.
Il progetto prevede inoltre l’accoglienza e la presa in carico di oltre 100 bambini nei centri FED e SODAS a Goma, con i quali Amici dei Bambini collabora da tempo, e percorsi di autonomia per 20 care leavers.
A Kinshasa sarà sviluppato un modello di sanità scolastica con screening per anemia falciforme e accompagnamento socio-sanitario, mentre in Congo Brazzaville (Repubblica del Congo) saranno promosse attività di formazione per funzionari pubblici sul tema dell’adozione e una campagna di comunicazione multilingue. Nel villaggio di Makana sarà infine attivato un programma di alfabetizzazione e formazione professionale rivolto a giovani donne vulnerabili colpite dal conflitto.
I beneficiari diretti dell’iniziativa saranno oltre 5.000, tra minori istituzionalizzati, genitori e caregiver, funzionari pubblici, operatori dei centri e cittadinanza attiva.

Con questo intervento, Ai.Bi. Amici dei Bambini ETS rinnova il proprio impegno a favore dei diritti dei minori e del diritto di ogni bambino a crescere in famiglia, promuovendo percorsi integrati di protezione, cura e autonomia in contesti ad alta vulnerabilità.

Crediti foto: FP

Flotilla, indignazione del terzo settore per le immagini di Ben Gvir


Inaccettabile – Sconcerto e preoccupazione del mondo del terzo settore italiano per le immagini del ministro israeliano Ben Gvir che mostrano abusi ai danni degli attivisti della Global Sumud Flotilla. Secondo Acli si stratta di un’offesa alla dignità umana, che definisce un atteggiamento di disprezzo verso ogni forma di dissidenza. Ieri a Roma si è svolto un sit-in di protesta a piazza Montecitorio.

Crediti foto: FP