Giochi in guerra – Le crescenti tensioni in Medio Oriente, infiammate dagli attacchi di Israele e Stati Uniti in Iran, scuotono violentemente la vigilia delle Paralimpiadi di Milano Cortina. A pochi giorni dal via di venerdì 6 marzo risulta a rischio la partecipazione per due atleti iraniani e israeliani.
Champions, saluto nazista prima di Real Madrid-Benfica: tifoso espulso dallo stadio
Fuori gioco – Poco prima del calcio d’inizio di Real Madrid-Benfica di Champions League, le telecamere hanno inquadrato un tifoso in tribuna che effettuava il saluto nazista. La sicurezza del club spagnolo ha individuato l’uomo in pochi minuti, accompagnandolo fuori dallo stadio.
Milano inaugura la Biblioteca dello Sport Gianni Mura
Leggere di sport – Fino a domani una serie di eventi celebrano l’inaugurazione a Milano della Biblioteca dello Sport Gianni Mura. Il servizio di Elena Fiorani.
Incontri, spettacoli e riflessioni accompagnano l’inaugurazione della prima biblioteca milanese dedicata allo sport come linguaggio culturale e sociale. Il nuovo spazio nel quartiere Isola aspira a diventare un luogo vivo e aperto dove lo sport diventa racconto, memoria e strumento di cittadinanza. Ideato e promosso da Altropallone, associazione che promuove lo sport come strumento di inclusione e lotta alle discriminazioni, il progetto è anche un modo per ricordare Gianni Mura, grande narratore di sport e umanità varia. Dal calcio al ciclismo, gli oltre duemila volumi della biblioteca trattano ogni ambito dello sport: una collezione nata grazie alle donazioni di autori, case editrici e cittadini. Con una tessera annuale di 10 euro, si può contribuire alle attività e allo sviluppo dello spazio.
Medagliere Giochi Invernali: la Norvegia vince con una cultura senza classifiche
Niente classifiche siamo norvegesi – Ai Giochi invernali la Norvegia ha vinto il medagliere con 41 podi. Un’eccellenza che nasce a fine anni ‘80 con la Carta dei diritti dei bambini nello sport, che mette al bando l’agonismo: nelle competizioni dei giovanissimi non ci sono classifiche e se vengono consegnati premi, li ricevono tutti, dal primo all’ultimo.
D’accordo, essere una nazione fatta di ghiacci e montagne aiuta; e aiuta anche trovarsi in casa un talento come Johannes Klaebo capace da solo di vincere sei ori. Ma tutto questo non basta a spiegare come mai la Norvegia – appena 5,6 milioni di abitanti – stracci tutte le altre rivali nel medagliere olimpico di Milano Cortina. Traguardo raggiunto, peraltro anche alle precedente edizione dei Giochi invernali. Gli atleti «vichinghi» si sono messi al collo 41 medaglie, delle quali 18 d’oro surclassando gli Usa fermi a quota 32 podi, 11 del gradino più alto, e a seguire il resto del mondo.
Il fatto è che la Norvegia sta eccellendo non solo nelle discipline invernali ma anche in altre più universali come il calcio (ne sanno qualcosa gli azzurri di Gattuso) o l’atletica dove la stella è il mezzofondista Jakob Ingebritsen. Così si è tornati a parlare delle politiche avviate dal governo di Oslo in materia di sport in particolare quello giovanile. Una serie di sostegni all’attività motoria il cui pilastro centrale è rivoluzionario: prima dei 13 anni non sono ammesse classifiche e graduatorie.
Tutto parte dalla fine degli anni ’80: alle Olimpiadi invernali di Calgary il bottino della Norvegia è di appena tre argenti e due bronzi ma è proprio in quegli anni che vengono gettate le basi per la risalita. Il Comitato olimpico norvegese vara infatti la «Carta dei diritti dei bambini nello sport». Perché è da lì che occorre ripartire. È un documento di appena otto pagine che descrivono il tipo di esperienza che ogni bambino del Paese deve ricevere, da ambienti di allenamento sicuri ad attività che facilitino le amicizie.
La parola d’ordine è mettere al bando l’agonismo: nei tornei e nelle competizioni riservate alla fascia dei giovanissimi non vengono stilate classifiche e graduatorie nazionali; e se vengono consegnati premi, questi devono andare a tutti, anche a chi arriva ultimo. Il divertimento deve essere l’elemento chiave. Tutto questo da un lato allarga la partecipazione dall’altro non assilla con l’ansia da prestazione. Risultato: gli atleti che si affacciano alle competizioni – dall’adolescenza in poi – in cui il risultato inevitabilmente conta, non sono stressati e non abbandonano l’attività.
I risultati non hanno tardato ad arrivare e come visto nel giro di un decennio la Norvegia ha cominciato a mietere successi negli sport, invernali e no. «Mago» di questa rivoluzione è considerato Inge Andersen, un lungo curriculum come allenatori di sci nordico e maestro di sport e poi presidente del comitato olimpico nazionale.
«L’investimento più importante fatto in Norvegia – ha raccontato Andersen nel 2023 – è stato la creazione di un centro nazionale per gli sport d’élite. Sotto lo stesso tetto sono state raccolte le conoscenze, le competenze e le risorse umane per tutti gli sport ai massimi livelli agonistici. Sulla base dei risultati positivi di questo impegno, abbiamo istituito altri 7 centri di competenza in tutta la Norvegia. Questi collaborano con le nostre università per condividere conoscenze e dati. I migliori atleti si allenano insieme: sciatori, corridori e canoisti. Questo incoraggia una nuova generazione di atleti a concentrarsi sulle proprie future possibilità di diventare campioni».
Sempre Andersen sottolinea poi che il comitato olimpico nazionale ha dato priorità ai finanziamenti da utilizzare dove c’è il potenziale per eccellere in determinati sport e si sono concentrati dove le possibilità di vincere medaglie sono maggiori. Una filosofia, questa, che la Norvegia condivide con l’Olanda, altro Paese che nelle ultime due Olimpiadi estive ha primeggiato nei successi superando nazioni con una popolazione di gran lunga maggiore.
Curiosità: Inge Andersen dice di essersi ispirato, nell’impostare la sua politica per lo sport a un personaggio ben lontano dalla cultura scandinava ed occidentale, vale a dire il guru indiano Sri Ravi Shankar. Di cui cita queste parole: «Dobbiamo dare alle persone una visione. Chi ha una visione o un sogno può andare avanti e sviluppare la società».
Crediti foto: Avvenire.it
La Cremonese in campo contro l’azzardo: “Gioca la partita giusta nella vita”
In campo contro l’azzardo – Per la prima volta un club di Serie A, la Cremonese, diventa testimonial del contrasto alla ludopatia. “Gioca la partita giusta nella vita” è lo slogan della campagna di sensibilizzazione sui rischi dell’azzardo, veicolata attraverso uno spot diffuso sui social e nelle sale cinematografiche del territorio.
“Gioca la partita giusta nella vita”, lontano dall’azzardo… che non è un gioco. Un incoraggiamento che si fa concreto nell’azione di prevenzione e cura di tante Agenzie di tutela delal salute – Ats italiane. È stata in particolare l’Ats Val Padana, a lanciare questo monito: Gioca la partita giusta. Molto più di uno slogan: una vera e propria campagna di sensibilizzazione sui rischi dell’azzardo, veicolata attraverso uno spot diffuso sui social e nelle sale cinematografiche del territorio. Il testimonial scelto è da serie A: l‘Unione Sportiva Cremonese.
Non è fantacalcio
Per una volta, niente pubblicità pro-gambling a bordo campo, niente calciatori famosi che invitano a scommettere. Anzi, esattamente il contrario. Lo spot racconta la storia di un uomo, schiacciato dal gioco d’azzardo online, che trova la forza di chiedere aiuto grazie all’incontro con Daniel Ciofani, ex capitano grigiorosso e oggi coordinatore delle squadre Primavera e Under 18 della Cremonese.
È lui ad accompagnare il protagonista verso la consapevolezza, così da poter tornare a giocare «la partita giusta nel campo e nella vita». Una storia che mostra come sia possibile passare «dal buio della dipendenza alla luce del cambiamento», sintetizza Ilaria Marzi, direttore sociosanitario di Ats Val Padana.
Lo spot e la collaborazione con l’Us Cremonese
Il protagonista dello spot Gioca la partita giusta è interpretato dall’attore Max Tosi, che lavora anche all’Ats, mentre la voce narrante è quella del noto attore e regista Beppe Arena. La campagna è stata interamente ideata e diretta dall’Ufficio Comunicazione di Ats Val Padana: Aldo Destefani, Chiara Capelletti e Bibiana Sudati hanno curato l’intero iter produttivo, dalla scrittura dello storyboard fino alla divulgazione.
Alla realizzazione hanno contribuito, tutti a titolo gratuito, anche il Teatro Ponchielli di Cremona, l’Asst Cremona con il suo Servizio Dipendenze (Serd) — il riferimento sul territorio per chi cerca aiuto specialistico — e il Cral di Cremona.
La collaborazione con la US Cremonese era nata quando la squadra militava ancora in Serie B: «Hanno da subito dimostrato apertura e piena disponibilità», dice Marzi. «Da tempo la dirigenza è molto sensibile ai temi di salute e solidarietà del territorio. Già durante il Covid, la società e i giocatori della prima squadra si erano prestati per una campagna di promozione alla vaccinazione. Ma sono davvero tante le iniziative in cui la Cremonese si mette al fianco di chi si occupa di temi socialmente rilevanti».
Dalla serie B alla A l’impegno continua
E quando è arrivata la promozione in Serie A, nella primavera del 2025, la squadra ha mantenuto l’impegno, dimostrando che «è possibile calcare palcoscenici nazionali importanti, rimanendo al contempo fortemente radicati al territorio». L’esperienza sul campo “locale” di Marzi parla chiaro. A Pavia, dove ha lavorato in precedenza, aveva costruito una rete territoriale di progetti rivolti ai giovani per smontare dall’interno i meccanismi dell’azzardo: «Bisogna insegnare ai ragazzi la teoria della probabilità che dimostra come matematicamente sia il Banco a vincere sempre. E poi dobbiamo contrastare la cultura del “tutto e subito”».
Emergenza giovani
Il fischio d’inizio che ha dato avvio alla partita per Ats Val Padana sono stati i numeri: «Le scommesse sportive, in particolare legate al calcio, sono una delle principali porte di ingresso al gioco d’azzardo per i più giovani», spiega Marzi. Un dato in linea con il quadro nazionale: oltre il 60% degli studenti ha dichiarato di aver giocato d’azzardo almeno una volta nella vita, il 57% nell’ultimo anno. Il gioco online coinvolge circa il 13% dei ragazzi, mentre i profili di gioco a rischio e problematico riguardano complessivamente oltre il 10% degli studenti. Le forme più diffuse sono i Gratta&Vinci e le scommesse calcistiche, seguite dalle slot machine. E «spesso l’azzardo è associato ad altri comportamenti additivi».
Il territorio aggiunge ulteriori fattori di vulnerabilità: la presenza diffusa di piccoli comuni, un’elevata incidenza di popolazione anziana e il conseguente rischio di isolamento sociale amplificano l’impatto del fenomeno.
«Nella provincia di Cremona, la percentuale femminile tra i giocatori problematici raggiunge il 21%, contro il 17% del mantovano e il 12% del cremasco. Si tratta prevalentemente di persone con un titolo di studio medio-basso e una condizione occupazionale fragile: circa la metà è disoccupata o in pensione, a conferma di come il tempo libero non strutturato rappresenti un fattore di rischio significativo».
Il ruolo della prevenzione
A complicare il quadro, c’è la resistenza a chiedere aiuto: oltre la metà delle persone arriva ai servizi spontaneamente, ma solo il 6% viene inviato da familiari o amici, «segnalando una difficoltà diffusa nel riconoscere precocemente il problema». Ecco perché, secondo Marzi, «è fondamentale affiancare agli interventi di presa in carico un forte investimento in prevenzione, alleanze territoriali e azioni culturali, soprattutto rivolte ai giovani, per contrastare la normalizzazione dell’azzardo».
Tra le priorità c’è anche la costruzione di una governance territoriale più uniforme: «È necessario che i comuni si dotino di regolamenti omogenei per vigilare e controllare, e che si agisca attraverso sportelli informativi, vere e proprie antenne sul territorio».
US Cremonese testimonial d’eccezione
Scendere in campo contro l’azzardo, per una squadra di Serie A, è un atto controcorrente. «La scelta nasce dai nostri principi e dall’insieme di valori che la società trasmette continuamente anche ai suoi tesserati sul fronte del contrasto al gioco d’azzardo attraverso azioni concrete» ci spiega Paolo Armenia, direttore generale dei grigiorossi.«All‘interno di questa visione, con coerenza abbiamo scelto di non contrattualizzare accordi con agenzie di betting».
Un approccio che rimane coerente anche nei confronti dei calciatori: «Durante la stagione, partendo dal settore giovanile per arrivare alla prima squadra, organizziamo incontri con esperti del settore per creare consapevolezza ed evitare al massimo i rischi legati all’azzardo».
Ecco perché accettare la collaborazione con Ats Val Padana è stato “naturale” «e non si limita a questo video, ma coinvolge una serie di attività per lo sviluppo della qualità della vita all’interno degli ambienti di lavoro».
È dunque davvero necessario per la sostenibilità delle società calcistiche accettare pubblicità di gambling? «Non si può analizzare il tema, se non partendo da una premessa: il mondo del calcio è alla continua ricerca di nuovi introiti e in Italia, in senso generale, è consentito scommettere. All’interno di questo contesto l’argomento è stato portato all’attenzione del Governo e quindi una legislazione in materia potrebbe consentire di ottenere benefici economici, sempre nel massimo rispetto delle regole che lo Stato potrebbe emanare».
Ce lo auguriamo perché, concludendo con le parole di Marzi: «Il gioco sano promuove la socializzazione e lo stare insieme. Il fallimento delle istituzioni è vedere il numero di giovani dipendenti da gioco che aumenta. Dobbiamo lavorare sempre più in rete per contrastare il fenomeno. Gioca la partita giusta è un tassello importante per andare in quella direzione».
Sport Senza Confini, FISPES: scuola itinerante per giovani atleti con disabilità
Sport Senza Confini – Prosegue, per il terzo anno consecutivo, il progetto di sport inclusivo promosso da FISPES. Una “scuola itinerante” rivolta ad atlete e atleti con disabilità tra i 5 e i 14 anni che ha l’obiettivo di promuovere l’inclusione di bambini e ragazzi attraverso un coinvolgente percorso di attività ludico-sportive.
Dopo due edizioni in costante espansione, con 344 bambini coinvolti, 26 tappe e 12 regioni raggiunte, il progetto di sport inclusivo promosso da FISPES, con il sostegno della Fondazione Conad ETS e di Procter & Gamble Italia, torna nel 2026 con 26 nuove giornate, per offrire nuove opportunità di accesso allo sport ai ragazzi con disabilità
Prosegue, per il terzo anno consecutivo, il progetto “Sport Senza Confini”, l’iniziativa promossa da Procter & Gamble e da Fondazione Conad ETS che amplia il progetto della “scuola itinerante” ideata dalla Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali (FISPES), rivolta ad atlete e atleti con disabilità tra i 5 e i 14 anni. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere l’integrazione di bambini e ragazzi attraverso un coinvolgente percorso di attività ludico-sportive, favorendo inclusione, socializzazione e crescita personale.
Proprio in quest’ottica, l’edizione 2026 segna un’evoluzione importante: cresce infatti il coinvolgimento degli enti locali e delle realtà territoriali, in modo che ogni tappa diventi non solo un momento sportivo, ma un vero e proprio attivatore sociale, capace di lasciare un segno duraturo sul territorio e di stimolare percorsi continuativi di inclusione.
Il raduno non rappresenta un punto di arrivo, ma un seme: un’occasione per creare rete tra federazione, istituzioni, cooperative, associazioni e comunità locali, con l’obiettivo di costruire opportunità sportive sempre più accessibili e stabili nel tempo.
Il progetto, realizzato in collaborazione e con il supporto di Fondazione Conad ETS e Procter & Gamble Italia, ha registrato una crescita costante sin dalla sua prima edizione: nel 2024 ha coinvolto oltre 120 giovani under 14 con disabilità, con 11 raduni in 6 regioni italiane, mentre nel 2025 l’iniziativa ha ampliato ulteriormente il proprio raggio d’azione, raggiungendo 12 regioni italiane con 15 tappe complessive, coinvolgendo 224 bambini e ragazzi e 98 tecnici federali, confermandosi come un progetto in continua espansione e sempre più radicato sul territorio.
Complessivamente, nelle prime due edizioni, “Sport Senza Confini” ha coinvolto 344 giovani atleti con disabilità, attraversato 26 tappe e costruito una rete nazionale di competenze tecniche e relazioni territoriali, contribuendo in modo concreto alla diffusione della cultura dello sport paralimpico in Italia.
“Sport Senza Confini” si rivolge agli under 14 di tutte le discipline afferenti alla FISPES e mira ad ampliare, attraverso la pratica sportiva, le opportunità di integrazione sociale. Il progetto riconosce nello sport uno strumento fondamentale di crescita, capace di contribuire allo sviluppo personale, al benessere psicofisico e alla valorizzazione delle abilità individuali di bambini e ragazzi.
Gli eventi itineranti sono pensati per promuovere un’attività motoria sportiva mirata e continuativa, in grado di rafforzare l’inclusione all’interno del gruppo e di sostenere il percorso di crescita dell’autostima dei partecipanti. Centrale è anche l’azione di sensibilizzazione al rispetto delle diversità, attraverso il riconoscimento e la valorizzazione delle differenti potenzialità e capacità di ciascuno.
Ogni appuntamento si svolge nell’ambito di un raduno collegiale nazionale, coordinato dallo staff tecnico della FISPES, durante il quale bambini e ragazzi hanno l’opportunità di partecipare a percorsi ludico-motori specifici. Le attività proposte sono progettate non solo per favorire il gioco e il divertimento, ma anche per sostenere lo sviluppo delle autonomie personali e la valorizzazione delle potenzialità individuali, nel pieno rispetto delle diverse fasi del processo evolutivo.
LE TAPPE 2026
Quest’anno, il progetto prevede 26 giornate di sport inclusivo, inserite nel calendario nazionale federale. Un percorso finalizzato ad ampliare l’offerta sportiva dedicata alle persone con disabilità sul territorio italiano. Complessivamente, il progetto coinvolgerà undici regioni.
1. Ancona – 21-22 febbraio 2026
2. Palermo – 21-22 marzo 2026
3. Genova – 11-12 aprile 2026
4. Cagliari – 17-19 aprile 2026
5. Milano – 16-17 maggio 2026
6. Bari – 30-31 maggio 2026
7. Forlì 6-7 giugno 2026
8. Grosseto 11-12 luglio 2026
9. Reggio Emilia 19-20 settembre 2026
10. Bergamo 10-11 ottobre 2026
11. Foligno 24-25 ottobre 2026
12. Bologna 7-8 novembre 2026
13. Roma 28-29 novembre 2026
“Sport Senza Confini rappresenta per la nostra Federazione molto più di un progetto, è una visione concreta e condivisa di futuro. Crediamo profondamente che lo sport sia uno strumento straordinario di crescita, capace di abbattere barriere, di rafforzare l’autostima e di offrire a ogni bambina e bambino la possibilità di esprimere il proprio talento. Vedere giovani atleti avvicinarsi allo sport in un contesto inclusivo, qualificato e attento alle loro esigenze significa costruire basi solide non solo per il loro percorso sportivo, ma per il loro sviluppo personale. Il sostegno di partner come Fondazione Conad ETS e Procter & Gamble Italia testimonia quanto sia importante fare squadra per generare un impatto reale e duraturo sul territorio. Il nostro impegno è quello di continuare a seminare opportunità, affinché ogni tappa di Sport Senza Confini possa diventare un punto di riferimento stabile per le comunità locali e un trampolino di lancio verso un futuro senza barriere”, ha dichiarato il Presidente FISPES Mariano Salvatore
Accanto all’impegno federale, il progetto cresce grazie al sostegno dei partner che ne accompagnano lo sviluppo sui territori.
«Crediamo nello sport come spazio di incontro e crescita, capace di creare legami duraturi tra persone e comunità. Con Sport Senza Confini vogliamo accompagnare un progetto che non si limita a offrire un’esperienza sportiva, ma che genera valore sociale sui territori, costruendo reti tra famiglie, associazioni, istituzioni e realtà locali. Il coinvolgimento delle cooperative Conad rappresenta un elemento fondamentale di questo percorso: grazie al loro radicamento e alla conoscenza delle comunità, ogni tappa può trasformarsi in un vero attivatore sociale. È ciò che accade ad Ancona, dove la collaborazione con Conad Adriatico permette di dare continuità ai valori dell’inclusione e della partecipazione, creando opportunità che vanno oltre il singolo evento», ha dichiarato Maria Cristina Alfieri, Segretario Generale e Direttrice di Fondazione Conad ETS.
«Per Conad Adriatico sostenere Sport Senza Confini significa contribuire in modo concreto alla costruzione di comunità più inclusive e partecipative. Lo sport è uno strumento potente di educazione e relazione: mette al centro le persone e aiuta i più giovani a riconoscere e valorizzare le proprie capacità. Accogliere ad Ancona una tappa della Scuola Itinerante FISPES è per noi motivo di orgoglio, perché ci consente di rafforzare il dialogo con il territorio e di collaborare con realtà che condividono la stessa visione di responsabilità sociale», ha aggiunto Antonio Di Ferdinando, AD di Conad Adriatico. «Progetti come questo dimostrano come la cooperazione possa generare valore collettivo, creando occasioni di crescita che coinvolgono persone, istituzioni e comunità locali», ha concluso Vittorio Scoponi, Socio Conad Adriatico presente all’evento.
«I risultati raggiunti nelle prime due edizioni dimostrano quanto lo sport possa essere un motore straordinario di inclusione, crescita e partecipazione – dichiara Riccardo Calvi, Direttore Comunicazione di P&G Italia. Con “Sport Senza Confini” vogliamo contribuire a portare lo sport paralimpico a centinaia di bambini e famiglie in tutta Italia, costruendo opportunità concrete e durature. È un impegno che riflette pienamente i valori del programma “Campioni Ogni Giorno”: rendere l’accesso allo sport sempre più ampio significa investire in un futuro più equo, unito e inclusivo. Per questo siamo orgogliosi di sostenere anche la terza edizione del progetto, promuovendone la crescita al fianco di FISPES e Fondazione Conad ETS».
Da Ancona prende avvio un percorso che attraverserà l’Italia, portando lo sport inclusivo vicino alle comunità e lasciando, tappa dopo tappa, semi destinati a crescere. Un cammino reso possibile dalla collaborazione tra Federazione, partner nazionali e cooperative territoriali, capace di trasformare ogni appuntamento in un’esperienza condivisa e duratura.
CSVnet e CSI insieme per la partecipazione civica
Sport e volontariato – Firmato l’accordo nazionale tra CSVnet e Centro sportivo italiano, che punta a rafforzare la partecipazione civica e il valore educativo dello sport, soprattutto tra i giovani. L’intesa prevede l’avvio di una cabina di regia congiunta su priorità, bisogni e possibili azioni.
Giocagin 2026, la festa Uisp di musica, coreografie e sport in tutta Italia
Torna Giocagin – Musica, coreografie, voglia di stare insieme: gli ingredienti della manifestazione Uisp da domani in 22 città. Ascoltiamo il presidente nazionale Tiziano Pesce.
“We Run Again”: progetto sportivo nelle carceri di Secondigliano
We Run Again – È il nuovo progetto sociale che coinvolge i detenuti dell’istituto penitenziario Secondigliano di Napoli utilizzando la corsa come strumento educativo capace di sviluppare disciplina, motivazione, senso di appartenenza e, soprattutto, un percorso concreto di reinserimento sociale.
Milano-Cortina, aria pulita: stop alle scioline con Pfas
Aria pulita alle Olimpiadi – I Giochi di Milano-Cortina sono i primi con il divieto di utilizzo di scioline con Pfas, gli inquinanti eterni che evaporano durante la fase di sciolinatura. L’uso di cere che contengono queste sostanze è stato vietato anche per evitare la dispersione nell’ambiente.




