Pride House – Sono quarantuno gli atleti dichiaratamente LGBTQIA+ alle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano–Cortina 2026: un dato che non ha precedenti recenti nello sport olimpico. Anche per questo durante i Giochi, Milano ospiterà uno spazio dedicato al rapporto tra sport, diritti e discriminazioni curato da CIG Arcigay Milano.
Quarantuno atleti dichiaratamente LGBTQIA+ alle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano–Cortina 2026: un dato che non ha precedenti recenti nello sport olimpico. Tra loro Filippo Ambrosini, Lara Wolf, Paul Poirier e Erin Ambrose. La visibilità resta però un’eccezione in un ambiente in cui dichiararsi liberamente resta difficile. “Per molti atleti il doversi nascondere è ancora un peso enorme”, spiega a ilfattoquotidiano.it Roberto Muzzetta, vicepresidente del CIG Arcigay Milano. “Sono sottoposti a pressioni disumane e spesso temono che la loro identità possa diventare un problema”.
È anche per questo che durante i Giochi, Milano ospiterà una Pride House, uno spazio dedicato al rapporto tra sport, diritti e discriminazioni. Dal 6 al 22 febbraio, negli spazi del MEET Digital Culture Center di Porta Venezia , CIG Arcigay Milano aprirà un luogo pubblico di incontri, spettacoli e dibattiti dedicati all’inclusione delle persone LGBTQIA+ nello sport, per poi spostarsi durante le Paralimpiadi. “Le Pride House nascono come evoluzione delle house nazionali”, spiega Muzzetta. “All’inizio c’erano le Italy House, le Canada House: luoghi dove seguire i Giochi e tifare per i propri atleti. Poi quel modello si è esteso ed è diventato tematico, non più nazionale ma trasversale”. Guardare insieme le gare in uno spazio sicuro era l’idea di partenza. Ma presto il contesto internazionale ha imposto un significato più politico.
“Le Pride House erano pensate anche per atleti, familiari e persone LGBTQIA+ che arrivavano da Paesi dove vivere apertamente il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere non era possibile. In alcuni casi è ancora oggi perseguitato per legge”. Il riferimento corre alle Olimpiadi in Russia, quando le leggi contro le persone queer resero evidente il rischio per attivisti e persone LGBTQIA+. “In quell’occasione Vladimir Luxuria venne arrestata”, ricorda Muzzetta. “Fu poi rilasciata, ma quell’episodio chiarì quanto fosse necessario avere spazi di protezione e visibilità durante grandi eventi sportivi. Le Olimpiadi si svolgono anche in Paesi dove i diritti non sono garantiti, e questo non può essere ignorato”. Da Vancouver 2010 a Parigi 2024, fino a Milano–Cortina, le Pride House sono diventate una rete internazionale. Il concept viene concesso gratuitamente alle associazioni LGBTQIA+ del Paese ospitante, non solo per le Olimpiadi ma anche per altri grandi eventi sportivi. “Negli anni il modello è cresciuto molto: da semplice bar sportivo è diventato uno spazio culturale e politico. Oggi una Pride House è un luogo che produce relazioni, contenuti, consapevolezza”.
A Milano la Pride House è organizzata da Arcigay nazionale e CIG Arcigay Milano, in collaborazione con Pride Sport Milano e con partner internazionali come ILGA World, Compete Proud e Fier–Play. È inserita nell’Olimpiade Culturale di Milano-Cortina 2026 e ha il patrocinio del Comune di Milano, dell’Ambasciata del Canada e il sostegno del Consiglio d’Europa. Ogni giorno l’Area Lounge del MEET ospiterà talk e momenti di approfondimento, con la possibilità di seguire le gare in diretta. Nei fine settimana il teatro accoglierà spettacoli, cinema e conferenze internazionali, con la presenza di atleti olimpici e paralimpici dichiaratamente LGBTQIA+.
Il nodo centrale resta però la visibilità nello sport. “Questo timore è uno stress aggiuntivo”, sottolinea Muzzetta. “La Pride House serve a creare una cultura dell’empowerment: non a spingere qualcuno a fare coming out, ma a raccontare storie positive e dimostrare che si può vivere apertamente senza che tutto finisca male”. Secondo Muzzetta, lo sport è ancora uno degli ambienti più ostili alle differenze. “In alcuni casi è persino peggiore del resto della società. Oggi viviamo una fase storica involutiva: una parte della politica costruisce consenso attaccando le minoranze, comprese le persone LGBTQIA+. Nel mondo sportivo questo si riflette in modo amplificato”. Il tema dell’inclusione delle persone transgender rende il quadro ancora più complesso. “È una questione delicata, che tocca anche le regole e l’equità nelle competizioni”, spiega. “Ma spesso viene strumentalizzata per alimentare paura e ostilità, invece di affrontarla seriamente”.
Nel dibattito sulle Olimpiadi di Milano–Cortina, tra disuguaglianze sociali, denunce di gentrificazione e accuse di ‘washing’, la Pride House si colloca in una posizione non neutra. “Oggi sostenere apertamente iniziative LGBTQIA+ ha un costo politico”, osserva Muzzetta. “Non è più vero che per le aziende sia sempre conveniente. Esporsi significa spesso pagare un prezzo. Per questo la Pride House va letta dentro il lavoro quotidiano dell’associazione che fa sul territorio”. Un lavoro che prosegue tutto l’anno: servizi legali e psicologici, supporto alle persone trans, attività nelle scuole e sportelli di ascolto. “I momenti di visibilità servono anche a questo: usare un grande evento come volano per parlare di temi che altrimenti resterebbero ai margini”.
Il messaggio che Arcigay Milano vuole far arrivare, soprattutto a chi vive lo sport come un ambiente ostile o finisce per abbandonarlo, è diretto: “Non siete soli. Siamo una comunità internazionale e intersezionale”. E lo sguardo va già oltre Milano–Cortina, con l’EuroPride di Torino 2027 e le prossime Pride House internazionali. “Speriamo che tra dieci anni si possa dire che questa esperienza non è stata solo un appuntamento”, conclude Muzzetta, “ma il primo passo verso una connessione più strutturata tra sport professionistico, diritti e inclusione anche in Italia”.
Una visione che alla Pride House di Milano-Cortina si traduce anche in una programmazione articolata. Nei fine settimana il teatro del MEET diventerà il cuore degli appuntamenti serali, tra spettacoli, cinema e conferenze. Dal format performativo Sempre Liberз (7 febbraio) alle serate con atleti olimpici e paralimpici dichiaratamente LGBTQIA+, fino agli incontri dedicati al rapporto tra sport, genere e disabilità. Tra gli ospiti attesi figurano Alex Di Giorgio, Eric Radford, Paul Poirier e Valentina Petrillo. Il 21 febbraio sarà invece dedicato al tema dell’eredità, con un confronto internazionale sul futuro delle Pride House, da Milano a Los Angeles, passando per l’EuroPride di Torino 2027. Nella stessa serata verrà presentato anche un teaser del documentario che Arcigay sta realizzando sullo sport come strumento di inclusione.
Sport e prevenzione oncologica, a Milano nasce il Manifesto Airc
Sport sociale – A Milano nasce il Manifesto della Prevenzione Airc “Ogni movimento conta”, che mette in rete terzo settore, istituzioni e imprese per trasformare la prevenzione oncologica in un impegno quotidiano e condiviso. Dieci i punti che compongono il documento, ispirati ai valori dello sport: dalla costanza all’importanza del benessere mentale, dal gioco di squadra alla forza dell’esempio.
In coincidenza con l’avvio dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026 e a pochi giorni dalla Giornata mondiale contro il cancro, prende forma un’alleanza che mette al centro la prevenzione come responsabilità collettiva. È stato firmato oggi a Milano il Manifesto della Prevenzione Airc “Ogni movimento conta”, documento programmatico promosso da Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro con il patrocinio del Ministero della Salute, il sostegno di Fondazione Milano Cortina 2026 e l’adesione di Esselunga come primo firmatario.
La firma è avvenuta nella sede della Fondazione Milano Cortina 2026, alla presenza di Andrea Sironi, presidente di Fondazione Airc, Diana Bianchedi, Chief Strategy Planning & Legacy Officer della Fondazione olimpica, e Marina Caprotti, presidente esecutivo di Esselunga. Un momento simbolico ma anche operativo, che lega i valori dello sport alla promozione di stili di vita salutari, con l’obiettivo di trasformare l’evento olimpico in un’eredità duratura per la salute pubblica.
Il Manifesto nasce dalla consapevolezza, supportata dalle evidenze scientifiche, che circa il 40% dei nuovi casi di tumore potrebbe essere prevenuto intervenendo sui principali fattori di rischio modificabili. Dieci i punti che compongono il documento, ispirati ai valori dello sport: dalla costanza all’importanza del benessere mentale, dal gioco di squadra alla forza dell’esempio. Al centro, scelte quotidiane come non fumare, praticare attività fisica, seguire un’alimentazione equilibrata ispirata alla dieta mediterranea, limitare il consumo di alcol, aderire alle vaccinazioni e partecipare ai programmi di screening.
«Portare la prevenzione al centro della vita delle persone è parte integrante della missione di Airc», ha sottolineato Sironi, rimarcando il valore della collaborazione con il mondo dello sport e dell’impresa per amplificare un messaggio basato su semplicità e accessibilità. Un approccio condiviso anche da Fondazione Milano Cortina 2026, che vede nello sport uno strumento capace di ispirare comportamenti sani e consapevoli ben oltre il perimetro dei Giochi. Dal canto suo Esselunga, nel ruolo di primo firmatario, ribadisce la prevenzione come elemento centrale della responsabilità sociale d’impresa, legando il tema della salute a quello della corretta alimentazione e del benessere delle comunità in cui opera.
Il Manifesto, spiegano i promotori, non rappresenta un punto di arrivo ma l’inizio di un percorso aperto ad altre organizzazioni, aziende e istituzioni. Nei prossimi mesi i suoi contenuti saranno tradotti in materiali divulgativi, progetti educativi per le scuole e campagne di comunicazione, con l’obiettivo di rendere la prevenzione un gesto quotidiano, condiviso e alla portata di tutti.
Sport e pace: l’Uisp in Libano con il progetto di cooperazione Ana Kamen 2
Sport costruttore di pace – L’Uisp è in Libano con il progetto di cooperazione Ana Kamen 2. Ascoltiamo Loredana Barra, dirigente nazionale Uisp.
Azzardo digitale, a gennaio superati gli 8 miliardi di euro in Italia
L’azzardo tocca nuovi record – A gennaio numeri imponenti per il gioco a distanza in Italia con oltre 8 miliardi di euro, mentre la spesa effettiva sostenuta dai giocatori si è attestata a 353 milioni di euro. Per la campagna Mettiamoci in gioco questi numeri raccontano l’espansione di un sistema predatorio.
Sport e inclusione: Educational Games nei territori più fragili
Una scelta di campo – Educational Games, promosso dal Centro sportivo italiano Reggio Calabria, in occasione della Giornata internazionale dell’educazione, ha attraversato territori segnati da fragilità sociali e povertà educativa portando il gioco e lo sport fuori dagli spazi convenzionali come diritto educativo e strumento di inclusione.
Legambiente: Giochi da bocciare sul piano della sostenibilità
Fuori dai giochi – A pochi giorni dall’avvio dei Giochi invernali 2026, Legambiente non usa mezze parole per le Olimpiadi Milano Cortina. “Aldilà dei valori sportivi intrinsechi all’evento, questi Giochi Invernali –dichiara l’associazione – sono da bocciare sia sul fronte della sostenibilità ambientale-economica sia per la poca attenzione al tema della crisi climatica sull’arco alpino”
Sport inclusivo: La FIGC è stata riconosciuta dal CIP come Federazione Nazionale Sportiva Paralimpica
Un campo inclusivo – La Federazione Italia Giuoco Calcio è stata riconosciuta dal Comitato Italiano Paralimpico come Federazione Nazionale Sportiva Paralimpica. Andrà ad affiancare a quella della Divisione Paralimpica della FIGC, che coinvolge 300 squadre in tutto il Paese, con circa 3500 atleti tesserati
Perché scrivere di sport: Giuseppe Smorto celebra i giganti del giornalismo sportivo
Perché scrivere di sport – Giuseppe Smorto mette insieme i 4 Gianni che hanno scritto la storia del giornalismo sportivo italiano: Mura, Brera, Minà e Clerici. Chi fra loro ha esaltato di più il legame tra sport e sociale? Ascoltiamo.
Fair play in Serie A, il premio che unisce sport e sociale
ll valore del gioco – È il un nuovo riconoscimento, promosso da Fondazione Roma e dedicato ai Club di Serie A che si distingueranno per correttezza, rispetto delle regole ed etica sportiva, dentro e fuori dal terreno di gioco. Al club che avrà avuto meno provvedimenti disciplinari 100mila euro da trasferire a un ente non profit impegnato nel sociale.
L’ente filantropico si accorda con la Lega Calcio di serie A per un premio alla correttezza sportiva nella massima serie: lo vincerà la squadra che, nelle giornate da novembre scorso al prossimo maggio, avrà avuto meno provvedimenti disciplinari. La Fondazione è già impegnata a favore dello sport di base nelle periferie capitoline, sponsorizzando la società Montespaccato e sostenendo una recente ristrutturazione del campo della Calciosociale del Corviale. Il riconoscimento economico, d’accordo col club vincitore, sarà quindi trasferito a un ente non profit impegnato nel sociale
Dal Montespaccato alla Serie A. La passione di Fondazione Roma per il calcio, come leva di inclusione sociale ma anche come piattaforma valoriale per i giovanissimi, sale di livello. È infatti di oggi la notizia che l’ente filantropico nato dalla storica Cassa di risparmio di Roma, e la Lega calcio di Serie A, istituiscono il premio Fondazione Roma – ll Valore del Gioco, «un nuovo riconoscimento», spiega una nota congiunta, «dedicato ai Club della Serie A Enilive che si distingueranno per correttezza, rispetto delle regole ed etica sportiva, dentro e fuori dal terreno di gioco».
Sin qui, la storica realtà filantropica della Capitale, guidata da Franco Parasassi, si era limitata a fare lo sponsor del Montespaccato calcio, società sportiva della Serie D nostrana e attiva con molte squadre giovanili nello storico quartiere fra Boccea e la via Aurelia. Danaro servito a rafforzare la società che, tra l’altro, è rinata otto anni fa da un centro sportivo confiscato alla mafia capitolina, e che è spesso oggetto atti di teppismo, l’ultimo due giorni fa. Non l’unico impegno di questo genere: la fondazione ha anche sostenuto l’associazione Calciosociale, finanziando la ristrutturazione dell’impianto del Corviale a Roma, come raccontammo con la nostra Ilaria Dioguardi (leggi sotto).
Per tornare a Il Valore del Gioco, il premio nasce con l’obiettivo «di valorizzare l’essenza più autentica del calcio: il rispetto degli avversari e della classe arbitrale, la lealtà sportiva e i comportamenti virtuosi dei tifosi sugli spalti».
Il sistema di valutazione si basa su criteri oggettivi, fondati sui provvedimenti disciplinari adottati dagli organi di giustizia sportiva nel corso delle gare del Campionato di Serie A Enilive disputate tra il 28 novembre 2025 e il 4 maggio prossimo, integrati da un meccanismo di punti extra attribuiti a comportamenti particolarmente esemplari.
Ma come sarà stilata la classifica? «Sarà aggiornata al termine di ogni turno di Campionato», spiegano dalla Lega Calcio di Serie A, «e nel corso della stagione 2025/2026 saranno annunciate la classifica intermedia, che considera le giornate dalla 13ª alla 21ª e offrirà una prima fotografia delle società più virtuose e la classifica finale, che sarà resa nota al termine della 36ª giornata della Serie A». Il premio sarà consegnato al club in occasione della Charity Gala Dinner di Lega Calcio Serie A, organizzata a Roma per la finale di Coppa Italia.
Al club vincitore sarà inoltre conferito un assegno di 100mila euro, messo a disposizione da Fondazione Roma appunto, che verrà destinato – su indicazione della società premiata – a un ente non-profit per il sostegno di iniziative ad alto impatto sociale.
Serie A, addio al pallone arancione: si torna al classico bianco
Ritorno al bianco – Dalla prossima giornata di Serie A sui campi di calcio addio al pallone arancione. Dopo le proteste delle associazioni per le difficoltà di chi ha problemi con i colori e con la vista e una petizione su change.org ecco il dietrofront e il ritorno al classico colore bianco.




