Una carta per lo sport – Sarà presentata domani a Torino la nuova Carta Etica dello Sport, redatta dall’associazione Etica e Sport. La Carta promuove la realizzazione dei valori dello sport per tutte e tutti, impegnando chi la sottoscrive a sostenere azioni concrete.
Economia circolare e sport: a Bologna il riuso sportivo diventa inclusione sociale
Riuso sociale – Rigenera Sport è la realtà bolognese che applica i principi di economia circolare al mondo dello sport per renderlo accessibile a tutti. Oggetti comuni, spesso destinati alla pattumiera, nelle mani giuste si trasformano in strumenti di inclusione, risparmio di CO2 e sostegno sociale.
Una maglia da calcio dimenticata in uno spogliatoio, un paio di scarpe da running finite in fondo a un armadio, una racchetta che non si usa più. Oggetti comuni, spesso destinati alla pattumiera. Ma che, nelle mani giuste, possono trasformarsi in strumenti di inclusione, risparmio di CO2 e sostegno sociale. È l’idea alla base di Rigenera Sport Ets, realtà bolognese che applica i principi dell’economia circolare al mondo dello sport, con un obiettivo chiaro: rendere lo sport accessibile, sostenibile e solidale.
Il funzionamento è semplice: recuperare abbigliamento e attrezzature sportive in buone condizioni e rimetterle in circolo, evitando sprechi e offrendo nuove opportunità. Solo donazioni, scambi e solidarietà verso chi non può permettersi di fare sport e che, grazie al materiale e alle attrezzature ricevute, può iniziare a praticarlo. Alla base c’è un modello organizzato, fatto di volontari, referenti territoriali e una filiera corta che permette di redistribuire sullo stesso territorio in cui si raccoglie.
Come si struttura Rigenera Sport
La rete di Rigenera Sport coinvolge scuole, associazione sportive, aziende e famiglie. I contenitori bianchi con il logo dell’associazione raccolgono ogni settimana maglie, scarpe, palloni, zaini, felpe, casacche, attrezzature da palestra. Il materiale viene selezionato e consegnato ad associazioni, case famiglia, cooperative sociali, centri per minori, strutture carcerarie. Una rete di partner donatori e beneficiari che cresce costantemente e che permette di rispondere in modo rapido e concreto ai bisogni del territorio.
Accanto alla raccolta stabile, Rigenera Sport sta sviluppando il progetto Swap party Sportivo, l’evento di scambio gratuito che trasforma il riuso in un gesto collettivo. Qui studenti, famiglie e sportivi portano ciò che non usano di abbigliamento o attrezzatura sportiva e prendono in cambio ciò di cui hanno bisogno. «Non è solo un momento di raccolta – ha spiegato il presidente di Rigenera Sport Ets Renato Sebastianelli -. E’ un laboratorio di educazione civica, ambientale e solidale, dove si impara che la sostenibilità non è teoria, ma un’abitudine quotidiana. Un presidio replicabile più volte all’anno, capace di generare comunità e consapevolezza».
La sostenibilità ambientale
L’impatto ambientale è tutt’altro che marginale. Ogni capo riutilizzato evita la produzione di un nuovo articolo e quindi chilogrammi di CO2: una maglia sportiva vale circa 9 kg di emissioni risparmiate, una felpa 10 kg, un paio di scarpe oltre 12 kg. Numeri piccoli se presi singolarmente, ma enormi se moltiplicati per centinaia di pezzi recuperati ogni mese. A questo si aggiunge la riduzione dei rifiuti e del consumo di materie prime, in linea con gli obiettivi europei di economia circolare rappresentati anche dalla nota Agenda 2030.
“Lo sport unisce, anche nel riuso” è uno degli slogan dell’associazione, e sintetizza bene la filosofia del progetto. Non si tratta solo di attrezzature, ma di opportunità di crescita, inclusione e benessere.
Alcuni sportivi hanno scelto di sostenere l’iniziativa donando del materiale: tra loro Carlton Myers e Lucia Bronzetti.
«Il nostro sogno di Rigenera Sport è semplice – ha dichiarato Sebastianelli -. Rendere naturale il riuso nello sport, soprattutto nelle scuole, con l’obiettivo di trasformare quella che oggi è un’eccezione in una pratica diffusa, capace di ridurre rifiuti, abbattere emissioni e creare comunità».
Crediti foto: Pagina FB Rigenera Sport
Vacanze su due ruote: cresce il turismo in bicicletta
Un’estate su due ruote – Saranno oltre 11 milioni gli italiani che utilizzeranno una bicicletta durante le loro vacanze estive. I dati dell’Osservatorio Confturismo-Confcommercio in collaborazione con Swg fotografano un movimento in continua crescita, che riguarda anche la riscoperta di un modo diverso di vivere le vacanze, tra mobilità dolce e contatto con la natura.
E’ la previsione di Confturismo-Confcommercio, “un dato in forte ascesa – sottolinea un comunicato – che vede 4.6 milioni di appassionati pronti a portarla da casa (+0,6 milioni rispetto al 2023) mentre altri 6.6 milioni la noleggeranno sul posto nelle prossime vacanze (+1,1 milioni rispetto allo scorso anno)”.
È la “febbre da bici” che ormai contagia gli italiani nelle loro vacanze: i dati dell’Osservatorio Confturismo-Confcommercio in collaborazione con Swg fotografano un movimento in continua crescita, “che non riguarda solo la dimensione esperta del cicloturismo ma anche la riscoperta più generale di un modo diverso di vivere le vacanze, tra mobilità dolce e contatto con la natura”.
“La bicicletta caratterizza sempre più le vacanze estive degli italiani. È una passione che non si lega solo alle vicende sportive ma che parla di un nuovo modo di vivere le località turistiche più escursionistico, rispettoso dei tempi e della natura. Anche per questo, come Confturismo-Confcommercio rilanciamo la necessità di valorizzare i percorsi all’aria aperta legati al trekking e al cicloturismo come i Cammini”, afferma Manfred Pinzger, presidente di Confturismo-Confcommercio
Crediti foto: FP
A Palermo sport e inclusione: un’area fitness per rilanciare il quartiere Sperone
Parco Urbano RiBelle – I cittadini di Palermo possono votare per far diventare realtà uno spazio in cui lo sport diventi cultura, inclusione e riscatto sociale. L’associazione “L’arte di crescere” partecipa al bando di Democrazia Partecipata del Comune con un progetto pensato per il quartiere dello Sperone: un’area fitness all’aperto che diventa occasione di profonda rinascita urbana.
Immaginiamo un luogo aperto a tutte e tutti, dove fare sport, incontrarsi, stare insieme e vivere il quartiere in modo completamente diverso. Una visione che punta a scardinare il degrado e a restituire dignità al territorio attraverso la partecipazione attiva. È questo il cuore pulsante di “Parco Urbano RiBelle”, l’ambizioso progetto pensato specificamente per lo Sperone e ammesso al bando di Democrazia Partecipata del Comune di Palermo.
L’iniziativa, promossa dall’associazione “L’Arte di Crescere”, non si limita alla semplice progettazione di un’area fitness all’aperto, ma mira a istituire un vero e proprio spazio di comunità, inclusione e profonda rinascita urbana. L’obiettivo fondamentale è la trasformazione radicale dello sport in veicolo di cultura, cura del territorio e, soprattutto, affermazione del sacrosanto diritto allo spazio pubblico. In questa cornice, il movimento fisico e le attività motorie diventano l’occasione ideale per favorire l’incontro, l’abbattimento delle barriere sociali e una crescita collettiva e sana del tessuto di quartiere.
I dettagli del progetto, mostrati anche nella grafica della locandina ufficiale, evidenziano il contrasto virtuoso tra lo stato attuale di alcune aree verdi del quartiere (oggi spoglie o incolte) e la futura trasformazione: un’oasi urbana attrezzata con strutture moderne per il calisthenics e l’allenamento all’aperto, percorsi fitness inclusivi, strutture ludiche polivalenti e geometriche per i più piccoli, e spazi dedicati a discipline olistiche e di concentrazione come lo yoga. Un connubio perfetto che unisce il benessere psicofisico alla riqualificazione ambientale di un’area periferica strategica della città.
Come sostenere il progetto: la votazione online
Il destino del “Parco Urbano RiBelle” è adesso nelle mani della comunità palermitana. Nelle prossime settimane si aprirà ufficialmente la votazione online sul portale del Comune di Palermo. Potranno esprimere la propria preferenza tutti i cittadini residenti maggiorenni, autenticandosi in modo sicuro tramite le proprie credenziali SPID o Carta d’Identità Elettronica (CIE).
Ogni singolo voto potrà contribuire in maniera decisiva a trasformare un profondo desiderio collettivo in un luogo reale e tangibile, fatto di benessere, accoglienza e riscatto urbano. Trasformare questo grande sogno in realtà è possibile, ma richiede la partecipazione attiva di tutti. L’appello degli organizzatori alla cittadinanza è chiaro e diretto: “Contiamo su di te!”.
Crediti foto: FP
Move Week, torna la settimana europea dello sport per tutti
Move Week – Da lunedì 25 maggio torna la settimana europea del movimento promossa dall’isca-International Sport and Culture Association, con centinaia di eventi in programma. Il servizio di Elena Fiorani.
Torna la Move Week, uno dei più grandi eventi sportivi al mondo per promuovere i benefici della partecipazione regolare allo sport e all’attività fisica. La settimana europea del movimento promossa dall’Isca coinvolgerà 14 paesi europei che organizzeranno 400 eventi sportivi, 100 dei quali si svolgeranno in Italia coordinati e promossi dall’Uisp-Unione Italiana Sport Per tutti. Nel nostro Paese la manifestazione si prolungherà fino alla Festa della Repubblica, con appuntamenti diffusi tra città, quartieri, scuole, parchi e spazi pubblici. In tutta Europa le proposte saranno varie e adatte ad ogni persona: tra queste figurano una divertente corsa in salita per famiglie a Praga, sessioni di yoga e pilates all’aperto in un parco di Vienna e allenamenti funzionali per bambini a Samuilovo, in Bulgaria.
Crediti foto: Uisp.it
Serie A in campo con Focsiv, CSI e FAO contro la fame nel mondo
Sport contro la fame – I Club di serie A hanno aderito alla campagna promossa da Focsiv e dal Centro Sportivo Italiano in collaborazione con la FAO, per sostenere il diritto al cibo in 26 Paesi del mondo. Attraverso la donazione di maglie ufficiali e cimeli esclusivi, verrà offerto un supporto concreto a bambini, famiglie e alle comunità più fragili.
Crediti foto: FP
Sport e violenza di genere: la stretta di San Marino
Qui non giochi – La Repubblica di San Marino introduce una normativa sulla sospensione automatica degli atleti già dopo una condanna di primo grado per violenza di genere e abusi su minori. Secondo il Segretario di Stato, Rossano Fabbri, “Lo sport non può attendere i tre gradi di giudizio, serve una misura preventiva, perché vive di simboli e di esempi che entrano nelle case e nelle teste dei ragazzi”.
Il segretario Rossano Fabbri difende la legge del 2025: sospensione automatica entro cinque giorni dalla condanna e obbligo di segnalazione entro dieci giorni. “Non è una sanzione penale, ma una tutela dell’ambiente sportivo e dei minori”
Il caso del calciatore Manolo Portanova e la sua condanna in secondo grado per violenza sessuale ha riacceso in Italia il dibattito sul rapporto tra giustizia ordinaria e mondo dello sport, soprattutto sul tema della permanenza in campo di atleti coinvolti in procedimenti per reati gravi. Un confronto che tocca direttamente il nodo della “responsabilità sportiva” prima ancora della sentenza definitiva, e che divide tra chi invoca la presunzione di innocenza e chi chiede misure immediate di tutela dell’immagine e della sicurezza negli ambienti sportivi. In questo solco si inserisce la scelta della Repubblica di San Marino, che ha introdotto una normativa particolarmente severa sulla sospensione automatica degli atleti già dopo una condanna di primo grado per violenza di genere e abusi su minori come spiega al FattoQuotidiano.it il Segretario di Stato, Rossano Fabbri.
Segretario, la vostra legge introduce la sospensione già dopo una condanna di primo grado a una pena di almeno un anno per violenza di genere e abusi su minori: perché avete scelto di intervenire in modo così immediato?
Siamo intervenuti subito perché lo sport vive di simboli e di esempi che entrano quotidianamente nelle case e nelle teste dei ragazzi. Aspettare i tempi lunghi dei tre gradi di giudizio, in casi così sensibili, significherebbe accettare un’impunità sociale prolungata. Si tratta di un atto di igiene morale, se mi passa il termine: un condannato – anche in via non definitiva – che scende in campo manda il messaggio che il talento possa giustificare l’orrore. Per la Repubblica di San Marino era un provvedimento urgente e necessario, dettato anche dalle nostre peculiarità infrastrutturali: nei nostri centri, spesso, bambini, donne e adulti condividono gli stessi spazi di allenamento. È una misura di sicurezza preventiva che avevamo il dovere di garantire.
Come avete bilanciato questa scelta con il principio di presunzione di innocenza?
Dobbiamo distinguere i piani. La presunzione d’innocenza è un principio cardine dell’ambito penale e tale resta nei tribunali. Qui, però, parliamo di ordinamento sportivo, che ha prerogative e finalità differenti. La nostra è una misura di natura preventiva che garantisce la sicurezza nei luoghi dove si pratica sport. Tuteliamo l’ambiente agonistico e i suoi frequentatori, garantendo che i centri restino luoghi sicuri e protetti, senza per questo voler sostituire il giudizio definitivo della magistratura ordinaria.
La norma prevede obblighi stringenti di comunicazione e sanzioni molto dure: temete criticità applicative?
Gli obblighi di comunicazione e denuncia appartengono già al novero dei doveri sportivi; è una casistica ben nota a chiunque viva questo mondo. I valori dello sport si basano su principi di integrità, etica e alta moralità. Non vedo particolari criticità perché la norma è cristallina: punisce una condotta contraria ai valori sportivi slegandola dai soli tecnicismi procedurali. Chi sceglie la lealtà sportiva non ha nulla da temere da regole chiare.
In concreto, come verranno effettuati i controlli e quale sarà il ruolo del CONS e delle federazioni?
La norma è di facile applicazione grazie a un automatismo preciso. È il tesserato stesso che, in caso di condanna in primo grado ad almeno 12 mesi, ha l’obbligo di darne comunicazione scritta al Presidente della propria Federazione e al CONS entro dieci giorni. Qualora questa autocertificazione mancasse, scatta una sanzione differente e pesantissima: una squalifica automatica di quattro anni, indipendentemente dall’esito finale del giudizio. Tuttavia, non restiamo alla finestra ad aspettare: il sistema è strutturato per intervenire tempestivamente non appena si viene a conoscenza del provvedimento, ad esempio tramite gli organi di stampa o le comunicazioni delle autorità. In quel caso, l’azione del CONS è immediata. Una volta acquisita la notizia, il Presidente dispone la sospensione entro cinque giorni. È un sistema che responsabilizza il singolo e non lascia spazio a zone d’ombra.
Le federazioni hanno avuto tempi rapidi per adeguarsi: il sistema sportivo sammarinese era pronto a un cambiamento così netto?
Prontissimi, forse anche più della politica stessa. Il nostro tessuto sportivo è storicamente sano. Certo, c’è stato un fisiologico momento di disorientamento iniziale per la perentorietà del testo, come sempre accade di fronte a cambiamenti radicali. Ma alla fine ha prevalso l’orgoglio di essere pionieri su un tema così delicato. Abbiamo trovato sponde solide perché tutti comprendono che la tutela dei minori e la lotta alla violenza di genere sono priorità assolute che nobilitano lo sport.
Quanto ha inciso il fatto che la Repubblica di San Marino sia un piccolo Stato nel riuscire ad approvare rapidamente una norma così avanzata?
Ha inciso in maniera fondamentale. La nostra dimensione ci regala un’agilità che i grandi Stati faticano ad avere. Inoltre, il nostro è un calcio e uno sport prettamente dilettantistico, che rappresenta l’essenza stessa dei valori sportivi. Questo ha reso più semplice introdurre una norma dall’alto valore etico e morale. In un contesto dove tutti si conoscono e condividono gli spazi, l’impossibilità di ignorare certe situazioni ci ha spinto ad agire con decisione.
Pensa che un modello simile sia replicabile in Paesi più grandi come l’Italia?
Dal mio punto di vista è auspicabile che anche altri ordinamenti, su temi così sensibili, inizino a considerare misure preventive per la sicurezza dei luoghi sportivi. Ogni ordinamento ha le sue complessità, ma il fine ultimo — la protezione dei praticanti — dovrebbe essere universale. I piccoli Stati possono fungere da laboratorio, offrendo esempi concreti di riforme che i grandi sistemi possono poi calibrare sulle proprie dimensioni.
Credete che San Marino possa diventare una sorta di “bussola etica” a livello internazionale, stimolando altri paesi?
Certamente. I piccoli Stati come la Repubblica di San Marino possiedono un’agilità legislativa e decisionale che, per forza di cose, non può essere replicata nei grandi Stati. In questo senso dico che noi possiamo e dobbiamo fungere da laboratorio. Dimostriamo che quando c’è la volontà politica, i valori etici possono tradursi in norme efficaci in tempi brevissimi. Se il nostro esempio servirà a smuovere le acque anche altrove, ne saremo orgogliosi, ma intanto abbiamo messo in sicurezza il nostro movimento sportivo”.
Questa legge è un punto di arrivo o l’inizio di un percorso più ampio di riforme nello sport?
Sarebbe un errore di miopia politica considerarlo un traguardo: è solo il fischio d’inizio. San Marino aderisce già a tutti i principali protocolli internazionali, ma stiamo portando avanti una stagione di riforme senza precedenti. Penso all’introduzione del Daspo, alla normativa sulla sinergia tra pubblico e privato per il finanziamento dell’impiantistica e degli eventi già depositata, così come il cosiddetto ‘Co.Co.Sport’, un contratto che finalmente governerà in modo trasparente chi lavora nello sport senza altre tutele. Guardiamo dunque con rinnovata fiducia alla nuova Legge sullo Sport che depositeremo nei prossimi mesi. Il nostro obiettivo è un’integrità totale del sistema.
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Cicloturismo in crescita: 49 milioni di viaggiatori in Italia
Si, pedalare – Secondo il rapporto Viaggiare con la bici 2026, il cicloturismo non è più una nicchia, ma una realtà che cresce e genera valore. Nel 2025 l’Italia ha avuto quasi 49 milioni di cicloturisti, con un impatto economico di 6,4 miliardi di euro. Numeri che raccontano un cambiamento profondo nel modo di viaggiare: più lento, più sostenibile, più connesso ai luoghi.
Secondo l’ultimo rapporto Viaggiare con la bici 2026 realizzato insieme a Isnart e Unioncamere, nel 2025 in Italia si stimano quasi 49 milioni di presenze cicloturistiche, con un impatto economico di 6,4 miliardi di euro sui territori. Numeri che raccontano un cambiamento profondo nel modo di viaggiare: più lento, più sostenibile, più connesso ai luoghi.
Chi sceglie la bici? Sempre più persone diverse tra loro!
Stando ai dati del nuovo rapporto Viaggiare con la bici 2026, 1 cicloturista su 2 è donna, uno su cinque appartiene alla GenZ e si viaggia spesso in coppia alla ricerca di un equilibrio tra natura, cultura ed enogastronomia.
Intanto anche l’offerta si evolve: aumentano i servizi e le opportunità sui territori, con un +47% dei punti di noleggio bici negli ultimi anni. Un segnale chiaro di una domanda sempre più solida.
Il cicloturismo è una leva concreta per un turismo più giusto e sostenibile, capace di valorizzare le economie locali senza consumare territorio. Ora serve fare di più: investire, pianificare e credere davvero in questo modello.
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Fair play in Serie A: premiato il Parma calcio
Un premio al fair play – Il club vincitore della prima edizione de “Il valore del gioco” è il Parma calcio. Il riconoscimento, istituito da Fondazione Roma e Lega calcio serie A, premia la società della serie A che si sia distinta per correttezza, rispetto delle regole ed etica sportiva.
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