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beOut-Milano outdoor per tutti

Il parco Lambro ospiterà la quarta domenica di sport, inclusione e integrazione promossa da Oklahoma comunità per minori non accompagnati, Stella Polare, cooperativa che si occupa di persone con disabilità, e Milano Montagna. Laura Agnoletto, art director dell’iniziativa.

(sonoro)

Leggimi

È il nome della app gratuita per smartphone e tablet in grado di utilizzare per ogni testo parametri e accorgimenti grafici e tipografici di alta leggibilità. Realizzata dalla casa editrice Sinnos, l’applicazione è dedicata a chi ha difficoltà di lettura ed in particolare alle persone dislessiche.

Una norma di civiltà

Passata all’esame del Senato, è ora legge e contiene indicazioni per le procedure di fine vita e le disposizioni anticipate di trattamento. Il testo sul biotestamento stabilisce che ogni persona maggiorenne, capace di intendere e di volere, può esprimere le proprie preferenze in materia di trattamenti sanitari, dando o meno il consenso a singoli trattamenti sanitari, comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali.

#lasciailsegno

È il nome della campagna di sensibilizzazione lanciata da ActionAid contro la violenza sulle donne. Aderire è semplice: basta disegnare sulla propria mano un cerchio rosso con una “X” nera, girare un video o scattare un selfie e condividerlo sui social network.

Forum Disuguaglianze Diversità

Presentato oggi a Roma il progetto nato da un’idea di diverse fondazioni e associazioni. In coerenza con l’articolo 3 della Costituzione ha la finalità di contrastare l’aumento crescente delle disparità sociali, economiche, e si propone come luogo di elaborazione di politiche pubbliche e azioni collettive che favoriscano il pieno sviluppo di ogni persona.

Serve un cambio di passo

Crollano le adozioni internazionali, le associazioni chiedono un impegno della politica. Il servizio di Giovanna Carnevale.

Dal 2011 al 2016 un calo del 60%: il numero delle coppie che fa domanda per un’adozione internazionale è passato da quasi 3.500 a poco più di mille in 5 anni. “Servono regole chiare per ridare fiducia alle famiglie, agli operatori e ai Paesi esteri che non hanno trovato sempre interlocutori disponibili in Italia”. E’ questa la richiesta rivolta alle forze politiche di 20 enti autorizzati, a cui si aggiunge anche la voce del Forum Terzo Settore. “Sostenere l’adozione internazionale dando valore a questa forma di genitorialità”, ha dichiarato la portavoce Claudia Fiaschi, “significa anche lavorare per il contrasto alla denatalità e rispondere concretamente alla condizione di disagio di moltissimi minori”.

Non è un Paese per le due ruote

Gobee.bike, l’azienda della bici condivisa di Hong Kong, lascia l’Italia e l’Europa dopo le sperimentazioni iniziate da dicembre nelle città di Firenze, Torino e Roma. Colpa dei troppi atti vandalici e dei furti riscontrati in questi mesi.

 

Le voci circolavano da giorni. Ma ora è ufficiale: con una lettera ai suoi utenti, l’azienda del bike sharing Gobee.bike ha annunciato la ritirata da Firenze, Torino e Roma: le città italiane in cui era sbarcata a dicembre. “Italia, con tristezza dobbiamo dirti arrivederci”, l’oggetto della mail con cui l’azienda ha ufficializzato l’addio. “Dopo un caloroso benvenuto, abbiamo da subito compreso che la nostra passione era condivisa dalla maggior parte di voi”, scrive l’azienda che spiega di aver dovuto “affrontare una serie di ostacoli”. Alla base della ritirata, però, ci sarebbero soprattutto i tantissimi episodi di vandalismo a scapito delle biciclette verdi registrati in questi mesi. “Nelle ultime settimane i danni alla nostra flotta hanno raggiunto limiti che non possiamo più contenere con le nostre forze e con le nostre risorse”, spiegano da Gobee. In una nota, l’azienda specifica di aver già provveduto a rimborsare gli iscritti dei 15 euro della cauzione e del credito presente sul conto e a chiudere tutti gli account. L’app, infatti, è già inutilizzabile. L’aria di ritirata delle bici verdi si respirava già da giorni. Nelle scorse settimane infatti Gobee aveva abbandonato alcune città della Francia e del Belgio, e poi Torino. Anche in Francia l’azienda ha inviato una lettera simile spiegando i motivi dell’abbandono per i troppi danni.

Vite extra-ordinarie

Al Policlinico Gemelli di Roma una rassegna cinematografica per raccontare la disabilità. Il servizio di Fabio Piccolino.

 

Utilizzare il cinema per raccontare la disabilità: è l’idea alla base della rassegna “Vite extra-ordinarie” organizzata dal Policlinico Gemelli di Roma che, fino al sette maggio prossimo, propone diversi appuntamenti per ri-scoprire le pellicole che hanno trattato il tema attraverso angolazioni diverse. Approfondire e capire: ogni film affronterà una condizione legata alla disabilità che sarà presentata, dal punto di vista clinico, da un esperto; al termine della proiezione seguirà una riflessione sull’aspetto umano, relazionale e sociale della trama. Tra i lungometraggi in programma, “The elephant man” di David Lynch, “Inside I’m dancing”, di Daniel O’Donnell, e “Qualcosa di buono”, di George Wolfe.

Non in mio nome

Con questo slogan, il 15 settembre del 2003, milioni di persone scesero nelle piazze di oltre 600 città in tutto il mondo per fermare la guerra dell’Occidente in Iraq, giustificata come “preventiva”. A distanza di oltre un decennio il Paese cerca ancora pace.

Vecchia laguna

A Venezia il volontariato è sempre meno giovane. Secondo i dati raccolti dal Centro di servizio del capoluogo, la media di associazioni guidate da under 30 è appena dell’1,5%. Dato leggermente più rassicurante sulla presenza femminile ai vertici. Al via i progetti con le università per attrarre i ragazzi.