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Bye bye

di Admin GRS


Gli Stati Uniti escono dall’accordo di Parigi. Trump continua la sua opera negazionista sui cambiamenti climatici. Greenpeace parla di “mossa parassita”. Gli States sono i maggiori responsabili delle emissioni globali di CO2. Per l’associazione ambientalista il presidente tiene “l’America ferma al passato dei combustibili fossili, mentre la Cina e le altre nazioni diventano leader del 21esimo secolo”.

Volumi in cenere

di Admin GRS


A Roma la libreria Pecora elettrica brucia di nuovo. Doveva riaprire oggi dopo mesi di chiusura dovuti a un altro incendio di origine dolosa. Il servizio è di Clara Capponi

Era stata incendiata la notte del 25 aprile, è tornata a bruciare ieri. Nuovo rogo alla caffetteria/libreria “La Pecora Elettrica” a Roma. Il locale, già distrutto dalle fiamme da un incendio la notte della Festa della Liberazione, avrebbe dovuto riaprire oggi. E’ successo di nuovo, di notte e nel silenzio. Cittadini del quartiere di Centocelle sotto shock ieri hanno organizzato una passeggiata di autodifesa. Tanti i messaggi di solidarietà da parte delle associazioni “Ci sono cose poco normali che impongono di schierarci dalla parte di chi presidia il territorio somministrando socialità e cultura” ha dichiarato Arci Roma «Distruggere i luoghi delle idee e della promozione della cultura, quali sono le librerie, è un atto vile e pericoloso per la democrazia, che non deve avere cittadinanza nel nostro Paese», ha aggiunto il presidente dell’Associazione Italiana Editori Riccardo Franco Levi.

Figurine in mostra

di Admin GRS


Due secoli di bici e di storia del costume e della società al Museo della Figurina di Modena. Un lungo viaggio dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri. I primi ciclisti, gli amori a due ruote e i campioni raccontano una delle più grandi rivoluzioni dei tempi moderni.

Sfidando una accusa di blasfemia, potremmo dire che la prima “figurina” di bicicletta ci arriva dalla fine del 1400. Nel Codice Atlantico (foglio 133v) di Leonardo da Vinci si trova un disegno di un prototipo eseguito con matita a carboncino e databile intorno al 1493: ideato in legno, con un sostegno fisso per appoggiare le mani, una forcella anteriore e posteriore, un telaio orizzontale che collega due ruote di uguale dimensione dotate di mozzi e di raggi, un asse con una guarnitura (corona, pedivelle e pedali) posta al centro del telaio, la quale a sua volta è provvista di una catena di trasmissione che la collega a un pignone sul mozzo della ruota posteriore motrice, di una sella… Sulla attribuzione diretta al Genio del Rinascimento la discussione non si è mai chiusa, ma insomma la prima bicicletta è lì.
La mostra, prodotta da Fondazione Modena Arti Visive, fino al 13 aprile prossimo è ospitata al Museo della Figurina di Modena. Più di due secoli ormai, per quella che da molti storici è considerata una delle più grande rivoluzioni tecniche, industriali, culturali di massa e di costume dell’epoca moderna. La sua evoluzione, nella mostra, è testimoniata da oggetti, modelli antichi, abiti. A partire dalla Draisina del 1817 – la prima vera bici spinta dalla sola forza delle gambe – fino alle rivoluzionarie e leggerissime biciclette in carbonio dei nostri giorni. Evoluzione della tecnica, ma anche del costume. Agli esordi la bicicletta era definita “cavallo d’acciaio” e i ciclisti “cavalieri”. E loro, i ciclisti, erano appunto vestiti da fantini, con casacche in seta, stivali e cappellini ippici (in seguito rimpiazzati da abiti più pratici che lasciano scoperte gambe e braccia).
E se questo riguarda gli uomini, per le donne la bicicletta finì per divenire uno degli strumenti simbolo nella strada verso l’emancipazione: il nuovo mezzo di trasporto rende necessario l’abbandono delle gonne ottocentesche a favore di gonne-pantalone, galosce e stivaletti, per muoversi agevolmente senza rinunciare all’eleganza. Diventano famosi i “bloomers”, i pantaloni a sbuffo legati sotto al ginocchio divenuti simbolo della emancipazione grazie all’attivista americana che li lanciò, Amalia Bloomer. E pensare che – anche solo da un punto di vista tecnico – la versione femminile dei primi velocipedi aveva due pedali su un solo lato della grande ruota anteriore, per cui le signore erano costrette “pedalare all’amazzone”. Quasi impossibile.
Ma, rotto l’argine, a cavallo del Novecento la bici vince, diventa di moda oltre ad avere una diffusione di massa, ed i tanti detrattori cedono il passo. Invade le strade d’Europa e d’America in decine di milioni di esemplari, ed invade insieme l’immaginario collettivo divenendo il simbolo da associare a quasi tutto: moda, pubblicità di ogni genere, eroi dello sport. E qualche anno dopo anche guerra, purtroppo.
A testimoniare tutta questa storia, le figurine. Il grande veicolo di immagine di quegli anni. Tra fine Ottocento e inizio Novecento le scopriamo ironizzare sulle difficoltà dei primi ciclisti e sul contrasto tra vecchi e nuovi mezzi, raffigurando cani che azzannano ruote, scontri con pedoni e cavalieri, ingorghi stradali, capitomboli vari. Alcune serie dedicate al mondo del futuro prefigurano soluzioni innovative come i fanali per le auto, per evitare le collisioni con ciclisti e pedoni al buio. E’ un vero quadro dai colori tenui quella figurina creata per fare pubblicità, nell’ultimo decennio dell’Ottocento, ai grandi magazzini di Parigi. Come l’altra (stesso periodo) per una marca di cioccolata. Si affollano figurine caricaturali, ironiche. E poi l’amore, l’Amore in bicicletta, sul quale si ironizza ma nemmeno poi tanto. Per arrivare ai concorsi a premio associati alle figurine, che conobbero un vero e proprio boom nell’Italia degli anni trenta: tra i vari regali da scegliere o premi da vincere, la bicicletta non manca quasi mai.
Infine il mito, le immagini più diffuse dello sport popolare per eccellenza: la mostra si conclude con le sezioni dedicate alle corse e ai ciclisti, attraverso figurine di campioni, all’epoca considerati veri e propri eroi, e imprese che nel dopoguerra restituirono agli italiani l’entusiasmo e la voglia di sognare, dando loro nuovi simboli nei quali riconoscersi. E anche ai nostri giorni di interconnessione globale e immagini immateriali, l’album delle figurine del Giro d’Italia 2019 ha ancora una volta attratto appassionati e collezionisti: la storia non è finita.

Lavoro di squadra

di Admin GRS


Presentata la versione barese del progetto promosso da ActionAid rivolto a ragazzi che hanno abbandonato gli studi. In programma corsi di vela, canottaggio e atletica destinati a 48 giovani di Carbonara, Ceglie del Campo, Loseto e Santa Rita, per sostenerli nel reinserimento socio-economico e nella ricerca di occupazione.

Action Aid Italia opera in collaborazione con il Cus Bari e la cooperativa sociale Operamica, e il finanziamento di Fondazione con il Sud e Axa Italia. Lo sport aiuterà i giovani, che non hanno terminato il loro iter formativo in un contesto scolastico, a sviluppare la capacità di lavorare in una squadra, oltre che a concentrarsi sui propri obiettivi. Alla formazione sportiva saranno affiancati degli incontri specifici sulla ricerca del lavoro, in cui sarà mostrato ai partecipanti come si prepara il proprio curriculum vitae e come ci si comporta in un colloquio di lavoro. Il progetto avrà una durata totale di due anni. Dal 2014 ad oggi, tramite il progetto, sono stati coinvolti circa 130 ragazze e ragazze tra i 16 e i 24 anni, 72 dei quali hanno seguito tutto il programma. Due giovani su tre sono entrati nel mondo del lavoro e della formazione: alcuni hanno cominciato un tirocinio formativo in importanti aziende o hotel, altri hanno trovato lavoro in modo autonomo, altri ancora hanno ripreso a studiare e hanno partecipato ad attività di animazione e riqualificazione del territorio.

I poeti incontrano la Costituzione

di Admin GRS


Sugli scaffali il libro edito da Ediesse. Un percorso a più voci per rileggere la nostra Carta fondamentale con gli occhi della poesia. Ai nostri microfoni uno dei curatori Massimo De Simoni. (sonoro)

Un po’ di giustizia

di Admin GRS


Il governo dell’Islanda ha annunciato una legge che obbliga le aziende a certificare la parità di stipendio tra uomini e donne. Secondo la classifica del World Economic Forum, l’isola è il miglior paese al mondo per le questioni di genere, ma le lavoratrici continuano a guadagnare fino al 18 per cento in meno rispetto ai colleghi.

La nuova legge entrerà in vigore dal 2020 in tutte le società con più di 25 dipendenti;  la certificazione dovrà essere presentata obbligatoriamente ogni tre anni. In Islanda è illegale discriminare in base al sesso e in materia di lavoro e contratti viene dato per scontato che le persone vengano retribuite sulla base di parametri che non hanno niente a che vedere con il loro genere.

L’unione fa la forza

di Admin GRS


Una sola cooperativa. Coopfond ha deciso di sostenere la fusione tra le coop sociali Agricoop Alto Garda Verde e Agritecnica Monte Netto, entrambe di Gargnano, nel bresciano. Obiettivo: sviluppare l’attività da entrambe, finalizzate al recupero di soggetti svantaggiati.

HomelessZero

di Admin GRS


Al via la settimana al fianco degli “invisibili”. Il servizio di Giordano Sottosanti.

“Nessuno deve vivere per strada”. È un concetto semplice quello che sta alla base della campagna nazionale #HomelessZero, promossa dalla “Federazione Italiana organismi senza dimora” con il patrocinio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Un diritto fondamentale che ogni Stato civile dovrebbe riuscire a garantire ai propri cittadini. Purtroppo, però, gli ultimi dati Istat rivelano che sono oltre 50 mila i senzatetto in Italia, troppo spesso e colpevolmente dimenticati. La campagna, che prevede una settimana di iniziative a sostegno dei senza fissa dimora, vedrà oggi la proiezione in 24 città italiane del docufilm “Gli invisibili”, girato a telecamere nascoste da Richard Gere nei panni di un Homeless che vive per le strade di New York.