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Enti di promozione sportiva chiedono modifiche al Codice del terzo settore

di Elena Fiorani


Il valore sociale dello sport, seppur chiaramente riconosciuto dalla legge di riforma del terzo settore, sembra però essere pesantemente messo in discussione e tenuto fuori dai decreti attuativi della legge stessa. Gli Enti di promozione sportiva, attraverso un documento unitario nazionale, contestano in particolar modo l’articolo 35 del decreto legislativo relativo al Codice del Terzo settore.
Dall’interpretazione letterale del testo, gli Enti di promozione sportiva rischierebbero di essere tagliati fuori dal perimetro delle associazioni di promozione sociale e di non poter essere considerati Rete associativa, organismo di vitale importanza nell’immediato futuro.

Un allarme che hanno lanciato tutti gli Enti di promozione sportiva, che complessivamente rappresentano oltre 8 milioni di associati. La richiesta è quella che governo e commissioni parlamentari che stanno lavorando alla definizione dei Decreti attuativi della legge, rivedano il testo: “Negli anni – si legge nel documento che hanno diffuso – la progettazione sociale ha visto il protagonismo degli Enti di Promozione sportiva che sono intervenuti negli ambiti dell’educazione, della promozione della salute, dell’inclusione sociale, della mediazione interculturale, della rigenerazione delle periferie. Attività che verrebbero sacrificate per effetto della norma”.

Ecco il testo integrale del documento:

L’associazionismo sportivo della promozione sociale non ci sta

L’ultimo Censimento Istat, risalente al 31 dicembre 2011, riportava il numero di 92.838 (pari al 30,8% delle istituzioni italiane e al 47,4% delle istituzioni attive nel settore della Cultura, sport e ricreazione) con riferimento alle istituzioni no profit che svolgevano in via prevalente attività sportive. Mentre le istituzioni che svolgevano attività sportive come area di intervento secondaria erano 21.449 (pari al 7,7% del totale nazionale), per un totale di 114.287 unità.
Da questi numeri è facile evincere il grande valore dello sport di cittadinanza come elemento costitutivo della promozione sociale.
L’associazionismo sportivo affonda le proprie radici nel mutualismo tardo ottocentesco che ha sviluppato forme di solidarietà, coesione e responsabilità sociale. Le organizzazioni internazionali, dall’Onu all’Oms, riconoscono lo sport come strumento per promuovere educazione, salute, sviluppo e pace.

Il Presidente della Repubblica, all’incontro con i rappresentanti del mondo dello sport di qualche giorno fa, ha parlato delle società sportive di periferia come di una galassia che arricchisce di valori la vita comune, indicando lo sport come una efficace leva sociale, culturale, educativa ed economica, come educazione alla cittadinanza. Stessi principi sono stati ribaditi dal Ministro allo Sport Luca Lotti presente in quell’occasione.
Tutto questo rischia di essere svuotato di sostanza per effetto del Decreto Legislativo relativo al Codice del Terzo settore. L’articolo 35 infatti, al comma 3, prevede che “gli atti costitutivi delle associazioni di promozione sociale possono prevedere l’ammissione come associati di altri enti del Terzo Settore, a condizione che il loro numero non sia superiore al trenta per cento del numero delle associazioni di promozione sociale”.
Dall’interpretazione letterale del testo si deduce che gli Enti di promozione sportiva non possano più beneficiare della qualifica di associazioni di promozione sociale potendo avere tra i propri affiliati soggetti che non trovano motivo per iscriversi nel Registro Unico del Terzo Settore.

Negli anni la progettazione sociale ha visto il protagonismo degli Enti di Promozione sportiva che sono intervenuti negli ambiti dell’educazione, della promozione della salute, dell’inclusione sociale, della mediazione interculturale, della rigenerazione delle periferie. Attività che verrebbero sacrificate per effetto della norma.
Non possiamo accettare che questo accada e chiediamo che ci sia un intervento correttivo da parte delle commissioni parlamentari che oggi hanno in esame il testo al fine di non disperdere un capitale sociale che contribuisce al benessere individuale e collettivo nelle nostre comunità (Roma, 19 giugno 2017).

AICS
Associazione Italiana Cultura Sport

ASI
Associazioni Sportive Sociali Italiane

CSAIN
Centri Sportivi Aziendali Industriali

CSEN
Centro Sportivo Educativo Nazionale

CSI
Centro Sportivo Italiano

ENDAS
Ente Nazionale Democratico di Azione Sociale

MSP
Movimento Sportivo Popolare Italia

PGS
Polisportive Giovanili Salesiane

ACSI
Associazione Centri Sportivi Italiani

UISP
Unione Italiana Sport Per tutti

US ACLI
Unione Sportiva ACLI

ASC
Attività Sportive Confederate

CNS LIBERTAS
Centro Nazionale Sportivo Libertas

OPES
Organizzazione Per l’Educazione allo Sport

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Congresso nazionale Uisp, per lanciare una nuova cultura sportiva

di Elena Fiorani


congresso_nazionaleLa ministra Valeria Fedeli, insieme a Vincenzo Manco, presidente Uisp, e Giovanni Malagò, presidente del Coni, apriranno il XVIII Congresso nazionale Uisp. L’appuntamento è alle ore 17 di venerdì 24 marzo a Montesilvano (Pe), hotel Serena Majestic. La serata di apertura verrà dedicata a #Uisperlarinascita, incontro con i rappresentanti degli Enti Locali colpiti dal terremoto del centro Italia. Sabato 25 marzo sono previsti, tra gli altri, l’intervento di don Luigi Ciotti e quello di Stefano Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni, insieme a rappresentanti della promozione sociale e sportiva, parlamentari, esponenti del terzo settore e dell’Università.

“Periferie al centro: il movimento generattivo”: sarà questo lo slogan che caratterizzerà il Congresso nazionale Uisp, al quale parteciperanno 334 delegati e circa 100 invitati. Si comincerà alle ore 17 di venerdì 24 marzo con la relazione introduttiva del presidente uscente dell’Uisp, Vincenzo Manco. Alle 17.30 la tavola rotonda “Europa chiama Italia: una nuova cultura sportiva”, con la partecipazione di Valeria Fedeli, ministra dell’Istruzione, Università e Ricerca; Giovanni Malagò, presidente Coni e Vincenzo Manco. Coordina Valerio Piccioni, giornalista de La Gazzetta dello sport.

Alle 19 “#Uisperlarinascita: la Uisp per il terremoto dell’Italia Centrale” con i rappresentanti degli Enti locali delle zone colpite dal sisma: Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice; Domenico Di Sabatino, presidente della Provincia di Teramo; Pietro Bellini, sindaco di Preci (Pg); Angelo Flaiani, sindaco di Folignano. Insieme a loro porterà il saluto il sindaco di Montesilvano, Francesco Maragno. Alle 22.30 è prevista la performance teatrale di Filippo Tognazzo, della compagnia Zelda, con una rappresentazione dedicata a Dorando Pietri e Fausto Coppi.

Spazio al dibattito nei lavori di sabato 25 marzo. Si riprenderà alle ore 9.30 con la sessione plenaria “Sport, movimento, benessere. Tra democrazia, sussidiarietà e reti sociali”. Dopo l’interruzione per il pranzo si proseguirà alle 15.30 con la sessione dal titolo “Attività e politiche associative. Innovazione, integrazione, sviluppo”. Nella giornata di sabato sono previsti gli interventi e i saluti di numerosi ospiti, tra i quali: Luigi Ciotti, Libera; Stefano Bonaccini, presidente Conferenza delle Regioni; Alessandra Morelli, Unhcr-Agenzia Onu per i rifugiati; Carlo Borgomeo, Fondazione con il Sud; Maurizio Mumolo, Forum terzo settore; Fabio Lucidi, Università di Roma La Sapienza; Fabrizio Barca, economista; Mauro Valeri, Unar-Ufficio nazionale Antidiscriminazioni Razziali; Francesca Chiavacci, Arci; Raffaela Milano, Save the Children; Licio Palazzini, Arci Servizio Civile. Parteciperanno anche l’eurodeputata Cecile Kyenge e l’onorevole Filippo Fossati, insieme ad altri parlamentari che confermeranno la loro presenza in questi giorni. Per la promozione sportiva parteciperanno, tra gli altri, Vittorio Bosio, Csi e Luca Stevanato, Asc. Previsto un collegamento con Marco Galdiolo e il concomitante congresso UsAcli, che si svolgerà a Roma. In rappresentanza dello sportpertutti internazionale sarà presente Mogens Kirkeby, presidente Isca. Per il mondo dell’informazione interverranno i giornalisti Riccardo Cucchi e Carlo Paris, insieme a Guido D’Ubaldo, Odg-Ordine dei giornalisti nazionale.

Domenica 26 marzo si riprenderà alle 9.30 con il dibattito e si proseguirà alle 11.30 con l’elezione del Presidente nazionale, del Consiglio nazionale Uisp, del Collegio dei revisori contabili, quello dei Garanti e quello dei Garanti di II grado. Il termine dei lavori è previsto alle 13.30.
Con l’appuntamento nazionale di Montesilvano si conclude il percorso congressuale Uisp iniziato il 1 settembre 2016 con i 122 Congressi territoriali e i 19 regionali. Una campagna di discussione che ha coinvolto migliaia di delegati e partecipanti, in rappresentanza di 1.333.924 soci Uisp e 17.668 basi associative.

“Alessandria città delle biciclette al Ghisallo”

di Elena Fiorani


Senza titolo-1Sabato 11 marzo alle 17 si terrà l’inaugurazione della mostra “Alessandria città delle biciclette al Ghisallo”. La mostra, che ha avuto successo a Palazzo del Monferrato (Al) la scorsa estate, viene riallestita in una temporanea a Magreglio (Co), presso il Museo del ciclismo Madonna del Ghisallo in Via Gino Bartali 4. Ospite d’eccezione sarà Paola Gianotti, ciclista giramondo – la ragazza di #bikethenobel – che presenterà il suo libro “Sognando l’infinito” e che donerà al Museo la sua maglia #KeepBrave. “Sono orgogliosa che la mia maglia finisca fra quelle dei campioni”, ha detto emozionata Paola Gianotti.

La rassegna storica sulla bicicletta, frutto di una ricerca molto accurata messa in atto da un gruppo di lavoro coordinato da Camera di Commercio e Comune di Alessandria, parte dunque dalla provincia piemontese per giunge a Magreglio, nel Comasco, dopo essersi fatta strada nella sua città. Promuovendo un territorio, quello piemontese del Monferrato alessandrino, vocato anche turisticamente per le due ruote (Piemonte Ciclabile).

L’esposizione è il racconto a due ruote di molti eventi, fatti, partenze, avvenute proprio ad Alessandria, agli albori della bicicletta. Ripercorre, dalle origini, l’affascinante genesi tecnica, sociale, storica e culturale della prima bicicletta arrivata in Italia nel 1867, con una genealogia precisa che identifica anche i cambiamenti di un movimento così legato al territorio e alla sua gente. Gente del ciclismo. Tutto avrebbe dunque avuto inizio nel 1867, secondo questa ricerca ben documentata, quando la prima Draisienne francese arriva in Italia ad opera di Carlo Michel, imprenditore, birraio alessandrino che rientra con la due ruote dalla sua trasferta all’Expo di Parigi. Da qui una serie di prime volte: dalla formazione del primo sodalizio di cicloturismo (il Touring Club Italiano) e di ciclismo agonistico nazionale (la FCI, Federazione Ciclistica Italiana) ed internazionale (l’UCI), alle prime riunioni in pista, all’opera geniale e artistica di molti artigiani e costruttori di biciclette, Maino su tutti.

Questa mostra sarà la prima di una serie di eventi, incontri, allestimenti legati anche all’anniversario delle100 edizioni del Giro d’Italia organizzato dalla La Gazzetta dello Sport, con iniziative collegate alla Corsa Rosa che scatteranno da marzo sino a tutto ottobre 2017. La mostra durerà fino al 28 maggio 2017. Incrociando diverse iniziative in un anno molto speciale per le due ruote: 100 anni del Giro, 150 della prima bicicletta giunta in Italia (storia documentata), 200 della prima bicicletta costruita.

 

Inaugurata a Livorno la CiclOfficina ControPedale

di Elena Fiorani


15800035_308146872919852_1159586561179460998_oLa CiclOfficina è un progetto di inclusione sociale e di promozione del riciclo e della sostenibilità nato all’interno del Tavolo Giovani del Comune di Livorno che vede protagonisti alcuni ragazzi richiedenti asilo ospiti nelle strutture di accoglienza che Arci Solidarietà gestisce sul territorio. All’inaugurazione erano presenti oltre 50 persone, tra cui i quattro ragazzi protagonisti del laboratorio, Stefan Kouami, Cristopher Andrew, Daouda Guinka Ousmane e Jerry Isogie. Al centro dell’attenzione e della piazza c’è l’inclusione delle persone e dei materiali: “Niente è abbandonato, niente è senza speranza, niente è rifiutato, ma a tutto e a tutti è data una possibilità creativa nuova, un foglio bianco su cui scrivere una storia pronta a cominciare”.

Le aste pubbliche, oltre a dare la possibilità di ‘mettere in piazza’ le biciclette prodotte, saranno un momento di gioco, di conoscenza e di scambio con questa nuova e vivace realtà. Durante le aste verranno coinvolti artisti della città nella veste di banditori e i ciclo-riparatori avranno così l’occasione di presentare ed esibire i prodotti realizzati.

Per tre giorni alla settimana (martedì, mercoledì mattina e venerdì pomeriggio), la CiclOfficina è aperta ai cittadini che vorranno portare lì i propri rottami per un restyling a prezzi popolari. Previsto anche il ritiro a domicilio, per informazioni contattare la pagina facebook CiclOfficina Contropedale. E’ allo studio del Comune di Livorno una collaborazione con Aamps, perché i rottami siano destinati direttamente alla CiclOfficina anziché alla discarica.

Il giorno dell’inaugurazione, alle domande dei giornalisti i ragazzi della CiclOfficina hanno risposto così: “Siamo contenti di poterci impegnare in qualcosa di concreto e ci sentiamo molto fortunati: in tanti sono venuti a trovarci e ci hanno accolto bene”. (Fonte: ArciReport)

Il calcio sociale in campo per la solidarietà e l’integrazione

di Elena Fiorani


chisiamoSi tratta di un torneo per la solidarietà e l’integrazione, che si giocherà giovedì 5 gennaio presso il Campo XXV Aprile nel quartiere di Pietralata a Roma. Quattro le squadre che scenderanno in campo: l’Atletico Diritti, squadra composta da studenti, migranti e persone in esecuzione penale, nata dalla collaborazione tra Progetto Diritti, Antigone con il patrocinio dell’Università Roma Tre, una rappresentanza dell’Associazione italiana calciatori con il presidente Damiano Tommasi in prima fila assieme ad altri ex calciatori e calciatrici, Liberi Nantes, squadra composta da rifugiati e richiedenti asilo e l’AC Cittareale, squadra della provincia di Rieti il cui paese è stato colpito dal terremoto avvenuto negli scorsi mesi.

A dare il calcio di inizio sarà Mario Panizza, Rettore dell’Università Roma Tre. Il quadrangolare sarà preceduto dall’esibizione dell’Atletico Diritti Cricket Club Fondi e durante l’evento ci sarà un rinfresco con cibi etnici. L’appuntamento è per le 16. Domenica 8 gennaio, alle 11, si terrà sullo stesso campo un’amichevole tra Atletico Diritti Roma e Atletico Diritti Terracina.

Salute e attività fisica: convegno a Roma

di Elena Fiorani


salutecameraCome promuovere la buona salute per tutti i cittadini europei, in tutte le età della vita? Come farlo in Italia, dove i tassi di sedentarietà sono tra i più alti? Occorre una nuova cultura del movimento e sani stili di vita, occorrono politiche pubbliche più integrate, sia a livello nazionale, sia europeo. Non c’è tempo da perdere: le politiche comunitarie e quelle degli stati membri hanno bisogno di nuovi baricentri culturali e sociali, che assumano come indicatori di benessere la salute e la pratica fisica quotidiana.

L’appello viene dalla rete europea Impala.net, nata sulla spinta dell’Università di Cassino e dell’Uisp-Unione Italiana Sport Per tutti, promotori intorno ai quali si sono aggregati altri soggetti della ricerca e della società civile.
Questi sono i temi che animeranno l’incontro pubblico “Strategie per l’attività fisica e il benessere dei cittadini”, evento conlcusivo del progetto Impala.net, che si terrà venerdì 2 dicembre a Roma, presso la Camera dei Deputati, Sala della lupa, dalle 10 alle 13.30.
L’incontro verrà aperto dall’on. Filippo Fossati, Intergruppo Parlamentare Sport e Commissione Affari sociali; Antonio Naddeo, Direttore Ufficio Sport Presidenza del Consiglio; Joao Breda, Direttore Nutrizione, Attività Fisica e Obesità dell’ Ufficio Regionale per l’Europa OMS; Loriana Castellani, Direttrice del Dip.to Scienze Umane, Sociali e della Salute Università di Cassino e del Lazio Meridionale (UNICLAM).

Sono previste tre sessioni: la prima è: “Advocacy nelle promozione dell’attività fisica. Dalle istituzioni,dalla società civile”, con gli interventi di Vincenzo Manco, presidente Uisp; Mogens Kirkeby, presidente ISCA; Francesca Russo, direttrice Prevenzione Regione Veneto; l’on. Laura Coccia, dell’intergruppo parlamentare sport. Modera Raffaella Chiodo coordinatrice Uisp del progetto IMPALA.NET. A seguire il progetto Impala.net verrà illustrato da Alfred Rutten, dell’Università di Erlangen-Norimberga, Germania.

La seconda sessione si occuperà di “Raccomandazioni HEPA, Linee guida IMPALA e Strategia sull’Attività fisica dell’OMS: esperienze d’attuazione in Italia ed Europa a confronto”. Interverranno: Michael Dieck, Università di Erlangen-Norimberga, Germania; Michael Kolb, Università di Vienna , Austria; Tomas Kukenys, Lithuanian Sports University, Lituania; Kimmo Suomi, Università di Jyväskylä , Finlandia; Eline Vlasblom, NO Innovation for Life, Olanda; Simone Digennaro, Università di Cassino e del Lazio Meridionale, Italia. Modera Antonio Borgogni coordinatore UNICLAM del progetto IMPALA.NET.

La terza sessione verterà su: “Esperienze dei partner nazionali del progetto IMPALA .NET con gli esponenti di istituzioni e organizzazioni della società civile impegnati nel progetto. Le conclusioni dell’on. Filippo Fossati e dei coordinatori del progetto Impala.net sono previste alle 13.15.
Durante l’incontro verrà diffusa la pubblicazione curata dall’Uisp con la traduzione in italiano delle “Strategie per l’attività fisica OMS-Organizzazione Mondiale della Sanità 2016-2025”.

Un emendamento ha modificato la legge Melandri

di Elena Fiorani


grs“L’emendamento approvato dal Governo, con il quale si cancella il principio della redistribuzione dei diritti tv previsto dalla legge Melandri del 2008, allarga il fossato nel rapporto tra lo sport di base e quello professionistico – dice Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp – Tutti gli indicatori Istat sullo sport e sul Terzo settore mostrano quanto l’associazionismo sportivo di base produca valore sociale e coesione territoriale in ogni comunità”.

“La crisi economica di questi anni ha fortemente colpito le società sportive amatoriali che si sono trovate nelle condizioni di chiedere alle famiglie di accollarsi i maggiori costi della pratica. Le stesse società hanno mostrato grande senso di responsabilità poiché hanno provveduto anche a forme di fusione in tante realtà del Paese, ma non possono più permettersi di andare oltre, pena il punto di non ritorno della dismissione dell’attività”.

“In più occasioni il Presidente della Repubblica ha sollecitato non solo interventi per le eccellenze ed il talento sportivo, ma soprattutto per lo sport di base, che rappresenta la condizione necessaria per la diffusione tra tutti i cittadini dei benefici della pratica sportiva e per l’ individuazione dei futuri campioni”.

“Il Presidente del Consiglio ed alcuni Ministri hanno più volte sostenuto l’importanza dello sport diffuso sul territorio come fattore educativo, di promozione della salute, di integrazione interculturale, di politiche giovanili positive, di inclusione del disagio e delle periferie territoriali culturali e sociali. Ma tutto questo come si realizza, se non destinando allo sport di base le necessarie risorse? Ovvero, le risorse per mettere a sistema quei soggetti associativi che quotidianamente vivono una condizione di frontiera e di promozione di cittadinanza, nella difficile e disuguale ridefinizione del welfare complessivo del Paese?”

“Il principio di solidarietà non può scomparire senza una necessaria previsione di misure alternative, di risorse da allocare, pur nella comprensibile difficoltà nel reperire risorse – conclude Manco – Ma le difficoltà non si possono scaricare costantemente sui soggetti più deboli del sistema, poiché in questo modo la forbice delle disuguaglianze si allarga sempre di più. Le società sportive che noi rappresentiamo hanno una dignità che va riconosciuta con fatti concreti e non semplicemente con una pacca sulle spalle”.

Sport, omofobia e pregiudizi: seminario a Napoli

di Elena Fiorani


1442031143384Omofobia nello sport, è anche un problema di linguaggio. Il pentolone si è scoperchiato di botto durante i Giochi olimpici di Rio in un mondo tradizionalmente maschilista, e qualcosa sta cambiando. Ci sono problemi culturali e sociali, pregiudizi antichi e discriminazioni dure a morire. Ma molti atleti non sono più convinti che convenga stare zitti e anche chi racconta di sport è chiamato a fare la sua parte. L’Uisp e il Centro di Ateneo SInAPSi dell’Università Federico II hanno organizzato mercoledì 19 ottobre, a Napoli il convegno “Sport e omofobia, linguaggio giornalistico e pregiudizi da affrontare”.
L’incontro ha avuto il riconoscimento dell’Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) e dell’Ordine dei giornalisti della Campania, con l’attribuzione di 6 crediti formativi per i giornalisti partecipanti.

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Il seminario aveva l’obiettivo di promuovere il rispetto dei diritti delle persone con differenti orientamenti sessuali ed è stato sostenuto dall’Unione europea, grazie al progetto “Queering football”, di cui l’Uisp è partner insieme ad altre sei associazioni. “Ancora sento negare l’esistenza di omofobia e discriminazioni, ma purtroppo sappiamo bene che non è vero – ha detto Manuela Claysset, responsabile nazionale politiche di genere Uisp – c’è una grande paura della diversità per questo i giornalisti per primi chiedono strumenti culturali e codici condivisi attraverso i quali raccontare questa realtà”.

Nel corso del convegno sono intervenuti: Paolo Valerio, direttore Centro Sinapsi; Ottavio Lucarelli, presidente Ordine dei giornalisti della Campania; Antonio Mastroianni, presidente Uisp Napoli; Antonello Sannino, responsabile nazionale Sport per Arcigay; Manuela Claysset, responsabile politiche di genere Uisp; Giuseppe Manzo, redazione Giornale Radio Sociale; Ivano Maiorella, responsabile stampa e comunicazione Uisp; Anna Lisa Amodeo del Centro di Ateneo Sinapsi; Klaus Heusslein, Rete europea gay e lesbiche nello sport.

Il futuro del progetto sarà quello di realizzare una Carta deontologica di linguaggio giornalistico LGBT insieme ai giornalisti e ai vari soggetti associativi coinvolti insieme all’Università Federico II.

Calcio giovanile e genitori terribili, in Brianza il maxi decalogo

di Elena Fiorani


Sul campo bambini che rincorrono un pallone, sulle tribune genitori ultrà dagli animi caldi. Un problema grave sui campetti di calcio di tutta Italia. Che però, a Sulbiate, in Brianza, non esiste più. Merito delle regole dettate dal Gruppo sportivo sulbiatese. Da quest’anno chiunque entri sugli spalti di via Madre Laura, che divide gli spazi con l’oratorio, deve attenersi al codice etico della società. Un regolamento pensato per genitori e nonni dei baby calciatori.

“Da tempo discutevamo di questa idea – racconta Riccardo Mauri, 44 anni, vicepresidente della società – Lo scorso anno c’è stato qualche episodio poco simpatico: genitori che perdevano le staffe e urlavano contro l’arbitro e i bambini. Qualche volta sono volate anche parole grosse e a farne le spese sono i più piccoli, che vengono qui solo per divertirsi. Così abbiamo deciso di correre ai ripari e per farlo ci siamo ispirati alla cultura del rugby, dove dentro e fuori dal campo c’è grande rispetto per l’avversario”.

Il cartello, comparso a bordo campo, sull’unica strada di accesso alle tribune, ha fatto il suo debutto con la nuova stagione e per ora sta dando i frutti sperati. “La gente si ferma, e legge con attenzione, compresi i genitori dei bambini della squadra ospite – dice il vicepresidente – Non ci sono stati più problemi e la partita è diventata una festa, proprio come dovrebbe essere. Qualche dirigente delle squadre avversarie ci ha chiesto se poteva copiare il cartello e utilizzarlo nelle proprie strutture. Una cosa che ci rende orgogliosi”.

graIscritta al campionato Csi (Centro sportivo italiano), la Sulbiatese conta oltre 100 iscritti, di questi i due terzi sono minorenni. “La nostra è prima di tutto una missione educativa – spiega Mauri – Non cerchiamo di formare il campione, ma l’uomo. E per farlo c’è bisogno del concorso di tutti, anche dei genitori, che a volte si lasciano trasportare un po’ troppo, come se in campo ci fossero loro”.

E, infatti, il primo avvertimento dei “Consigli per il genitore a bordo campo” è un disegno in cui si precisa che il suo posto è in tribuna e non sul rettangolo di gioco. Accanto allo schema, le regole vere e proprie, che invitano a divertirsi, a sostenere la squadra e a rispettare gli avversari. Tra i cinque punti anche uno che tocca il tema delle scelte dell’allenatore: “La panchina non è una sconfitta, ma il punto di partenza. Spiega a tuo figlio che impegno e allenamento premiano sempre”. Un invito ai genitori a non lamentarsi se il proprio figlio non indossa la maglia da titolare.