Archivi categoria: Cultura

L’immaginazione che cura


Si chiama DOdiMatto!, neonata associazione di promozione culturale di Torino che usa l’arte per affrontare le malattie psichiche che spesso possono trovare proprio in quei linguaggi un sollievo più efficace della medicina tradizionale. Partecipando a bandi, fondi di enti pubblici e privati, donazioni e crowdfunding, DOdiMatto! si occuperà della realizzazione o produzione di progetti creati da persone con fragilità.

Dantedì virtuale


Tutte le manifestazioni che erano state organizzate per celebrare il giorno di Dante Alighieri sono state annullate o trasformate in appuntamenti virtuali. Ma per gli scrittori e gli studiosi della Divina Commedia il messaggio del poeta è ancora più valido oggi in una situazione che ci mette tutti alla prova. Ascoltiamo la scrittrice Annalisa Teggi. (sonoro)

La cura dell’altruismo


Una storia di volontariato al giorno per combattere l’isolamento: è l’idea promossa dal Csv di Torino e dell’Umbria che hanno deciso di rendere disponibile sul web  il libro “Storytelling di volontariato”. Il volume – presentato all’ultimo salone di Torino – raccoglie le vicende di persone comuni che hanno deciso di dedicare se stesse e il proprio tempo agli altri.

Digitali per resistere


Si moltiplicano sul web le iniziative culturali gratuite per vedere film e capolavori artistici nei giorni di isolamento in casa. Il servizio è di Clara Capponi.

Tra gli hashtag diventati virali oggi, #laculturaresiste è uno dei più interessanti. Intorno a questa frase si legano in rete tante iniziative di musei, associazioni culturali, teatri, luoghi dell’arte e dell’anima, che a causa della chiusura forzata cercano un modo per continuare a raccontare la vita. Il tutto grazie alla creatività applicata alla tecnologia. Impossibile elencare tutte le iniziative, dal teatro alla letteratura, dalla poesia alla musica che affollano il web in questi giorni. Tra le iniziative più insolite la Pinacoteca di Brera mette a disposizione video dei dipendenti che raccontano i dipinti. La fondazione Casa Leopardi a Recanati ha lanciato la propria campagna su Instagram che propone ogni giorno un passo diverso tratto dalle opere del poeta. La Cineteca di Milano ha messo a disposizione gratuitamente il suo catalogo filmico in streaming. Quinte Parallele, rivista online di musica classica ogni sera, fino al 3 aprile, propone un concerto diverso con di artisti del calibro di Giovanni Sollima. Infine Per intrattenere i bambini  costretti a casa il Teatro del Cerchio di Parma propone  alcuni video di favole e racconti narrate dagli stessi attori della compagnia.

Covid tradotto agli stranieri


Sul sito Epicentro dell’Istituto Superiore di Sanità sono disponibili le traduzioni‚ in alcune delle lingue più parlate tra la popolazione straniera‚ di alcuni materiali divulgativi relativi al Coronavirus realizzati con lo scopo di informare quante più persone possibili sulla situazione attuale e fornire loro un quadro delle indicazioni ufficiali.

Un libro per tutti


L’Assessorato alla Cultura del comune di Aversa, in collaborazione con la Libreria sociale il Dono e con il coordinamento della Protezione civile, ha istituito un servizio di biblioteca a domicilio. Chiamando il numero 081/5049164 è possibile concordare il prestito o il dono di un volume. Info sul sito del Centro di servizio per il volontariato di Caserta.

Il Tg del volontariato


L’attrice di teatro civile Tiziana Di Masi insieme al regista Andrea Guolo racconta ogni giorno sul proprio canale YouTube, una vicenda di volontariato dalle zone colpite più duramente dal coronavirus. Storie che accendono i riflettori sull’Italia che ha deciso di impegnarsi e di mettersi in gioco, dedicando tempo agli altri per costruire valore, personale e sociale.

Favole al telefono


Arriva da Messina l’idea dell’associazione “Il solletico” che ha deciso di regalare a tutti i bambini, in ospedale o costretti a casa per l’emergenza sanitaria legata al Coronavirus, storie lette dai propri volontari. Per ricevere la propria basterà chiamare il numero 3533 – 331639 attivo tutti i giorni mattina e sera. Ascoltiamo Debora Correnti. (sonoro)

Capolavori da remoto


Restare a casa per contrastare l’emergenza Coronavirus. È questo il messaggio unidirezionale che proviene da tutti i settori della società italiana. Almeno fino al 3 aprile (termine ultimo dei provvedimenti adottati dal governo) tutte le attività ricreative terranno le porte chiuse. A farne le spese saranno soprattutto i luoghi dell’arte e dei beni culturali, centri nevralgici per l’intrattenimento, l’economia e la creatività del Belpaese. Musei, gallerie, siti archeologici non potranno ospitare al loro interno appassionati e turisti, cancellate mostre ed eventi programmati per questo periodo. Tutto sembra essersi fermato. Riprendere sarà ancor più faticoso. Il rischio è di perdere il passo, bloccare un’intera stagione artistica e culturale.
La chiusura imposta mette l’intero settore di fronte alla necessità di ridefinire tutte le proprie modalità di contatto e comunicazione, a pensare in maniera laterale. Proprio per mantenere vivo il rapporto con cittadini e potenziali visitatori. Nei momenti di emergenza come questi emergono genio ed estrosità, tratti storicamente distintivi del popolo italiano. Mentre in questi giorni si diffonde l’hashtag #iorestoacasa per la quarantena nazionale, si moltiplicano le iniziative culturali di “resistenza”. Dagli Uffizi di Firenze al Museo etrusco di Villa Giulia – Roma, i direttori organizzano tour virtuali tra le grandi opere che in questo momento non si possono vedere fisicamente. Il Museo Egizio di Torino rompe l’isolamento sia su internet che sui social. Dal sito si possono visitare le sale ristrutturate. Mentre su Facebook il direttore Christian Greco conduce dei videotour per raccontare gli oggetti della prestigiosa collezione, promuovendo l’hashtag #LaCulturaCura. A Milano, la Pinacoteca Brera permette di ammirare da vicino i capolavori della storia dell’arte mondiale che custodisce, grazie a una campagna di digitalizzazione in altissima definizione per consentire un approccio agli originali che va oltre ciò che percepisce l’occhio umano. Così il direttore generale della Pinacoteca di Brera, James Bradburne ha lanciato la sua speciale galleria a distanza: “un museo non è soltanto composto dai suoi oggetti fissi. Le persone, in un momento come questo, non hanno bisogno di venire al museo per ammirare le opere esposte. Vi chiedete come sia possibile? Per farlo, stiamo realizzando un programma in cui tutti i nostri dipendenti mostrano ed illustrano i quadri della Pinacoteca”. Tanti altri ancora sono i siti culturali che stanno sperimentando un approccio digitale all’arte. Una condizione di necessità che potrebbe addirittura trasformarsi in una grossa opportunità. Perché se c’è uno spazio libero che ci sta lasciando il virus, è la riflessione sui sistemi operativi che governano la società, su come le varie sfere sociali possano essere ripensate. E per quanto concerne l’industria culturale una delle domande più frequenti, anche alla luce delle iniziative promosse in questi giorni, riguarda un possibile punto d’incontro tra tradizione e innovazione, tra analogico e digitale. Se oggi dirette streaming e visite virtuali sono una necessità, domani potrebbero essere una virtù. Perciò valutarne gli effetti positivi e negativi in questi giorni di sperimentazione servirebbe ad apportare un cambiamento nel modo di vivere l’arte nel futuro. Una prospettiva che offrirebbe ai luoghi della cultura inedite opportunità di crescita facilitando nuove metodi di contatto con il pubblico. Con riferimento soprattutto a quella fetta di mercato nata con la tecnologia tra le mani: ragazze e ragazzi che della nicchia di interessati ad un’esposizione artistica ne rappresentano un angolino. Occorre dunque che l’arte vada incontro ai suoi spettatori, con un occhio di riguardo ai giovani, attraverso processi di digitalizzazione. Non basta parlare di innovazione, né è sufficiente appellarsi al ruolo educativo dei luoghi della cultura. Bisogna che il patrimonio rimanga vivo e sopravviva alla rivoluzione in atto. Partendo da queste settimane di incertezza, nelle quali si assiste ad una vera e propria virtu-arte, al tempo del Coronavirus.

di Pierluigi Lantieri

Note a domicilio


Si chiama Spread Good Vibes ed è una delle più interessanti iniziative musicali al tempo del coronavirus. Il servizio è di Clara Capponi.
La crisi sanitaria che stiamo vivendo ha portato all’annullamento di tutti gli eventi culturali e musicali, almeno fino al 3 aprile. E visto che bisogna restare casa non resta che sfruttate le potenzialità del web per condividere la passione per la musica. Cosi nasce Spread Good Vibes, palinsesto improvvisato di volti, voci e selezioni musicali diverse. A metà tra una radio pirata – come si sono definiti – e una piattaforma di streaming musicale, dj, producer, cantanti artisti, giornalisti, addetti del settore e amanti della musica si stanno alternando da un paio di giorni nel proporre, direttamente dalle rispettive case, dj-set o selezioni musicali, parlate o no, della durata di 2 o 3 ore. Senza barriere di generi musicali, ognuno può offrire la propria disponibilità per costruire un palinsesto libero e 2.0. «Vogliamo entrare nelle case a portare un po’ di musica – affermano i promotori in un comunicato stampa – un po’ di compagnia, un po’ di voglia di stare insieme.