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Circolari urgenti


Dopo il varo del decreto “Cura Italia”, le Federazioni Fand e Fish sollecitano l’emanazione di circolari per la corretta interpretazione delle disposizioni in materia di permessi aggiuntivi, congedi parentali, accesso allo status parificato al “ricovero ospedaliero” per i lavoratori con disabilità o immuno-depressi o con esiti di patologie oncologiche.

Decisioni indifferibili


Dalle associazioni dei volontari impegnati nelle carceri italiane crescono richieste pressanti per alleggerire la tensione ed evitare la diffusione del virus. Il servizio di Paolo Andruccioli.

Alla vigilia del varo del secondo decreto sull’emergenza Covid 19,  le associazioni del mondo cattolico hanno chiesto al Governo provvedimenti speciali per evitare il contagio in carcere. Occorre fare uscire le persone fragili e chi ha un fine pena breve, ampliando la detenzione domiciliare speciale per liberare spazi all’interno degli Istituti. Nel decreto varato nel pomeriggio di ieri si introduce una norma sulla concessione degli arresti domiciliari ad una specifica tipologia di detenuti. I problemi ora sono i tempi, modi e il numero delle persone che saranno coinvolte. Ascoltiamo il commento di don Marco Fibbi, coordinatore dei cappellani di Rebibbia. (sonoro)

“Siamo aperti”


Sono sospese solo le attività con finalità meramente ludico ricreative o di socializzazione o animazione che non costituiscono servizi pubblici essenziali”. Tutto il resto è in funzione. È la risposta ufficiale ai tanti quesiti sull’assistenza sociale. Ovviamente devono essere garantite le condizioni strutturali e organizzative che consentano il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro.

In aiuto degli ultimi


Decine di migliaia di persone senza fissa dimora e in condizioni di fragilità ed emarginazione restano escluse dalle misure di prevenzione sanitaria per la pandemia. Per queste ragioni l’associazione umanitaria indipendente MEDU, Medici per i diritti umani, ha rivolto un appello al governo e alle autorità sanitarie affinché si prevedano piani d’azione specifici per proteggere i gruppi di popolazione più vulnerabili.

Informate anche noi


Tutti si preoccupano degli anziani con malattie croniche, ma chi si occupa dei disabili gravi?” Nicolas Sportelli ha 27 anni e abita a Rozzano, in provincia di Milano, nel cuore della Regione che da più di due settimane sta affrontando l’emergenza peggiore. I timori, l’attesa e le scarse comunicazioni dalle istituzioni, per Nicolas, come per migliaia di persone nella sua condizione, sono le preoccupazioni più grandi.

Tutti a casa. Magari!


É quello che pensano in questi giorni di emergenza tutte quelle persone catalogate “senza fissa dimora” o “senza tetto”. Al centro di accoglienza della Stazione Termini di Roma “Binario 95” hanno coniato perfino un nuovo hashtag: #vorreirestareacasa, ma qual è la mia casa?

Un passo avanti


Nel nostro Paese saranno recepite le ultime raccomandazioni dell’Onu. Il servizio di Paolo Andruccioli.
Le nazioni Unite hanno reso noto la decisione dell’Italia di accettare 292 delle 306 raccomandazioni avanzate dall’Organizzazione internazionale. Tra queste c’è la creazione di una istituzione nazionale indipendente per i diritti umani. Nonché 16 delle 17 raccomandazioni sui diritti umani delle persone LGBTI. Viene prevista una legge contro l’omotransfobia, il divieto di interventi chirurgici cosmetici su bambini intersex e la protezione dei rifugiati LGBTI. Rifiutata invece la proposta dell’Islanda di intervenire sul tema della omogenitorialità. “È sconfortante – dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale dell’Arcigay – registrare ancora oggi una così evidente resistenza da parte della politica italiana”.

Penalizzato in classe


È stato parzialmente accolto a Milano il ricorso dei genitori di un alunno con disabilità contro una scuola primaria che ne aveva rifiutato l’iscrizione. Il Giudice ha ritenuto che vi sia stata discriminazione poiché è stata data precedenza ai compagni normodotati, mentre nessuna norma vieta la presenza di più di un alunno con disabilità nella stessa classe.

Sotto il tappeto


Il fenomeno delle donne con disabilità vittime di una discriminazione multipla è grave, diffuso e fin troppo sottaciuto. Per questo motivo l’ANMIC, l’Associazione nazionale mutilati e invalidi, ha ratificato il “Secondo Manifesto” indirizzato all’Unione Europea, che è stato elaborato da donne con disabilità delegate dai rispettivi Paesi.