Archivi categoria: Diritti

“F35, la riduzione non basta”


Non più 131 ma 90 i cacciabombardieri che il nostro Paese acquisterà. Critico Flavio Lotti, portavoce del Tavolo della pace “questa è una delle assurdità inaccettabili che il Parlamento deve assolutamente correggere. Invece di 131 aerei, un piano folle, il Ministero della Difesa dice adesso che ne vuole comprare 90. Continueremo a sottrarre e a ipotecare 10 miliardi di euro non per far crescere il nostro paese o per aiutare coloro che sono colpiti dalla crisi ma per alimentare i sogni guerrafondai di alcuni militari e di altri industriali”.

“Giustizia è fatta”


Tutti concordi dopo la condanna a sedici anni per i due proprietari della fabbrica Eternit che ha provocato quasi 2000 morti per amianto. Le Acli hanno parlato di “sentenza storica, ma troppi rischi permangono ancora nei luoghi di lavoro”. E Legambiente si augura che “il caso italiano faccia giurisprudenza nel mondo, soprattutto nei Paesi dove l’amianto continua a mietere vittime”.

Giustizia sociale


Con la campagna “Il diritto di cambiare”, ActionAid dedicherà a questo tema tutto il mese di febbraio con numerose iniziative. Tra queste, fino al 3 marzo, sarà organizzata una raccolta fondi per un progetto in Etiopia volto a migliorare le condizioni di vita e di sicurezza alimentare di 800 donne e delle loro famiglie nel distretto di Ankober.

Dimenticati dallo Stato


In Italia ci sono 2 milioni 800 mila persone non autosufficienti. E tutto il carico ricade sulle spalle delle famiglie. Il giudizio di Pietro Barbieri, presidente della Fish: “E’la realtà di tantissime persone che noi viviamo nel paese, persone con disabilità, anziani e persone non autosufficienti. Insomma ormai è una situazione esplosiva. I tagli ci massacreranno nei prossimi due o tre anni e speriamo invece di poter recuperare un po’ di capacità e di possibilità; adesso c’è una situazione economica un po’ migliore e speriamo che questo possa produrre uno sforzo da parte dello Stato”.

Quote bianche per i disabili


È la proposta avanzata oggi da un comitato di undici realtà guidate dal Movimento delle Associazioni di Volontariato Italiano e dall’associazione Valentina. Ascoltiamo il presidente del Modavi, Irma Casula “il Modavi onlus insieme alla Fondazione Valentina e tantissime altre organizzazioni di terzo settore hanno creato il manifesto “Quote Bianche: una nazione invisibile”. Il manifesto è un modo per lanciare un accorato appello al mondo della politica e della cultura dell’associazionismo affinchè il mondo della disabilità che rappresenta solo nel nostro paese 5 milioni di persone, abbia degna rappresentanza all’interno degli organi istituzionali, degli organi decisionali non solo della politica ma anche del mondo produttivo del nostro Paese. Un manifesto politico è una serie di iniziative che hanno preso il via oggi e continueranno nei prossimi mesi, attraverso il quale chiediamo la promulgazione di una legge molto simile a quella delle quote rosa, che garantisca come minimo il 5% di rappresentanza al mondo della disabilità nelle liste elettorali, nelle giunte e nei consigli di amministrazione a connotazione statale”.

Dai disagi ai risarcimenti


“Treni, strade, autostrade, energia elettrica e riscaldamenti in tilt per l’inadeguatezza nella gestione delle emergenze”. Da Adiconsum a cittadinanza attiva, sono tante le associazioni che ora presentano il conto al governo e non solo. Dito puntato anche verso Trenitalia e sul traffico ferroviario paralizzato durante il weekend.

“Emergenza neve, servono coperte”


L’appello è stato lanciato dall’associazione Piazza Grande di Bologna che ha intensificato l’attività passando da 3 uscite settimanali a 2 uscite giornaliere per portare beni di conforto agli homeless che si trovano in strada. E da oggi i dormitori e le strutture di accoglienza della città resteranno aperti 24 ore su 24.

“Non lasciateci soli”


Decine di famiglie di disabili stanno inviando in queste ore al presidente Napolitano la loro tessera elettorale in segno di protesta contro la disattenzione e le promesse mancate nei confronti della disabilità. Sentiamo Marina Cometto che ha lanciato l’iniziativa: “con queste ultime normative che sembra debbano essere messe in pratica noi veniamo ulteriormente penalizzati. La mia è una protesta assolutamente pacifica perché non mi sento più di far parte di questo paese”.