Secondo il rapporto We world onlus, l’Italia figura al 100esimo posto per parità di genere, occupazione e violenza femminile. E anche sulle politiche dedicate all’infanzia restiamo ben al di sotto della media europea.
Mare agitato
“La missione militare contro gli scafisti metterà a rischio la vita dei migranti”. È duro il giudizio dell’Arci contro il provvedimento approvato dall’Unione Europea. Per l’associazione lo scopo vero è quello di “impedire che profughi e richiedenti asilo raggiungano le nostre coste, altrimenti si sarebbe ricorso all’apertura di canali di ingresso umanitari, l’unico strumento che avrebbe consentito di stroncare alla radice il traffico di esseri umani”.
Tempo scaduto
Se entro fine agosto le giunte regionali non avranno preso decisioni e stanziato fondi per l’assistenza scolastica rivolta agli studenti con disabilità, potranno essere denunciate per interruzione di pubblico servizio. All’iniziativa, lanciata da Fish, aderiscono anche diverse associazioni che chiamano in causa il governo affinché risolva una situazione insostenibile.
Gioco dell’oca sui diritti umani
A causa di nuove modifiche del testo al terzo passaggio parlamentare, il reato di tortura continua a non essere inserito all’interno del nostro codice penale. Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia. “In questo bicameralismo che abbiamo oggi il Senato farà delle modifiche, ci sarà chi lo modificherà in meglio chi in peggio, si andrà ai voti, il testo comunque non sarà uguale a quello ricevuto e si tornerà alla Camera. Temo che alla fine chi chiede che non si introduca il reato di tortura, perché non gli piace il testo, in un modo o nell’altro alla fine avrà ragione.”
Muro contro muro
Mentre la politica europea si rimpalla le responsabilità sull’accoglienza dei migranti, il mondo del terzo settore avanza proposte concrete. Ce ne parla Clara Capponi. “Dall’accoglienza locale alla revisione dei regolamenti per le missioni in mare e il diritto d’asilo. Quello proposto in queste settimane dalle organizzazioni non profit è un vero piano alternativo per rispondere al muro contro muro dell’unione Europea. Per la Caritas, oltre a rafforzare il sistema europeo di asilo, occorre permettere arrivi legali e sicuri attraverso la concessione di visti umanitari e la revisione del regolamento di Dublino. Come sostiene Anci un’altra urgenza è quella della distribuzione equa dei migranti su tutto il territorio nazionale grazie alla mediazione fra regioni governo e Comuni, mentre il Centro Astalli spinge su un maggiore controllo delle frontiere. Forte perplessità infine è stata pressa da Arci e Cir sulla “selezione dei richiedenti asilo da trasferire in base alla loro nazionalità dal momento che il quadro internazionale di protezione parte sempre dall’analisi situazione individuale. Intanto l’appuntamento è per il 20 giugno con l’iniziativa Fermiamo la strage subito! organizzata a Roma e Firenze da oltre 30 sigle nazionali.””
Housing first
Ovvero la casa come diritto fondamentale dell’uomo. A Scicli, in provincia di Ragusa, l’iniziativa promossa dalla Fondazione Con il Sud prevede la ristrutturazione di un antico convento che servirà da abitazione per 18 persone e come primo passo per il recupero di marginalità e gestione del disagio sociale.
Saldo negativo
Lo scorso anno in Italia si sono registrati molti più decessi che nascite. Secondo il Bilancio demografico dell’Istituto di Statistica sono 100mila unità in meno, record dalla prima guerra mondiale. La popolazione a crescita zero è solo grazie ai flussi migratori.
“A Roma l’amore conta”
Così ha dichiarato il primo cittadino di Roma Ignazio Marino nel partecipare al gay pride di sabato mentre ha sfilato in testa al corteo di oltre 250mila persone sotto uno striscione del Comune. “Per ribadire con fermezza – ha aggiunto – il nostro impegno per i diritti di tutti”.
Rubinetti chiusi
Il 12 e 13 giugno 2011, 26 milioni di italiani votarono espressamente a favore dell’acqua pubblica. Quattro anni dopo, denunciano le associazioni, quel risultato referendario è stato completamente disatteso dalla politica che ha cominciato a privatizzare il servizio idrico nazionale.
Mai più
Secondo l’Istat sono quasi 7 milioni le donne vittime nel corso della loro vita di una qualche forma di violenza. Il servizio di Anna Ventrella. “Violenza contro le donne: fenomeno grave, poco denunciato, ma in lieve diminuzione. E’ quanto emerge dal rapporto Istat sulla violenza contro le donne. Il fenomeno della violenza e dei maltrattamenti contro le donne ha assunto, nel nostro Paese, grande rilevanza: sono stimate in quasi 7 milioni le donne italiane tra i 16 e i 70 anni che hanno subito nel corso della vita, dentro o fuori della famiglia, una forma di violenza, fisica o sessuale; 1 milione 400 mila donne hanno subito forme di violenza sessuale prima dei 16 anni; oltre 7 milioni di donne hanno subito o subiscono violenza psicologica. Spesso, inoltre, coloro che subiscono forme di violenza psicologica sono anche vittime di violenze fisiche o sessuali. Ma si intravedono anche piccoli segnali positivi, di diminuzione del fenomeno, soprattutto per una maggiore autonomia e consapevolezza delle donne, in particolare delle più giovani.”




