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Povertà minorile, oltre 2 milioni di under 16 a rischio esclusione sociale


Fragilità sociale – In Italia oltre 2 milioni di ragazzi con meno di 16 anni vivono in famiglie a rischio di povertà o esclusione sociale. Il dato è molto più alto al sud e mostra quanto le condizioni di vita dei minori continuino a dipendere dal territorio in cui nascono e crescono. Sono i dati del monitoraggio di Cesvi che ha lanciato una dashboard che rende questi dati consultabili e confrontabili.

A preoccupare non è solo l’esposizione alla fragilità sociale, ma anche la persistenza delle disuguaglianze nella capacità dei territori di prevenire, intercettare e contrastare il maltrattamento all’infanzia. Le forme più diffuse sono la patologia delle cure, la violenza assistita e il maltrattamento psicologico. Dal 2018 al 2026, attraverso sette edizioni dell’Indice regionale sul maltrattamento e la cura all’infanzia in Italia, la mappa della protezione dei minorenni non si è modificata nella sostanza: le regioni più fragili sono rimaste tali, mentre quelle più attrezzate hanno consolidato il proprio vantaggio.

È quanto emerge dalla nuova Dashboard (cruscotto digitale interattivo) dell’Indice regionale sul maltrattamento e la cura all’infanzia in Italia, a cura di CESVI consultabile su indiceinfanzia.cesvi.org si tratta del primo strumento digitale interattivo in Italia dedicato a questo tema, che rende navigabili, confrontabili e consultabili i dati raccolti nelle diverse edizioni dell’Indice, trasformando otto anni di ricerca in una risorsa permanente a disposizione di istituzioni, operatori, ricercatori, organizzazioni del Terzo Settore, giornalisti e cittadini.

«Otto anni di monitoraggio ci restituiscono una certezza scomoda: le disuguaglianze nella protezione dell’infanzia in Italia sono strutturali e non si correggono da sole», dichiara Stefano Piziali, Direttore Generale di CESVI. «Con la Dashboard mettiamo a disposizione di amministratori, ricercatori, decisori politici, operatori e giornalisti uno strumento che consente di verificare, confrontare e valutare l’evoluzione della capacità di ciascuna regione di proteggere i propri bambini. Non si tratta più di una fotografia isolata, ma di un film che mostra tendenze, arretramenti e progressi. E la prima lezione che questo film ci consegna è chiara: dove si investe nei servizi territoriali i risultati arrivano, dove si disinveste le disuguaglianze si cronicizzano. Servono politiche continuative di prevenzione, non interventi emergenziali».

Ddl servizio civile, il Terzo settore chiede più riconoscimento


In chiaroscuro – Approvato alla Camera il Ddl su giovani e servizio civile. Il servizio è di Giovanna Carnevale.

“Non si può prescindere dal riconoscimento del ruolo del Terzo settore nel sistema del servizio civile”: lo sottolinea la Conferenza nazionale degli enti di servizio civile all’indomani del primo via libera al disegno di legge, che ora passa al Senato. La CNESC auspica, inoltre, che continui a essere preservata l’identità profonda di un istituto finalizzato alla difesa civile non armata e nonviolenta della Patria, e che l’attuazione dello Servizio civile Universale non venga schiacciata da derive lavoristiche.

Croce Rossa, estate contro la solitudine di anziani e caregiver


Accendiamo i sorrisi – È il progetto di Croce Rossa per offrire sostegno e vicinanza ad anziani e caregiver durante i mesi estivi, quando il caldo aumenta le fragilità. In 17 comitati territoriali, i volontari portano avanti attività di gruppo, ricreative e di socializzazione, per contrastare la solitudine.

Difesa civile non violenta: raccolte già 14mila firme


Un’ altra difesa è possibile – Accelera la campagna di raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare. Il servizio di Giovanna Carnevale.

Sono 14mila le firme già raccolte a sostegno della legge per la difesa civile non violenta, il 25% del totale che serve per depositare il testo in Parlamento. L’iniziativa della campagna “Un’altra difesa è possibile” è stata promossa nei mesi scorsi da Rete italiana pace e disarmo, Cnesc e Sbilanciamoci e prevede in particolare l’istituzione di un dipartimento della difesa civile non armata e non violenta. Introdurre la difesa civile nell’ordinamento italiano, sottolineano i promotori, “aprirebbe nuovi scenari nella concezione della sicurezza, rifiutando il modello basato in modo esclusivo sul possesso e sull’impiego delle armi”. La raccolta firme proseguirà fino al prossimo 15 settembre.

“Ridare voce alla democrazia”, il dialogo delle associazioni cattoliche


Confronto costruttivo – Rafforzare la qualità della democrazia italiana e riportare al centro del dibattito pubblico le grandi questioni sociali: questi i temi al centro dell’incontro “Ridare voce alla democrazia” che si è svolto nei giorni scorsi tra le principali associazioni cattoliche italiane. Ascoltiamo Emiliano Manfredonia di Acli.

Estate solidale, i Csv coinvolgono i giovani nel volontariato


Un’estate che lascia il segno – In tutta Italia la rete dei Csv propone progetti di volontariato destinati ai più giovani.

Dalla sostenibilità ambientale ai temi della legalità, dalla tutela degli animali allo sport e alle attività ludiche, per fare nuove esperienze e dedicare il proprio tempo agli altri.