Archivi categoria: Diritti

Intelligenza artificiale, al via la consultazione “Tu che ne s-ai?”


Tu che ne s-ai? – Al via una consultazione civica sull’intelligenza artificiale e i diritti dei consumatori. Il servizio di Giovanna Carnevale.

L’intelligenza artificiale è già parte integrante della vita quotidiana, ma i cittadini quanto conoscono davvero questa tecnologia? Quali rischi e benefici percepiscono? Per promuovere un uso più sicuro e trasparente dell’intelligenza artificiale, è nata la consultazione civica “Tu che ne sai”, promossa da diverse associazioni dei consumatori nell’ambito di un progetto sull’alfabetizzazione digitale finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. La raccolta di opinioni, preoccupazioni e proposte utili da parte dei cittadini sarà la base di partenza per l’elaborazione di politiche e normative sulla tecnologia capaci di garantire diritti, pluralismo e accessibilità.

Accesso alle cure dopo i 12 anni: sondaggio di Anffas fino al 15 gennaio


Appello a famiglie e caregiver – C’è tempo fino al 15 gennaio per partecipare al sondaggio di Anffas sulle difficoltà di accesso alle terapie riabilitative per ragazzi con disabilità dopo i 12 anni. L’obiettivo, in difesa del diritto alle cure, è raccogliere dati per poi proporre soluzioni alle istituzioni sanitarie e sociosanitarie.

Tutto parte dalle segnalazioni raccolte sui social network, soprattutto nei gruppi frequentati da genitori e caregiver di bambini e ragazzi con disabilità. Racconti diversi, provenienti da territori differenti, ma accomunati da uno stesso schema: percorsi terapeutici che rallentano, si riducono o si interrompono, non perché il bisogno venga meno, ma perché il sistema sembra non essere strutturato per garantire continuità nel tempo.
Il questionario promosso da Anffas rappresenta un passaggio chiave: trasformare esperienze individuali in dati strutturati, analizzabili e confrontabili. Solo così è possibile capire se ci si trovi di fronte a episodi isolati o a una criticità diffusa, legata a prassi organizzative, carenze di risorse o interpretazioni restrittive delle norme. Partecipare al sondaggio significa contribuire a costruire una fotografia reale della situazione, utile non solo a fotografare il problema, ma anche a individuare un punto di partenza concreto per proporre soluzioni alle istituzioni sanitarie e sociosanitarie, a livello nazionale e regionale.
La disabilità cronica non ha una “data di scadenza”.
Come emerso dall’inchiesta di Sanità Informazione, uno dei nodi centrali è l’equivoco sul concetto di “riabilitazione”. Nelle disabilità croniche del neurosviluppo, le terapie non sono un percorso a termine, ma un intervento di mantenimento, necessario per preservare competenze che, senza supporto, possono andare incontro a regressione, soprattutto durante fasi delicate come l’adolescenza. Il rischio, denunciato dalle famiglie, è che il venir meno del sostegno pubblico costringa a rivolgersi al privato, trasformando un diritto alla salute in una prestazione accessibile solo a chi può permettersela.

Accessibilità e mobilità: accordo Aism-Anglat per l’autonomia delle persone disabili


Passi avanti – Migliorare l’autonomia e la mobilità delle persone con disabilità: è questo l’obiettivo dell’accordo firmato dall’associazione italiana Sclerosi multipla e Anglat, che opera nel campo dell’accessibilità. L’impegno dei due enti è di promuovere politiche più inclusive, con particolare attenzione al tema della guida e del rinnovo delle patenti speciali.

 

Referendum giustizia, la società civile scende in campo per il No


Secondo Giustizia – Il Comitato della società civile per il No al referendum costituzionale ha avviato ufficialmente la sua campagna. Il servizio è di Giovanna Carnevale.

Sabato 10 gennaio sarà avviata ufficialmente la campagna referendaria della società civile per il No alla riforma della giustizia. Secondo il Comitato promotore, presieduto dal professor Giovanni Bachelet e che vede tra le associazioni aderenti anche Acli, Arci, Auser, Libera, Legambiente, Anpi e Articolo21, la riforma non affronta i problemi strutturali del sistema giudiziario e rischia invece di indebolire principi fondamentali come l’autonomia e l’indipendenza della magistratura. L’appuntamento è presso il Centro congressi Frentani di Roma alle 9,30 per un’assemblea nazionale pubblica, che rilancerà anche la raccolta firme popolare per il referendum.

Giubileo, proposta di indulto differito con reti di accoglienza


Per una pena alternativa – Nei giorni in cui Papa Leone chiude il Giubileo della Speranza da Palermo arriva la proposta di un gruppo di giuristi, filosofi, teologi, magistrati ed esperti della materia penitenziaria: propongono la soluzione di un indulto “differito” con la presa in carico di una rete di accoglienza per i detenuti.

 

Carceri italiane, il Garante Campano denuncia emergenza strutturale e sanitaria


Allarmante bilancio – In Italia sono detenute oltre 63 mila persone a fronte di 45 mila posti reali disponibili. Lo ricorda il Garante Campano delle persone private della libertà personale, Samuele Ciambriello, sottolineando la carenza di agenti e di personale socio-educativo, oltre a una preoccupante situazione sanitaria.

Il Garante Campano delle persone private della libertà personale, Samuele Ciambriello, anche Portavoce della Conferenza Nazionale dei Garanti delle persone private della libertà personale traccia attraverso i numeri di fine novembre un allarmante bilancio di fine anno, che mette in crisi il sistema penitenziario.

“In Italia sono detenute 63.868 persone a fronte di 45.000 posti reali disponibili.  In Campania sono recluse 7.844 persone a fronte di 5.500 posti reali disponibili.

Ci sono, dunque, in Italia circa 18.000 persone in più rispetto ai posti disponibili e finora la situazione non è migliorata nonostante gli annunci della politica.

Delle 63.868 persone detenute in Italia, 2.772 sono donne e 20.211 sono stranieri. In Campania, invece, 401 sono le donne detenute e 957 sono gli stranieri reclusi.

In Italia dei 63.868 detenuti, 9.714 sono in attesa di primo giudizio; 47.813 sono, invece, i detenuti definitivi.

In Campania dei 7.844 detenuti, 1.318 sono in attesa di primo giudizio; 5.759 sono, invece, i detenuti definitivi.

In Campania, i detenuti tossicodipendenti presenti negli Istituti penitenziari sono 1.567.

In Italia, i detenuti usciti dagli Istituti penitenziari ex Legge 199/2010 fino al 30 novembre 2025 sono 38.187, di cui 3.484 in Campania.

A giugno di quest’anno, in Italia i detenuti condannati con una condanna definitiva da 0 a 1 anno erano 1.329, di cui 76 in Campania.

Servono risposte concrete, non annunci, non populismo penale, politico e mediatico. C’è carenza di agenti, di personale socio-educativo e il diritto alla salute vive una situazione preoccupante. Insomma, la Costituzione è rimasta chiusa nelle celle!”

Questi dati forniti dal Garante Campano Ciambriello confermano che le carceri italiane sono fabbriche di recidive, una discarica sociale. In questo anno del Giubileo si erano accese, grazie a Papa Francesco, agli appelli del Presidente della Repubblica Mattarella, tante speranze. Ma speranze attese sono state schiacciate sotto il peso di una visione carcerocentrica del sistema penitenziario.

Ciambriello, poi, nel concludere lancia l’allarme sul diritto alla salute negato per i detenuti: “Spesso nella media settimanale delle carceri di Poggioreale e Secondigliano 50-65 volte manca la scorta per procedere alle traduzioni dei ristretti nelle strutture sanitarie dove erano prenotate visite specialistiche e ricoveri. Voglio anche fare un augurio per l’anno nuovo in materia di sanità: non vengano soppresse importanti strutture sanitarie all’interno dei penitenziari campani e si proceda all’implementazione di tutte le attività (piccola chirurgia, ortopedia, analisi…) che rispondono all’immediatezza delle cure all’interno del carcere senza lunghe liste di attesa”, così conclude il Garante Samuele Ciambriello.

L’ultimo dato allarmante fornito dal Garante Campano riguarda i suicidi in carcere: da inizio anno in Italia ci sono stati 79 suicidi, di cui in Campania 6 e 1 nella R.E.M.S. di San Nicola Baronia (AV). Si sono suicidati all’interno delle carceri anche 3 agenti penitenziari, un educatore e un ragioniere.