Non tanto bravi – Gli italiani pensano di essere competenti sulla gestione dei soldi ma non è così. L’indagine delle associazioni dei consumatori. Ascoltiamo Fabio Picciolini di Adiconsum.
Beni confiscati: intesa Legacoop e Agenzia Nazionale per lavoro e sviluppo
L’unione fa la forza – Legacoop e Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata hanno siglato un protocollo di intesa. L’obiettivo è rafforzare la collaborazione istituzionale per promuovere nuove opportunità di sviluppo economico e occupazionale.
L’accordo è stato firmato dal Direttore dell’Agenzia, Prefetto Maria Rosaria Laganà, e dal
Presidente di Legacoop, Simone Gamberini, alla presenza del Sottosegretario all’Interno Wanda Ferro.
L’obiettivo primario dell’accordo – ha sottolineato il Sottosegretario – è quello di favorire la
partecipazione delle cooperative ai processi di gestione e rifunzionalizzazione dei beni confiscati, simboli di una duplice vittoria dello Stato. Duplice poiché, in primis, sono stati sequestrati e confiscati e, in secondo luogo, perché a questi beni è data la possibilità di vivere una seconda vita trasformandosi da simboli di sopraffazione, violenza e oppressione a luoghi di speranza, riscatto e rinascita.
“Il modello cooperativo, fondato sulla partecipazione democratica dei soci e sulla centralità del
lavoro -sottolinea Simone Gamberini, presidente di Legacoop- rappresenta una leva strategica per trasformare patrimoni sottratti alla criminalità in occasioni di sviluppo sostenibile, inclusione
sociale e rafforzamento del tessuto produttivo sano. La gestione cooperativa dei beni e delle
imprese confiscate non produce soltanto valore economico, ma contribuisce a generare benefici
diffusi e meccanismi risarcitori per le comunità territoriali, agendo come presidio di legalità e
partecipazione civica”.
Il Protocollo prevede l’attivazione di una collaborazione sinergica tra le Parti con l’obiettivo di
favorire la gestione e la destinazione dei beni e delle aziende confiscate attraverso specifiche
progettualità promosse dalle cooperative aderenti a Legacoop, e di individuare nuove modalità di riuso sociale degli immobili, anche in ambiti innovativi quali l’housing sociale, lo student housing e le comunità energetiche in forma cooperativa.
Beni confiscati, 100mila firme per destinarli al riuso sociale
100 mila firme – Sono quelle raccolte da Libera per la campagna “Diamo linfa al bene” che chiede che il 2% del Fondo unico di giustizia venga destinato al riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati. La raccolta proseguirà anche nei prossimi mesi.
In oltre 180 piazze nel weekend volontari della rete di Libera hanno organizzato banchetti per rilanciare la campagna “Diamo linfa al bene” dove è stato chiesto ai cittadini di firmare una cartoline con una richiesta chiara: una firma per chiedere che il 2% del Fondo unico di giustizia venga destinato al riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati. “Oggi il denaro sequestrato e confiscato costituisce il Fondo unico di giustizia (Fug) – si legge nel testo della petizione –. Chiediamo che una piccola parte di ciò che deriva da atti criminali possa essere reinvestita per cambiare volto ai beni confiscati e rigenerare i territori feriti dalla presenza mafiosa. Basterebbe il 2% del Fug perché il denaro sottratto torni a far crescere il bene comune: scuole, cooperative, comunità, futuro. Basta poco per far rifiorire il bene. Quel 2% può cambiare molto, se diventa un impegno concreto dello Stato”.
“Trent’anni fa, con la legge 109/96, l’Italia ha scelto di restituire alla collettività ciò che le mafie avevano sottratto. Da allora più di 1300 esperienze di riuso sociale raccontano un Paese che ha saputo reagire, trasformando luoghi criminali in presìdi di democrazia, lavoro e inclusione”, ha commentato Francesca Rispoli, copresidente di Libera, secondo cui “le 100mila firme sono un primo risultato, una azione concreta che parte dal basso, per dare linfa a tutte quelle esperienze di rigenerazione che insieme abbiamo fatto partire e rilanciare le pratiche di riuso sociale dei beni attraverso la destinazione di risorse pubbliche che incentivano lo spirito della 109/96”. “Questo – ha proseguito – sarebbe possibile e sostenibile utilizzando una piccola quota delle risorse del Fondo unico di giustizia istituito per centralizzare e gestire le risorse finanziarie recuperate dallo Stato attraverso sequestri, confische (penali, amministrative o di prevenzione). Se anche solo una piccola parte di queste risorse venisse messa al servizio delle realtà che gestiscono beni confiscati, in maniera continuativa e stabile, si potrebbero sostenere esperienze di inclusione e coesione in tutta Italia, facendo veramente cambiare volto ai patrimoni illeciti e rigenerando i territori con un segnale forte contro mafie e corruzione”.
La raccolta delle firme proseguirà nei prossimi mesi, con il prossimo appuntamento nelle piazze in occasione del 21 marzo, la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, che quest’anno vedrà come piazza principale Torino e simultaneamente, in centinaia di luoghi d’Italia dove la Giornata della memoria e dell’impegno verrà vissuta attraverso la lettura dei nomi delle oltre 1100 vittime innocenti delle mafie. È possibile firmare le cartoline online sul sito web di Libera e fisicamente nelle varie iniziative che saranno promosse nelle piazze in tutta Italia e nelle sedi territoriali di Libera.
Conflitto in Medio Oriente, rischio frenata per l’economia
Forte preoccupazione – In un contesto già segnato da tassi di crescita deboli, l’instabilità geopolitica dovuta al conflitto in Medio Oriente rischia di innescare un ulteriore rallentamento dell’attività economica fino ad aprire scenari recessivi. Lo dice il presidente di Legacoop Simone Gamberini.
“Guardiamo con forte preoccupazione all’evoluzione del conflitto in Iran e alle sue possibili ricadute sull’economia internazionale e italiana”.
A dirlo è Simone Gamberini, presidente di Legacoop nazionale. “In un contesto già segnato da tassi di crescita deboli -afferma Gamberini- l’instabilità geopolitica rischia di innescare un ulteriore rallentamento dell’attività economica fino ad aprire scenari recessivi. Allo stesso tempo, il conflitto in atto determina nuove pressioni sui prezzi dell’energia e delle materie prime che potrebbero riattivare una dinamica inflattiva proprio mentre famiglie e imprese stavano iniziando a respirare dopo anni molto difficili”.
Il presidente di Legacoop sottolinea come le imprese cooperative aderenti all’associazione avvertano già i primi contraccolpi di questa crisi. “Molte filiere -prosegue Gamberini- sono esposte sui mercati internazionali e rischiano di subire un rallentamento dell’export a causa dell’incertezza e delle difficoltà logistiche. L’interruzione o il rallentamento delle rotte commerciali, l’allungamento dei tempi di trasporto e le tensioni nei porti e nei corridoi marittimi mettono sotto pressione l’intero funzionamento delle supply chain. A questo si aggiunge l’aumento dei costi dell’energia, dei carburanti e di numerose materie prime strategiche, fattori che incidono direttamente sulla competitività delle imprese cooperative nei settori agroalimentare, dei servizi, industriali e della logistica. Il rischio è che si riproduca una spirale di costi che le imprese fanno fatica ad assorbire e che inevitabilmente si riflette anche sui prezzi finali”.
Gamberini esprime anche una valutazione positiva sulla decisione del governo italiano di attivare una task force contro le speculazioni sui prezzi dei carburanti. “È un segnale importante e utile – afferma- per prevenire comportamenti inaccettabili in una fase così delicata. Tuttavia è evidente che, da solo, non può essere sufficiente a neutralizzare gli effetti economici di una crisi
internazionale di questa portata”.
“Per questo -conclude- è indispensabile che la comunità internazionale intensifichi con determinazione l’azione diplomatica. Serve uno sforzo forte delle istituzioni multilaterali e dei governi affinché si riapra rapidamente la strada del dialogo e del negoziato. Solo facendo prevalere le ragioni della pace sarà possibile restituire stabilità ai mercati, sicurezza alle mprese e prospettive di crescita alle nostre economie”.
Donne e lavoro precario: lo studio Anmil presentato alla Camera
Quale 8 marzo – “Donne e precariato: una scelta imposta” è lo studio presentato oggi alla Camera dal Gruppo Donne di Anmil. Ascoltiamo Grazielle Nori.
Beni confiscati, bando aperto fino al 10 dicembre 2026
I beni della comunità – Oggi si presenta la seconda annualità del Regolamento “a richiesta” promosso da Fondazione con il Sud per il sostegno a interventi per la valorizzazione di beni confiscati alle mafie: messi a disposizione 2 milioni di euro, le proposte potranno essere presentate entro il 10 dicembre 2026.
Il regolamento sarà presentato insieme all’Agenzia Nazionale per i Beni Sequestrati e Confiscati (ANBSC), con la quale la Fondazione ha sottoscritto a gennaio un importante Protocollo d’intesa per favorire i processi di valorizzazione dei beni confiscati da parte del Terzo settore. L’ANBSC, nella stessa occasione, presenterà le modalità di candidatura per l’assegnazione dei beni confiscati.
Partecipano all’evento: il presidente della Fondazione con il Sud, Stefano Consiglio, e il direttore dell’Agenzia, Prefetto Maria Rosaria Laganà. Intervengono: Gaia Renzi, che illustrerà il regolamento della Fondazione con il Sud; Mariarosa Turchi, che illustrerà il regolamento dell’ANBSC. Conclude Marco Imperiale, direttore generale della Fondazione con il Sud.
Servizi fiscali e terzo settore, nuova convenzione Csvnet e Caf Acli
Fare bene i conti – CSVnet e Caf Acli insieme per semplificare la gestione contabile e fiscale degli Enti di terzo settore Una nuova convenzione nazionale per promuovere servizi integrati e digitali a supporto delle organizzazioni non profit.
Morte sul lavoro all’ex Ilva di Taranto, è la seconda in due mesi
Morte dell’acciaio – All’ex Ilva di Taranto un altro lavoratore ha perso la vita cadendo da un pannello che ha ceduto mentre effettuava le pulizie. Il servizio è di Federica Bartoloni.
La morte ieri mattina di Loris Costantino, precipitato rovinosamente in uno dei comparti dell’ex-Ilva di Taranto con le stesse modalità che determinarono la morte, meno di due mesi fa, di un altro lavoratore dello stabilimento siderurgico, si aggiunge al tragico bollettino di morti sul lavoro che ha segnato anche questo fine settimana. Sei operai hanno perso la vita da nord a sud del Paese, tra cui una donna, oltre a registrare tre gravissimi infortuni sempre a danno di operai. L’immobilismo dello Stato riunisce nella protesta il mondo delle associazioni e delle parti sociali che chiedono interventi immediati che favoriscano, con ritardo imperdonabile, un concreto cambio di passo.
Biennale Legacoop, IA e cooperazione: etica e uomo-macchina al centro
Una governance democratica – Questa è la proposta uscita dalla Biennale dell’economia cooperativa di Genova promossa da Legacoop con Coopfond, Fondazione Barberini e Fondazione Pico dove si è discusso dell’Intelligenza artificiale. In un contesto segnato dall’espansione della gig economy, sono stati rilanciati i temi etici del sapere e del rapporto uomo macchina.
Pagamenti digitali, solo il 20% degli italiani si sente sicuro
Pronti a Contare – Le associazioni dei consumatori hanno presentato i risultati dell’indagine sulle competenze finanziarie degli italiani. Il servizio di Patrizia Cupo.
Solo il 20% degli italiani si sente “molto sicuro” dei pagamenti digitali, mentre la maggioranza è preoccupata per le truffe online; quasi la metà dichiara di controllare sempre entrate e uscite, eppure la percezione di controllo supera spesso la realtà, mentre persistono incertezze diffuse tra carta di credito e carta di debito. È la fotografia dell’indagine Pronti a Contare promossa dalle associazioni dei consumatori, con Adiconsum capofila, su un campione di 2000 cittadini. Le soluzioni proposte dalle organizzazioni prevedono più educazione finanziaria, sportelli di consulenza e maggiore collaborazione con le istituzioni.
Le Associazioni dei Consumatori Adiconsum (capofila), Codacons, Confconsumatori, CTCU, Movimento Consumatori e Movimento Difesa del Cittadino – tutte componenti del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti – presentano oggi i risultati del progetto PRONTI A CONTARE, finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy ai sensi del D.D. del 12 maggio 2025.
L’indagine, condotta con questionario online su un campione di oltre 2.000 associati rappresentativi di tutte le regioni italiane, fotografa un’Italia in transizione: alta fiducia nelle proprie capacità finanziarie, ma competenze oggettivamente insufficienti, forte esposizione dei giovani ai nuovi strumenti di credito e domanda massiccia di educazione finanziaria.
I principali risultati
Sovrastima delle competenze: l’83% degli intervistati si attribuisce competenze finanziarie “buone, alte o molto alte”, ma quando si verificano le conoscenze concrete emergono lacune significative (in linea con Eurobarometro 2023 e OCSE-PISA). Il 48,9% dichiara di controllare sempre entrate e uscite, eppure la percezione di controllo supera spesso la realtà.
Confusione sui mezzi di pagamento: persistono incertezze diffuse tra carta di credito e carta di debito; molti non distinguono correttamente funzioni e rischi.
Pagamenti digitali: solo il 20% si sente “molto sicuro”; oltre il 70% è preoccupato o molto preoccupato per le truffe online. Il 38,9% riconosce che semplificano la gestione del denaro, ma la cautela resta elevata.
Buy Now Pay Later (BNPL): utilizzato dal 22% del campione, con picchi del 44% tra i 18-24 anni e del 34,3% tra i 24-35 anni. Il 30% non conosce affatto i rischi associati e solo il 16,7% si dichiara completamente informato sui rischi.
Microtransazioni e gaming: fenomeno limitato (13% delle famiglie), ma il 75% le considera rischiose se non monitorate. Gli utenti abituali mostrano maggiore fiducia nei pagamenti digitali ma minore attenzione ai rischi.
Gap di genere: il 53% degli uomini dichiara competenze finanziarie elevate (20,3% “molto preparato” su prestiti e carte), contro il 43,6% delle donne (solo 12,2% “molto preparata”).
Giovani più esposti: nella fascia 18-24 anni solo il 50% tiene traccia di entrate/uscite (contro il 77% degli over 65) e solo il 20% dei giovani (18-34 anni) legge e comprende senza difficoltà le condizioni di prestiti, carte e BNPL.
Divari territoriali: capacità di far fronte a spese impreviste: Nord 53,5%, Centro 35,8%, Isole 35,4%, Sud appena 23,9%.
Reddito e comportamenti: chi ha redditi superiori a 50.000 € si sente “molto preparato” su prestiti e carte nel 31,4% dei casi; la quota crolla al 15% sotto i 15.000 €.
Cosa chiedono i cittadini
Le soluzioni prioritarie indicate dal campione sono chiare:
64,9% corsi di educazione finanziaria nelle scuole
47,7% corsi per adulti
46,4% maggiore chiarezza da banche e finanziarie
36,5% consulenza personalizzata presso enti del Terzo Settore (più del doppio rispetto agli istituti di credito)
Le proposte delle Associazioni dei Consumatori
Le sei Associazioni lanciano un appello concreto alle istituzioni e al mondo finanziario:
Realizzare iniziative strutturate di educazione finanziaria mirate a giovani e donne
Istituire sportelli di consulenza finanziaria presso le Associazioni dei Consumatori (come previsto dalla Direttiva UE 2023/2225)
Promuovere campagne congiunte sulla sicurezza dei pagamenti digitali e sull’euro digitale
Coinvolgere banche e operatori (IMEL, IP) per informative chiare e trasparenti
Creare un tavolo permanente di co-progettazione tra Associazioni Consumatori e Istituzioni per azioni concrete di alfabetizzazione finanziaria.
Le Associazioni sottolineano come: La vera resilienza finanziaria nasce da un approccio al debito prudente, attento e ben informato, assistito in modo competente e soprattutto disinteressato. Le Associazioni dei Consumatori sono pronte a fare la loro parte: siamo il punto di riferimento più affidabile per milioni di famiglie italiane.




