Archivi categoria: Economia

Italia, fuga di giovani: 38mila partono ogni anno


Sempre meno opportunità – Quasi 38 mila giovani italiani vanno a lavorare all’estero ogni anno. Il servizio di Federica Bartoloni.

Non siamo un Paese per giovani. La recente analisi dell’Eurispes costruita su di un campione di 22 paesi europei mostra come, nonostante un Pil da economia avanzata, le opportunità destinate ai giovani italiani continuino a risultare nettamente inferiori anche a quelle di “paesi europei periferici” come Bulgaria, Polonia e Croazia.

Ne scaturisce l’annuale perdita di 37.000 giovani l’anno che emigrano per cercare stabilità altrove.

I numeri in Italia su part time involontari, crescita di Neet e disoccupazione di neolaureati continuano a dipingere una nazione condotta principalmente da lavoratori anziani che ben cederebbero il posto alla nuova leva a fronte di politiche previdenziali dignitose.

Rincari e guerre, cresce la paura: timori su prezzi, futuro e recessione


Tra paura e incertezza – Con guerre e rincari gli italiani vedono nero: il 77% vede il futuro in peggioramento; l’85% si aspetta un aumento del costo della vita, 6 su 10 una recessione nei prossimi mesi. Sono alcuni dati del report FragilItalia di Ipsos e Area studi Legacoop.

Lavoro domestico, associazioni: Decreto Flussi insufficiente


Decreti flussi inefficaci – “Le associazioni datoriali e i sindacati del lavoro domestico tornano a rivolgersi congiuntamente al Governo perché molti nodi restano ancora irrisolti. Su alcuni fronti, come il Decreto Flussi, si sono registrati passi avanti – con la ‘riapertura’ nel 2023 al settore dell’assistenza familiare – ma questo non è sufficiente”. Così Andrea Zini, presidente di Assindatcolf.

“Relativamente alla questione flussi migratori richiamata nella piattaforma – spiega Zini – ribadiamo con forza che questo sistema va reso davvero efficace: bisogna superare definitivamente il meccanismo del click day sul modello delle ‘quote extra’ e abbattere i tempi di attesa dovuti alla gestione delle amministrazioni pubbliche, che arrivano anche ad otto mesi ed oltre, assolutamente non conciliabili con le esigenze delle famiglie”. “Inoltre, – continua – relativamente alla richiesta di specifiche misure di welfare, precisiamo che per affrontare le grandi sfide che abbiamo di fronte, come l’invecchiamento della popolazione, la non autosufficienza e il calo della natalità, il lavoro domestico deve essere considerato un alleato strategico delle politiche pubbliche. Oltre ad azioni di contrasto al lavoro irregolare, è necessario valorizzare il comparto con specifiche misure economiche all’interno dei provvedimenti a sostegno di disabilità, non autosufficienza e genitorialità. Ma affinché le istituzioni possano davvero investire si deve partire da un dato: la reputazione sociale del settore domestico è ancora troppo bassa. Lo rileva il Rapporto 2026 Family (Net) Work, secondo cui il 72% degli italiani ritiene questo lavoro sia poco o per niente stimato, mentre il 54,4% non lo vorrebbe per i propri figli. A questo si aggiunge che negli ultimi dieci anni, per il 52,2% degli italiani la reputazione è rimasta invariata e per il 18,9% è addirittura peggiorata.
Un paradosso se consideriamo che l’80,1% della popolazione considera quello domestico un lavoro importante e che l’89,4% riconosce il suo contributo al benessere della società. Una contraddizione che non possiamo più permetterci. Per questo aderiamo in tutti i suoi punti alla piattaforma programmatica che insieme alle altre parti sociali abbiamo redatto”.

Pasqua 2026 più costosa: aumenti su tutti i prodotti


La brutta sorpresa – Nell’uovo di Pasqua non esce nulla di buono per gli italiani. L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha monitorato i costi dei prodotti tipici della Pasqua, dalla carne ai dolci: dalla rilevazione emerge che, nel 2026, l’aumento medio è del +5,2% rispetto allo scorso anno.

Immigrazione e imprese: sempre più integrate nel tessuto produttivo italiano


Immigrazione e imprenditoria – Le imprese straniere in Italia sono in crescita e smentiscono gli stereotipi. Il servizio di Federica Bartoloni.

Il Rapporto “Immigrazione e Imprenditoria 2025” realizzato da IDOS in collaborazione con CNA evidenzia il flusso dinamico che le imprese immigrate stanno realizzando nel Bel Paese: tra il 2011 e il 2024 le attività imprenditoriali straniere sono aumentate del 46,9%, diventando un nono del totale delle realtà lavorative indipendenti e aumentando, in concomitanza, l’offerta di occupazione. Non solo ditte individuali ma forme societarie sempre più strutturate e forti di una sempre maggiore longevità; non solo legate all’etnicità dei prodotti ma sempre più inserite nelle filiere di fornitura locale.

Parte integrante, dunque, del tessuto produttivo italiano con un particolare crescente ruolo dell’imprenditoria femminile. Un dinamismo che, per gli autori del Rapporto, merita di essere incentivato e sostenuto.

Milano, nasce Casa Seneca: 25 alloggi temporanei per ripartire


L’unica strada è la casa – A Milano nasce Casa Seneca, progetto di housing sociale di Fondazione Progetto Arca. Il servizio di Anna Monterubbianesi.

A Milano, nel quartiere Baggio, apre Casa Seneca, il nuovo progetto di housing sociale promosso da Progetto Arca insieme ad Associazione Seneca. La struttura mette a disposizione 25 appartamenti per anziani soli, mamme con bambini e famiglie in difficoltà economica o abitativa con l’obiettivo di accompagnare le persone in un percorso di ripartenza: gli ospiti, accolti fino a due anni, sono supportati da educatori per ritrovare stabilità economica e autonomia. Il progetto è stato realizzato grazie a una rete di fondazioni, aziende e donatori privati, in risposta a un’emergenza abitativa sempre più urgente.

Welfare anziani: nasce la collana di approfondimenti dedicati all’assistenza


I quaderni del patto – Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza lancia una nuova collana di approfondimenti dedicati all’analisi dei temi legati all’assistenza agli anziani non autosufficienti e alle politiche di welfare nel nostro Paese. Il primo numero, già disponibile on line, affronta la questione del Sistema Nazionale per la popolazione anziana non autosufficiente.

Il primo numero, già disponibile on line, affronta la questione del Sistema Nazionale per la popolazione anziana non autosufficiente (SNAA), istituito dalla L. 33/2023.
Oggi le risposte pubbliche per gli anziani non autosufficienti sono divise tra più ambiti: assistenza
economica (prestazioni erogate dall’INPS), servizi sanitari e interventi sociali. Le competenze sono
quindi distribuite tra Stato, Regioni e Comuni. Il risultato è un sistema complesso e disarticolato,
difficile da orientare e in cui spesso anziani e famiglie si trovano a dover mettere insieme da soli
servizi diversi, tra procedure e uffici differenti.
Il Sistema Nazionale per la popolazione anziana non autosufficiente (SNAA) nasce proprio per
superare questa frammentazione, con l’obiettivo di migliorare l’assistenza agli anziani non
autosufficienti e rendere più semplice la vita delle loro famiglie. Far programmare insieme tutte le
politiche pubbliche dedicate alla non autosufficienza, mantenendo le competenze di ciascun ente
ma coordinando risorse e interventi.