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Mezza pensione


Un pensionato su due vive con meno di mille euro al mese. E le famiglie sono sempre più povere. Michele Mangano, presidente Auser, punta sul rilancio e sulla crescita. “Bisogna rilanciare il tema dell’equità, del lavoro e della crescita, ovviamente, perché senza questi tre aspetti non ci può essere un futuro solido per questo paese e non ci può essere uno stato sociale che risponde davvero ai bisogni dei cittadini. L’allungamento dell’età della vita, che è un successo di questa società e non è una disgrazia, si è potuto realizzare nel secolo scorso perché sono stati garantiti il diritto al lavoro, il diritto alla previdenza e il diritto all’istruzione. Questi non sono e non devono essere dei lussi”.

Locale è bello


In occasione della Settimana Europea delle Cooperative, Carlo Borzaga, presidente di Euricse, ha inviato un appello a tutti i capi di Stato e di Governo dell’Unione Europea affinché tengano conto delle specificità del credito cooperativo, e in generale del credito locale. “Ricetta – dice – per rilanciare la ripresa economica del vecchio continente”.

Un caffè salva la vita


È la proposta di Adiconsum. “Basterebbe un euro a conto corrente acceso presso ogni singolo istituto di credito – secondo il segretario generale dell’associazione dei consumatori Giordano – per costruire un Fondo di milioni di euro capace di intervenire con operazioni di microcredito a favore di famiglie e imprenditori ed evitare così eventi drammatici quali suicidi”.

Una multa di inciviltà


Molti imprenditori preferiscono pagare la sanzione piuttosto che assumere disabili. Secondo la Camera di commercio di Milano, nel 2011 le assunzioni obbligatorie in città e provincia sono state 1.500. Ma i numeri parlano di 7.500 persone disponibili a un impiego e di 8 mila posti di lavoro ancora “scoperti”, riservati ai disabili che imprese ed enti pubblici lasciano vuoti pagando una multa di 62,77 euro al giorno.

Legalità al lavoro


È  partita da Palermo una campagna nazionale contro la corruzione. Tante le iniziative, tra queste anche l’uso di acquisti più consapevoli. Ce ne parla Emanuele Nicosia, presidente di Professionisti Liberi: “Pago e non pago, è una campagna del consumo critico, cioè andare  a fare i propri acquisti dai negozianti che dichiarano di non pagare il pizzo. E quindi anche lì si innesca un meccanismo virtuoso per cui il consumatore diventa consumatore critico, nel senso che agevola un’economia sana. Sono percorsi lunghi ma io sono ottimista e penso che in un futuro queste buone pratiche possano prendere il sopravvento”.

Energia: diritti a Viva Voce


Parte il progetto promosso da 17 associazioni dei consumatori e finanziato dalla Cassa conguaglio per il settore elettrico. Obiettivo è di rendere i consumatori più informati e consapevoli in materia di energia e gas. C’è anche un numero verde per tutte le informazioni: 800.82.12.12

Emergenza ritardi


I continui rinvii nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione stanno mettendo in ginocchio tante imprese sociali ed aziende. Federsolidarietà denuncia che “sono state bloccate le azioni di welfare nei territori”. E Confcooperative chiede di “avviare al più presto un meccanismo di compensazione automatica crediti-debiti”.

Caro bollette, la proposta di Adiconsum


Si tratta di  un Fondo di solidarietà paritetico a sostegno delle famiglie. Ce ne parla il segretario generale dell’associazione, Pietro Giordano “proponiamo un fondo di solidarietà. Basterebbero cinquanta centesimi su ogni bolletta a carico ovviamente dell’azienda energetica, per organizzare un fondo di solidarietà che potrebbe intervenire a favore delle famiglie che stanno al di sotto del limite di povertà”.

La crisi che uccide


Per cercare di fermare l’ondata di suicidi che negli ultimi mesi sta colpendo lavoratori, imprenditori e pensionati, nasce l’associazione dei familiari delle vittime dell’indifferenza verso il lavoro. L’iniziativa sarà illustrata oggi al Centro parrocchiale San Sebastiano di Vigonza, a Padova.

Più diritti ai lavoratori e pensionati


Oggi i sindacati in piazza a Roma sulla questione degli “esodati”. A manifestare anche le Acli e il suo presidente, nonché portavoce del Forum del Terzo Settore, Andrea Olivero. “siamo scesi in piazza perché crediamo che in questo momento il governo debba dimostrare quella serietà che molte volte ha sbandierato. Ci sono decine di migliaia di persone che sono in attesa da mesi di sapere quale sarà la loro sorte. Sono persone che hanno lavorato per tutta la vita, che hanno perso il posto di lavoro ma che, non potendo avere altra occupazione, hanno avuto la garanzia di un una uscita verso la pensione”.