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Dalla parte del popolo curdo


Secondo l’Osservatorio siriano dei diritti umani, i primi raid aerei turchi nel nord-est della Siria avrebbero causato almeno 15 morti, tra cui 8 civili, colpendo aree abitate. L’operazione militare coinvolge cinquemila soldati. Appello di associazioni e ong: “Fermatevi”.

Senza fine


Dal 2015 al 2018 in Afghanistan oltre 12mila bambini sono stati uccisi, 600mila sono vittime di malnutrizione e quasi 4 milioni non sono più andati a scuola. Sono i dati di Save the children nel diciottesimo anniversario del conflitto tra forze della coalizione e talebani. L’organizzazione ha chiesto il rispetto delle leggi internazionali per la protezione dei minori.

Terra nostra


Si è aperto il Sinodo dei vescovi per l’Amazzonia, che ha, tra i suoi scopi, anche il tentativo di dare risposte alle situazioni di ingiustizia della regione. Dove la guerra di conquista in atto si ripercuote sulle vite dei popoli che la abitano e sui cambiamenti climatici globali. Ai nostri microfoni Marina Forti, giornalista e scrittrice di ritorno dal delta del Rio delle Amazzoni. (sonoro)

L’inutile spesa


L’Italia rassicura gli Stati Uniti sul programma internazionale degli F35. Le proteste di associazioni e ong. Il servizio di Fabio Piccolino. Secondo notizie di stampa nei giorni scorsi il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte avrebbe rassicurato il Segretario di Stato USA Mike Pompeo su una prosecuzione senza ripensamenti della partecipazione italiana al programma per i caccia F-35. Un acquisto che verrebbe dunque confermato integralmente per un totale di 90 velivoli, anche se in seguito all’uscita di queste notizie fonti da Palazzo Chigi hanno precisato che il premier sarebbe “d’accordo con una rinegoziazione”. La Campagna “Stop F-35 – Taglia le Ali alle Armi” (promossa da Sbilanciamoci, Rete della pace e Rete Disarmo) esprime la propria forte preoccupazione e chiede dunque a Governo e Parlamento di evitare di cedere alle pressioni statunitensi. E’ invece necessario andare a ridiscutere la partecipazione del nostro Paese a questo programma di armamento dal costo miliardario e con gravi problematiche tecniche, strategiche e produttive. È urgente fermare questo folle spreco di risorse pubbliche, dicono, per indirizzarle invece verso il lavoro, l’ambiente, il welfare.

Solo al comando


Amnesty International denuncia la più ampia ondata di arresti di massa in Egitto dall’arrivo al potere del presidente al-Sisi. Il servizio di Fabio Piccolino. (sonoro)

Amnesty International l’ha definita “la più grande ondata repressiva dall’arrivo al potere di Al-Sisi”: è quella messa in atto dalle autorità egiziane a partire dallo scorso 20 settembre e che ha portato finora all’arresto di oltre 2300 persone, tra cui più di cento minorenni. Avvocati per i diritti umani, giornalisti, attivisti, esponenti politici, ma anche soltanto manifestanti pacifici: una stretta che, se arriverà a giudizio, darà luogo al più grande procedimento penale della storia egiziana per fatti relativi a manifestazioni di piazza. Secondo Amnesty “Il governo ha orchestrato questa campagna repressiva per abbattere il minimo segnale di dissenso: chiunque sia considerato una minaccia sarà colpito”.

Mi piace


Qualunque Paese può ordinare a Facebook di eliminare post, fotografie e video e limitarvi l’accesso a livello mondiale: è quanto stabilito oggi dalla Corte di Giustizia europea. La sentenza implica che i Paesi possano espandere i divieti su certi contenuti ritenuti illegali oltre i propri confini. Non solo, la piattaforma è chiamata a togliere sua sponte anche commenti “equivalenti” a quelli denunciati.

Sempre peggio


Associazioni e ong contro Donald Trump che ha fissato a 18.000 il numero di rifugiati che saranno ammessi nel 2020. Il presidente statunitense ha emanato anche un ordine esecutivo che consente alle amministrazioni locali e statali di non accogliere nei loro territori profughi già ammessi negli Usa mediante programmi federali.

Verso l’arcobaleno


Parte oggi da New Delhi la Marcia mondiale per la giustizia e la pace. 14.000 chilometri che saranno percorsi a piedi dall’India a Ginevra contro le ingiustizie, le disuguaglianze e le violenze che continuano a uccidere nel mondo. Un evento straordinario in un tempo in cui i problemi stanno diventando sempre più esplosivi.

Bersaglio mobile


Parte a Vienna la prima conferenza internazionale di due giorni dedicata alla discussione del grave impatto umanitario rappresentato dalle armi esplosive nei centri abitati. Novanta Stati, tra cui l’Italia, hanno annunciato la loro partecipazione e il risultato atteso è l’avvio delle negoziazioni per l’adozione di una dichiarazione politica per migliorare i meccanismi di protezione dei civili coinvolti nei conflitti.

Cina a metà


Il Paese asiatico diviso tra tradizione e conflitto interno. Il servizio di Fabio Piccolino.

Due facce della stessa medaglia: da un lato la Cina che si appresta a festeggiare i settant’anni dalla fondazione della Repubblica Popolare, con la pubblicazione del “Libro Bianco” che ribadisce l’importanza di una leadership centralizzata e unificata. Dall’altro Honk Kong, che ha appena concluso la diciassettesima settimana di proteste contro Pechino e in favore della democrazia, proprio mentre nel mondo si celebrava la Giornata globale contro i totalitarismi. Una corrispondenza che ha accentuato ancora di più gli scontri e il livello di tensione tra polizia e manifestanti e che esaspera un conflitto tra due concezioni opposte, difficilmente conciliabili.