Continuano le violenze in piazza in Venezuela, dove da inizio aprile sono morte 48 persone nelle proteste contro il presidente in carica Nicolas Maduro. Difficile anche la vita quotidiana nelle città, come spiega da Caracas il professor Francisco Pellegrino dell’Università cattolica Andrés Bello. (sonoro)
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Liberi tutti
Oggi ricorre la Giornata Internazionale contro l’Omofobia, la Transfobia e la Bifobia. Data che coincide con la rimozione dell’omosessualità nel 1990 da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità dalla lista delle patologie mentali. Nonostante questo, milioni di persone sono ancora oggetto di crimini d’odio e discriminazioni nel mondo.
Brutta aria
Generazione senza futuro
Giro di vite
Arrestato e subito rilasciato l’attivista italiano Yuri Guaiana, membro dell’associazione Certi Diritti. Le manette davanti alla procura generale mentre era in procinto di consegnare le firme raccolte dalla petizione contro il trattamento dei gay in Cecenia. Un Paese tra i più intolleranti per gli omosessuali.
A testa alta
Le ong continuano a rispedire al mittente le accuse di connivenze con gli scafisti durante le operazioni di soccorso in mare. Ieri l’Aoi ha organizzato una conferenza stampa per rispondere al procuratore di Catania Zuccaro. Sentiamo la portavoce dell’Associazione delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale, Silvia Stilli (sonoro)
Finalmente libere
Dopo lunghe trattative sono state rilasciate 82 tra le ragazze rapite da Boko Haram. Erano prigioniere dall’aprile del 2014 insieme ad altre 134 studentesse in mano all’organizzazione terroristica nigeriana che sta perdendo forza, come racconta Anna Bono, docente di Storia e Istituzioni dell’Africa presso l’Università di Torino. (sonoro)
Voglia d’Europa
La Francia sceglie Macron e dice non ai populismi. Il servizio di Fabio Piccolino.
L’Europa dei muri e della paura subisce un’altra battuta di arresto. La sconfitta di Marine Le Pen al ballottaggio in Francia segue quella di Hofer in Austria e di Wilders in Olanda: le nuove forze populiste di destra non riescono a fare il grande salto e il futuro dell’Unione Europea sembra essersi fatto più solido. Adesso però servono sfide nuove e risposte concrete: il desiderio di rinnovamento che sta attraversando molte democrazie occidentali e che si esprime oggi con l’affermazione di Macron o con la crescita del Front National non può rimanere inascoltato. L’Europa di domani sarà meno scettica, ma avrà ha bisogno di più certezze per guardare al futuro con ottimismo.
Wikipedia censurata in Turchia, l’appello in rete
“Sabato 29 aprile le autorità turche hanno bloccato l’accesso a tutte le versioni linguistiche di Wikipedia, ledendo il diritto di milioni di persone di accedere a informazioni storiche, culturali e scientifiche neutrali e munite di fonti verificabili.
La comunità di lingua italiana esprime solidarietà alla popolazione turca e alla comunità dei wikipediani turchi e chiede il ripristino del libero accesso all’enciclopedia.
Firma anche tu l’appello dei Wikipediani e diffondi la notizia in Rete.”
E’ l’appello contro la censura e per la libera espressione che si legge in queste ore in testa alle pagine italiane di Wikipedia.
Il Tribunale penale di Ankara infatti ha bloccato l’accesso al sito dell’enciclopedia online, accusato di condurre una vera e propria “campagna diffamatoria” nei confronti della Turchia. Contro la decisione, la Wikimedia Foundation, che gestisce il portale, ha presentato ricorso al Tribunale penale di Ankara.
Secondo le autorità turche l’oscuramento di Wikipedia è motivato dal fatto che l’enciclopedia digitale è “diventata una fonte d’informazione che agisce con gruppi che conducono una campagna diffamatoria contro la Turchia nell’arena internazionale”. In particolare ci si riferisce ad alcune pagine del portale che affermano l’esistenza di legami tra il governo di Ankara e gruppi jihadisti in Siria.
Intanto Al co-fondatore di Wikipedia Jimmy Wales è stato revocato l’invito a partecipare alla conferenza internazionale “World Cities Expo” di Istanbul.
Finding Home
È il nome della app disponibile per Android lanciata dall’Agenzia Onu per i Rifugiati che consente di mettersi nei panni di chi fugge dalla guerra. L’obiettivo è quello di sensibilizzare e diffondere consapevolezza, creare empatia e porre l’attenzione sulla situazione globale dei profughi.
Finding Home mostra le lotte dei musulmani Rohingya, una minoranza discriminata e perseguitata: in Malesia ci sono circa 150mila profughi, la maggior parte provengono dalla Birmania, 56mila sono di etnia Rohingya. Secondo Richard Towle, rappresentante dell’UNHCR “La storia dei rifugiati è spesso difficile da capire. È facile dimenticare che dietro le statistiche e le scelte politiche su qualsiasi crisi, ci sono esseri umani con racconti reali di dolore e paura, ma anche di speranza e forza”.