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Atroce dilemma


Atroce dilemma. In Europa i più poveri dovranno scegliere tra mangiare e scaldarsi: è l’allarme di Oxfam. Il servizio di Fabio Piccolino.

La Francia sostiene chi va a lavoro in bici


bike25 centesimi al chilometro per chi va a lavorare in bici.  E’ questa l’idea del Ministero dei trasporti francese, che per incentivare l’utilizzo delle due ruote, ha pensato ad un bonus per i ciclisti.
A sperimentare il piano per sei mesi saranno 10.000 dipendenti di diciannove diverse aziende.
L’esperimento ha l’obiettivo di  ridurre l’inquinamento atmosferico e  promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto ecologico, economico e sano.
Niente ingorghi, nessun problema di parcheggio e un po’ di attività fisica;  I dati sull’uso della bicicletta che saranno elaborati in questa prima fase saranno pubblicati alla fine dell’anno e saranno indicativi sul successo dell’iniziativa e su eventuali modifiche al progetto.
L’obiettivo del governo francese è raddoppiare la quota dei cittadini che vanno in ufficio in bici, che al momento è del 2,4%.
Misure del genere sono già state adottate con successo in diversi paesi del Nord-Europa.

Senza tregua


Senza tregua. Ancora tensione in Repubblica Centrafricana. Nei giorni scorsi, Medici Senza Frontiere ha denunciato l’assenza delle minime condizioni di sicurezza, dopo che alcuni operatori hanno subìto una nuova aggressione. Human Right Watch inoltre, ha accusato i soldati congolesi, in missione per conto dell’Unione Africana, di abusi, torture, uccisioni e detenzioni arbitrarie.

Chiedo asilo


Chiedo asilo. Sono i circa 600 mila apolidi che vivono oggi in Europa per cui più di 50 organizzazioni della società civile rappresentate nella Rete europea hanno lanciato una campagna per chiedere adeguate misure di protezione. Tra questi anche il Consiglio italiano per i rifugiati. Ai nostri microfoni il direttore Christopher Hein.

Diritti repressi


Diritti repressi. Record di arresti in Cina in occasione del venticinquesimo anniversario della strage di piazza Tienanmen. Secondo l’organizzazione Human Rights in China, infatti, 60 dissidenti sono stati fermati o peggio, detenuti segretamente senza essere accusati formalmente di aver commesso reati.

Il Brasile nel pallone


Il Brasile nel pallone. A meno di due settimane dal fischio d’inizio dei campionati del mondo di calcio, il Paese è segnato da una forte crisi sociale. Il servizio di Fabio Piccolino.

Meriam partorisce in carcere


meriamIl mondo si mobilita per Meriam  Yahia Ibrahim Ishag, la ragazza sudanese di 27 anni condannata alla pena di morte per apostasia ed adulterio.
Quando è stata arrestata, lo scorso 17 febbraio, la ragazza era incinta: ieri ha partorito una bambina nel carcere di Khartoum  dove è detenuta. Insieme a lei, l’altro figlio, di soli 22 mesi.
Secondo l’accusa, Meriam ha sposato un cristiano pur provenendo da una famiglia musulmana ed è considerata un’adultera perché il suo matrimonio non è riconosciuto dalla legge coranica.
La condanna all’impiccagione è stata sospesa per due anni dalla data della nascita della bambina.
Gli appelli per la liberazione si moltiplicano in molti paesi del mondo: in Italia, la onlus Italiana for Darfur invita a firmare un appello per salvare Meriam.
Sui social network la vicenda  sta coinvolgendo migliaia di persone grazie all’hashtag #meriamdevevivere.

Europa nera


Europa nera. Francia, Gran Bretagna, Ungheria, Danimarca: dalle urne del Vecchio continente crescono i partiti di chiara matrice xenofoba e antisemita. L’allarme lanciato ai nostri microfoni da Luciano Scagliotti, coordinatore italiano dell’Enar, un network che ha sede a Bruxelles e che si batte contro ogni forma di razzismo.

Dove è meglio non nascere


Dove è meglio non nascere. Sierra Leone e Somalia sono i luoghi peggiori per mettere al mondo un figlio: secondo lo studio presentato da Unicef infatti, i due paesi africani sono in testa alla classifica della mortalità infantile. Ogni anno, sono quasi tre milioni i  neonati che muoiono entro le quattro settimane di vita, a questi si aggiungono i due milioni e mezzo deceduti prima del parto o alla nascita.

Belgrado, gay pride ad alta tensione


baloonsE’ stato confermato per il prossimo 31 maggio il Gay Pride di Belgrado.
Negli ultimi anni la manifestazione è stata annullata a causa dei violenti scontri che si registrarono nel 2010 tra gruppi di estrema destra e polizia.
In quella occasione infatti, i nazionalisti omofobi che si opponevano alla parata, devastarono la sede del Partito Democratico e di quello socialista, e lo scontro con la polizia portò a centinaia di arresti e feriti.
Il Gay Pride del 31 maggio si annuncia dunque molto complicato per l’ordine pubblico: l’estrema destra ha già fatto sapere che cercherà in tutti i modi di impedire il corteo, definendo nei prossimi giorni le misure concrete che intende mettere in atto.