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I veri nodi


I veri nodi. Mentre a Davos si riunisce il World Economic Forum per parlare di grandi temi, l’Unicef chiede ai potenti della Terra di fare qualcosa in più per i diritti dei bambini. Il servizio di Fabio Piccolino.
Mentre a Davos si tiene il   World Economic Forum, Unicef  lancia un piano d’azione affinchè i bambini siano la priorità nello sviluppo del pianeta per i prossimi quindici anni.
Un’agenda in sette punti che delinea alcune misure urgenti da sottoporre alle Nazioni Unite.
In primo luogo la violenza sui minori, che colpisce nel mondo quasi un miliardo di bambini sotto i quindici anni, e la povertà infantile,  che determina in molti casi il mancato accesso  a servizi sanitari, nutrizionali,  e  igienico sanitari.
La tutela dei minori passa anche per la riduzione della mortalità infantile e una maggiore attenzione agli adolescenti, migliorando gli investimenti per l’infanzia, ed intervenendo con maggiore efficacia in situazioni di crisi  dovute a conflitti o disastri naturali.

La giusta cooperazione


Nel mondo delle ong si continua a discutere di volontariato internazionale anche alla luce della vicenda delle nostre due giovani cooperanti Greta e Vanessa appena liberate dopo il sequestro in Siria. Ai nostri microfoni Gianfranco Cattai, presidente della Focsiv.

In emergenza


Oltre ventimila persone in Malawi sono isolate, senza cibo né assistenza medica, dopo le alluvioni che nei  giorni scorsi hanno causato circa 200 morti, sommergendo intere zone.  A lanciare l’allarme è Medici Senza Frontiere, che mette in guardia dal rischio di possibili epidemie.

La luce in fondo al tunnel


Il Mali ha annunciato la fine dell’epidemia di Ebola; nel paese africano infatti non si registrano nuovi contagi da 42 giorni. L’allarme per la terribile malattia che ha causato oltre ottomila decessi in Africa occidentale sta lentamente rientrando:  secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità anche in Guinea, Liberia e Sierra Leone, i casi sono in diminuzione.

Finalmente libere


Greta e Vanessa sono tornate a casa. Le due volontarie lombarde erano state rapite il 31 luglio scorso in Siria. Soddisfazione nel mondo della cooperazione internazionale per questo lieto fine. Ora la speranza è di liberare l’altro nostro connazionale ancora nelle mani dei sequestratori: il padre gesuita Paolo Dall’Oglio di cui non si hanno più notizie dal 29 luglio del 2013. Sergio Bassoli, portavoce della rete della Pace.

Mille frustate


È quanto deciso dal tribunale dell’Arabia Saudita nei confronti del blogger Raif Badawi per aver offeso l’Islam sul web. Amnesty International ha organizzato a Roma un sit-in davanti all’ambasciata araba per chiedere l’annullamento della condanna, che prevede dieci anni di carcere e cinquanta frustate alla settimana.

Ritorno al passato?


E dopo gli attacchi terroristici a Parigi, in Europa si fa avanti la proposta di rivedere la convenzione di Schengen. Il trattato che consente la libera circolazione delle persone fra gli Stati firmatari. “Un pericoloso passo indietro” racconta ai nostri microfoni Alessandro Bechini della ong Oxfam.

Berlino contro il razzismo e l’islamofobia


brandDiecimila persone hanno manifestato a Berlino per dire no al razzismo e all’islamofobia sei giorni dopo l’attentato di Parigi al settimanale Charlie Hebdo.
Un incontro di pacificazione organizzato dalle comunità musulmane tedesche con l’obiettivo di abbattere i pregiudizi e contrastare le generalizzazioni, nel nome del dialogo tra culture diverse.
All’evento ha partecipato anche il cancelliere Angela Merkel: “Dobbiamo usare ogni mezzo a nostra disposizione per combattere l’intolleranza e la violenza”.
La Porta di Brandeburgo è stata illuminata con i colori della bandiera francese.
Joachim Gauck, presidente della Repubblica federale e ex attivista per i diritti umani ha ricordato l’importanza del ruolo degli immigrati in Germania:  “Non vi regaleremo la nostra paura, il vostro odio è il nostro motore”

Emergenza umanitaria


Secondo le Nazioni Unite sono cinque milioni e mezzo i profughi che in tutto il mondo fuggono da guerre e violenze. Il servizio è di Fabio Piccolino.

Parigi non ha paura


Oltre due milioni di persone ieri hanno sfilato nella capitale francese contro ogni forma di terrorismo. Il corteo è stato aperto da 44 capi di Stato. Molti i giovani e le famiglie: “Siamo qui con i nostri figli perché la libertà accompagni il loro futuro”.