Il programma alimentare delle Nazioni Unite lancia l’allarme per la situazione nel Paese asiatico. Già prima della crisi politica che ha portato alle dimissioni del presidente Mansur Hadi più del 40% degli abitanti viveva una condizione di insicurezza alimentare, di cui 5 milioni in maniera grave. Il rischio è una crisi umanitaria.
L’inutile guerra
Le associazioni pacifiste e disarmiste italiane fanno fronte comune per dire no ad un intervento militare in Libia. Il servizio è di Fabio Piccolino.
“La guerra non è la soluzione per la Libia”: è il grido unanime che arriva da Rete della Pace, Campagna Sbilanciamoci e Rete Italiana per il Disarmo dopo le notizie delle ultime ore su un possibile intervento nel paese nordafricano.
Fermare la violenza è possibile costruendo una politica fondata sul rispetto dei diritti umani, dell’autodeterminazione dei popoli, del diritto internazionale, dello sviluppo sostenibile e della giustizia sociale. Secondo le organizzazioni pacifiste è necessario che il governo italiano promuova una soluzione reale del conflitto in Libia che coinvolga le popolazioni e che metta in campo le forze diplomatiche.
Occorre inoltre che si realizzi il blocco dei flussi finanziari e delle forniture di armamenti a sostegno dell’Isis.
Fuga dalle responsabilità
L’Unione europea propone quote fisse per ogni Paese in cui possono entrare i richiedenti asilo. Proposta non condivisa dal direttore del Consiglio italiano per i rifugiati, Christopher Hein. Ai nostri microfoni
World press freedom
Il rapporto sulla libertà di stampa nel mondo vede arretrare l’Italia di 24 posizioni. Il servizio è di Fabio Piccolino.
Reporter senza Frontiere ha stilato la classifica della libertà di stampa nel mondo e la situazione sembra essere peggiorata in due terzi dei 180 paesi censiti.
Il 2014 è stato un anno nero per i giornalisti: 85 sono stati uccisi, 800 arrestati, 168 sequestrati.
Tra i criteri di valutazione del rapporto c’è la relazione tra giornalismo e potere e le difficoltà contro cui i reporter devono cimentarsi, come la narrazione nelle zone di guerra.
I paesi più liberi si confermano Finlandia, Norvegia e Danimarca, mentre la maglia nera va a Turkmenistan, Corea del Nord ed Eritrea.
L’Italia precipita al settantatreesimo posto, mai così in basso: a pesare, per il nostro paese, le minacce mafiose e i procedimenti per diffamazione ingiustificati.
World Radio Day
Si celebra oggi in tutto il mondo la Giornata Mondiale della Radio, proclamata dall’Unesco, e dedicata quest’anno al rapporto fra i giovani e il mezzo radiofonico. Tanti i temi in campo, dalla partecipazione all’eliminazione degli stereotipi e dei pregiudizi, dal rapporto con le nuove tecnologie alla sicurezza dei giornalisti nelle zone di conflitto.
Monuments Men
Salvare il patrimonio artistico della Siria: è l’obiettivo di un gruppo di studiosi ed archeologi. Ogni giorno rischiano la vita per mettere in salvo antichità e monumenti da danneggiamenti e saccheggi in un Paese devastato da una guerra che ha distrutto tutto e ha già causato oltre 200 mila morti.
In cerca di pace
Oltre 5000 morti, un milione e mezzo di sfollati, città distrutte.
L’Ucraina vive da tempo una tragedia senza precedenti. Molte ong provano a portare aiuti umanitari ma il Paese è in ginocchio.
Ai nostri microfoni, l’appello di Gabriele Eminente, direttore generale di Medici senza frontiere
Allarme rosa
Il Perù è il Paese latinoamericano con il tasso più alto di violenze sessuali. L’attribuzione di inferiorità nei confronti delle donne resta alto in molti settori della società. A partire dal mondo del lavoro dove guadagnano il 30% in meno rispetto agli uomini che svolgono la stessa occupazione.
Senza catene
Ieri è stata la giornata mondiale contro la schiavitù moderna. Il servizio è di Fabio Piccolino. (sonoro)




