100×100 Gaza – Fino a domenica associazioni e realtà sociali promuovono una mobilitazione straordinaria di solidarietà a sostegno della popolazione della Striscia di Gaza.
L’iniziativa si sviluppa attraverso 100 eventi informativi, culturali e di raccolta fondi in 100 ore per mantenere alta l’attenzione pubblica su quanto sta accadendo in Palestina.
Questa nuova maratona di eventi sarà focalizzata sulla riconnessione del tessuto solidaristico e di mutuo soccorso nella Striscia di Gaza.
Dopo due anni di isolamento, dispersione e frammentazione bisogna alzare la testa e muoversi insieme per la fase successiva: ricostruire i legami, riconnettere le energie, ricomporre il tessuto sociale e solidale.
Significa sostenere l’impegno degli attivist* palestinesi di passare da una logica di emergenza ad una stagione di ricomposizione e rinascita comunitaria, dove il sostegno internazionale non sia solo slancio assistenziale, ma alleanza che condivida percorsi.
Per cominciare, è in corso in queste settimane un tentativo di allestire luoghi fisici di socializzazione, all’interno dei quali persone e organizzazioni ancora attive trovino spazi sicuri e funzionali. Presidi per incontrarsi, scambiare risorse e visioni; per condividere strumenti di gestione e comunicazione, per rafforzare la coesione, la capacità operativa e la trasparenza.
L’obiettivo è innescare azioni collettive di supporto, capaci di restituire fiducia, protagonismo e continuità alle reti locali.
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Mediterraneo, ennesima strage: barcone si ribalta, 53 migranti morti
Ennesima strage – un’imbarcazione che trasportava 55 persone migranti si è ribaltata al largo delle coste della Libia: 53 sono morte. Secondo l’Organizzazione mondiale delle migrazioni, nel 2026 sono almeno 500 i migranti mori o dispersi cerando di attraversare il Mediterraneo.
Le uniche sopravvissute sono due donne nigeriane, soccorse dalle autorità libiche. Il naufragio è avvenuto venerdì, ma l’OIM l’ha reso noto lunedì. L’organizzazione è un’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di persone che scappano da guerre, disastri naturali e altre situazioni di difficoltà.
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Ucraina al gelo, Emergency: il freddo diventa un’arma di guerra
Al gelo – In Ucraina quasi 11 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria e l’inverno non fa che aggravare una situazione già drammatica. Lo dice Emergency che racconta che nel Paese le temperature sono scese fino a -20gradi e di come gli attacchi alle infrastrutture energetiche stiano rendendo il freddo un’arma di guerra contro i civili.
«Le infrastrutture energetiche sono diventate bersagli sistematici degli attacchi, causando blackout elettrici e interruzioni della fornitura di acqua e gas. Il freddo, di fatto, si sta trasformando in una vera e propria arma di guerra contro la popolazione civile» racconta Luca Rifiorati, Coordinatore del nostro progetto in Ucraina.
Le abitazioni, specialmente nei villaggi più remoti, sono tagliate fuori da servizi e collegamenti essenziali. Chi può, riesce ad adattarsi con un po’ di legna o carbone, mangiando quel poco che la terra riesce ancora a produrre.
«Con un freddo così intenso, molte persone – soprattutto anziani e persone con disabilità – rinunciano a evacuare verso zone più sicure, aumentando il rischio di rimanere vittime degli attacchi».
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Mutilazioni genitali, solo il 7% degli italiani si sente davvero informato
Poca informazione Nella Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali nell’indagine di Ipsos condotta per Amref Italia nel nostro Paese solo il 7% si dichiara molto informato. Dato che sale all’11% tra la GenZ. Elevata la quota dei dubbiosi. In Italia, secondo uno studio condotto dall’Università di Milano Bicocca, Università di Bologna e ISMU si stima siano presenti circa 88.500 donne che hanno subito le mutilazioni.
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Amnesty: l’attacco Usa al Venezuela viola la Carta ONU
Mondo più fragile – L’attacco del 3 gennaio 2026 degli Usa contro il Venezuela ha costituito un uso illegale della forza ai sensi della Carta delle Nazioni Unite e ha minacciato ulteriormente l’ordine internazionale basato sul rispetto delle regole. La ha dichiarato Amnesty International a un mese dall’operazione di Trump.




