Don’t look away. È partita la campagna di sensibilizzazione contro la prostituzione minorile in Brasile, in vista dei prossimi mondiali di calcio. L’Ecpat, l’organizzazione che combatte il turismo sessuale nel mondo, invita a “non voltarsi dall’altra parte”. Secondo le autorità locali infatti, nel 2011, i bambini vittime di sfruttamento sono stati più di 250.000.
Scappare dalla violenza. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ha espresso la propria preoccupazione per gli esodi interni della popolazione irachena. Sono circa 5 mila infatti le persone che scappano da Baghdad verso zone più tranquille del Paese, a causa del crescere della violenza e della tensione.
Sangue sui diritti. In Colombia è stato ucciso Nelson Giraldo, 31 anni attivista e leader del movimento contro la centrale idroelettrica di Hidrotuango. La costruzione del sito avrebbe gravi conseguenze sul territorio e sulla popolazione, e rappresenta uno dei più grandi conflitti ambientali del Paese.
Guerra alla sopravvivenza. Sono almeno due milioni i minori che in Siria combattono quotidianamente contro la fame. Sono i dati raccolti da Save the Children in un Rapporto presentato all’Onu. Il prolungarsi del conflitto infatti ha messo in ginocchio l’economia del Paese e le famiglie non sono più in grado di produrre o comprare abbastanza cibo.
No allo sfruttamento. I lavoratori del settore tessile del Bangladesh sono in mobilitazione da giorni per chiedere l’aumento del salario minimo. Dopo il crollo del complesso del Rana Plaza, che lo scorso aprile costò la vita a 1200 persone, le condizioni di sicurezza rimangono inaccettabili.
Per contare di più. L’associazione italiana delle ong chiede a governo e parlamento maggiori investimenti per la cooperazione internazionale. “Non siamo un settore di serie B”, come ci racconta Silvia Stilli, vicepresidente dell’Aoi.
Omofobia di Stato. “L’Europa non fa abbastanza per contrastare i reati di genere”: è l’accusa di Amnesty International, che fa notare come alcuni stati membri non abbiano una legislazione completa sui reati basati sull’orientamento e l’identità sessuale. Secondo l’organizzazione, è necessario intervenire in particolare in Bulgaria, Germania, Italia, Lettonia e Repubblica Ceca.
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