La campagna di sostegno ai Centri per l’assistenza delle persone con SLA, SMA e distrofie muscolari – nel servizio di Anna Monterubbianesi.
In Italia le 40.000 persone colpite da SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica), SMA (Atrofia Muscolare Spinale) e distrofie muscolari possono contare sui Centri Clinici NeMO, specializzati nella loro assistenza. Per sostenerli in questo momento di emergenza AISLA, UILDM e Famiglie SMA lanciano la campagna di raccolta fondi #distantimavicini perché continuino la loro attività di presa in carico e protezione per i più fragili. Ascoltiamo il commento di Massimo Mauro, presidente di AISLA, che ci racconta le iniziative prese dall’associazione. (sonoro)
Sotto lo stesso tetto
Vivere insieme fa bene e funziona, soprattutto in questo periodo difficile: parola di Abitare solidale, il servizio di coabitazione promosso da Auser. L’aiuto reciproco, la compagnia, la condivisione rendono più leggera per tanti anziani la vita di tutti i giorni. Ed è anche un’efficace alternativa a badanti e a strutture residenziali extra ospedaliere.
Aiuti per l’Italia
Maschere chirurgiche, guanti, tute e occhiali protettivi, camici e termometri. Sono in arrivo per il nostro Paese e per gli operatori sanitari in prima linea grazie all’impegno dell’UNICEF che con il supporto del Governo italiano, del Commissario straordinario per l’emergenza coronavirus Domenico Arcuri, e della Protezione Civile individuerà le strutture sanitarie delle aree dove c’è più necessità.
“L’unione fa… l’acquisto”
Grazie ad Auser, Forum Terzo settore e Centro servizi di volontariato Volabo, a Bologna un servizio di spesa e farmaci a domicilio per anziani e persone più fragili, per chi ha bisogno di assistenza, o per persone con disabilità che devono a maggior ragione evitare di uscire dalla propria abitazione.
Informare tutti
Assogenerici e Cittadinanzattiva lanciano la campagna “Perché nessuno resti escluso”, con l’obiettivo di fornire a tutte le comunità presenti nel nostro Paese informazioni in lingua madre su come evitare comportamenti pericolosi e contribuire allo stop della diffusione del coronavirus. Un video in 11 lingue riassume le indicazioni essenziali.
Stay at home. Quédate en casa. Restez chez vous. Diversa la forma, invariata la sostanza. L’appello di restare nelle proprie abitazioni, tradotto nelle diverse lingue, è apparso negli ultimi giorni sui profili social di Assogenerici e Cittadinanzattiva, le due associazioni che insieme all’azienda medica “Equivalente” si sono poste l’obiettivo di tutelare i diritti di quella grossa fetta di popolazione proveniente dall’estero. Un’iniziativa che porta alla ribalta le istanze dei 5,3 milioni di stranieri regolari in Italia (secondo l’ultimo rapporto Istat datato 1° gennaio 2020). E il numero sarebbe ancora più elevato se coinvolgessimo nel conteggio anche i circa 966 mila non registrati, secondo i dati al 1° gennaio 2019 raccolti dalla Fondazione Ismu. Un totale di 6,3 milioni di abitanti che vivono nel nostro Paese, ai quali devono essere garantiti gli stessi diritti della popolazione italiana. Uno su tutti: “la pari dignità sociale davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Si tratta dell’articolo 3 della nostra Costituzione, in base al quale non solo viene sancita la lotta a qualsiasi forma di disuguaglianza tra i membri della società civile, ma soprattutto diventa “compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana.” Ecco,in un periodo di emergenza sanitaria in cui vengono contratte alcune libertà della Carta per limitare gli effetti del Coronavirus, altri diritti come la tutela delle minoranze linguistiche (art.5 – Costituzione) oppure l’informazione per tutti (art. 21 – Costituzione) assumono ancora più importanza. È all’interno di questo quadro normativo che s’inserisce la campagna social “Perché nessuno resti escluso”. Difendere le fasce di popolazione soggette ad un minore flusso di notizie e, allo stesso tempo, amplificare il messaggio per la prevenzione del virus. “In un momento come questo – ha dichiarato Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva – tutte le iniziative volte a sostenere le azioni legate al #iorestoacasa sono fondamentali per cercare di contribuire attivamente allo stop alla diffusione del coronavirus. La campagna di Assogenerici, a cui abbiamo immediatamente aderito, va esattamente in questo senso, aiutando anche i cittadini, presenti sul nostro territorio, che possano avere ancora difficoltà linguistiche”. Infatti, oltre alle già citate lingue (inglese, francese e spagnolo) la campagna sarà declinata anche in portoghese – brasiliano, rumeno, arabo, russo, filippino, punjabi, hindi e bengalese. Attraverso dei video pubblicati sui profili Facebook e Twitter delle associazioni coinvolte saranno riassunte con vivacità e animazione le indicazioni diffuse in questo periodo su come difendersi dall’epidemia: dal lavaggio delle mani, alla distanza di sicurezza e ai numeri d’emergenza da chiamare in caso di necessità. “A causa dello stato di confusione nel quale viviamo – ha spiegato Enrique Häusermann, presidente Assogenerici – ci è parso giusto diffondere informazioni sui comportamenti corretti per sconfiggere questa emergenza anche alle persone che non conoscono bene la lingua italiana e che possono avere contatti carenti con i servizi di assistenza sanitaria”. Proprio per far giungere gli ultimi aggiornamenti ad una più ampia platea di lingua madre straniera, nei video già pubblicati la comunità viene invitata a inoltrare le comunicazioni ricevute. In questo, le piattaforme social, dove i filmati vengono resi pubblici, potranno favorire una maggiore propagazione del messaggio. Basta un “click” per condividere il video sul proprio profilo e all’interno di una chat tra amici. Sarà possibile farlo almeno fino a fine aprile, termine provvisorio della campagna, utilizzando anche gli hashtag #iorestoacasa e #stopcovid19. Tra tutela dei diritti e difesa dal virus l’obiettivo è unico: fare rete attraverso la rete.
di Pierluigi Lantieri
Rimettere in circolo
In piena emergenza coronavirus, alla vigilia del lancio del programma europeo di Green deal, diventano centrali nel nostro Paese anche le scelte produttive che riducono gli impatti ambientali e climatici. Il servizio di Paolo Andruccioli.
E’ stato presentato questa mattina in diretta streaming il secondo Rapporto sull’economia circolare in Italia a cura del Cen, il network promosso dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e da 14 imprese e organizzazioni di impresa. Focus di quest’anno è l’approfondimento sulla bioeconomia rigenerativa, elemento centrale in questo settore perché può contribuire sia a consolidare il futuro di comparti già di successo, come l’agroalimentare, sia ad aprire nuove prospettive, in particolare col rilancio di siti e di attività industriali dismesse su territori considerati marginali. Ascoltiamo il presidente Edo Ronchi. (sonoro)
Coronavirus? Colpa dell’inquinamento
È la tesi della Società di medicina ambientale che ha esaminato e incrociato i dati relativi all’emergenza in atto con i casi di contagio riportati dalla Protezione Civile. La maggiore virulenza è nelle regioni a più alto tasso di inquinamento da pm10. Secondo lo studio, questa sarebbe la ragione della maggiore velocità del virus nella Pianura Padana.
S.O.S anziani
In questo momento di emergenza il lavoro dei volontari in aiuto alle persone sole e meno autosufficienti è prezioso. L’ascolto telefonico, la spesa o i medicinali portati a casa, la consegna di un pasto caldo, o l’accompagnamento verso i luoghi di cura per le terapie salvavita, diventano di fondamentale importanza. Ascoltiamo Alessandro Rossi, presidente dell’Auser Terni che ci racconta l’impegno dell’associazione in questo periodo. (sonoro)
Contro il razzismo
Da oggi e fino al 22 marzo si celebra la settimana di azione promossa dall’Unar. Se quest’anno le iniziative di istituzioni e società civile saranno ferme, sarà comunque possibile e doveroso diffondere riflessioni, proposte e provvedimenti – in primo luogo legislativi – non più rinviabili per accrescere una coscienza multietnica e multiculturale nell’opinione pubblica e in particolare fra i giovani.
#EscoSoloPerDonare
La donazione di sangue continua a essere un gesto di grande responsabilità: ogni giorno 1.800 persone necessitano di trasfusioni per poter sopravvivere. Il ministero della Salute ha riconosciuto ai volontari la possibilità di svolgere il proprio compito come una delle “situazioni di necessità”.




