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Connessioni Attive


È il bando per sostenere lo sport di base lanciato da Emil Banca, AICS, CSI e UISP e rivolto alle società e le associazioni sportive della provincia di Bologna, che potranno proporre
servizi volti al benessere della comunità e dei cittadini che la animano. Le richieste di ammissione dovranno essere presentate entro il 10 marzo.

Il Bando è dedicato alle associazioni e società sportive affiliate ai comitati provinciali di Bologna di AICS, CSI e UISP, i contributi verranno erogati sia alle realtà che nel periodo della pandemia da Covid 19 hanno messo in campo progetti per i propri tesserati sia a quelle realtà che hanno predisposto progetti per l’anno in corso finalizzati alla ripartenza delle attività sociali. Gli organizzatori valuteranno le richieste in base alla rilevanza, all’impatto, alla struttura e anche all’originalità dei progetti di società e associazioni sportive ed erogheranno 31 contributi: 3 da 1500 euro, 3 da 1.000 euro e 25 da 500 euro.

Le richieste di ammissione al Bando dovranno essere presentate entro il prossimo 10 Marzo, esclusivamente scaricando e compilando la scheda di progetto pubblicata insieme al testo del Bando, nel sito www.emilbanca.it ed inviandola all’indirizzo mail nonprofit@emilbanca.it. “La UISP – ha dichiarato Paola Paltretti, Presidente UISP di Bologna – insieme agli enti di promozione sportiva più rappresentativi della città, ha aderito e prontamente apportato il suo sostegno a Connessioni Attive. L’intento è quello di valorizzare e sostenere le numerose associazioni che realizzano servizi volti al benessere della comunità e dei cittadini che la animano, lanciando un segnale di aiuto nell’emergenza sociale ed economica che stiamo vivendo”.

“Ogni misura messa in campo a favore dell’associazionismo, così duramente colpito dalla pandemia, vede AICS in prima linea – ha dichiarato Francesca Brunetti, membro del Consiglio Direttivo e Responsabile dei progetti AICS – insieme alle altre realtà del terzo settore. Abbiamo dato il nostro apporto a Connessioni Attive per ribadire con forza l’importanza del tessuto associativo del nostro territorio, un imprescindibile strumento di welfare e di socialità. Lo dobbiamo preservare, nell’interesse di tutta la cittadinanza”.

“La vicinanza al territorio e alle società sportive è uno degli impegni presi dal CSI di Bologna per il prossimo quadriennio – ha dichiarato il presidente provinciale CSI, Andrea De David – Questo bando è un primo segnale di attenzione per le realtà che vivono un momento difficile, ma provano anche a progettare una ripartenza, nel solco della storica collaborazione con Emil Banca”.

Football anti-Covid


Il calcio è un collante sociale, ma come tante altre attività sportive ha dovuto fare i conti con la pandemia. Da qui l’idea di far tornare a giocare in squadra, ma “a distanza”, ragazze e ragazzi: per rispettare le norme di sicurezza, il campo a 7 viene suddiviso in diverse aree in cui gioca solamente un calciatore.

Il Covid ha portato con sé anche la capacità di reinventarsi per molte persone, talvolta per necessità lavorative, talvolta per urgenze sociali. E proprio l’urgenza sociale è stato l’impulso per il centro di formazione professionale salesiano Cnos Fap, a Castel de’ Britti, di inventare un “escamotage” per far tornare i propri adolescenti sul campo di pallone, adeguando la partita alle normative vigenti con il “football anti-Covid”.

Come spiega il direttore Carlo Caleffi, direttore del centro, Cnos Fap di Castel de’ Britti è un piccolo centro di formazione professionale che in questo periodo ha portato avanti i propri corsi a distanza, con due appuntamenti settimanali in presenza. Un centro salesiano, per cui il cortile e il gioco fanno parte della vita quotidiana. È stata l’apatia dei ragazzi che popolano il centro a spingere il direttivo ad inventare qualcosa di nuovo secondo le normative di sicurezza.
«Il calcio è il gioco più praticato dai ragazzi – osserva il direttore – Noi abbiamo tanti ragazzi di religioni e culture diverse, che sono abituati a conoscersi per strada, e farebbero fatica altrimenti. Il calcio è quel linguaggio universale che non volevamo perdere».

Come funziona il calcio distanziato? Per rispettare le norme di sicurezza, il campo a 7 è stato suddiviso in diverse aree dove, all’interno di ognuna, gioca solamente un calciatore cosicché le persone non entrino in contatto. Le squadre possono contare su un portiere, due difensori, un centrocampista, un trequartista e due attaccanti. Le loro zone ben delimitate costituiscono uno spazio sicuro, dove non si può entrare in contatto. La marcatura, infatti, avviene frontalmente. È la presenza di un arbitro a garantire che le linee di queste zone non vengano valicate. Ciò che potrebbe apparire un limite, consolida in realtà l’insegnamento basilare nel calcio: passare la palla. In un continuo movimento, tutti i calciatori sono costretti a passare velocemente il pallone, riscoprendo in un certo senso una sfida contro l’individualismo calcistico e il senso del gioco di squadra.

Quello del centro salesiano è a tutti gli effetti una forma di resilienza, come è stata definita, perché si pone come un esempio di reazione creativa e costruttiva a quanto stiamo vivendo. Ma soprattutto perché porta avanti la formazione educativa di molti ragazzi e ragazze che popolano il centro, dando loro una possibilità di combattere nel proprio piccolo la battaglia contro il covid. Il calcio anti-covid si presenta sotto ogni aspetto un gioco molto più trasversale e di squadra, che raccoglie ragazzi e ragazze di tutte le età. Sono stati gli adolescenti, infatti, a ritinteggiare il campo e mettere a posto il cortile dimostrando molta carica ed entusiasmo portando un clima di lavoro di squadra.

di Pierluigi Lantieri

Giovani antirazzisti crescono


E’ in corso l’evento finale del progetto europeo Eyess, che ha proposto lo sport come strumento di lotta al razzismo. Il servizio di Elena Fiorani.

 

Il progetto Eyess-Giovani europei impegnati in sport e solidarietà, si conclude oggi con un evento on line cui prendono parte i rappresentanti dei 5 Paesi europei partner. Sono previsti, tra gli altri, gli interventi del direttore dell’Unar Triantafillos Loukarelis, e di Valerio Cataldi, presidente dell’Associazione Carta di Roma.

Il progetto si è impegnato nella lotta al razzismo e nella promozione dell’inclusione sociale attraverso la pratica di discipline sportive: organizzazioni non governative e università di cinque paesi europei sono scese in campo per studiare le caratteristiche di un evento storico in questo settore come i Mondiali Antirazzisti dell’Uisp, per poterlo replicare nei paesi partner adattandolo alle caratteristiche delle zone in cui verranno organizzati.

Match point


La Federazione italiana tennis ha deliberato di equiparare i montepremi dei tornei maschili e femminili nazionali di tutte le categorie, compresi il beach tennis e il padel. Un primo segnale in favore della parità di genere, lanciato anche a tutti gli altri sport.

“E’ un passo importante quello che la Federazione Italiana Tennis ha fatto nell’aver equiparato i massimali delle competizioni, indipendentemente dal genere – ha dichiarato Luisa Rizzitelli, presidente di Assist Associazione Nazionale Atlete – è un segnale forte che eravamo fiduciose venisse accolto, non solo perché fa onore al lavoro di questa realtà, eccellenza dello sport italiano, ma perché nessuna Federazione che voglia definirsi moderna può mettere in secondo piano la parità di genere. Mi congratulo con il Presidente Binaghi e con il Consiglio federale per questa decisione al passo con i tempi ed i valori dello sport. Siamo certe che i Circoli italiani sapranno recepirne il significato e che altre Federazioni, non ancora allineate sul doveroso concetto di parità nei montepremi, prendano esempio dalla FIT”.

Di corsa per le cure


Fino al 7 marzo i maratoneti, professionisti e principianti, possono sostenere Emergency correndo in solitaria come e dove preferiscono. Per unirsi alla squadra solidale basterà iscriversi al percorso collettivo per conquistare insieme i 20.000 km che intercorrono tra le strutture sanitarie dell’organizzazione sparse nel mondo.

Non essendo una gara competitiva non ci saranno graduatorie e vincitori, ma è richiesto a tutti i partecipanti di indossare il pettorale dell’evento che arriverà con l’iscrizione, con un disegno realizzato appositamente per l’occasione dall’illustratore Fabio Magnasciutti, e di testimoniare la propria partecipazione con foto o brevi filmati da condividere tramite social network, taggando l’evento con l’hashtag #mymarathonforemergency. Per chi, invece, parteciperà all’iniziativa all’aperto, potrà tracciare il percorso eseguito tramite app per poterlo condividere sui social.

Testimonial dell’evento sarà l’attrice Paola Minaccioni, da sempre sostenitrice di EMERGENCY, che ha illustrato in un divertente video i vari modi per partecipare alla maratona. Per iscriversi all’iniziativa MY MARATON FOR EMERGENCY è necessario registrarsi online tramite il link https://sostieni.emergency.it/mymarathon/. Al momento dell’iscrizione si potranno dichiarare i chilometri in programma con una quota minima di 10 euro, corrispondenti a 10 chilometri di maratona virtuale. Subito dopo, si riceveranno tramite e-mail il pettorale e una cornice per postare la propria foto durante MY MARATHON FOR EMERGENCY.

Grande preoccupazione


Il Parlamento europeo ha esortato Commissione e Stati membri ad intensificare gli sforzi per evitare effetti negativi duraturi dell’emergenza sanitaria sui giovani e sul settore sportivo, in particolare i possibili danni permanenti allo sport di base e, quindi, alla salute pubblica in generale.

Sono devastanti le stime in negativo dell’impatto economico e sociale che la pandemia sta avendo sul settore sportivo che rappresenta il 2,12% del PIL europeo e il 2,72% dell’occupazione totale UE, con circa 5,67 milioni di posti di lavoro. Lo sport di base, in particolare, riveste un ruolo fondamentale nella promozione dell’inclusione sociale delle persone con minori opportunità e con disabilità e i deputati europei chiedono di fornire maggiore sostegno alle famiglie a basso reddito al fine di consentire una partecipazione costante alle attività sportive e ricreative. Misure di sostegno e recupero per il settore sportivo vanno incluse nei piani nazionali di ripresa e resilienza e anche a livello europeo vanno individuate azioni mirate nell’ambito del piano di lavoro dell’UE per lo sport per prevenire conseguenze a lungo termine e potenziali danni irreversibili.

Appello ai social


Si moltiplicano le vittime di insulti razzisti nel Campionato di calcio inglese. Premier League, Football League e le altre associazioni di categoria hanno scritto una lettera congiunta al boss di Twitter, Dorsey, e al fondatore di Facebook, Zuckerberg in cui si legge “non combattere in modo serio questi comportamenti produce un senso di impunità”.

Brexit, social, lockdown: un mix micidiale che ha riproposto la questione del razzismo nel calcio inglese. L’addio all’Unione Europea ha ridato fiato al nazionalismo estremo. Il lockdown ha incattivito ulteriormente gli animi. Vittime, uomini e donne: anche una calciatrice del Manchester United, Lauren James, ha infatti ricevuto offese.

E poi: Marcus Rashford e Axel Tuanzebe (Manchester United), Antonio Rudiger e Reece James (Chelsea), Romain Sawyers (West Bromwich Albion) e, ultimo della lista, Yan Dhanda, centrocampista dello Swansea, 22 anni, mamma inglese e papà indiano, preso di mira dopo la partita di FA Cup contro il Manchester City. L’escalation è stata impressionante. Rudiger, che già ebbe qualche problema in Italia ai tempi della Roma, ha risposto in modo perentorio attraverso il sito del Chelsea.

La situazione è vergognosa e preoccupante. Premier League, Football League, federazione donne, Associazione calciatori, Associazione allenatori, Associazione arbitri e l’organizzazione Kick It Out hanno scritto una lettera congiunta al boss di Twitter, Jack Dorsey, e al fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg. I toni sono duri e s’invoca un forte richiamo al dovere dopo le promesse, in parte non rispettate, di qualche tempo fa: “Le vostre piattaforme restano un paradiso per gli abusi e non è più accettabile. L’inerzia è stata interpretata come una resa. Facebook, Twitter e Instagram hanno miliardi di utenti e non combattere in modo serio questi comportamenti produce un senso di impunità”.

È stato formulato un pacchetto di richieste: 1) filtrare e bloccare post e messaggi prima che vengano inviati, nel caso contengano materiale razzista o discriminatorio; 2) misure solide, trasparenti e rapide per rimuovere gli abusi; 3) strumenti più rapidi per consentire l’identificazione degli utenti; 4) impedire a chi si è reso protagonista di questi episodi di registrarsi nuovamente sulle piattaforme social.
I vertici di Facebook, “inorriditi” di fronte a queste storie, hanno garantito un impegno maggiore sulla questione, mentre Twitter ha affermato: “Il comportamento razzista non ha posto nel nostro servizio. Quando identifichiamo account che violano una qualsiasi delle nostre regole, prendiamo subito provvedimenti”.

Sport clandestino


È il cricket raccontato da Simone Gambino, nel suo nuovo libro, in cui ricostruisce la storia di questa disciplina in Italia. Il servizio di Elena Fiorani.

“Gli anni clandestini” racconta l’avventura del cricket nel nostro Paese come un romanzo. E infatti è una storia familiare, una sorta di autobiografia, quella scritta da Simone Gambino per farci vivere gli anni pionieristici di questo sport in Italia, prima del riconoscimento ufficiale, quando i suoi praticanti non erano per nulla conosciuti, ma anche ostacolati nell’attività, tra campi improvvisati e giocatori che dovevano essere contemporaneamente tecnici, dirigenti e autisti. Il libro ripercorre gli anni eroici di uno sport praticato da pochissimi, in particolare elites intellettuali ed economiche.

E invece, per raggiungere una significativa diffusione in Italia, il cricket ha dovuto fin dall’inizio includere lavoratori stranieri dai mestieri più disparati. Un vero e proprio ribaltamento sociologico che ha portato questo sport da essere un passatempo per classi agiate ad uno strumento di integrazione per gli immigrati provenienti da paesi come India, Pakistan o Sri Lanka.

Nel segno di Madiba


Nell’anniversario della liberazione di Nelson Mandela, nel Museo Franchi di Firenze è stata inserita una frase del leader sudafricano: “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Parla ai giovani in un linguaggio che loro capiscono’. Altre parti del suo discorso verranno aggiunte ogni anno in questa ricorrenza.

Refugee Teams


E’ il programma educativo per giovani stranieri promosso dalla Figc con ministero dell’Interno, Anci, Ufficio Centrale Siproimi. Crescita culturale, didattica e comportamentale, sono i presupposti alla base del percorso, cinque le tematiche: alimentazione, alfabetizzazione, educazione civica, corretto stile di vita e regole del gioco.

Crescita culturale, didattica e comportamentale, sono i presupposti alla base del nuovo programma educativo rivolto ai minori stranieri coinvolti in Refugee Teams, l’iniziativa sociale sviluppata dal Settore Giovanile e Scolastico della Figc in collaborazione con il ministero dell’Interno, l’Anci, l’Ufficio Centrale Siproimi e con il supporto di Eni e Puma. Dopo il Corso di Formazione in Sport e Integrazione dedicato agli operatori dei centri Siproimi, partito lo scorso 14 gennaio, da oggi, tutti i ragazzi partecipanti avranno la possibilità di accedere all’applicativo digitale realizzato prettamente per loro e dare il via al proprio percorso ludico-educativo.

Il programma, lanciato in occasione della settima edizione del progetto, si colloca all’interno delle attività formative sviluppate in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, che rappresentano la grande innovazione per il 2021, affronterà cinque tematiche specifiche: alimentazione, alfabetizzazione, educazione civica, corretto stile di vita e regole del gioco. Per ogni argomento saranno previsti quattro moduli formativi, contestualizzati nel mondo del calcio, che consentiranno agli iscritti di progredire nel percorso previsto. Nel dettaglio, i ragazzi, attraverso la piattaforma web dedicata a Rete Social Football, potranno creare il proprio profilo avatar digitale con la possibilità di personalizzarlo secondo una logica progressiva in base all’avanzamento del cammino educativo (Tutorial).

Il programma si prefigge l’obiettivo di fornire contenuti necessari e funzionali alla crescita e all’educazione dei ragazzi coinvolti, utilizzando uno strumento di e-learning innovativo e, soprattutto, fruibile ed efficace per i destinatari.

di Pierluigi Lantieri