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In campo c’è posto per tutti


Mara Gomez, attaccante 22enne, è entrata nella rosa del Villa San Carlos, ultimo in classifica nel massimo campionato argentino. È la prima donna transessuale che scende in campo nella prima divisione del calcio femminile del paese latinoamericano. Nei club in cui ho militato – ha dichiarato la calciatrice – mi hanno trattato sempre bene e non mi sono mai sentita esclusa.

Sport Friends


È l’iniziativa di Eugent Zeka, allenatore di calcio del settore giovanile a Cogorno, in provincia di Genova, per aprire lo sport più praticato e seguito ad altre discipline. Coinvolti i bambini della scuola calcio fino a 11 anni che si sono cimentati nel tennistavolo, nel basket e nella pallavolo, e prossimamente sperimenteranno ciclismo, judo, arrampicata, canottaggio e vela. L’idea alla base del progetto è l’ampliamento della cultura sportiva.

Cartellino rosso


No al razzismo, We All One. E’ il motto che il Manchester United e Paul Pogba hanno diffuso a partire dall’incontro con il Newcastle all’Old Trafford di Santo Stefano. Il campione del mondo francese ha indossato un braccialetto bianco e nero che simboleggia l’uguaglianza e che durante il riscaldamento è stato indossato da tutti i giocatori. Il messaggio è stato lanciato sui social con l’hashtag #NoToRacismWeAllOne

In vetta


L’alpinismo è patrimonio Unesco. La candidatura era stata avanzata nove anni fa da Courmayeur e Chamonix. Il servizio di Elena Fiorani. (sonoro)

La Commissione speciale dell’organizzazione dell’Onu ha iscritto nella lista dei beni immateriali dell’Unesco l’alpinismo, definito come “l’arte di scalare le montagne e le pareti rocciose, grazie a capacità fisiche, tecniche e intellettuali”. Iniziato nove anni fa, il percorso di candidatura è stato sostenuto in maniera sinergica da Italia, Francia e Svizzera. Reinhold Messner, primo uomo ad aver scalato tutte le 14 montagne più alte della Terra commenta così l’iscrizione: “Secondo me va considerato l’alpinismo tradizionale, quello che va dal 1786 con la prima salita del Monte Bianco ad oggi, che è un fatto culturale, un approccio con la montagna. Questo è un bene che va messo sotto tutela”. Il Club alpino italiano, invece, sensibilizza sulla necessità di formazione e accompagnamento per chi si avvicina alla frequentazione delle montagna.

Gioco anch’io


È la campagna di donazioni lanciata dal Csv Dar Voce di Reggio Emilia per permettere a decine di ragazzi con disabilità che hanno iniziato a praticare sport con il progetto “All inclusive sport” di continuare ad alimentare la propria passione. Sono 136 i giovani atleti coinvolti in oltre cento società del territorio che propongono basket, nuoto, atletica, pattinaggio e tante altre attività.

Tobia ha 6 anni e una grande passione per la scherma: l’aveva scoperta in versione paraolimpica, ma lui voleva praticarla con gli amici e i compagni di classe, nonostante la spina bifida e la sedia a ruote su cui deve muoversi. E ci è riuscito. Arianna è più grande, frequenta il Liceo Artistico, ha la sindrome di Down e adora il pattinaggio: ora lo pratica con lo Skating Club di Bagnolo. Anche Christian va a scuola e ha una disabilità, ma niente lo ferma nel suo amore per il basket, che pratica instancabilmente insieme agli atleti di con una squadra di Correggio.
In provincia di Reggio Emilia, solo nell’ultimo anno, grazie al progetto “All inclusive sport” sono raddoppiati i giovani atleti con disabilità che oggi praticano una disciplina sportiva insieme ai coetanei normodotati. Dai 64 ragazzi accompagnati in questo percorso nella stagione sportiva 2018-2019 si è passati ai 136 di quella appena iniziata (di cui 60 nel comune di Reggio Emilia e 76 nel resto della provincia).
Il progetto è nato nel 2016 con il coordinamento del Centro di servizio per il volontariato Dar voce per favorire, appunto, lo sport inclusivo e permettere a ragazzi e ragazze con disabilità fisiche o psichiche di spezzare la monotonia e confrontarsi in un contesto inconsueto per loro, ma molto comune per i propri coetanei. In tre anni il progetto ha coinvolto decine di famiglie e di società sportive di tutta la provincia, ma anche scuole, enti pubblici, medici dello sport, oltre ai partner privati.
E le possibilità sono davvero tante. Il basket è la disciplina più frequentata, ma anche il calcio e le arti marziali sono tra quelle che riscuotono il maggior successo. C’è poi chi pratica il nuoto, la pallavolo, il pattinaggio, chi fa atletica, va a cavallo, chi ha provato la danza, il tiro con l’arco, e poi ancora ginnastica artistica, rugby, scherma e arrampicata.
Un ruolo fondamentale è quello svolto dai tanti tutor che accompagnano gli atleti. Si tratta di ragazzi, studenti universitari (prevalentemente di scienze motorie), ma anche atleti di varie discipline che scelgono di aiutare i compagni delle categorie minori della loro stessa società, oppure adulti già impegnati come allenatori e che vogliono insegnare anche a persone con disabilità. In 3 anni ne sono stati formati 120, 40 solo nell’ultima stagione sportiva, attraverso uno specifico corso che si concentra sia sugli aspetti fisici e motori, che su quelli comunicativi e relazionali, per preparare al meglio il tutor affinché sia in grado di entrare in sintonia con atleti con disabilità. Alla parte teorica si aggiunge poi un periodo di tirocinio all’interno delle società sportive. Il percorso formativo (il prossimo partirà a gennaio) è condotto dal Csi – Centro sportivo italiano, che è partner del progetto, e permette di ottenere un certificato valido a livello nazionale.
La campagna sarà attiva sull’intera provincia e avrà come base il sito www.allinclusivesport.it dove sono disponibili i riferimenti per donare e sostenere il progetto.

L’inclusione è sostenibile


Pool4Children è il progetto che porterà alla costruzione di una piscina per la riabilitazione dei bambini in cura al reparto di pediatria della disabilità del Policlinico Gemelli di Roma. L’acqua amplifica le potenzialità dei bambini che hanno un uso limitato dei muscoli e questo percorso riabilitativo è il più efficace. In acqua, infatti, i bambini possono riacquistare la consapevolezza del proprio corpo.

L’intervento è nato dal contatto tra Blu Infinito, progetto legato alla sostenibilità ambientale ideato da Fabrizio Rampazzo, nuotatore azzurro ed olimpionico degli anni ’70-80, e Fabio Conti, direttore tecnico delle Nazionali femminili di pallanuoto. “Tutto nasce da una visita al Gemelli che facemmo con la squadra prima dei Giochi di Rio de Janeiro del 2016”, ricorda Conti, allora (e fino a pochi mesi fa) c.t. del Setterosa poi medaglia d’argento olimpica. “Ricordo ancora il silenzio sul pullman nel viaggio di ritorno, era il segno che quella visita aveva colpito le ragazze. E allora ci siamo chiesti se fosse il caso di fare qualcosa di più, di non limitare il nostro contributo a un giro in ospedale e qualche foto. Io conosco benissimo le grandissime difficoltà delle famiglie rispetto alla possibilità di usufruire di impianti adeguati e non adattati per spazi e orari. Il reparto di pediatria del Gemelli è una eccellenza per la gestione di migliaia di casi e accoglie famiglie da tutta Italia. Per segnare questo gol, però, ora c’è bisogno del contributo di tutto il mondo acqua”.
Il Professor Eugenio Mercuri è il Direttore dell’Area Salute del Bambino e dell’UOC di Neuropsichiatria Infantile del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS: “Stiamo vivendo un momento storico nel quale applichiamo terapie farmacologiche e innovazioni che fino a pochissimo tempo fa potevamo considerare fantascienza. Ma occorre anche fornire un supporto e l’acqua in questo caso amplifica le potenzialità dei bambini che hanno un uso limitato dei muscoli. Di fronte a questa necessità ci scontriamo con la difficoltà di trovare impianti attrezzati per questa attività in acqua. Ci occupiamo di malattie croniche complesse, di disabilità, in un ambiente che deve essere accogliente per le famiglie e offrire ai bambini l’opportunità di sfruttare al massimo il potenziale riabilitativo: e il percorso riabilitativo in acqua è il più efficace. Siamo a Rimini nella terra di un visionario come Federico Fellini e vogliamo essere anche noi dei visionari, vogliamo trasformare questo nostro sogno in realtà. Ma non basterà costruire la piscina, vorremmo anche strutturare un’esperienza pilota, da replicare anche per la formazione di altri centri. L’obiettivo più ampio è infatti quello di creare una cultura dell’acqua attraverso strutture e formazione”. E la psicologa Daniela Chieffo del Servizio di Psicologia Clinica del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS ha aggiunto un altro aspetto fondamentale sui benefici della terapia in acqua: “Molto spesso per questi bambini anche le emozioni restano paralizzate, prigioniere, invece in acqua possono riappropriarsene, assieme alla consapevolezza del proprio corpo”.

Le ali della libertà


È il titolo del progetto che a Palermo cerca di fare integrazione, attraverso la pratica sportiva, nonostante una disabilità psichica e relazionale. Aperto a ragazzi dai sette anni in su, propone gratuitamente diverse discipline, dal basket al tennis, fino al tiro con l’arco.

In bici da Venezia a Lecce


Approvato l’accordo tra Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Molise e Puglia per la Ciclovia Adriatica. È nato ufficialmente il tavolo tecnico che avrà come obiettivo sia lo sviluppo della mobilità ciclistica sia la realizzazione di un sistema nazionale di ciclovie turistiche. È un progetto molto ambizioso che permetterà al turismo slow di scoprire le bellezze naturali e storiche di un lungo tratto d’Italia.

L’accordo regolerà i rapporti tra le Amministrazioni impegnate nella realizzazione della Ciclovia Adriatica e individuerà le singole azioni a carico di ogni Regione necessarie alla definizione delle condizioni e modalità di erogazione del finanziamento per la progettazione e la realizzazione della Ciclovia Adriatica. Impegnerà, inoltre, le Amministrazioni a gestire in modo coordinato e sistemico la realizzazione del Progetto, assicurando le migliori condizioni di efficienza e di economicità.

#ionongiocopiù


Da una società di Pino Torinese lo stop alla maleducazione degli adulti nel calcio dei bambini. Il servizio di Elena Fiorani. (sonoro)

La società Psg Calcio propone a tutti i club di fare rete contro gli episodi di violenza che sempre più spesso coinvolgono gli adulti fuori dal campo. Ogni volta che ci saranno insulti, minacce o istigazioni alla violenza, i bambini smetteranno di giocare e usciranno dal campo
tenendosi per mano con gli avversari. Dopo i fatti spiacevoli accaduti nel corso di una partita della categoria Pulcini, infatti, la società vuole cogliere l’occasione per dare maggiore forza alla battaglia intrapresa contro ogni forma di maleducazione, antisportività e violenza, invitando tutte le società a condividere l’iniziativa. Lo slogan è #ionongiocopiù, partendo dalla frase detta da un bimbo in lacrime a centrocampo durante la partita citata. La società ha avviato recentemente una collaborazione con il Centro Unesco di Torino che si concretizzerà in un evento legato alla Carta dei diritti dei bambini nello sport.

Il canestro più bello


Michele, giovane malato di Sla, sognava di vedere dal vivo una partita della sua squadra del cuore di basket, la Fortitudo Bologna. Grazie all’aiuto di Amici per la Vita è riuscito a realizzarlo conoscendo i giocatori e seguendo la gara di campionato al Palazzetto.

Da tempo, tramite il nostro volontario che lo assiste, Michele ci aveva espresso il desiderio di vedere una partita della Fortitudo, la squadra di basket di Bologna di cui è molto tifoso, e conoscere i suoi giocatori: così ci siamo attivati e, tramite una catena di solidarietà, siamo riusciti a realizzare il suo sogno”: a parlare è Christian Barbieri, presidente di Amici per la Vita, associazione di Formigine, provincia di Modena, da vent’anni impegnata nell’assistenza a domicilio di persone con malattie oncologiche o neuromuscolari degenerative in fase terminale. Grazie alla collaborazione tra la sua associazione e Fortitudo per il sociale, costola della società sportiva che si occupa di sostenere progetti sociali, sabato 7 dicembre, Michele, un con la Sla di Vignola, è riuscito ad assistere alla sfida tra Fortitudo e Trento.
“Venerdì scorso ho inviato una mail alla Fortitudo per chiedere se fosse possibile ospitare Michele: la società ha girato la richiesta a Fortitudo per il sociale, che mi ha subito contatto per organizzare per il giorno dopo. Non è stato semplice: Michele ha bisogno del respiratore, così abbiamo chiamato un pulmino attrezzato, con al seguito un medico rianimatore e un medico specializzato”, racconta Barbieri. Arrivato al Paladozza, il palazzetto dello sport dove la Fortitudo disputa le partite casalinghe, “Michele è entrato nello spogliatoio della Fortitudo, dove ha conosciuto i giocatori e fatto le foto di rito. Poi è passato dallo store, dove gli sono state regalate una sciarpa e una maglia. A quel punto, era ora di entrare in campo: insieme abbiamo tifato tutto il primo tempo della partita”. Michele, raccontano, è stato entusiasta: “Ho potuto realizzare il suo sogno. Anche per noi è stato un momento bellissimo: siamo anche riusciti a coinvolgere la moglie Martina. Michele e Martina si sono sposati lo scorso febbraio in ospedale: non sono potuti partire in luna di miele, ma sabato sono riusciti a fare un viaggio insieme, seppur breve”, prosegue Barbieri.