Sport Senza Confini – Prosegue, per il terzo anno consecutivo, il progetto di sport inclusivo promosso da FISPES. Una “scuola itinerante” rivolta ad atlete e atleti con disabilità tra i 5 e i 14 anni che ha l’obiettivo di promuovere l’inclusione di bambini e ragazzi attraverso un coinvolgente percorso di attività ludico-sportive.
Dopo due edizioni in costante espansione, con 344 bambini coinvolti, 26 tappe e 12 regioni raggiunte, il progetto di sport inclusivo promosso da FISPES, con il sostegno della Fondazione Conad ETS e di Procter & Gamble Italia, torna nel 2026 con 26 nuove giornate, per offrire nuove opportunità di accesso allo sport ai ragazzi con disabilità
Prosegue, per il terzo anno consecutivo, il progetto “Sport Senza Confini”, l’iniziativa promossa da Procter & Gamble e da Fondazione Conad ETS che amplia il progetto della “scuola itinerante” ideata dalla Federazione Italiana Sport Paralimpici e Sperimentali (FISPES), rivolta ad atlete e atleti con disabilità tra i 5 e i 14 anni. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di promuovere l’integrazione di bambini e ragazzi attraverso un coinvolgente percorso di attività ludico-sportive, favorendo inclusione, socializzazione e crescita personale.
Proprio in quest’ottica, l’edizione 2026 segna un’evoluzione importante: cresce infatti il coinvolgimento degli enti locali e delle realtà territoriali, in modo che ogni tappa diventi non solo un momento sportivo, ma un vero e proprio attivatore sociale, capace di lasciare un segno duraturo sul territorio e di stimolare percorsi continuativi di inclusione.
Il raduno non rappresenta un punto di arrivo, ma un seme: un’occasione per creare rete tra federazione, istituzioni, cooperative, associazioni e comunità locali, con l’obiettivo di costruire opportunità sportive sempre più accessibili e stabili nel tempo.
Il progetto, realizzato in collaborazione e con il supporto di Fondazione Conad ETS e Procter & Gamble Italia, ha registrato una crescita costante sin dalla sua prima edizione: nel 2024 ha coinvolto oltre 120 giovani under 14 con disabilità, con 11 raduni in 6 regioni italiane, mentre nel 2025 l’iniziativa ha ampliato ulteriormente il proprio raggio d’azione, raggiungendo 12 regioni italiane con 15 tappe complessive, coinvolgendo 224 bambini e ragazzi e 98 tecnici federali, confermandosi come un progetto in continua espansione e sempre più radicato sul territorio.
Complessivamente, nelle prime due edizioni, “Sport Senza Confini” ha coinvolto 344 giovani atleti con disabilità, attraversato 26 tappe e costruito una rete nazionale di competenze tecniche e relazioni territoriali, contribuendo in modo concreto alla diffusione della cultura dello sport paralimpico in Italia.
“Sport Senza Confini” si rivolge agli under 14 di tutte le discipline afferenti alla FISPES e mira ad ampliare, attraverso la pratica sportiva, le opportunità di integrazione sociale. Il progetto riconosce nello sport uno strumento fondamentale di crescita, capace di contribuire allo sviluppo personale, al benessere psicofisico e alla valorizzazione delle abilità individuali di bambini e ragazzi.
Gli eventi itineranti sono pensati per promuovere un’attività motoria sportiva mirata e continuativa, in grado di rafforzare l’inclusione all’interno del gruppo e di sostenere il percorso di crescita dell’autostima dei partecipanti. Centrale è anche l’azione di sensibilizzazione al rispetto delle diversità, attraverso il riconoscimento e la valorizzazione delle differenti potenzialità e capacità di ciascuno.
Ogni appuntamento si svolge nell’ambito di un raduno collegiale nazionale, coordinato dallo staff tecnico della FISPES, durante il quale bambini e ragazzi hanno l’opportunità di partecipare a percorsi ludico-motori specifici. Le attività proposte sono progettate non solo per favorire il gioco e il divertimento, ma anche per sostenere lo sviluppo delle autonomie personali e la valorizzazione delle potenzialità individuali, nel pieno rispetto delle diverse fasi del processo evolutivo.
LE TAPPE 2026
Quest’anno, il progetto prevede 26 giornate di sport inclusivo, inserite nel calendario nazionale federale. Un percorso finalizzato ad ampliare l’offerta sportiva dedicata alle persone con disabilità sul territorio italiano. Complessivamente, il progetto coinvolgerà undici regioni.
1. Ancona – 21-22 febbraio 2026
2. Palermo – 21-22 marzo 2026
3. Genova – 11-12 aprile 2026
4. Cagliari – 17-19 aprile 2026
5. Milano – 16-17 maggio 2026
6. Bari – 30-31 maggio 2026
7. Forlì 6-7 giugno 2026
8. Grosseto 11-12 luglio 2026
9. Reggio Emilia 19-20 settembre 2026
10. Bergamo 10-11 ottobre 2026
11. Foligno 24-25 ottobre 2026
12. Bologna 7-8 novembre 2026
13. Roma 28-29 novembre 2026
“Sport Senza Confini rappresenta per la nostra Federazione molto più di un progetto, è una visione concreta e condivisa di futuro. Crediamo profondamente che lo sport sia uno strumento straordinario di crescita, capace di abbattere barriere, di rafforzare l’autostima e di offrire a ogni bambina e bambino la possibilità di esprimere il proprio talento. Vedere giovani atleti avvicinarsi allo sport in un contesto inclusivo, qualificato e attento alle loro esigenze significa costruire basi solide non solo per il loro percorso sportivo, ma per il loro sviluppo personale. Il sostegno di partner come Fondazione Conad ETS e Procter & Gamble Italia testimonia quanto sia importante fare squadra per generare un impatto reale e duraturo sul territorio. Il nostro impegno è quello di continuare a seminare opportunità, affinché ogni tappa di Sport Senza Confini possa diventare un punto di riferimento stabile per le comunità locali e un trampolino di lancio verso un futuro senza barriere”, ha dichiarato il Presidente FISPES Mariano Salvatore
Accanto all’impegno federale, il progetto cresce grazie al sostegno dei partner che ne accompagnano lo sviluppo sui territori.
«Crediamo nello sport come spazio di incontro e crescita, capace di creare legami duraturi tra persone e comunità. Con Sport Senza Confini vogliamo accompagnare un progetto che non si limita a offrire un’esperienza sportiva, ma che genera valore sociale sui territori, costruendo reti tra famiglie, associazioni, istituzioni e realtà locali. Il coinvolgimento delle cooperative Conad rappresenta un elemento fondamentale di questo percorso: grazie al loro radicamento e alla conoscenza delle comunità, ogni tappa può trasformarsi in un vero attivatore sociale. È ciò che accade ad Ancona, dove la collaborazione con Conad Adriatico permette di dare continuità ai valori dell’inclusione e della partecipazione, creando opportunità che vanno oltre il singolo evento», ha dichiarato Maria Cristina Alfieri, Segretario Generale e Direttrice di Fondazione Conad ETS.
«Per Conad Adriatico sostenere Sport Senza Confini significa contribuire in modo concreto alla costruzione di comunità più inclusive e partecipative. Lo sport è uno strumento potente di educazione e relazione: mette al centro le persone e aiuta i più giovani a riconoscere e valorizzare le proprie capacità. Accogliere ad Ancona una tappa della Scuola Itinerante FISPES è per noi motivo di orgoglio, perché ci consente di rafforzare il dialogo con il territorio e di collaborare con realtà che condividono la stessa visione di responsabilità sociale», ha aggiunto Antonio Di Ferdinando, AD di Conad Adriatico. «Progetti come questo dimostrano come la cooperazione possa generare valore collettivo, creando occasioni di crescita che coinvolgono persone, istituzioni e comunità locali», ha concluso Vittorio Scoponi, Socio Conad Adriatico presente all’evento.
«I risultati raggiunti nelle prime due edizioni dimostrano quanto lo sport possa essere un motore straordinario di inclusione, crescita e partecipazione – dichiara Riccardo Calvi, Direttore Comunicazione di P&G Italia. Con “Sport Senza Confini” vogliamo contribuire a portare lo sport paralimpico a centinaia di bambini e famiglie in tutta Italia, costruendo opportunità concrete e durature. È un impegno che riflette pienamente i valori del programma “Campioni Ogni Giorno”: rendere l’accesso allo sport sempre più ampio significa investire in un futuro più equo, unito e inclusivo. Per questo siamo orgogliosi di sostenere anche la terza edizione del progetto, promuovendone la crescita al fianco di FISPES e Fondazione Conad ETS».
Da Ancona prende avvio un percorso che attraverserà l’Italia, portando lo sport inclusivo vicino alle comunità e lasciando, tappa dopo tappa, semi destinati a crescere. Un cammino reso possibile dalla collaborazione tra Federazione, partner nazionali e cooperative territoriali, capace di trasformare ogni appuntamento in un’esperienza condivisa e duratura.
CSVnet e CSI insieme per la partecipazione civica
Sport e volontariato – Firmato l’accordo nazionale tra CSVnet e Centro sportivo italiano, che punta a rafforzare la partecipazione civica e il valore educativo dello sport, soprattutto tra i giovani. L’intesa prevede l’avvio di una cabina di regia congiunta su priorità, bisogni e possibili azioni.
Giocagin 2026, la festa Uisp di musica, coreografie e sport in tutta Italia
Torna Giocagin – Musica, coreografie, voglia di stare insieme: gli ingredienti della manifestazione Uisp da domani in 22 città. Ascoltiamo il presidente nazionale Tiziano Pesce.
“We Run Again”: progetto sportivo nelle carceri di Secondigliano
We Run Again – È il nuovo progetto sociale che coinvolge i detenuti dell’istituto penitenziario Secondigliano di Napoli utilizzando la corsa come strumento educativo capace di sviluppare disciplina, motivazione, senso di appartenenza e, soprattutto, un percorso concreto di reinserimento sociale.
Milano-Cortina, aria pulita: stop alle scioline con Pfas
Aria pulita alle Olimpiadi – I Giochi di Milano-Cortina sono i primi con il divieto di utilizzo di scioline con Pfas, gli inquinanti eterni che evaporano durante la fase di sciolinatura. L’uso di cere che contengono queste sostanze è stato vietato anche per evitare la dispersione nell’ambiente.
Stelle nello Sport: il 19 febbraio al via le votazioni per eleggere le eccellenze liguri
Stelle nello sport – Il 19 febbraio si aprono le votazioni per eleggere gli atleti e le società sportive dell’anno, con la tradizionale iniziativa nata per valorizzare lo sport ligure e le sue eccellenze. Si voterà fino al 24 aprile e l’incoronazione avverrà il 14 maggio ai Magazzini del Cotone del Porto Antico di Genova.
“Una vita per lo sport”: a Verona la mostra di Gerald Bruneau sul talento femminile
Una vita per lo sport – Arriva a Verona la mostra fotografica di Gerald Bruneau, che celebra il talento e le conquiste di 22 protagoniste del mondo sportivo, promossa da Fondazione Bracco partner di Milano Cortina 2026, per un’innovativa ricerca su parità di genere e inclusione nei contenuti delle principali news televisive sui Giochi.
Crediti Foto: Porcellato, Fondazione Bracco
Milano-Cortina, casco “politico”: Heraskevych escluso dai Giochi
Memoria o politica? – Vladylsav Heraskevych è stato escluso dai Giochi di Milano Cortina per un casco che è stato valutato troppo politico. Il servizio di Elena Fiorani.
L’atleta ucraino voleva gareggiare indossando un casco in cui erano ritratti amici e colleghi deceduti durante l’occupazione russa, che però è stato ritenuto non conforme in ossequio alla regola 50 della Carta Olimpica. Il Cio, infatti, ha giustificato la decisione affermando che se permettessero messaggi sul campo di gara si creerebbe “il caos”, dato il numero di guerre e conflitti in tutto il mondo. Il Comitato olimpico sostiene, inoltre, che gli atleti potrebbero essere sottoposti a pressioni da parte dei governi affinché rilascino dichiarazioni con cui potrebbero non essere d’accordo. Ma per gli olimpionici ucraini “Il ricordo non è una violazione”, come ha scritto la slittinista Olena Smaha sul palmo del suo guanto, finendo anche lei pera rischiare l’esclusione dai Giochi.
Laila Edwards, prima donna nera nell’hockey Usa olimpico
Prime volte – Laila Edwards è la prima donna di colore a giocare per la squadra di hockey su ghiaccio olimpica degli Stati Uniti. La ventunenne ha detto che ha sempre cercato di “integrarsi” ma “distinguendosi”, come ragazza nello sport giocando con i ragazzi e, in seguito, come unica donna nera nella sua squadra.
Fin da giovane, Edwards ha già infranto ogni barriera. Aveva solo 19 anni quando è diventata la prima donna di colore a entrare a far parte della squadra femminile di hockey degli Stati Uniti
La giocatrice di hockey ventunenne ha anche infranto ogni barriera diventando la più giovane americana ad aver vinto il premio di Most Valuable Player ai campionati femminili di hockey su ghiaccio, quando aveva 20 anni.
Una donna di colore sta scrivendo la storia olimpica per la squadra femminile di hockey su ghiaccio degli Stati Uniti.
A 21 anni, Laila Edwards si unirà alla squadra nazionale alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina di quest’anno, diventando la prima donna di colore a farlo.
Originaria di Cleveland Heights, Ohio, la carriera di Edwards sul ghiaccio è iniziata da bambina. Ha iniziato a pattinare a tre anni, passando all’hockey a cinque, e ha raccontato di aver dovuto giocare nelle squadre maschili perché dove viveva non c’erano programmi per ragazze. In seguito, ha iniziato un rapporto più serio con questo sport in terza media, quando si è trasferita dall’Ohio a New York per giocare in un programma d’élite alla Bishop Kearney High School di Rochester.
Attualmente frequenta l’ultimo anno all’Università del Wisconsin e gioca sia per la squadra universitaria che per quella nazionale di hockey femminile. Il sito web ufficiale delle Olimpiadi l’ha definita una “rara giocatrice bidirezionale che può dare il suo contributo sia in difesa che come attaccante”.
Parlando della sua identità unica nello sport, ha scritto in un saggio per la serie “Forging Firsts” del Wisconsin di come abbia sempre cercato di “integrarsi” ma di “distinguersi sempre” come ragazza nello sport giocando con i ragazzi e, in seguito, come unica donna di colore nella sua squadra.
“Pensavo che tutto questo sarebbe scomparso quando ho iniziato a giocare in una squadra tutta al femminile del collegio, ma non è successo”, ha scritto. “Anche se amavo la mia squadra, c’erano momenti – come quando condividevano le routine di trucco – che mettevano in risalto la mia diversità; nessuno dei prodotti che usavano si adattava al mio incarnato. All’inizio, tutto questo ha reso difficile per me trovare me stessa e la persona con cui mi sentivo a mio agio”.
Ha scritto che, nonostante i suoi successi, a volte teme che la sua “identità possa mettere in ombra tutto il resto”.
“Gli altri vedranno i sacrifici e la dedizione che mi hanno portato fin qui?” ha scritto. “Capiranno la disciplina richiesta per partecipare agli allenamenti alle 5 del mattino o il coraggio necessario per lasciare i miei cari per inseguire la mia passione?”
Fin da giovane, Edwards ha già infranto ogni barriera. Aveva solo 19 anni quando è diventata la prima donna di colore a entrare a far parte della squadra femminile di hockey degli Stati Uniti. Nella stessa stagione ha vinto il Campionato Mondiale Femminile della Federazione Internazionale di Hockey su Ghiaccio. A 20 anni, è diventata la più giovane americana a vincere il premio di “Most Valuable Player” ai Campionati Mondiali di hockey femminile.
Aggressione omofoba all’arbitro Pascal Kaiser dopo la proposta allo stadio
Fuori dal campo – Dopo essere stato protagonista di una romantica proposta al fidanzato allo stadio di Colonia, l’arbitro tedesco Pascal Kaiser è stato vittima di un violento attacco omofobo nella sua abitazione. Il 27enne è stato aggredito da tre uomini nel suo giardino.
È solo l’apice di una campagna di molestie verbali che si è scatenata in seguito alla pubblicazione del video della proposta che, nel giro di pochissimo, è diventato virale. Sui social, il giovane è stato, infatti, preso di mira da una lunga serie di insulti e minacce. Alcuni commenti menzionavano persino il suo indirizzo di casa. “Alcuni facevano riferimento al mio indirizzo email privato, condiviso senza il mio consenso. Il tono dei messaggi diventava sempre più ostile e inquietante”, ha raccontato l’arbitro al sito.
Prima dell’attacco, Pascal aveva ricevuto dei messaggi minacciosi. “Circa 20 minuti dopo, sono andato in giardino a fumare e c’erano tre ragazzi lì in piedi…“, ha spiegato Kaiser.
Dopo l’aggressione, il 27enne ha subito denunciato l’accaduto alla polizia che – dopo un controllo in ospedale – ha trasportato il ragazzo e il compagno, Moritz, in un luogo sicuro. “Da allora, sono state messe in atto misure di sicurezza preventive”, riferisce Simil Queer. Sono in corso indagini sull’attacco e sulle minacce per risalire ai colpevoli.
Pascal racconta questo momento spiegando di provare paura e incertezza, ma non rimorso per essersi inginocchiato davanti a 50mila tifosi: “Non mi pento della proposta. Era piena di amore e autenticità. Allo stesso tempo, non avrei mai potuto immaginare la catena di eventi che ne è seguita, né il livello di ostilità che ne è derivato”.




