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Sport IT generation


football-478321__180È il progetto che a San Rossore, in provincia di Pisa, vede scendere in campo, fianco a fianco, migranti ospitati dalle associazioni locali e atleti dei centri diurni, persone con disagio mentale che hanno trovato nell’attività fisica un approccio terapeutico diverso. In questo modo calcio, rugby e scherma diventano veicolo di integrazione, contro tutti i pregiudizi.

 

‘Sport IT generation’ vede scendere in campo gli atleti della Bellaria Solidarietà, del Centro Diurno La Luna Azzurra insieme ai profughi di Piaggerta. “L’idea risale a qualche anno fa – spiega Christian Martini, referente del Centro diurno La luna azzurra e Presidente della Bellaria Solidarietà – quando abbiamo iniziato a lavorare con alcuni ragazzi con scompensi psichiatrici di provenienza africana facenti parte della Comunità senegalese di Pontedera: mettemmo in atto allora, trovando difficoltà ad attuare la nostra metodologia tradizionale di cura per usi e tradizioni lontane dalle nostre, un approccio terapeutico diverso attraverso lo sport ottenendo grandi risultati nella limitazione dei danni. Abbiamo quindi pensato con Sport IT generation di riproporre lo stesso approccio, pur non avendo a che fare questa volta con problematiche mentali da parte dei dieci migranti di Piaggerta, che per due volte a settimana si confrontano con i nostri ospiti nel calcio, nel rugby e nello scherma qui alla Polisportiva Bellaria”.

Expo per lo sport


expo-sportFino a domani all’arena civica di Milano un grande evento di promozione sportiva rivolto ai ragazzi dai 4 ai 14 anni, per avvicinarli alla pratica, promuovere l’importanza dell’attività fisica come elemento per un corretto stile di vita, divulgare e far conoscere le diverse discipline per appassionare i più piccoli.

 

Con questi obiettivi, dopo la positiva esperienza dello scorso anno, torna per la sua seconda edizione ‘Expo per lo Sport’, che nel 2015 ha animato i luoghi simbolo di Expo e quest’anno si sposta nel cuore della città, all’Arena Civica in Parco Sempione. In particolare, le giornate di lunedì e martedì saranno riservate al mondo della scuola: raggiunti anche grazie alla collaborazione dell’Ufficio Scolastico per la Lombardia, hanno già confermato la loro partecipazione 7.226 studenti di 47 scuole primarie e 4.085 studenti delle 31 scuole secondarie di primo grado di Milano e della Città metropolitana. I giovani alunni verranno guidati in percorsi alla scoperta dei trenta diverse discipline sportive per comprendere l’importanza dello sport e di un corretto stile di vita, dalla scherma alla pallavolo, dal basket al pugilato, fino all’aikido, al calcio e al cricket. Per gli insegnanti, invece, sarà l’occasione per educare alla disciplina sportiva, fornire spunti di riflessione da sviluppare poi in classe e trasmettere la passione per lo sport. ‘Expo per lo Sport’ è inoltre un ponte tra il mondo universitario e quello delle scuole: infatti saranno proprio studenti della Facoltà di Scienze Motorie dell’Università di Milano a guidare i più piccoli in un percorso sportivo studiato per le differenti fasce d’età.

Viva la bici


bikeAndrà avanti fino al 2 novembre a Roma la Rassegna dedicata al mezzo di locomozione più ecologico che ci sia. L’appuntamento è alla biblioteca casa del parco. Il servizio di Elena Fiorani.

 

Letture e racconti, narrazioni e incontri, laboratori e mostre, pedalate e camminate, film e libri, parole e musiche. W la bici è tutto questo, in un programma denso di eventi che ogni giorno proporrà un’attività, gratuita e aperta a tutti. Ci sarà Sandro Donati, che racconterà lo sport pulito e spiegherà come sia ancora possibile prepararsi onestamente per un olimpiade. Ci saranno le parole di Alfonsina Strada, prima e unica donna a partecipare al Giro d’Italia. Il tutto per festeggiare La Biblioteca della bicicletta Lucos Cozza, l’unica del genere in tutta Europa, che raccoglie oltre duemila libri catalogati e registrati, in prestito o in consultazione, con il comune denominatore delle “due ruote umane”. La biblioteca si propone di promuovere la lettura, e la letteratura, di tutto ciò che è ciclistico.

Tutti in campo


calcio234234134La Federazione italiana gioco calcio lancia la “quarta categoria”. Alla terza, ultima delle suddivisioni dei dilettanti, la più amatoriale, che unisce amicizia a talenti mai sbocciati, si aggiunge il primo campionato per atleti con disabilità intellettive che risponde all’esigenza del calcio senza distinzioni.

 

L’ASD Calcio 21, il Tukiki Minerva Milano, l’A.S. Sporting4e Onlus, la Gea Ticinia Novara, la Briantea84, la Fuorigioco, la Pro Sesto e la Ossona Cascina biblioteca saranno le prime a prendere parte al torneo di calcio a 7 con arbitri AIA che osserveranno il regolamento classico FIGC, semplicemente adattato al numero dei giocatori in campo e, solo minimamente, al mondo della disabilità intellettivo-relazionale.

Vola come loro


runners-227182__180È lo slogan della X Giornata dello sport paralimpico, che ricorre venerdì prossimo. Le celebrazioni si sono aperte ieri a Genova presso il Palazzo Delle Federazioni con centinaia di studenti delle scuole insieme ai campioni medagliati a Rio de Janeiro.

A Genova è atteso Francesco Bocciardo, oro sui 400 stile S6, a Cagliari il para-triatleta Giovanni Achenza, bronzo PT1 e l’arciere Alberto Simonelli, argento arco compound. Quest’anno, il grido di battaglia sarà “Vola come loro. Grazi39”, a sottolineare il ricchissimo bottino di 39 medaglie paralimpiche appena conquistate dagli Azzurri a Rio 2016. Per l’occasione, il CIP lancia l’hashtag #grazi39

#indifesa


1920109_10152210935653337_2754488156171620378_nÈ il titolo del dossier di Terre des hommes che ha scelto lo sport sociale per caratterizzare la V giornata Onu delle bambine e delle ragazze. Oggi a Milano alcune giovani sportive Uisp consegneranno al sindaco Sala un messaggio contro violazioni dei diritti fondamentali come mutilazioni genitali, prostituzione e violenza.

Oltre l’ostacolo


girl-666011__180Stephanie Kurlow ha 14 anni e vuole diventare la prima danzatrice professionista senza velo. La giovane ha iniziato a ballare a due anni ed ha dovuto interrompere nel 2010, quando insieme alla sua famiglia si è convertita all’islam. Ora ha lanciato una campagna di fundraising per pagarsi una scuola di danza: fino ad oggi ha raccolto 7mila dei 10mila euro necessari.

Lo sport è strategico


soccer-349821__180La relazione dell’europarlamentare Takkula alla Commissione Europea rilancia le politiche comunitarie in materia di attività fisica, puntando l’attenzione su inclusione delle fasce deboli della popolazione e sul programma Erasmus. Il commento positivo di Raffaella Chiodo, responsabile politiche internazionali Uisp. (sonoro)

Cartellino rosso


imagesLa campagna nazionale contro l’azzardo “Mettiamoci in gioco” chiede alla Federazione Italiana Gioco Calcio di rigettare l’accordo con Intralot, del gruppo Gamenet uno dei più importanti concessionari in Italia. La partnership è stata lanciata dalla Figc come un “progetto culturale fondato su valori autenticamente condivisi”.

 

“Mettiamoci in gioco”, la Campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo chiede alla Figc quali siano i valori che il calcio condividerebbe con il gioco d’azzardo e se bastino un po’ di soldi in “progetti di pubblica utilità” per accettare la sponsorizzazione di una società che promuove un business talmente rischioso per i singoli cittadini e per la collettività che non meriterebbe certo di essere associato alla maglia della nazionale. La Campagna domanda, inoltre, ai vertici del calcio italiano se abbiano adeguatamente riflettuto sull’inopportunità di tale accordo soprattutto nei confronti dei tanti bambini e ragazzi che seguono e praticano questo sport. Ci pare un segnale altamente diseducativo, lanciato peraltro nel momento in cui tanti esponenti del mondo politico, istituzionale e della società civile si stanno battendo per il divieto assoluto di pubblicità del gioco d’azzardo. La Figc, invece, decide di andare in direzione opposta, fornendo una vetrina prestigiosa a un fenomeno che produce gravi danni sociali e sanitari.

Calcio giovanile e genitori terribili, in Brianza il maxi decalogo


Sul campo bambini che rincorrono un pallone, sulle tribune genitori ultrà dagli animi caldi. Un problema grave sui campetti di calcio di tutta Italia. Che però, a Sulbiate, in Brianza, non esiste più. Merito delle regole dettate dal Gruppo sportivo sulbiatese. Da quest’anno chiunque entri sugli spalti di via Madre Laura, che divide gli spazi con l’oratorio, deve attenersi al codice etico della società. Un regolamento pensato per genitori e nonni dei baby calciatori.

“Da tempo discutevamo di questa idea – racconta Riccardo Mauri, 44 anni, vicepresidente della società – Lo scorso anno c’è stato qualche episodio poco simpatico: genitori che perdevano le staffe e urlavano contro l’arbitro e i bambini. Qualche volta sono volate anche parole grosse e a farne le spese sono i più piccoli, che vengono qui solo per divertirsi. Così abbiamo deciso di correre ai ripari e per farlo ci siamo ispirati alla cultura del rugby, dove dentro e fuori dal campo c’è grande rispetto per l’avversario”.

Il cartello, comparso a bordo campo, sull’unica strada di accesso alle tribune, ha fatto il suo debutto con la nuova stagione e per ora sta dando i frutti sperati. “La gente si ferma, e legge con attenzione, compresi i genitori dei bambini della squadra ospite – dice il vicepresidente – Non ci sono stati più problemi e la partita è diventata una festa, proprio come dovrebbe essere. Qualche dirigente delle squadre avversarie ci ha chiesto se poteva copiare il cartello e utilizzarlo nelle proprie strutture. Una cosa che ci rende orgogliosi”.

graIscritta al campionato Csi (Centro sportivo italiano), la Sulbiatese conta oltre 100 iscritti, di questi i due terzi sono minorenni. “La nostra è prima di tutto una missione educativa – spiega Mauri – Non cerchiamo di formare il campione, ma l’uomo. E per farlo c’è bisogno del concorso di tutti, anche dei genitori, che a volte si lasciano trasportare un po’ troppo, come se in campo ci fossero loro”.

E, infatti, il primo avvertimento dei “Consigli per il genitore a bordo campo” è un disegno in cui si precisa che il suo posto è in tribuna e non sul rettangolo di gioco. Accanto allo schema, le regole vere e proprie, che invitano a divertirsi, a sostenere la squadra e a rispettare gli avversari. Tra i cinque punti anche uno che tocca il tema delle scelte dell’allenatore: “La panchina non è una sconfitta, ma il punto di partenza. Spiega a tuo figlio che impegno e allenamento premiano sempre”. Un invito ai genitori a non lamentarsi se il proprio figlio non indossa la maglia da titolare.