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Nigeria, 166 fedeli rapiti durante le funzioni in tre chiese

Attacco ai cristiani – In Nigeria 166 persone sono state rapite da tre chiese nel villaggio di Kurmin Wali. Tra loro ci sono anche minori e donne incinte. Gli abitanti del villaggio e le famiglie delle persone rapite hanno riferito ad Amnesty International che degli uomini armati hanno invaso il villaggio e si sono spostati da una chiesa all’altra, trascinando con sé tutti i fedeli.

È sconcertante quanto alcune zone rurali della Nigeria settentrionale siano fuori controllo mentre la polizia e il governo dello stato di Kaduna continuano a negare l’accaduto. Questo ennesimo rapimento di massa dimostra, ancora una volta, l’inefficacia delle misure prese delle autorità nigeriane nel porre fine alle atrocità commesse dai gruppi armati che continuano a uccidere e rapire impunemente. Ogni eventuale misura di sicurezza il presidente nigeriano stia attuando semplicemente non funziona.

Le autorità devono adottare misure immediate e concrete per impedire i rapimenti dilaganti che stanno compromettendo i più basilari diritti come quello all’istruzione.

Democrazia alla prova: a Genova il Forum Disuguaglianze Diversità

Democrazia alla prova – A Genova da oggi fino a domenica la tre giorni promossa dal Forum Disuguaglianze Diversità al Palazzo Ducale. Ascoltiamo Fabrizio Barca.

Disprezzo per il diritto internazionale, rapporti di forza come unica bussola per orientare le relazioni tra stati, tensione di tutto questo con la ricerca da parte degli individui e dei popoli di maggiore libertà, uguaglianza e giustizia. Gli avvenimenti delle ultime settimane rendono sempre più urgente e importante parlare delle prove a cui la democrazia è sottoposta nel mondo. È necessario tentare di avanzare collettivamente nella comprensione di ciò che accade e di quali siano condizioni e strumenti per tornare ad avere democrazie forti che costruiscano giustizia sociale e ambientale e relazioni multilaterali tra nazioni. E’ questo l’obiettivo della tre giorni “Democrazia alla prova” organizzata da Forum Disuguaglianze e Diversità e da Palazzo Ducale, in programma al Palazzo Ducale a Genova dal 23 al 25 gennaio.

 

La democrazia è procedura e diritto, è il come stiamo insieme collettivamente. Ma è anche il sistema che può e deve garantire uguaglianza e giustizia sociale e ambientale per come è stato pensato in Italia ottanta anni fa dai nostri padri e le nostre madri costituenti. Ma la democrazia non è mai data una volta per tutte, è per sua natura un sistema in continuo divenire che deve continuamente adattarsi al contesto. Oggi il problema è il mancato adattamento, e il consolidarsi di quello che vedevamo all’orizzonte durante il Covid, ovvero la saldatura tra neoliberismo e autoritarismo che mette in pericolo il nostro vivere insieme”, ha dichiarato Fabrizio Barca, co-coordinatore del Forum Disuguaglianze e Diversità e curatore insieme a Luca Borzani della tre giorni, il quale prosegue: “Il documento degli assunti su cui abbiamo invitato i relatori e le relatrici a ragionare e discutere racconta il mutamento sociale e politico segnato dalla profonda complessità̀ che stiamo vivendo, l’indirizzo preso dalla trasformazione digitale, la straordinaria concentrazione di ricchezza e potere in poche mani, e la potente dinamica autoritaria in atto. Noi crediamo tuttavia che la democrazia possa rigenerarsi. Contiamo di comprendere meglio come farlo. Perché la democrazia torni ad essere un sistema capace di assicurare a tutti e tutte un peso effettivo sulle decisioni pubbliche”.

Modena Capitale del Volontariato 2026, stasera l’evento inaugurale

Modena Capitale del Volontariato 2026 – Al via il progetto nazionale promosso da Csvnet con Anci, Forum terzo settore e Caritas che mette al centro la partecipazione civica e comunità nella città emiliana. Questa sera al Cinema Arena l’evento inaugurale con Beppe Severgnini. Al centro amministrazione condivisa, partecipazione civica e nuove forme di coinvolgimento delle comunità.

L’evento inaugurale è in programma venerdì 23 gennaio 2026 alle ore 20.30, presso il Cinema Arena di Modena. L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali di Chiara Tommasini, presidente di CSVnet, Alberto Caldana, presidente del Csv Terre Estensi, Massimo Mezzetti, sindaco di Modena, Fabio Braglia, presidente della Provincia di Modena, don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana, Giancarlo Moretti, presidente del Forum Terzo Settore, e Matteo Tiezzi, presidente della Fondazione di Modena.

A seguire interverrà il giornalista e scrittore Beppe Severgnini con la riflessione “Il volontariato che connette. Lo slancio civile che fa la differenza”, dedicata al senso dell’impegno civico nel contesto contemporaneo.

Tra i progetti che caratterizzeranno l’anno di Modena Capitale di particolare valore il percorso partecipato “La Città che vorrei”, finalizzato alla costruzione del Regolamento dell’Amministrazione Condivisa. Il percorso coinvolgerà associazionismo, sindacati e mondo della cooperazione, con l’obiettivo di sperimentare modelli strutturati di collaborazione tra enti pubblici e terzo settore, potenzialmente replicabili anche in altri territori.

In coerenza con l’orientamento della Fondazione di Modena, la Capitale sarà anche un laboratorio di nuove forme di partecipazione giovanile: dal rafforzamento dei bandi dedicati alle nuove generazioni, allo sviluppo di strumenti di ascolto e coinvolgimento – anche informali – fino alla prospettiva, attualmente allo studio, di un Board Giovani a supporto delle azioni della Fondazione.

Il progetto si inserisce in un contesto nazionale che conta 4,7 milioni di volontari e in un territorio, quello modenese, caratterizzato da una forte densità civica: oltre 1.700 associazioni attive e più di 65 mila persone impegnate in attività continuative di volontariato e cittadinanza attiva.

In continuità con questo percorso, proseguono le candidature per la Capitale Italiana del Volontariato 2027. Il nuovo bando è aperto fino al 31 marzo 2026 alle candidature di città e piccoli comuni in forma associata, con una particolare attenzione alla valorizzazione delle aree interne e dei territori meno centrali, attraverso progetti costruiti in rete. La nuova Capitale sarà proclamata il 5 dicembre 2026, in occasione della Giornata internazionale del volontariato.

Disabilità e welfare: al via i percorsi formativi Fish, iscrizioni aperte

Insieme per l’indipendenza – Fino al 30 gennaio è possibile iscriversi ai percorsi formativi della Federazione Fish che offrono strumenti a chi opera nel campo della disabilità e del sociale. Sei i percorsi chiave, pensati per affrontare le transizioni in atto nel sistema di welfare, dalla riforma del Terzo settore al progetto di vita personalizzato.

Tifosi del St. Pauli in campo per la Groenlandia: appello a Uefa e Fifa

St. Pauli contro Trump – Uefa e Fifa riconoscano la Federcalcio della Groenlandia. Il servizio è di Elena Fiorani.

Cambiano ogni giorno le intenzioni del presidente Usa in merito all’isola artica e la sua Federazione calcistica va in cerca di un riconoscimento internazionale. Così i tifosi della società tedesca St. Pauli hanno lanciato un appello per usare questo passo come leva diplomatica nei confronti degli Stati Uniti. La Groenlandia si è dotata di una propria federazione calcistica nel 1971, che però non è mai stata riconosciuta dalla Fifa. Una situazione che il presidente della Federazione, ha definito senza mezzi termini una «mancata vittoria per la democrazia del calcio». Per questo la tifoseria del quartiere di Amburgo ha deciso di mobilitarsi a sostegno del riconoscimento, sollecitando la Uefa a un’iniziativa «storica», anche alla luce delle attuali tensioni geopolitiche.

A Roma, “In viaggio con te”: la mostra immersiva UNICEF sui percorsi migratori

In viaggio con te – Questo è il nome della mostra che UNICEF ha presentato negli spazi di Villa Altieri a Roma. È una mostra immersiva e interattiva per invitare il pubblico a riflettere sul percorso di minorenni e giovani con background migratorio che arrivano in Italia e sulle sfide dei processi di accoglienza.

Il percorso espositivo si articola in quattro stanze. Le prime tre rappresentano le diverse fasi del “viaggio” verso l’accoglienza: dalle traversate in mare agli hotspot, fino all’accoglienza nei centri e al possibile percorso di affido e di accoglienza familiare. L’ultima stanza invita i visitatori a calarsi in una realtà immersiva, tra voci e immagini che rievocano i temi affrontati lungo il percorso. Il pubblico sarà accompagnato dalla narrazione di quattro “personaggi guida”, le cui storie possono essere seguite stanza dopo stanza.

Tra le testimonianze raccolte nella mostra, quella di Remon, oggi attivista per i diritti umani, che racconta il viaggio dall’Egitto e il rapporto con la mamma naturale e la sua mamma affidataria. C’è poi Mamoudou, anche lui oggi attivo con l’UNICEF al fianco di chi ha affrontato lo stesso percorso. Il ragazzo è partito dalla Guinea Conakry nel periodo post Covid-19 a causa delle difficili condizioni economiche con il sogno di completare gli studi. La sua vita cambia quando, insieme al fratello minore con cui viaggiava, accede a un percorso di accoglienza in famiglia.
Infine, la storia di Omar, gambiano, oggi accolto in famiglia e supportato anche da Majo, originaria di El Salvador: anche lei ha affrontato un’esperienza migratoria e ora ha scelto di affiancare chi sta vivendo un percorso simile al suo.

“Questa mostra – sostiene l’assessora alle Politiche Sociali e alla Salute Barbara Funari – rappresenta un’occasione importante per comprendere il viaggio, difficile e spesso doloroso, che i minori stranieri non accompagnati devono affrontare per arrivare in Italia. Un ‘percorso espositivo’ che diventa un ‘percorso umano’ per conoscere da vicino le loro storie e ‘incontrare’ i loro volti, per capire meglio che dietro la scelta del loro viaggio ci sono rischi e separazioni, ma anche coraggio e tanta speranza di costruire un futuro migliore. Ringrazio l’UNICEF per il loro prezioso lavoro per i diritti per l’infanzia.”

“Accogliere è la priorità assoluta, l’essenza stessa dei Pii Stabilimenti della Francia, che da secoli offrono ospitalità ai pellegrini, che in passato giungevano spesso in condizioni di estrema fragilità. Se allora era impellente accoglierli e, talvolta, curarli, oggi un’altra urgenza ci interpella. Solo nel 2025, oltre 12.000 minorenni non accompagnati hanno raggiunto l’Italia. Grazie all’UNICEF, questa nostra vocazione storica si estende e si rinnova verso chi, mosso spesso da crisi economiche e sociali, intraprende questi viaggi nella speranza di un futuro migliore” dichiara Fra Renaud Escande, amministratore dei Pieux Établissements de la France à Rome.

“Come UNICEF abbiamo avuto l’opportunità, in questi anni, di seguire tante ragazze e ragazzi, a partire dai difficili viaggi fino ad arrivare ai percorsi di accoglienza – dice Nicola Dell’Arciprete, Coordinatore UNICEF della risposta a favore di minorenni migranti e rifugiati in Italia – ci piace sempre ricordare che tutti possono avere un ruolo in questo tratto di strada e supportare tante ragazze e ragazzi. La mostra vuole ricordarci proprio questo, è un viaggio che non si esaurisce mai all’arrivo ma che è fatto di relazioni, e che tutti possono scegliere di intraprendere”. 

Board of peace per Gaza, Lotti e Mascia: “Prevalga la legalità”

Prevalga la legalità – L’appello delle associazioni pacifiste contro il Board of Peace voluto da Donald Trump per Gaza. Il servizio di Giovanna Carnevale.

Il Board of peace voluto da Donald Trump per la gestione della crisi di Gaza è un atto “diretto a sostituire il diritto internazionale dei diritti umani con la legge del più forte”. Entrarvi, per il nostro Paese, “costituirebbe una violazione dell’articolo 11 della Costituzione”. È quanto sostengono Flavio Lotti, presidente della Fondazione PerugiAssisi e Marco Mascia, Presidente Centro Diritti Umani “Antonio Papisca”, in vista della firma del Board of peace a margine del forum di Davos. “L’Italia e l’Unione Europea – aggiungono – “devono fare quello che non hanno ancora voluto fare: mobilitare tutti i governi disponibili per difendere e rilanciare l’Onu, il diritto e la legalità internazionale”.

Crediti foto: afp

Iran, l’appello di Amnesty per lo stop alla repressione delle proteste

Dalla parte di chi manifesta – Amnesty International ha lanciato un appello contro la repressione delle proteste in Iran. Tra le richieste la fine dell’utilizzo della forza letale da parte delle forze di sicurezza, la scarcerazione degli innocenti e indagini complete, indipendenti e imparziali sugli abusi.

Amnesty International rinnova le richieste alle autorità iraniane a:

porre immediatamente fine all’uso della forza letale durante le proteste quando i manifestanti non rappresentano una imminente minaccia di morte o di lesioni gravi alle forze di sicurezza o ad altri;
cessare immediatamente l’uso illecito di pallini di metallo che violano l’assoluto divieto di maltrattamenti e tortura dato il grave danno all’integrità fisica e il trauma mentale che questa condotta provoca a manifestanti e passanti;
garantire indagini tempestive, complete, indipendenti e imparziali sull’uso illegale della forza da parte delle forze di sicurezza;
garantire che le persone sospettate di reati di natura penale siano perseguite in procedimenti conformi agli standard internazionali del giusto processo e che non implichino la richiesta o l’imposizione della pena di morte;
scarcerare immediatamente e senza condizioni tutte le persone arrestate solo per aver preso parte pacificamente alle manifestazioni o essersi espresse in loro favore. Tutte le persone attualmente in carcere devono essere protette dai maltrattamenti e dalle torture e avere immediato accesso a familiari, avvocati e cure mediche di cui necessitino.

Povertà invisibile, il rapporto Caritas sull’informazione in Italia

Taglio basso – Caritas italiana ha presentato il Rapporto sulla rappresentazione delle povertà nei media italiani. Un tema che rimane ai margini dell’informazione nel nostro Paese, con un ricorso prevalente a cornici emergenziali o politico-economiche e associato spesso a stereotipi e pregiudizi.

La povertà resta ai margini dell’informazione italiana. Quando entra nell’agenda dei media, lo fa spesso in modo episodico, legato a eventi eccezionali o a fatti di cronaca, con una rappresentazione riduttiva e talvolta stereotipata. È quanto emerge dal rapporto “Taglio basso. Come la povertà fa notizia”, promosso da Caritas Italiana e realizzato in collaborazione con l’Osservatorio di Pavia, presentato oggi a Roma presso il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti.

La ricerca nasce dall’esigenza di interrogare il modo in cui la povertà e l’esclusione sociale vengono raccontate nello spazio pubblico e di comprendere quanto e come questi fenomeni incidano sull’immaginario collettivo. L’analisi ha riguardato la copertura della povertà nei telegiornali di prima serata, nei talk show televisivi e nei contenuti social di giornalisti e influencer, nel periodo settembre 2024 – giugno 2025.

I dati mostrano una presenza limitata del tema nei notiziari, un ricorso prevalente a cornici emergenziali o politico-economiche, un uso scarso di dati e fonti qualificate e una difficoltà diffusa nel restituire la complessità multidimensionale delle povertà, che non sono solo economiche ma anche relazionali, educative, abitative e culturali. In molti casi, inoltre, la narrazione tende ad associare la povertà a stereotipi e pregiudizi, contribuendo a rafforzare distanza sociale e stigmatizzazione.

«La stampa, la televisione, la radio, il web contribuiscono a formare le coscienze e a promuovere la libertà, perché una società ben informata diventa in grado di partecipare e, dunque, di scegliere» – ha sottolineato don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana – «Proprio perché crediamo nel ruolo prezioso dell’informazione, siamo convinti che raccontare la povertà e farlo mantenendo fede alle dimensioni della verità e della giustizia, sia una responsabilità che interpella tutti. Ognuno nel proprio ambito è chiamato a fare la sua parte per far sì che chi vive nel bisogno non resti anche senza voce».

L’incontro ha offerto anche uno spazio di confronto sull’importanza di un’informazione capace di coniugare accuratezza, linguaggio appropriato, rispetto della dignità delle persone e attenzione ai contesti, in linea con i principi deontologici della professione giornalistica.

Gkn, produzione dal basso per creare nuovi posti di lavoro

Ripartire presto – Per la Gkn si accelera con l’azionariato popolare e produzione dal basso per raccogliere fondi a sostegno della cooperativa GFF.

Rilanciare la campagna fondi e mettere in campo quanto prima -nel giro di pochi mesi- i primi pezzi del piano di reindustralizzazione dal basso, creando almeno alcuni posti di lavoro. Il Collettivo Gkn di Campi Bisenzio a Firenze accelera le operazioni come riporta Altraeconomia. Attorno alla nascente cooperativa Gff sono in corso due diverse linee di sostegno: l’azionariato popolare, sulla piattaforma Ener2crowd, con 412mila euro già messi a disposizione, e le donazioni individuali raccolte da Arci sul Produzioni dal basso.