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Libano, Intersos accusa: “Silenzio globale sugli attacchi ai civili”

Senza pietà – Il silenzio della comunità internazionale sulla situazione in Libano è assordante: lo dice Intersos secondo cui gli attacchi di Israele alla popolazione civile dimostrano un totale disprezzo per le vite dei civili e per i principi fondamentali del Diritto Internazionale Umanitario.

La recente e intensa ondata di attacchi israeliani in tutto il Libano, in particolare nelle aree civili densamente popolate del centro di Beirut, ma anche nel sud e nella valle della Bekaa, è profondamente allarmante e inaccettabile. I 100 attacchi aerei che hanno colpito varie zone nell’arco di 10 minuti sono avvenuti senza alcun preavviso.

Rom e sinti, 12.200 vivono nei campi: il rapporto 2025 di Associazione 21 luglio

Cento campi – Associazione 21 luglio ha presentato il Rapporto annuale sulla condizione delle comunità rom e sinti in Italia. Le persone che vivono in insediamenti monoetnici sono 12.200, ma nel solo 2025 si è registrato il superamento di cinque insediamenti. L’obiettivo, spiega l’associazione, è quello di smantellare il “sistema campi rom”.

Insediamenti monoetnici in Italia

Gli insediamenti monoetnici sono il risultato di decennali politiche pubbliche che hanno dato vita, in Italia, a un sistema abitativo parallelo, pensato esclusivamente per le comunità rom e sinte e caratterizzato, nella maggior parte dei casi, dal mancato rispetto degli standard minimi stabiliti a livello nazionale e internazionale.

Nel nostro Paese da più di trent’anni esistono alloggi pensati, progettati e destinati specificamente a famiglie rom e sinte, non solo all’aperto che, nella maggior parte dei casi, non rispettano gli standard internazionali di adeguatezza, confermandone il carattere segregante e discriminatorio. Essi possono essere suddivisi in:

Insediamenti formali, che includono le baraccopoli, le macroaree, i centri di raccolta rom, gli edifici di edilizia residenziale pubblica monoetnici;
Insediamenti informali, che comprendono i macro-insediamenti, i micro-insediamenti e le aree di transito.

Un quadro di sintesi sulla condizione attuale

12.200 circa i rom e sinti stimati che vivono in insediamenti monoetnici, formali e informali, pari allo 0,02% della popolazione italiana;
98 gli insediamenti formali all’aperto (baraccopoli e macroaree) presenti in 64 comuni e in 12 regioni italiane;
10.200 circa i rom e i sinti presenti negli insediamenti formali (baraccopoli e macroaree);
2.000 circa i rom presenti negli insediamenti informali;
5.800 circa i rom presenti nelle baraccopoli formali italiane;
4.400 circa i sinti presenti nelle macroaree italiane;
L’aspettativa di vita di quanti presenti nelle baraccopoli è almeno di 12,5 anni inferiore a quella della popolazione italiana;
Se l’età media della popolazione italiana nel 2025 è stata di 48,2, negli insediamenti-campione presi in esame da Associazione 21 luglio è circa la metà: 25,7;
Nelle baraccopoli i residenti minori sono pari al 55% della popolazione totale;
Sono meno di 600 i cittadini rom presenti nelle baraccopoli a forte rischio apolidia in Italia;
Dei rom e dei sinti presenti negli insediamenti istituzionali si stima che circa il 70% abbia la cittadinanza italiana;
Negli ultimi 10 anni si è registrata una diminuzione degli insediamenti monoetnici formali pari al 34% con un calo dei “campi” da 149 agli attuali 98;
Negli ultimi 10 anni si è registrata una diminuzione dei loro abitanti pari al 63% con un calo delle presenze da 28.000 a 10.200 unità

Il superamento dei “campi rom”

Dal 2018, Associazione 21 luglio collabora con diverse amministrazioni comunali, offrendo servizi di consulenza e accompagnamento tecnico per la definizione e l’attuazione di azioni volte al superamento delle baraccopoli istituzionali attraverso il modello MA.REA. (Mappare e REAlizzare comunità). Negli ultimi anni, il modello MA.REA., sperimentato in diverse città italiane e adattato ai rispettivi contesti territoriali, ha dimostrato efficacia, flessibilità e sostenibilità, costituendo oggi un punto di riferimento per le politiche pubbliche orientate al superamento della segregazione abitativa estrema e alla costruzione di comunità inclusive.

Insediamenti superati

Nel solo 2025 si è registrato il superamento di cinque insediamenti: due baraccopoli (via Guerra, 26 nel Comune di Asti ed ex Polveriera nel Comune di Reggio Calabria); due macroaree (Mira di Marco nel Comune di Rovereto e via delle Tagliate nel Comune di Lucca) e un centro di raccolta (Ex Rossi Sud nel Comune di Latina). Al momento della stesura del presente rapporto, si sta ultimando la fuoriuscita degli abitanti di una baraccopoli napoletana, quella di Cupa Perillo, a Scampia, verso abitazioni convenzionali.

Insediamenti in superamento

Nel 2025 si registrano le azioni di superamento di 13 insediamenti, 4 macroaree e 9 baraccopoli. Ad essi vanno aggiunte 4 macroaree di Prato, il cui superamento, avviato nel 2024, è stato momentaneamente “congelato” a causa del commissariamento della città toscana.

Gli insediamenti in superamento sono attualmente:

La macroarea di via della Fornace (Ivrea)
La macroarea di via della Chiesa Rossa (Milano)
La macroarea di via Guerra, 27 (Asti)
La macroarea di via Tomba Forella (San Lazzaro di Savena)
La baraccopoli di Candoni (Roma)
La baraccopoli di Castel Romano (Roma)
La baraccopoli di Gordiani (Roma)
La baraccopoli di Salone (Roma)
La baraccopoli di Salviati” (Roma)
La baraccopoli di Pitz’e Pranu (Selargius)
La baraccopoli di via Carrafiello (Giugliano in Campania)
La baraccopoli di Cupa Perillo (Napoli)
La baraccopoli di Scordovillo (Lamezia Terme)

Secondo Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio «come mezzo secolo fa abbiamo assistito con la legge Basaglia alla fine del sistema manicomiale, così oggi, anche grazie al modello MA.REA. stiamo smantellando il “sistema campi rom” che per anni ha rappresentato l’espressione architettonica di una discriminazione di Stato nei confronti delle comunità rom e sinte presenti nel nostro Paese. Occorre continuare a lavorare in particolar modo sull’Area Metropolitana di Napoli, dove le condizioni sono più complesse, i numeri più alti, le difficoltà delle amministrazioni locali più evidenti. Qui si concentrerà nei prossimi anni il nostro sforzo per considerare veramente tramontato il ciclo storico che, con l’arrivo di profughi dell’ex Jugoslavia, negli anni Novanta, ha condotto alla creazione di dispositivi abitativi discriminatori, costosi e lesivi dei diritti umani quali sono stati e sono tuttora i “campi rom”»

Maltempo, Legacoop: intervento urgente per imprese colpite

Fate presto- Dopo gli eventi meteorologici estremi che hanno colpito Abruzzo e Molise, il presidente di Legacoop, Simone Gamberini, chiede un intervento immediato e straordinario da parte del Governo per sostenere cooperative e imprese dei territori colpiti.

“La situazione di grave difficoltà che stanno affrontando le cooperative e, più in generale, il sistema produttivo di Abruzzo e Molise richiede un intervento immediato e straordinario da parte del Governo”.
È quanto dichiara il presidente di Legacoop, Simone Gamberini, in merito alle gravi criticità causate dagli eventi meteorologici estremi che nei giorni scorsi hanno colpito duramente i due territori.
“I danni alle infrastrutture viarie e ferroviarie lungo la dorsale adriatica -prosegue Gamberini- stanno producendo effetti pesantissimi sulla continuità operativa delle imprese, determinando un inevitabile aumento dei costi di trasporto delle merci e mettendo a rischio intere filiere produttive, in particolare quelle agroalimentari”.
Le difficoltà logistiche risultano particolarmente critiche: i collegamenti tra Abruzzo, Molise e Puglia sono fortemente compromessi e, per i mezzi pesanti, si registrano deviazioni estremamente onerose. In alcuni casi, tragitti che normalmente richiedono poche decine di chilometri arrivano a superare i 190 km, con un aggravio di oltre due ore di percorrenza. “Questi disagi -sottolinea il presidente di Legacoop- si traducono in un insostenibile aggravio di costi per le imprese, già provate dagli effetti del maltempo e dall’instabilità delle infrastrutture”.
Per questo, Legacoop chiede al Governo l’adozione urgente di interventi straordinari a sostegno delle cooperative e delle imprese dei territori colpiti. “In particolare -afferma Gamberini- è indispensabile accelerare le verifiche tecniche nelle aree interessate, al fine di ottenere una quantificazione puntuale dei danni e procedere allo stanziamento di risorse adeguate per il rapido ripristino della rete ferroviaria, dell’autostrada A14, la cui interruzione impedisce l’arrivo di forniture essenziali all’attività di molte imprese, e della strada statale 16 Adriatica; prevedere misure di sostegno economico per compensare l’aumento dei costi della logistica e garantire la continuità delle attività produttive; attivare strumenti emergenziali in grado di evitare l’isolamento dei territori e il blocco delle filiere”.
“È fondamentale -conclude Gamberini- che le istituzioni intervengano con tempestività e concretezza. Servono risposte rapide, coordinate e all’altezza della gravità della situazione”.

Spiagge invase dai mozziconi: minaccia per mare e biodiversità

I danni del fumo – I mozziconi di sigaretta sono tra i rifiuti più diffusi sulle spiagge. L’indagine di Legambiente nel servizio di Anna Monterubbianesi.

In Italia i mozziconi di sigaretta sono tra i rifiuti più diffusi sulle spiagge: in 12 anni Legambiente ne ha raccolti oltre 50mila, con una media di 77 ogni 100 metri. Secondi solo ai frammenti di plastica, rappresentano una minaccia per mare e biodiversità, mettendo a rischio specie come la Caretta e il fratino. I dati sono raccolti nell’indagine Beach Litter che Legambiente diffonde in vista della giornata nazionale del mare dell’11 aprile. Per quell’occasione, dal 10 al 12 aprile torna “Spiagge e Fondali Puliti” con oltre 80 iniziative di pulizia. Legambiente chiede più controlli, sanzioni e l’applicazione della direttiva europea sulla plastica monouso, per contrastare un’emergenza ancora troppo sottovalutata.

Vivicittà torna in 40 città: la corsa Uisp per la pace e l’ambiente

Vivicittà – La classicissima di primavera organizzata dall’Uisp sta per portare nelle strade e nelle piazze di oltre 40 città italiane e 7 all’estero migliaia di runner di tutte le età, per la pace, l’ambiente, i diritti. Ai nostri microfoni Tiziano Pesce, presidente nazionale Uisp.

Happy Holidays su RaiPlay: storie e conflitti prima del 7 ottobre

Visioni sociali – Dall’11 aprile arriva su RaiPlay Happy Holidays di Scandar Copti, premiato a Venezia: un racconto corale ambientato a Haifa, nell’Israele prima del 7 ottobre, tra tensioni sociali, patriarcato e relazioni che mettono tutti alla prova.

Vincitore nella sezione Orizzonti per la Miglior Sceneggiatura alla 81ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica – Biennale di Venezia, è un’opera intensa e contemporanea che intreccia storie familiari, ambientate nella città di Haifa, restituendo uno sguardo lucido e profondo sulle dinamiche sociali, sui legami personali e sulle scelte che mettono alla prova i suoi protagonisti. Ambientato tra le complessità delle relazioni interculturali e intergenerazionali, Happy Holidays segue quattro personaggi le cui esistenze si incrociano in modi inaspettati. La storia racconta di un Israele precedente agli eventi del 7 ottobre 2024, in cui tuttavia le tensioni fra arabi ed ebrei risultano già evidenti. In questo scenario, le difficili relazioni tra i protagonisti si sviluppano in un contesto sociale fortemente patriarcale, con conseguenze che limitano soprattutto la libertà delle donne. Rami, giovane palestinese di Haifa, deve fare i conti col fatto che la sua ragazza ebrea ha improvvisamente cambiato idea sull’interruzione della gravidanza. Hanan, madre di Rami, affronta una crisi finanziaria e si ritrova invischiata in complicazioni quando chiede il risarcimento per l’incidente della figlia Fifi. Miri si confronta con la depressione di sua figlia adolescente, mentre cerca di aiutare a risolvere la gravidanza di sua sorella, incinta di Rami. Fifi si dibatte con i suoi sensi di colpa nel nascondere un segreto che mette a repentaglio la reputazione della sua famiglia e la sua nascente relazione sentimentale con il Dr. Walid.

Tagli agli aiuti internazionali: fino a 5 milioni di morti tra i bambini

Tempesta perfetta – I tagli agli aiuti internazionali rischiano di causare tra 2,5 e 5,4 milioni di morti in più tra i bambini sotto i cinque anni. Lo dice Save The Children che lancia l’allarme della concomitanza tra gli scenari di crisi mondiali e la drastica riduzione degli aiuti allo sviluppo.

I Paesi più colpiti da questi tagli sono spesso quelli con i più alti livelli di mortalità infantile. Inoltre, quasi la metà dei bambini che muoiono prima dei cinque anni perde la vita già nel primo mese, soprattutto nei contesti più fragili e segnati dai conflitti.

Anche la salute materna è molto compromessa: più di sei donne su dieci che muoiono per cause legate al parto vivono in Paesi fragili o in guerra. In questi contesti, il rischio di morte materna è cinque volte più alto rispetto ai Paesi non colpiti da crisi, secondo un’analisi basata sui dati delle Nazioni Unite.

 

GFF, la fabbrica solidale cerca sostegno dopo anni di lotta

Un’azione per salvare GFF – È la campagna per sostenere la prima fabbrica socialmente integrata che i lavoratori della ex GKN di Firenze stanno costruendo dal basso, dopo quattro anni e mezzo di lotta, 15 mesi senza stipendio e 8 mesi di disoccupazione. Ascoltiamo il presidente di Arci Walter Massa.

A Palermo 100 giovani per progettare il futuro del Terzo settore

Confronto e partecipazione – Dal 10 al 12 aprile oltre 100 giovani provenienti dalle regioni del Sud Italia si incontreranno a Palermo per un’esperienza di progettazione partecipata della formazione all’interno del progetto FQTS. I partecipanti lavoreranno insieme per far emergere bisogni, priorità e competenze necessarie ad agire il ruolo politico del Terzo settore.

L’iniziativa si inserisce nel corso “La dimensione politica del Terzo settore” e rappresenta uno dei momenti più significativi del percorso giovani: uno spazio in cui le nuove generazioni non sono semplici destinatarie, ma protagoniste attive nella costruzione dei contenuti formativi.

Durante i tre giorni, i partecipanti lavoreranno insieme per far emergere bisogni, priorità e competenze necessarie ad agire il ruolo politico del Terzo settore. Un processo che parte dall’ascolto dei territori e si sviluppa attraverso momenti di confronto, co-progettazione e restituzione collettiva.

L’obiettivo è contribuire alla definizione di una traiettoria formativa capace di rafforzare competenze non solo tecniche, ma anche critiche, relazionali e di cittadinanza attiva. Un investimento strategico per rendere i giovani sempre più capaci di incidere nei processi decisionali, costruire alleanze e generare cambiamento nei territori.

L’esperienza di Palermo rappresenta un passaggio chiave: dalla partecipazione alla responsabilità, verso la costruzione di una linea formativa che integri dimensione educativa e azione politica, rafforzando il ruolo pubblico del Terzo settore.

Servizio civile, proroga al 16 aprile per le domande

Una settimana in più – Il termine di presentazione per le domande di servizio civile universale è stato prorogato fino al 16 aprile. I posti disponibili sono 65.964 per progetti da realizzarsi in Italia e all’estero.

In caso di errata compilazione, è consentito ai candidati di annullare la domanda fino alle ore 14:00 del giorno precedente a quello della nuova scadenza.

Con decreto del Capo del Dipartimento per le Politiche giovanili e il Servizio civile universale n. 386/2026 del 7 aprile 2026, Il Bando per la selezione di operatori volontari da impiegare in progetti di Servizio civile universale da realizzarsi in Italia e all’estero è prorogato al 16 aprile 2026, ore 14:00.

In caso di errata compilazione, è consentito ai candidati di annullare la domanda fino alle ore 14:00 del giorno precedente a quello della nuova scadenza.