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Bambini e guerre, mai così tante violazioni secondo l’Onu

Infanzia negata – Sono quasi 40 mila le gravi violazioni commesse contro i bambini coinvolti nei conflitti armati. Il servizio di Federica Bartoloni.

“Dietro ogni statistica, un’infanzia rubata”. Il Rapporto annuale 2025 del Segretario Generale dell’Onu, Antonio Guterres, denuncia il dato più alto mai registrato circa le gravi violazioni commesse contro i bambini nei conflitti armati. Il numero più elevato di tali violazioni riguarda Israele e i Territori occupati in Palestina, seguiti da Repubblica democratica del Congo, Nigeria, Myanmar e Somalia. Per la prima volta in 30 anni dall’istituzione del mandato Onu per la protezione dei minori, le forze governative sono risultate responsabili della maggior parte di tali violazioni.

Informazione e infanzia, la tutela dei minori è una responsabilità

Quale deontologia – Il diritto di cronaca deve sempre tutelare bambini e adolescenti. A ricordarlo è Terre Des Hommes, dopo il caso del ragazzo di 12 anni coinvolto negli scontri di Milano e finito al centro dell’attenzione mediatica. La tutela dei diritti dell’infanzia – spiega l’associazione – è una responsabilità condivisa, anche da chi fa informazione.

Fotografie, video e informazioni sulla sua vita privata sono stati diffusi da diverse testate giornalistiche, telegiornali, programmi tv e sui social network.
Ma quando una notizia riguarda un minorenne, il diritto di cronaca deve fare i conti con un principio fondamentale: il suo superiore interesse.
A ricordarlo è la Carta di Treviso, il codice deontologico che stabilisce le regole che i giornalisti devono rispettare per tutelare bambini e adolescenti.
Non basta omettere un nome o oscurare un volto. Anche dettagli sulla famiglia, sulla scuola frequentata o sul luogo in cui vive possono renderlo riconoscibile. E il fatto che immagini e informazioni siano già circolate online non ne giustifica un’ulteriore diffusione.
Raccontare un fatto di cronaca non deve significare esporre un bambino al giudizio pubblico, alla spettacolarizzazione o a conseguenze che potrebbero accompagnarlo per anni.
Come Terre des Hommes, crediamo che la tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza debba essere una responsabilità condivisa, anche da chi fa informazione.
Nessuna notizia vale più della dignità e dei diritti di un bambino.

Pari opportunità, al via nel IV Municipio di Roma il progetto Il Ponte

Nessuno resti indietro – Al via a Roma il progetto Il Ponte, Pari opportunità nei territori educanti, selezionato da Con i Bambini. L’iniziativa coinvolgerà l’intera comunità educante del IV Municipio nell’arco di quattro anni prevedendo spazi di ascolto a opportunità d’espressione artistica e culturale, coinvolgendo bambini e ragazzi.

Giovedì 29 ottobre, dalle ore 11.30, presso l’IC Mahatma Gandhi – plesso Via Fabriano, in Via Fabriano 59 a Roma – prende il via il progetto “Il P.O.N.T.E. – Pari Opportunità Nei Territori Educanti”, un progetto selezionato da Con i bambini nell’ambito dell’iniziativa “Organizziamo la speranza”, azione pilota che connette la Capitale alle 15 “aree socio-educative strategiche” e oltre 40 quartieri delle periferie d’Italia. 44 realtà tra organizzazioni del Terzo settore, scuole, volontari, insieme al IV Municipio di Roma Capitale, uniscono le forze per contrastare la povertà educativa minorile con un intervento che mette al centro bambini e adolescenti di uno dei territori, quello tra San Basilio e Tor Cervara, a più alto tasso di povertà educativa minorile nel Paese.

Da spazi d’ascolto a opportunità d’espressione artistica e culturale. Da competenze nell’IA alla multimedialità. Poi attività teatrali popolari, opera lirica, ma anche azioni di rafforzamento e aggiornamento didattico per ragazze, ragazzi e per i loro insegnanti. Il P.O.N.T.E. coinvolgerà l’intera comunità educante del IV Municipio, nell’arco di quattro anni, mettendo in rete competenze e professionalità diverse e intervenendo su più dimensioni della crescita. Alle attività educative e laboratoriali, e di sostegno allo studio più convenzionali si affiancheranno occasioni di socializzazione, attività sportive e ricreative, ascolto e supporto psicologico e sociale, accanto a iniziative rivolte alle famiglie e percorsi di orientamento e accompagnamento dedicati agli adolescenti.

Il progetto operativo dedica, infine, un focus specifico alla fascia d’età 0-6 anni, riconoscendo gli effetti positivi della scolarizzazione precoce. Bambini tra 4-6 anni in 4 istituti comprensivi, con alcune attività aperte ai piccoli frequentatori di asili nido e scuole dell’infanzia, verranno coinvolti in percorsi educativi che vanno dallo yoga al teatro, dalla lettura precoce ai fondamenti prescolastici per le discipline stem, insieme a attività di danza creativa ed educazione ambientale. Perché nessuno resti indietro: il progetto nasce per tenere i ragazzi dentro la scuola e lontani dal percorso di devianza, per sostenere genitori e insegnanti nel loro ruolo educativo, e per far crescere una comunità più coesa e partecipata, che sappia prendersi cura dei suoi ragazzi.

Tra gli hub di attivazione dai quali si dirameranno le iniziative di P.O.N.T.E. la scuola Gandhi di via Fabriano che ospiterà l’appuntamento inaugurale nazionale: un momento per presentare alla intera città e alle istituzioni di prossimità il progetto, raccontandone gli obiettivi e le attività grazie all’intervento delle realtà che contribuiranno alla sua realizzazione.

Lavoro e inclusione, a Roma il convegno di AGCI Imprese Sociali

Oltre l’obbligo, il lavoro – L’ inclusione lavorativa non può ridursi al rispetto di un obbligo normativo, ma deve tradursi in opportunità concrete di autonomia, dignità e partecipazione sociale. È questo il messaggio al centro del convegno promosso da AGCI Imprese Sociali che si svolge domani a Roma.

L’iniziativa di AGCI Imprese Sociali, il Settore sociale dell’Associazione Generale Cooperative Italiane, intende approfondire il ruolo dell’articolo 14 del decreto legislativo 276/2003, delle convenzioni e degli appalti riservati come strumenti per favorire l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, superando la logica del mero adempimento e promuovendo un sistema capace di valorizzare competenze e professionalità.

Ad aprire i lavori saranno Massimo Mota, presidente nazionale AGCI, Alessandra Locatelli, ministro per le Disabilità, e Cristina Almici, deputata FDI.

Due i panel in programma: il primo dedicato agli strumenti normativi e alle esperienze delle imprese; il secondo alle politiche per il futuro e al ruolo delle istituzioni, delle parti sociali e della cooperazione sociale.
Tra i partecipanti vi saranno rappresentanti delle Istituzioni, parlamentari della Repubblica, amministratori della Regione Lazio, di Roma Capitale e del Comune di Bologna, dirigenti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, insieme a esponenti del mondo cooperativo e aziendale.

Da Pinocchio a Gaza, il teatro per aiutare i bambini palestinesi

Da Pinocchio a Gaza – La fiaba diventa uno strumento per sostenere i bambini vittime della guerra. Il servizio di Patrizia Cupo.

Si chiama “Mettiamoci il naso – Pinocchio per i bambini di Gaza” il progetto ideato dallo scrittore Francesco Carofiglio con Puglia Culture. Tre incontri al Teatro Piccinni di Bari per rileggere la fiaba di Collodi attraverso temi universali come il rapporto tra padri e figli, verità e bugia, maternità. Ospiti Alessandro Gassmann, Marco Travaglio e Carmen Consoli. L’intero ricavato sarà destinato, attraverso Save the Children, ai bambini palestinesi colpiti dalla guerra. Una fiaba che prova così a restituire ai più piccoli almeno una parte della fortuna ricevuta da generazioni di lettori.

A Roma la seconda edizione del Premio Mario Sconcerti

Un riconoscimento che guarda al futuro – Si assegna oggi a Roma il Premio Mario Sconcerti, giunto alla seconda edizione. L’evento è nato per ricordare uno dei più autorevoli giornalisti e osservatori dello sport italiano ma anche per offrire agli studenti un’occasione per confrontarsi con il mondo della cultura, del giornalismo e dello sport.

Torna il Premio Mario Sconcerti, giunto alla sua seconda edizione, un appuntamento nato per ricordare la figura di uno dei più autorevoli giornalisti e osservatori dello sport italiano e, soprattutto, per continuare a trasmettere ai giovani quella curiosità, quella passione e quella libertà di pensiero che hanno accompagnato tutta la carriera di Mario. La cerimonia si svolgerà mercoledì 28 ottobre alle ore 17.00 nella Sala d’Onore del CONI, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, giornalisti, professionisti del mondo dello sport e di numerosi istituti scolastici, protagonisti anche quest’anno del Premio. Molti sono i nomi vicini a Mario che sono stati invitati a portare la testimonianza ai futuri giovani  giornalisti: tra gli altri anche il nostro CT della Nazionale Roberto Mancini, Giovanni Malagò Commissario Straordinario della FIGC e membro CIO.  A presentare la cerimonia saranno Fabio Guadagnini e Federica Afflitto, che accompagneranno il pubblico nel corso del pomeriggio dedicato agli studenti, ai vincitori e al ricordo di Mario Sconcerti. Proprio il rapporto con i giovani e con la scuola rappresentava per Mario Sconcerti un valore fondamentale. Per questo il Premio nasce con l’obiettivo di offrire agli studenti non soltanto un riconoscimento, ma soprattutto un’occasione per confrontarsi con il mondo della cultura, del giornalismo e dello sport. Le Scuole partecipanti Nino Rota   Liceo Chris Cappelli College  Quasar  Licevo linguistico lombardo radice  Istituto alberghiero tor carbone  Università del calcio  Istituto alfred nobel  Pellegrino artusi   L’edizione 2026 si svolge con il patrocinio del Museo del Calcio, che mette a disposizione cinque premi destinati agli studenti più meritevoli. Un ulteriore importante riconoscimento arriva dall’Università del Calcio, che offrirà due corsi di laurea ai partecipanti che si saranno maggiormente distinti. Anche Graus Edizioni ha voluto sostenere il Premio, mettendo a disposizione due buoni per l’acquisto di libri, destinato agli studenti partecipanti. LA GIURIA A valutare gli elaborati e a scegliere i vincitori sarà una giuria composta da importanti esponenti del giornalismo e della cultura sportiva:  Luigi Ferrajolo presidente della Giuria  Vittorio Di Trapani, presidente della Federazione nazionale stampa italiana;  Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport-Stadio;  Guido D’Ubaldo, presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio;  Matteo Marani, presidente del Museo del Calcio;  Martina Sconcerti;  Susanna Marcellini, ideatrice e organizzatrice del Premio.  Alessandro Cerreoni direttore di Gp Magazine  Maurizio Catalani Università del calcio  Daniele Garbo ex Mediaset  Gaetano Imparato ex gazzetta  Alessandra Broglia Per questa seconda edizione il media partner è Rai Sport, a conferma del legame tra il Premio e il mondo dell’informazione sportiva. IL PREMIO ALLA CARRIERA A MARCO LOLLOBRIGIDA Il Premio Mario Sconcerti alla carriera 2026 sarà assegnato a Marco Lollobrigida, direttore di Rai Sport, per il suo lungo percorso professionale e per il contributo dato al giornalismo e alla narrazione dello sport attraverso il servizio pubblico. Un riconoscimento che assume un significato particolare nel ricordo di Mario Sconcerti, che ha sempre considerato il giornalismo sportivo non semplicemente come cronaca di una partita o di un risultato, ma come uno strumento per raccontare le persone, la società e il tempo in cui viviamo. La seconda edizione del Premio vuole dunque proseguire nel solco tracciato da Mario: mettere insieme generazioni diverse, portare il giornalismo nelle scuole e dare ai giovani la possibilità di esprimere le proprie idee. Perché il modo più autentico per ricordare un maestro non è soltanto parlare di ciò che ha fatto, ma continuare a fare ciò in cui credeva. Il Premio Mario Sconcerti nasce per questo: trasformare un’eredità in futuro.

Insediamenti israeliani, le associazioni chiedono lo stop agli scambi

Cambiare strada – Le associazioni promotrici della campagna “Stop al commercio con gli insediamenti illegali” chiedono al Parlamento di approvare la proposta di legge per fermare il commercio dell’Italia con gli insediamenti illegali israeliani.

Ascoltiamo Paolo Pezzati di Oxfam.

Sicurezza sul lavoro, sei vittime in soli tre giorni

Tragedia senza fine – Negli ultimi tre giorni nel nostro Paese sei persone sono morte sul lavoro. Una strage – afferma il presidente Anmil Amedeo Bozzer – alla quale non possiamo rassegnarci. L’associazione – spiega – continuerà ad offrire alle famiglie ascolto, orientamento e supporto nel percorso di tutela dei loro diritti, affinché nessuno debba affrontare da solo, oltre al dolore della perdita, anche le difficoltà che ne conseguono”.

“Di fronte a queste tragedie, il cordoglio e l’indignazione non bastano. Le famiglie, già sopraffatte dalla perdita dei propri cari, si trovano spesso ad affrontare anche percorsi burocratici complessi e lunghi per ottenere risposte e giustizia, con il rischio di vedere ulteriormente aggravata la propria sofferenza. A loro dobbiamo garantire non soltanto vicinanza e solidarietà, ma anche sostegno concreto e tutela dei diritti”.
A confermare la gravità del fenomeno sono i dati Inail relativi ai primi otto mesi del 2026: 404.809 denunce di infortunio in occasione di lavoro, in aumento del 5,4% rispetto allo stesso periodo del 2025; 701 denunce di infortunio mortale, in crescita del 2,9%; 74.542 denunce di malattia professionale, con un incremento del 16,3%.
“Questi dati richiedono risposte concrete, non nuove dichiarazioni di principio. È indispensabile una strategia nazionale efficace e verificabile, che rafforzi la prevenzione, assicuri controlli adeguati e intervenga sui rischi prima che si traducano in tragedie. La sicurezza deve essere una priorità effettiva, sostenuta da risorse, strumenti e responsabilità precise”, prosegue Bozzer.
“Anmil rinnova la propria vicinanza alle famiglie delle vittime e conferma la propria disponibilità ad affiancarle, offrendo ascolto, orientamento e supporto nel percorso di tutela dei loro diritti, affinché nessuno debba affrontare da solo, oltre al dolore della perdita, anche le difficoltà che ne conseguono”, conclude Bozzer.

Energia pulita e solidarietà, nasce un nuovo accordo in Campania

Comunità energetica – Confcooperative Campania, Arcidiocesi di Salerno, Fratello Sole e Fondazione della Comunità Salernitana hanno siglato un accordo: l’obiettivo è favorire l’autoproduzione e la condivisione di energia pulita, riducendo le emissioni e reinvestendo i benefici economici generati nel supporto a famiglie in difficoltà e strutture di accoglienza locali.