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UE, spese record per la difesa: 418 miliardi nel 2025

Alle armi – Secondo il Rapporto dell’Agenzia europea per la difesa, gli stati membri dell’Unione Europea hanno speso 418 miliardi di euro per la difesa nel 2025, una cifra senza precedenti.

Secondo Rete Italiana Pace e Disarmo «Tutto questo non porta maggiore sicurezza ma contribuisce ad avere un mondo che, se sarà più armato, sarà ancora più in guerra».

La spesa per la difesa dell’Unione europea continua a crescere e potrebbe raggiungere i 547 miliardi di euro entro il 2029. Una cifra che fotografa il cambio di passo degli Stati membri, arrivati a livelli di investimento “senza precedenti” negli ultimi trent’anni. È quanto emerge dal primo rapporto annuale sulla prontezza della difesa, redatto dall’Agenzia europea per la difesa (Eda) con il contributo della Commissione europea e del Servizio europeo per l’azione esterna, compreso lo Stato maggiore dell’Ue.

Secondo gli ultimi dati contenuti nel documento, secondo quanto apprende l’ANSA, nel 2025 la spesa militare dei Ventisette ha raggiunto i 418 miliardi di euro, equivalenti al 2,2% del prodotto interno lordo dell’Unione. La proiezione per il 2029 indica un ulteriore incremento fino a 547 miliardi, confermando la portata dello sforzo finanziario avviato dai Paesi membri. Il rapporto viene presentato oggi al Coreper, il Comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri presso l’Ue.

Stragi sul lavoro, la proposta di legge per garantire assistenza legale

Tutelare le vittime – Si sono svolte le audizioni sulla proposta di legge per il patrocinio a spese dello Stato per i gravi infortuni sul lavoro. Il servizio di Federica Bartoloni.

Martedì scorso, alla vigilia dell’udienza preliminare per la strage di Brandizzo che strappò la vita a cinque operai, si sono svolte le audizioni in merito alla proposta di legge in materia di patrocinio a spese dello Stato per le vittime di reati commessi in violazione delle norme contro gli infortuni sul lavoro. Provvedimento attraverso il quale a superstiti e lavoratori inabili a seguito di infortunio, verrebbe garantita la copertura delle spese dei procedimenti giuridici. Audita anche Monica Michielin, madre di Mattia Battistetti morto sul lavoro a 23 anni che ha spiegato quanto, in aggiunta al dolore, ai familiari sia chiesto oggi di anticipare spese processuali abnormi portandoli, spesso, a rinunciare alla costituzione in giudizio.

A Torino la Biennale della Prossimità, tre giorni per costruire comunità

Pratiche di democrazia profonda – Al via a Torino la sesta edizione della Biennale della Prossimità.  Tre giorni di incontri, laboratori, percorsi urbani, arte e convivialità per mettere a confronto esperienze di welfare, partecipazione e trasformazione dei territori.

Il tema dell’edizione 2026, “Pratiche di democrazia profonda”, mette al centro le esperienze che nascono dalla collaborazione tra persone, organizzazioni e istituzioni. Realtà che, attraverso la cura degli spazi collettivi, il sostegno reciproco e nuove forme di partecipazione, sperimentano risposte concrete ai bisogni delle comunità.
Tra gli ospiti ci saranno Massimo Ruggeri, direttore della Biennale della Prossimità, e Jacopo Rosatelli, assessore alle Politiche sociali, Diritti e Pari Opportunità della Città di Torino; Massimo Cirri e Sara Zambotti, storiche voci di Caterpillar su Rai Radio 2; Andrea Morniroli, assessore alle Politiche sociali e alla Scuola della Regione Campania ed ex co-coordinatore del Forum Disuguaglianze e Diversità; Marta Battioni, vicepresidente di Legacoopsociali ed ex co-direttrice della Biennale della Prossimità; Francesco Vignarca, coordinatore delle Campagne della Rete Italiana Pace e Disarmo.

A Bologna quattro concerti per i 18 anni del coro LGBTQIA+ Komos

Una festa per i diritti – A Bologna il coro LGBTQIA+ Komos festeggia 18 anni di attività e attivismo con quattro concerti, da ottobre a dicembre, ispirati ai quattro elementi: fuoco, acqua, terra e aria. Un percorso tra musica, memoria, diritti e comunità, nei luoghi simbolo della città.

Il 4 ottobre al Cassero, “dove tutto è cominciato”; l’8 novembre a Palazzo Pepoli, dove si racconta la storia della città; il 4 dicembre al cineme Perla, nella Giornata internazionale per la lotta all’Aids/Hiv; il 20 dicembre al Museo della musica, come omaggio a Bologna città creativa Unesco.

Tra le novità, due collaborazioni originali: con il cantautore dialettale Fausto Carpani e con il Coro delle mondine di Bentivoglio, che quest’anno di anni ne festeggia ben 50. Quest’ultima esperienza “porta un canto di rivendicazione sui diritti del lavoro” e l’idea di salire insieme sul palco, sottolinea Tampieri, è nata di fronte al recente dibattito sul woke: un modo “per mettere in musica il fatto che la distinzione tra diritti sociali e diritti civili non serve a nessuno e a nessuna causa”.

Mente e corpo in movimento: il metodo NEMO nel libro di Beatrice Curci

Mente e corpo in movimento – Il libro di Beatrice Curci illustra il metodo NEMO, basato sull’idea semplice ma innovativa per cui il cervello non si mantiene efficiente soltanto pensando di più, ma vivendo esperienze che coinvolgono anche corpo e movimento. Il metodo organizza queste conoscenze in un modello operativo basato sull’alternanza di movimento, lettura, coordinazione motoria, esercizi cognitivi e controllo respiratorio.

Stiamo allenando le tecnologie molto più del nostro cervello?  Non è una provocazione. È una delle questioni scientifiche e culturali attualmente più discusse a livello internazionale. Negli ultimi anni neuroscienziati, psicologi cognitivi ed esperti di educazione hanno acceso i riflettori sugli effetti dell’iperconnessione digitale, dell’eccesso di informazioni, della lettura frammentata e della crescente delega cognitiva agli strumenti tecnologici. Il tema non è demonizzare la tecnologia o l’Intelligenza Artificiale, ma comprendere come preservare la capacità di attenzione, memoria, concentrazione, pensiero critico e apprendimento profondo che sono il patrimonio cognitivo dell’essere umano.

In questo scenario si inserisce Mente e corpo in movimento. Del metodo NEMO, della lettura e dell’esercizio fisico, il libro di Beatrice Curci, pubblicato da Edizioni Lavoro, in libreria e sulle piattaforme digitali dal 3 agosto 2026. Il volume presenta il metodo NEMO (Neuro Exercise Motor Optimization): una proposta metodologica originale, prima in Italia, che traduce in pratica alcune delle più solide evidenze delle neuroscienze contemporanee. L’idea di fondo è semplice e, al tempo stesso, profondamente innovativa: il cervello non si mantiene efficiente soltanto pensando di più, ma vivendo esperienze che coinvolgono simultaneamente corpo, linguaggio, memoria, attenzione e movimento.

Le neuroscienze hanno ormai dimostrato che l’attività fisica aumenta la produzione del BDNF (Brain-Derived Neurotrophic Factor), una proteina fondamentale per la neuroplasticità, mentre la lettura profonda attiva contemporaneamente numerose reti neurali coinvolte nel linguaggio, nella memoria, nell’attenzione, nell’immaginazione e nelle funzioni esecutive. A queste evidenze si aggiungono gli studi sul dual-task training, cioè l’esecuzione integrata di compiti motori e cognitivi, oggi considerata una delle prospettive più promettenti nella prevenzione del declino cognitivo e nell’invecchiamento attivo.
Il metodo NEMO organizza queste conoscenze in un unico modello operativo basato sull’alternanza di movimento, lettura, coordinazione motoria, esercizi cognitivi e controllo respiratorio. L’originalità della proposta non consiste nell’introdurre singoli esercizi inediti, ma nel costruire una cornice teorica unitaria, denominata Ecosistema Neurocognitivo Integrato, che interpreta il cervello come un sistema biologico nel quale movimento, linguaggio, memoria, respirazione e attenzione cooperano costantemente. Il volume non presenta il metodo come una teoria definitivamente validata, ma come un modello applicativo coerente con la letteratura scientifica internazionale e aperto alla verifica sperimentale. Un’impostazione che ne rafforza il rigore scientifico e lo propone come base di lavoro per ricercatori, professionisti della salute, educatori e operatori dell’attività motoria.
“Per decenni abbiamo allenato il corpo e considerato la mente quasi esclusivamente un fatto culturale. Oggi le neuroscienze – evidenzia l’autrice – ci stanno invece mostrando una prospettiva diversa: il cervello cambia davvero quando è costretto a integrare movimento, linguaggio, memoria e attenzione. Da questa consapevolezza è nato il metodo NEMO”.

Il volume rappresenta una delle prime pubblicazioni italiane dedicate alla costruzione di un modello organico che unisce neuroscienze cognitive, fisiologia dell’esercizio, promozione della lettura e prevenzione dell’impoverimento cognitivo. Una condizione che ormai riguarda qualsiasi età: numerose ricerche internazionali dimostrano che la soglia di attenzione negli ultimi 10 anni è crollata a livello globale nella popolazione del 33% e i continui stimoli digitali hanno ridotto la capacità di concentrazione profonda da 12 secondi a meno di 8 secondi. La Lancet Commission, stima che fino al 45% dei casi di demenza potrebbe essere ritardato o prevenuto intervenendo sui principali fattori di rischio modificabili, tra i quali inattività fisica, basso livello di stimolazione cognitiva e isolamento sociale. Parallelamente, il programma internazionale PIAAC (Programme for the International Assessment of Adult Competencies) dell’OCSE, dedicato alle competenze degli adulti, mostra come una quota significativa della popolazione presenti livelli insufficienti di comprensione del testo e capacità di elaborazione delle informazioni, competenze oggi considerate fondamentali anche per la salute cognitiva.

L’Italia è tra i paesi più longevi al mondo, l’invecchiamento della popolazione procede rapidamente e le difficoltà di attenzione interessano ormai anche bambini e giovani adulti, la sfida non riguarda soltanto il trattamento delle malattie neurodegenerative, ma la costruzione di una vera cultura della prevenzione cognitiva. È proprio in questa prospettiva che il metodo NEMO propone un cambio di paradigma: considerare il cervello non come un organo da proteggere solo quando si ammala, ma come un sistema da allenare ogni giorno, attraverso esperienze che coinvolgano contemporaneamente corpo, mente e lettura.

Il libro arriva in un momento storico in cui il dibattito pubblico è sempre più concentrato sull’evoluzione delle tecnologie intelligenti, ma molto meno sulle conseguenze che l’automazione cognitiva potrebbe avere sulle capacità umane. Il vero rischio, infatti, non è che l’Intelligenza Artificiale impari a pensare. È che noi smettiamo di allenare le capacità che ci rendono insostituibili: leggere in profondità, mantenere l’attenzione, elaborare criticamente le informazioni, creare connessioni, immaginare, decidere.
Mente e corpo in movimento non invita a rinunciare alla tecnologia, ma a usarla senza rinunciare alla più sofisticata tecnologia che possediamo: il cervello umano. Perché nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale la vera innovazione potrebbe essere imparare di nuovo ad allenare l’intelligenza biologica.

Regeni, primo passo verso la verità: restano molte zone d’ombra

Primo passo – La sentenza sul caso Regeni è un importante riconoscimento delle responsabilità dell’Egitto, ma non è ancora sufficiente per fare totale chiarezza su quanto accaduto.

Ascoltiamo il commento di Giuseppe Giulietti dell’associazione Articolo Ventuno.

DDL 1004, Arci: “Criticare Israele non significa essere antisemiti”

Criticare Israele non è antisemitismo – Arci si dice contraria al DDL 1004, in discussione alla Camera, e gli effetti che una sua applicazione può avere sulla libertà di espressione, di manifestazione e di produzione culturale. “Denunciare il genocidio e le violazioni del diritto internazionale, non significa essere antisemiti” spiega l’associazione.

L’antisemitismo va combattuto, sempre. Ma questo non può significare mettere a tacere il dissenso, limitare la libertà di espressione o impedire di denunciare le violazioni dei diritti umani.
Difendere il diritto di criticare i governi, di manifestare, di prendere parola e di chiedere giustizia è difendere la democrazia.

Carburanti, il caro prezzi cambia le abitudini degli italiani

Costi insostenibili – Secondo l’istituto di ricerca sociale Eumetra, il 71% delle famiglie italiane prevede di tagliare le spese a causa del caro-carburante. Il 43% degli italiani ha ridotto l’uso dell’auto o gli spostamenti, mentre il 32% dichiara di aver rinunciato o ridimensionato viaggi e vacanze.

Il caro carburante non è più soltanto una voce di spesa che pesa sul bilancio familiare: per molte famiglie italiane sta già traducendosi in una revisione concreta delle abitudini quotidiane, degli spostamenti e delle spese considerate rinunciabili.

E con l’arrivo dell’autunno e dell’inverno, la pressione combinata dei costi di mobilità ed energia potrebbe rendere ancora più stringenti le scelte sui consumi.

Lo afferma una recente rilevazione di Eumetra, l’istituto di ricerca sociale.

Il tema del caro carburanti è tornato al centro dell’attenzione anche per le iniziative annunciate dagli operatori in merito all’introduzione progressiva di un limite ai prezzi di benzina e gasolio; misure che intervengono in un contesto in cui il costo dei rifornimenti è già percepito dalle famiglie come una delle principali pressioni sul bilancio quotidiano.

Secondo la rilevazione, il 79% degli italiani dichiara che, rispetto a circa sei mesi fa, la spesa familiare per carburante – benzina e gasolio – è aumentata o molto aumentata. Un dato superiore a quello relativo alle bollette di luce e gas, indicate in aumento dal 74% delle famiglie, e alla spesa alimentare, cresciuta per il 68%.

L’aumento dei costi ha già prodotto effetti concreti sulla vita quotidiana. Il 43% degli italiani ha ridotto l’uso dell’auto o gli spostamenti, mentre il 32% dichiara di aver rinunciato o ridimensionato viaggi e vacanze. Ma le conseguenze riguardano anche la gestione della casa e delle spese quotidiane: il 33% ha limitato il riscaldamento o la climatizzazione, il 28% ha ridotto la spesa alimentare e il 24% ha limitato l’uso degli elettrodomestici.

Sale al 71% la percentuale delle famiglie che prevede comprimere alcune spese, mentre il 29% pensa che i propri consumi continueranno sostanzialmente come prima.

Milano Cortina, il report di Libera: dubbi su spese e trasparenza

All’indomani dei Giochi – A sei mesi dalla conclusione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Milano Cortina 2026, Libera e Open Olympics 2026 hanno pubblicato il quarto report su trasparenza e rendicontabilità. Il servizio di Elena Fiorani.

Se sul piano sportivo i Giochi hanno raggiunto il loro obiettivo, si evidenziano criticità su spesa, tempi e trasparenza contabile. Le opere mappate vedono un aumento di spesa di quasi 210 milioni rispetto al 2024; una su cinque ha subito un incremento di costo, ed esiste un forte divario tra risorse impegnate e opere concluse: 2 miliardi riguardano opere mai iniziate, ancora ferme in fase di gara o progettazione. L’ultimo cantiere dovrebbe terminare nel 2033 e l’81% registra ritardi. Ancora aperte anche le questioni ambientali e relative agli appalti: non risultano pubblicati i dati sulla Carbon Footprint e mancano i dettagli sui subappalti. Il bilancio 2025 della Fondazione Milano Cortina mostra un deficit patrimoniale di 176 milioni di euro e i debiti superano il miliardo.