Grave emergenza – Il terremoto in Venezuela ha una dimensione cinque volte più grande del sisma che ha colpito il Myanmar lo scorso anno. Ascoltiamo la testimonianza di Marcelo Garcia Dalla Costa di Cesvi.

Grave emergenza – Il terremoto in Venezuela ha una dimensione cinque volte più grande del sisma che ha colpito il Myanmar lo scorso anno. Ascoltiamo la testimonianza di Marcelo Garcia Dalla Costa di Cesvi.
Ridare voce alla democrazia – Oggi a Roma Acli, Mcl, Agesci, Sant’Egidio e altre associazioni cattoliche si incontrano per riflettere e confrontarsi sul ruolo dei corpi intermedi e della società civile organizzata in un periodo storico segnato da astensionismo, disaffezione politica e crescente fragilità sociale.
Ridare voce alla democrazia. È l’urgenza sottolineata da importanti realtà dell’associazionismo cattolico italiano che si riuniscono a Roma lunedì 6 luglio 2026 alle ore 17.00, presso l’Istituto Luigi Sturzo, in via delle Coppelle 35. La democrazia, infatti, è in crisi in Italia, come in tutto il mondo, e molte sono le spinte per indebolirla ulteriormente. Ciò è motivo di grande preoccupazione per chi ha contribuito in passato ad alimentare il tessuto democratico del nostro Paese e continua a farlo ancora oggi. La nostra stessa ispirazione cristiana e la nostra natura di “corpi intermedi” ci impongono di interessarci delle sorti della democrazia che vuol dire, in concreto, interessarci del bene comune di tanti uomini e di tante donne e in particolare delle condizioni dei più fragili.
Nello spirito della riflessione avviata dalla Chiesa italiana due anni fa con la Settimana Sociale di Trieste, abbiamo deciso di confrontarci su “Ridare voce alla democrazia. Società, partecipazione e istituzioni” – è questo il titolo dell’incontro – perché, viviamo in una fase storica segnata da crescente astensionismo, disaffezione verso la politica e indebolimento dei processi partecipativi. La natura popolare delle nostre associazioni ci rende pienamente consapevoli delle grandi emergenze del nostro Paese: povertà, lavoro povero, crisi demografica, disuguaglianze educative, fragilità dei territori, integrazione degli immigrati… Ma siamo convinti che occorre affrontare queste emergenze tutti insieme, seguendo ancora una volta la lettera e lo spirito di una Costituzione che per tanti anni ha guidato il popolo italiano in una via di progresso e di pace. In particolare, vogliamo affermare con forza che non può esserci democrazia solida senza partecipazione attiva dei cittadini, né futuro per le istituzioni senza un rinnovato protagonismo della società civile organizzata. Avvertiamo perciò anche l’importanza della discussione in corso sulla legge elettorale: dal modo in cui viene condotta – opera di una sola parte o decisione comune? -, dagli obiettivi che si propone – ridare ai cittadini la scelta dei loro rappresentanti o sceglierli al posto loro? – e dai suoi scopi ultimi – imporre ai cittadini la volontà di una minoranza o fare del Parlamento il luogo di vera condivisione delle scelte più importanti? – dipenderà la qualità futura della nostra democrazia.
Il Piano che serve – In Consiglio dei ministri arriva l’informativa per il Piano d’azione dell’economia sociale. Ascoltiamo il coordinatore del tavolo tecnico Gabriele Sepio.
Volontariato e vacanze – Torna l’iniziativa estiva di Anpas che offre la possibilità di coniugare impegno e nuove esperienze. Una Pubblica Assistenza, infatti, ospita nella propria sede volontari e volontarie che vogliano condividere la loro passione e accrescere conoscenze e competenze in città o paesi diversi da quello dove fanno abitualmente servizio.
Per tutte le informazioni: https://www.anpas.org/vacanze-
Maestri di strada – Con i Bambini lancia una raccolta di contributi per un volume collettivo che esplora il ruolo della scuola, delle periferie e della cura educativa nella società contemporanea. Per partecipare c’è tempo fino al 27 luglio con saggi, racconti o poesie.
In occasione dell’ottantesimo compleanno di Cesare Moreno, storico maestro elementare, co-fondatore e presidente dell’associazione Maestri di Strada, al via la call for papers aperta a chiunque voglia riflettere sui temi dell’educazione, della scuola e della trasformazione sociale.
L’iniziativa – nata da un’idea della psicologa Clara Sartini e di Ilaria Spagnuolo, architetto e socialmedia manager dell’Associazione, che gode del patrocinio di Con i bambini, l’impresa sociale presieduta da Marco Rossi-Doria – mira a realizzare il volume collettivo dal titolo “Educazione metropolitana. 80 scritti sull’educazione”. Un progetto editoriale che intende raccogliere riflessioni, esperienze e visioni, celebrando il percorso di una figura di riferimento della pedagogia italiana contemporanea e interrogandosi sulle tracce lasciate dal suo lavoro.
Il fulcro tematico della chiamata è l’idea di educazione metropolitana coniata dallo stesso Moreno. In netta contrapposizione con le “educazioni siberiane” – modelli educativi chiusi, esclusivi e impermeabili al contesto sociale – l’educazione metropolitana si propone come «un cerchio che si espande, un cerchio in cui è possibile riconoscersi anche guardando fuori, tenendo conto di come è complesso e interconnesso il mondo di oggi».
I partecipanti sono invitati a declinare questo concetto in totale libertà espressiva (saggio, racconto, poesia…), partendo dalle suggestioni e dalle parole chiave del Frasario dei Maestri di Strada. Tra le numerose piste di lavoro proposte figurano temi cruciali quali: il corpo a scuola, l’ArtEducazione, la periferia come adolescenza delle città, i margini come luoghi generativi, la violenza che nasce dalla crisi della parola, la pedagogia itinerante…
La partecipazione alla call è completamente gratuita e aperta a contributi inediti. Per candidarsi c’è tempo fino al 27 luglio 2026.
I candidati dovranno inviare i materiali tramite il sito ufficiale dell’associazione seguendo questi passi:
Compilare il modulo di iscrizione su maestridistrada.it/opencall.
Inserire il testo del contributo nell’apposito spazio.
Allegare una breve biografia dell’autore (max 10 righe), la copia di un documento di identità e la licenza di pubblicazione firmata.
Progetto Mimosa – L’iniziativa promossa da Farmaciste Insieme sperimenterà un modello strutturato di ascolto, informazione e orientamento rivolto a donne vittime di violenza con il coinvolgimento delle farmacie e con la rete territoriale dei servizi, tra cui il mondo sportivo, accomunati dall’obiettivo di promuovere la cultura del rispetto e rafforzare la rete di supporto alle persone fragili.
La violenza di genere rappresenta una sfida sociale complessa che richiede una risposta condivisa, fondata sulla collaborazione tra Istituzioni, professioni sanitarie, terzo settore, imprese e comunità locali. Con questo obiettivo è stato presentato martedì 30 giugno a Milano, Palazzo Pirelli, il Progetto Mimosa Lombardia, iniziativa promossa da Farmaciste Insieme che segna l’avvio del progetto pilota nazionale destinato a sviluppare e sperimentare un modello strutturato di ascolto, informazione e orientamento rivolto alle donne vittime di violenza attraverso il coinvolgimento delle farmacie e la collaborazione con la rete territoriale dei servizi.
Tra gli elementi più innovativi del progetto figura la costituzione Insieme Lab del Board delle Reti Territoriali del Progetto Mimosa Lombardia, uno spazio permanente di confronto e collaborazione che riunisce professioni sanitarie, Istituzioni, associazioni civiche, terzo settore e realtà del mondo sportivo accomunate dall’obiettivo di promuovere la cultura del rispetto e rafforzare la rete di supporto alle persone fragili. Ne fanno parte: Fondazione Ospedale Niguarda, ANDI, Fnopi Lombardia, Cittadinanzattiva Lombardia, Uisp e Federazione Motociclistica Italiana – Comitato Regionale Lombardia.
Si può fare di più – Il Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza commenta il nuovo Piano Nazionale. Il servizio di Anna Monterubbianesi.
Secondo il Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza il nuovo Piano Nazionale per l’assistenza agli anziani consolida il sistema esistente piuttosto che riformarlo. La riforma, spiegano, introduce criteri più equi per distribuire le risorse tra le Regioni, ma lascia invariati i principali nodi del settore: un’assistenza ancora frammentata, pochi servizi territoriali a sostegno delle famiglie e risorse insufficienti per rispondere ai bisogni degli anziani non autosufficienti. Secondo il Patto, inoltre, il Piano non riesce ad unire sociale, sanità e INPS, limitando il coordinamento ai soli servizi sociali.
Passi indietro – Il cammino verso l’abolizione della pena di morte nel mondo sembra essersi arrestato. È quanto è emerso dal Congresso mondiale contro la pena di morte che si è tenuto a Parigi: mentre quasi il 90% degli stati l’ha abolita per legge o nella pratica, diversi governi stanno adottando l’approccio opposto.
Il cammino verso l’abolizione della pena di morte nel mondo sembra essersi arrestato. E’ quanto è emerso dal Congresso mondiale contro la pena di morte che si è tenuto a Parigi e nel corso del quale alti funzionari delle Nazioni Unite hanno lanciato un avvertimento: “i progressi sono reali, ma i risultati ottenuti sono minacciati”. Mentre quasi il 90% degli stati ha ormai abolito la pena di morte per legge o nella pratica, oppure osserva una moratoria sulle esecuzioni, è stato sottolineato, diversi governi stanno adottando l’approccio opposto. Il responsabile delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ha stilato un preoccupante elenco di questi passi indietro. Ha citato in particolare Israele, dove, ha detto, una nuova legislazione “reintroduce di fatto la pena di morte”, applicandola “quasi esclusivamente ai palestinesi”. In Burkina Faso, una bozza di riforma del codice penale propone di reintrodurre la pena capitale per alcuni reati. Allo stesso tempo, si registra “un forte aumento delle esecuzioni in un numero limitato di paesi, in particolare in Iran”, ha affermato, menzionando inoltre la mancanza di trasparenza da parte delle autorità cinesi riguardo al numero delle esecuzioni. Turk ha inoltre ricordato che nessuno studio ha dimostrato l’effetto deterrente della pena di morte sulla criminalità. Al contrario, la sua applicazione rimane spesso arbitraria e discriminatoria. “Nella stragrande maggioranza dei casi, le vittime sono persone povere e appartenenti a comunità emarginate. Anche le voci dissidenti e critiche sono spesso prese di mira” ha osservato. “La pena di morte si è rivelata un fallimento sotto ogni punto di vista, come confermato dall’esperienza maturata in tutto il mondo”, ha dichiarato il funzionario Onu, che ha concluso “dobbiamo fare ogni sforzo per relegare questa pratica abominevole ai libri di storia”.
Comuni ricicloni – In Italia tornano a crescere i comuni “rifiuti free” che salgono quota 675: lo dicono i dati del Rapporto di Legambiente. Il Nord si conferma l’area del Paese con più città virtuose, il 60,3% del contro il 32,8% del Sud e delle isole.
A livello regionale, il Veneto si conferma leader assoluto per numero di comuni rifiuti free (165), seguito da Lombardia (104) e Campania (73). Quest’ultima è la prima regione del Sud per comuni rifiuti free.
Per quanto riguarda i comuni capoluogo di provincia, su 54 che hanno partecipato al concorso di Legambiente e che sono stati presi quest’anno in esame, 35 (il 65% del campione e il 33% del totale) hanno raggiunto e superato l’obiettivo del 65% e 5 sono Rifiuti Free, mantenendo la produzione di rifiuto indifferenziato al di sotto di 75 kg pro-capite all’anno. Ad aggiudicarsi questo doppio riconoscimento sono Pordenone, Belluno, Nuoro, Trento e Treviso. In particolare, Nuoro, entrata in classifica lo scorso anno, conferma la sua posizione e il suo impegno in questo settore.
“I dati in crescita dei comuni rifiuti free – commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – sono un segnale importante ma il Paese, a partire dalle grandi città, non deve abbassare l’attenzione perché può e deve fare molto di più in fatto di gestione virtuosa dei rifiuti. L’economia circolare rappresenta una leva strategica per l’Italia che va sostenuta con politiche e interventi concreti a livello europeo e nazionale. Ma tutto parte da una buona qualità della raccolta differenziata e da un efficace e concreto avvio al riciclo, riducendo al minimo l’indifferenziato avviato a smaltimento o ai termovalorizzatori. Per questo continuiamo con forza il nostro concorso nazionale, premiando le migliori pratiche di gestione e prevenzione dei rifiuti, con l’obiettivo di trasformarle in una politica unitaria e virtuosa su tutto il territorio nazionale. Fino ad oggi l’Italia ha detenuto un primato su raccolta differenziata e riciclo, serve un impegno comune per mantenerlo anche in futuro.”
Piccoli Ambasciatori di Pace Saharawi – Dal 4 luglio al 21 agosto torna il progetto di accoglienza nato nel 1982 che ha consentito ad oltre 15.000 bambine e bambini provenienti dai campi profughi saharawi di Tindouf, in Algeria, di trascorrere un periodo nel nostro Paese grazie all’impegno di associazioni, enti locali, famiglie e migliaia di volontarie e volontari. Sette le regioni coinvolte.
L’edizione 2026 coinvolgerà sette regioni – Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio e Campania – attraverso una rete coordinata dalla Rete Saharawi, in collaborazione con la Rappresentanza in Italia del Fronte Polisario, le associazioni territoriali e il Ministero della Gioventù e dello Sport della Repubblica Araba Saharawi Democratica. Per gli aspetti autorizzativi il progetto è realizzato in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali italiano.
Per i 120 bambini coinvolti il soggiorno rappresenta un’importante occasione di tutela della salute, grazie ai controlli medici e alle attività educative, sportive e ricreative, ma anche un’esperienza di incontro e di scambio con le comunità italiane. Al tempo stesso il progetto promuove un’accoglienza rispettosa della loro identità culturale, linguistica, religiosa e dei legami familiari.