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“In nessun grande comune italiano c’è un sindaco con meno di 40 anni”: lo studio di Iref-Acli

Giovane sindaco cercasi

Eletti soprattutto al nord e nei piccoli centri, in maggioranza uomini e il 70% è iscritto ad associazioni o enti del Terzo settore. Lo studio di Iref-Acli, ascoltiamo Santino Scirè – Presidente della Fondazione Achille Grandi.

Aoi e Amnesty denunciano i crimini di guerra a Gaza: “Bloccare subito questa punizione collettiva sui civili”

Proteggere la popolazione civile

Aoi e Amnesty International denunciano i crimini di guerra nella striscia di Gaza e chiedono che si fermino gli attacchi indiscriminati alla popolazione civile, nel rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale. Ascoltiamo Silvia Stilli, portavoce di AOI.

Ecco il Barometro dell’odio nello sport: cresce il linguaggio volgare sui social, il calcio è il tema dominante online

I numeri dell’odio

Presentata la ricerca del Barometro dell’odio nello sport: in particolare sui social media cresce il linguaggio volgare. Il calcio è il tema dominante nelle interazioni online e tutte le squadre mostrano livelli simili di linguaggio ostile nel flusso dei commenti.


In Italia è sempre più pesante il linguaggio volgare in ambito sportivo. Almeno sui social media. Sul campione analizzato, quasi un commento su tre è considerato d’odio. L’hate speech aumenta; si riduce leggermente la discriminazione

Piove odio nel linguaggio espresso sui social media su temi sportivi. E la ricerca del Barometro dell’odio nello Sport, presentato oggi al Foro Italico, con i suoi risultati vuole segnalarne il grado di pressione.

I crescenti discorsi d’odio, il cosiddetto “hate speech”, sono ben evidenziati dai numeri di questa ricerca, realizzata dal Centro CODER dell’Università di Torino nell’ambito del progetto “Odiare non è uno sport” (AID 012618/4), realizzato con il sostegno dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, che ha monitorato per tre mesi, dal 1° ottobre 2022 al 6 gennaio 2023, i social (Facebook e Twitter) delle 5 principali testate sportive italiane: Gazzetta dello Sport, Tuttosport, Il Corriere dello Sport, Sky Sport e Sport Mediaset.

Quattro le categorie utilizzate per definire l’hate speech: linguaggio volgare, aggressività verbale, aggressività fisica e discriminazione.
Nel campione analizzato, pari 3.412.956 su Facebook e 29.625 su Twitter, circa un milione di commenti sono stati classificati come hate speech e di questi circa 200.000 contenevano almeno un riferimento alla discriminazione.
Il calcio è il tema dominante nelle interazioni online: rappresenta circa il 96% dei post analizzati su Facebook e Twitter.
Tutte le squadre di calcio mostrano livelli simili di linguaggio d’odio nel flusso dei commenti.

L’hate speech aumenta, in leggero calo la discriminazione
Su Facebook, rispetto al 2019, anno della prima rilevazione, la percentuale di post senza commenti di odio è diminuita dal 25,7% al 15,1%, mentre i post con più di 25 commenti di hate speech sono aumentati dal 13,6% al 29,8%. Anche su Twitter, rispetto al 2019, la percentuale di hate speech è cresciuta in maniera significativa: il 54,9% dei commenti è stato identificato come hate speech, mentre nel 2019 era il 31%.

La dimensione più frequente è rappresentata dall’aggressività verbale con una percentuale pari al 67,3%, seguita dal linguaggio volgare con il 22,1%. Mentre discriminazione e aggressività fisica registrano valori più bassi nel 2022 rispetto al 2019, passando rispettivamente da 7% a 6,5% e da 6% a 4,1%.

Dalla ricerca si evince che oltre il 95% dei post analizzati riguarda il calcio e che alcuni personaggi collegati a questo sport – calciatori, allenatori, commentatori e compagne di calciatori – contribuiscono a generare un alto volume di interazioni a cui corrisponde una quota variabile tra il 10% e il 20% di volgarità, aggressività e discriminazione.

Nel complesso la ricerca evidenzia l’importanza di affrontare il problema dell’hate speech nello sport online, promuovendo un ambiente inclusivo attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori in campo.

Legge di Bilancio, niente finanziamenti per la Riforma sulla non autosufficienza: parla Cristiano Gori (Patto per un nuovo welfare)

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La Legge di Bilancio non ha previsto finanziamenti per dare attuazione alla Riforma per gli anziani non autosufficienti. Ascoltiamo il coordinatore del Patto per un nuovo welfare sulla non autosufficienza Cristiano Gori.

Servizio civile, rappresentanti di volontari ed enti scrivono al Governo: servono risorse stabili e coerenti con il passato

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I rappresentanti degli enti e degli operatori volontari scrivono al Governo per chiedere la stabilizzazione del Servizio Civile Universale ed evitare di scivolare nuovamente in una situazione di precarietà e incertezza. La disponibilità finanziaria prevista dalla Legge di Bilancio – spiegano – è insufficiente.