GrsWeek del 20-21 ottobre – A che gioco giochiamo?

 

La definizione di gioco parla di un’attività di intrattenimento volontaria e intrinsecamente motivata, svolta da adulti, bambini, o animali, a scopo ricreativo. Lo sport, invece, è l’insieme di attività che impegna le capacità psicofisiche dell’atleta, che svolge una disciplina con finalità amatoriali oppure di professione. I videogiochi e gli e-sport come si posizionano rispetto a queste definizioni? La socialità e la condivisione, la partecipazione fisica e corporea ad un’attività, possono essere elementi qualificanti che distinguono sport e gioco classicamente intesi dai nuovi mondi prodotti dallo sviluppo tecnologico?

Sempre più spesso il mondo dello sport si sta interrogando su questi temi, in particolare dopo che il Cio-Comitato Olimpico Internazionale ha prospettato l’idea di introdurre i videogiochi nel programma olimpico. In questi giorni si svolge a Roma il convegno “E-sport è sport?”, organizzato dal Centro Sportivo Italiano in collaborazione con Unisport Roma, il network composto dalle sette Università della Capitale. La sessione di venerdì 19 ottobre è stata dedicata all’approfondimento del fenomeno da punto di vista storico, sociologico ed economico, mentre la giornata di sabato sarà dedicata all’approfondimento delle ricadute psico-pedagogiche degli e-sport. Interverrà, tra gli altri, lo psicologo Fabio Lucidi, a cui abbiamo chiesto un’analisi de gioco on line dal punto di vista psicologico

Questo apparente paradosso si spiega con la qualità delle relazioni che si instaurano: infatti, si parla di rafforzamento dei rapporti sociali più deboli o superficiali, mentre quelli ad essere sacrificati sono i rapporti basati su empatia e condivisione. Un approfondimento sul tema è stato proposto anche dall’Uisp-Unione italiana sportpertutti in un convegno organizzato ad Orvieto in occasione del Festival nazionale del gioco e delle tradizioni. Tra gli intervenuti c’era anche Domenico Scaramozzino, gamer ventitreenne, convinto assertore della bontà dei videogiochi per il suo sviluppo. Sentiamo le sue parole

Allora come si posizione il gioco elettronico nel rapporto tra gioco motorio e gioco della mente? Risponde Fabio Lucidi

Quindi nessun pregiudizio sugli e-sport ma una consapevolezza condivisa che gli eccessi fanno sempre male. Ben venga ogni forma di attività che crea socialità e confronto, ma indispensabile evitare l’isolamento e gli eccessi di qualsiasi genere. L’OMS-Organizzazione mondiale della sanità, infatti, ha messo in guardia rispetto a questo fenomeno che coinvolge giovanissimi in tutto il mondo, ma sempre più chiama in causa anche gli adulti.

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