Archivi categoria: Internazionale

Epidemie di ritorno

notizie

Tra gli effetti della crisi in Venezuela c’è il ritorno di malattie che sembravano debellate. Secondo Medici Senza Frontiere, nella regione di Sifontes c’è una rapida diffusione della malaria a causa dell’elevata mobilità della popolazione, delle pessime condizioni economiche e dello scarso finanziamento al piano di prevenzione. Tornano anche morbillo e difterite.

L’altra America

notizie

Negli Stati Uniti di Trump, Chicago fa la storia ed elegge il suo primo sindaco donna afroamericana e apertamente gay. Lori Lightfoot si appresta a guidare la terza città più popolosa del Paese. Tre le sfide difficili da vincere: un debito pensionistico di 28 miliardi dollari, una popolazione in calo e un tasso di omicidi che supera quello di New York e Los Angeles

Fame acuta

notizie

È quella che hanno sofferto 112 milioni di persone nel corso dell’anno scorso a causa di guerre e disastri climatici. Sono i dati del Rapporto di Fao e Programma alimentare mondiale che sottolinea come tra le aree più colpite ci siano Yemen, Repubblica democratica del Congo, Afghanistan e Siria.

Secondo il direttore esecutivo del Pam, David Beasley, “Per sconfiggere veramente la fame, dobbiamo affrontarne le cause alla radice: conflitti, instabilità, l’impatto degli choc climatici. Per raggiungere l’obiettivo Fame Zero i bambini e le bambine hanno bisogno di essere ben nutriti e di ricevere una buona istruzione, le donne devono essere veramente emancipate, le infrastrutture rurali rafforzate. Programmi che rendano resilienti e più stabili le comunità ridurranno i numeri di affamati. E abbiamo bisogno che i leader del mondo facciano un’altra cosa: si prendano le proprie responsabilità e contribuiscano a risolvere i questi conflitti, ora”.

Alta tensione

notizie

Dopo il razzo su Tel Aviv della scorsa, bombe e raid israeliani cadono sulla Striscia di Gaza. Una nuova escalation di violenza in piena campagna elettorale. Ai nostri microfoni Alessandra Mecozzi, presidente Associazione Cultura è Libertà. (sonoro)

Mani in alto

notizie

Boom nel mondo di armi leggere. Il servizio di Fabio Piccolino. (sonoro)

Nel mondo circolano illegalmente più di un miliardo di pistole e fucili: sono i dati dell’ultimo rapporto dell’Iriad, Istituto di ricerche internazionali dell’Archivio Disarmo. Il traffico di armi leggere è in crescita continua dal 1996 e coinvolge un numero di Paesi sempre maggiore. La diffusione di armamenti leggeri e di piccolo calibro infatti non è mai stata così capillare, tanto da causare il 90% delle vittime dei conflitti successivi alla Seconda guerra mondiale: ad esserne vittima sono per la maggior parte i civili. Tre le rotte principali del traffico illegale di armi: quella balcanica, che coinvolge la Bosnia, l’Italia, la Croazia e la Slovenia, raggiungendo l’Europa occidentale; quella nordafricana, che include i paesi del Medio oriente, e quella che dagli immensi depositi dei Paesi dell’ex Urss e dell’Europa dell’Est punta tradizionalmente verso l’Africa.

Sangue su sangue

notizie

Il quarto anniversario della guerra in Yemen è coinciso con il bombardamento di un ospedale di Save The Children. L’ordigno, esploso a pochi metri dalla struttura, ha causato la morte di sette persone, tra cui quattro bambini. Dall’inizio del conflitto i raid aerei sono stati circa 19mila: nel paese 10 milioni di minori non hanno accesso a cure mediche adeguate.

In cerca di verità

notizie

La Procura di Roma è in attesa di una risposta dalle autorità kenyote dopo l’invio di una rogatoria internazionale in relazione alla vicenda di Silvia Romano, la volontaria milanese di 23 anni rapita il 20 novembre scorso mentre si trovava nel villaggio di Chakama. A piazzale Clodio si indaga per sequestro di persona per finalità di terrorismo.

Quattro anni di morte

notizie

Nonostante i ripetuti appelli, in Yemen la guerra non si ferma e le vittime aumentano di giorno in giorno. Il servizio di Fabio Piccolino. (sonoro)

Crimini del diritto internazionale: sono quelli documentati da Amnesty International nello Yemen, a quattro anni dall’inizio del conflitto. Tutte le parti in conflitto infatti, continuano a infliggere sofferenze inimmaginabili alla popolazione civile: attacchi indiscriminati, detenzioni arbitrarie, sparizioni forzate, maltrattamenti, torture, aggressioni sessuali e l’imposizione di restrizioni sulla circolazione di beni e aiuti essenziali. Secondo l’organizzazione, che chiede da tempo la sospensione delle forniture di armi alla coalizione guidata da Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, “La comunità internazionale deve raddoppiare gli sforzi per assicurare che i civili siano protetti, che gli ostacoli all’assistenza umanitaria siano rimossi e che l’impunità per crimini di guerra e violazioni dei diritti umani abbia fine”.