Archivi categoria: Sport

Tutti per uno

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Raccolta fondi per promuovere lo sport nelle periferie di Bologna promossa dalla Polisportiva Hic sunt leones. La campagna di crowdfunding servirà a promuovere l’educazione all’attività fisica nei quartieri più popolari della città, attraverso l’acquisto di materiale sportivo, divise e borsoni. Ma anche il sostegno ad educatori che lavorano con i bambini e i ragazzi.

 

La polisportiva lavora in particolare nelle aree dei quartieri Navile e Porto-Saragozza dove, nel tempo, ha costruito un forte radicamento territoriale partendo da due poli significativi: la Palestra popolare del centro sociale Tpo e il Centro sportivo Pizzoli, divenuti luoghi di aggregazione e coesione in contesti urbani attraversati da profonde trasformazioni sociali. “Sport insieme era un progetto sportivo portato avanti con i Quartieri, che si facevano carico di un piccolo finanziamento per sostenere queste attività. Abbiamo mutuato il nome per questo crowdfunding: vogliamo fare il salto di qualità, provare a diventare un po’ più grandi. Vogliamo intervenire con proposte concrete sulla difficoltà dei giovani di accedere ad attività sportive, educative e ricreative organizzate al di fuori dell’orario scolastico”, spiegano i promotori. Lo scopo della raccolta fondi, dunque, è quello di finanziare e ampliare il settore giovanile della Hsl: “Nello specifico, vorremmo potenziare i corsi di pugilato, le giovanili di calcio e il settore giovanile del rugby”.

Buon vento

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La riabilitazione sociale si fa in barca a vela. Domenica il team Velatamente parteciperà alla Velalonga: a bordo, pazienti con grave disagio mentale. Il servizio di Elena Fiorani.

 

Hanno lavorato duro tutto l’inverno, gli equipaggi del team Velatamente. E adesso possono finalmente mollare gli ormeggi e regatare. Domenica i velisti saranno alla 34esima edizione della Velalonga a bordo di tre imbarcazioni grazie al progetto di riabilitazione psicosociale realizzato dal Dipartimento di Salute Mentale della Asl Napoli 1 Centro in collaborazione con la Lega Navale di Napoli. L’andare a vela diventa un modo per far venir fuori e consolidare la parte sana e vitale degli utenti, quella su cui lavora la riabilitazione sganciando la sofferenza psichica dal solito circuito di malattia. Hanno imparato a far nodi, a timonare, a regolare le vele ma soprattutto hanno ri-acquisito la capacità di fare gruppo, di assumersi responsabilità nei confronti propri ed altrui, di aiutarsi a vicenda. Anche il rapporto con gli operatori muta: l’equipe diventa equipaggio, senza più distinzioni di ruoli se non quelli riconosciuti abitualmente a bordo. Spontaneamente si realizza l’integrazione.

Tutti al mare

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In Sardegna, nel Golfo degli Aranci, c’è una spiaggia speciale, attrezzata per consentire a persone con disabilità di fare mare e sport acquatici, dalla pallanuoto alla canoa al nuoto. Aprirà in questi giorni il Lido del Sole, dotato di pedane per sedie a rotelle e ombrelloni rigidi. L’idea è di Mario Petrone, tecnico del Pisa e di uno sponsor d’eccezione: il presidente del Crema Calcio, Enrico Zucchi.

 

Mario Petrone, 45 anni, napoletano, tecnico del Pisa, e in passato di Catania, Ascoli, Bassano e San Marino: “Volevo creare un posto dove tutti, ma proprio tutti, potessero vivere e fare sport in riva al mare. Perché il mare è troppo bello per non essere goduto da chiunque”. Decisivo è stato l’incontro con Enrico Zucchi, presidente del Crema 1908: Petrone capisce che il progetto è possibile, lo definisce e lo porta avanti. Fonda l’associazione Asdmysportabilità e si rivolge al Comune di Olbia per raccontare la sua idea, trova persone che lo ascoltano e che si mettono in azione. L’Autorità Portuale apre il bando di concessione, l’associazione di Petrone partecipa e ottiene l’autorizzazione. L’obiettivo è che il Lido del Sole possa diventare un punto di riferimento per tutti, di inclusione sociale, aprendo la possibilità che altri sponsor e enti facciano la loro parte.

Parchi in movimento

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A Verona attività motoria all’aria aperta per tutti per promuovere il benessere contrastando le malattie croniche legate alla sedentarietà. Tramite le associazioni sportive del territorio nei mesi di giugno e luglio sarà possibile sperimentare diverse discipline con un’unica tessera d’iscrizione.

 

«L’attività fisica promuove il benessere, la salute fisica e mentale, previene le malattie, migliora le relazioni sociali e la qualità della vita, produce benefici economici e contribuisce alla sostenibilità ambientale». Lo afferma la Carta di Toronto, testo di riferimento a livello mondiale per la promozione dell’attività fisica. “Parchi in Movimento” è un progetto nato in sintonia con la sopraccitata dichiarazione ma anche, e soprattutto, con il “Piano Regionale per la Promozione dell’Attività Motoria nel Veneto” che ha come obiettivo principale promuovere il benessere della collettività e degli individui contrastando le malattie croniche legate alla sedentarietà, in particolare obesità, diabete, malattie cardiocircolatorie e cerebrovascolari, tumori, depressione, malattie respiratorie croniche e patologie correlate all’invecchiamento. L’idea progettuale è stata sviluppata dal Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Ulss 9 Scaligera e da UISP Comitato di Verona (Unione Italiana Sport Per tutti) con la collaborazione attiva della 2^Circoscrizione del Comune di Verona.

The Human Factor

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The Freedom Way. Grazie a questo progetto, due migranti stanno seguendo corsi per imparare a nuotare, correre e andare in bici per prendere parte, il prossimo 22 luglio alla gara di triathlon Santini Trio Senigallia. Mbaye Sarr e Oumar Sylla, rispettivamente 34 e 19 anni, senegalese il primo e guineano il secondo, una volta concluso il percorso otteranno anche un contratto di lavoro.

‘The Human Factor – The Freedom Way’ è ideato dall’associazione sportiva dilettantistica Rolling Dreamers, è uno dei 180 progetti ammessi a finanziamento sul bando regionale emanato nel 2017 per dare sostegno a progetti presentati da soggetti del terzo settore e rivolti alla fascia di popolazione più fragile e socialmente disagiata o maggiormente bisognosa di tutela. Il bando, che aveva una dotazione iniziale di 1 milione di euro, ha finanziato progetti relativi a due ambiti di attività: iniziative promosse da soggetti del terzo settore per l’inclusione ed il contrasto del disagio sociale e realizzazione di soggiorni residenziali estivi per bambini e ragazzi di età inferiore a 18 anni. Il progetto in questione rientra nel primo ambito e più in particolare nella promozione dell’inclusione degli immigrati nella multiculturalità (confronto interculturale, dinamiche relazionali fra cittadini, italiani e stranieri, riconoscimento e valorizzazione del patrimonio culturale e delle consuetudini dei paesi d’origine, accesso ai servizi territoriali per il superamento di specifiche condizioni di vulnerabilità e isolamento).

Un calcio alla violenza

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Domani a Firenze la partita fra metalmeccanici e campionesse della Fiorentina Women’s per dire no agli abusi sulle donne. Fischio d’inizio alle 20.30 allo stadio Gino Bozzi.

 

A scendere in campo saranno le campionesse della Fiorentina Women’s contro una delegazione metalmeccanica composta da lavoratori, rappresentanti sindacali e istituzionali. L’ingresso alla partita, organizzata in collaborazione con Fiorentina Women’s, Porta Romana e assessorato allo Sport del Comune di Firenze, ha un costo simbolico di 5 euro e il ricavato sarà destinato ad Artemisia. L’evento è patrocinato dalla Regione Toscana, dalla Città Metropolitana, dal Comune di Firenze e dall’associazione nazionale degli Allenatori di calcio. Media partner dell’evento sarà Rtv38. I biglietti sono acquistabili in prevendita presso tutte le associazioni promotrici o direttamente allo stadio prima dell’evento.

Pallanuoto inclusive

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Domani a Perugia il primo torneo di water polo ability, organizzato dall’Associazione Prendimi per mano. Il servizio di Elena Fiorani. (sonoro)

Inclusione, divertimento e sport: tre parole per descrivere l’esperienza sportiva che vedrà protagonisti 13 ragazzi, con disturbi del neuro sviluppo, dello spettro autistico e delle relazioni, dagli 8 ai 15 anni, che si troveranno a gareggiare insieme per abbattere le barriere dell’esclusione sociale. Formeranno le 5 squadre di pallanuoto, che nel pomeriggio di sabato disputeranno il primo torneo regionale di pallanuoto “Water Polo Ability”, presso la piscina Pellini di Perugia. I ragazzi provengono da tutta l’Umbria e seguono un nuovo approccio terapeutico per cui vengono utilizzate tecniche cognitivo-comportamentali che non trascurano gli aspetti relazionali ed emotivi. Gli operatori lavorano singolarmente con ragazzi per favorire l’integrazione, sviluppare capacità di stare in gruppo, fare gioco di squadra e confrontarsi con il gruppo dei pari. Il progetto è nato due anni fa in maniera sperimentale e sta dando ottimi risultati

Sport senza età

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È il nome dell’iniziativa, promossa dalle Acli Marche, che per la prima volta utilizza le risorse del Fondo sanitario nazionale per finanziare iniziative di prevenzione attraverso l’attività fisica. Il programma prevede due camminate settimanali a Porto San Giorgio ed un’ora a di socializzazione nella quale saranno proposti giochi come burraco, dama o scacchi.

Essere-liberi

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È il progetto che vuole facilitare il reinserimento familiare e sociale dei lavoratori infortunati, secondo un modello che mette al centro bici e camminate, yoga ed escursionismo, kayak e soft rafting. Vivere a stretto contatto con l’ambiente naturale, infatti, genera maggiore autostima.

 

Uno degli obiettivi prioritari di Inail è facilitare il reinserimento familiare e sociale attraverso interventi volti a favorire le opportunità di socializzazione dei lavoratori infortunati perseguendo un modello sempre più di “presa in carico”. Da qui nasce il progetto “Essere – Liberi” della direzione Inail di Livorno-Grosseto, che poggia sul nuovo “Regolamento per l’erogazione agli invalidi del lavoro di dispositivi tecnici e di interventi di sostegno per il reinserimento nella vita di relazione”.
Bici, camminate, yoga, escursionismo, canoa: sono moltissime le attività cosiddette “outdoor” che si possono svolgere all’aria aperta godendo delle bellezze della natura, uno stile di vita che affascina sempre di più persone e che, oggi grazie a nuovi supporti, è una opportunità anche per le persone disabili. Attraverso un apprendimento sensoriale-esperienziale, si è evidenziato che l’outdoor migliora il lavoro tra i pari, facilita lo sviluppo di leadership e di abilità di problem-solving, ha effetti positivi sulle capacità motorie. Oltre a portare dei reali e tangibili benefici al corpo, queste attività costituiscono un ottimo rimedio contro lo stress, l’attività fisica svolta in un ambiente ricco di ossigeno ed aria pura aiuta ad allentare le tensioni negative della mente e permette al corpo di rigenerarsi.
È coinvolta nel progetto l’Associazione Terramare, affiliata Uisp, che svolge attività sportiva e di utilità sociale: punta a combinare lo sport e la promozione sociale, cercando di educare le persone all’attività motorie e all’esplorazione del territorio, in completa armonia con l’ambiente circostante.

Tratta Mondiale

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Allarme delle ong sul traffico della prostituzione, che coinvolge migliaia di donne nigeriane, e raggiungerà anche la Coppa di calcio in Russia. Mosca ha eliminato l’obbligo di visto di ingresso nel paese per gli stranieri, i tifosi potranno superare le frontiere con i soli biglietti di partecipazione alla manifestazione.

 

A denunciarlo, attivisti e difensori dei diritti umani di entrambi Paesi. Una semplificazione che costituirà “un vero e proprio regalo per i trafficanti”, ha detto Julia Siluyanova, membro di Alternativa, un’associazione anti-tratta russa. Un fenomeno peraltro non nuovo: anche durante la Confederations Cup dello scorso anno almeno 30 donne di nazionalità nigeriana sono state portate in Russia, come ha spiegato ancora Siluyanova. Anche le ong nigeriane anti-tratta hanno denunciato il fenomeno, a partire dalle informazioni diffuse dall’intelligence locale, secondo cui varie organizzazioni criminali avrebbero già iniziato a muoversi per trovare le ragazze – spesso anche adolescenti – e trovare il modo di portarle all’estero, dove saranno poi costrette a prostituirsi.

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