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Stadi aperti


Stasera a Bucarest si gioca Romania-Norvegia e a fare il tifo ci saranno 30.000 under 14. L’incontro si sarebbe dovuto giocare a porte chiuse per colpa degli incidenti causati dai tifosi alle ultime partite in casa della nazionale. Ma l’Uefa ha accolto la proposta della Federcalcio romena: da ogni angolo del Paese le scuole si sono organizzate e hanno risposto sul sito ufficiale della Federazione.

Una risposta bellissima a ogni forma di violenza. Che regalerà un colpo d’occhio da record mondiale: Romania-Norvegia, in programma all’Arena Nationala di Bucarest, avrà 30.038 spettatori. Tutti Under 14. Un primato mondiale inatteso che ha preso corpo nel giro di pochi giorni e che offrirà a questo turno di qualificazione a Euro 2020 un motivo per essere ricordato.
La luce arriva alla fine del tunnel in cui il calcio romeno era entrato con gli incidenti causati dai tifosi alle ultime partite della nazionale in casa, giocate a settembre rispettivamente con la Spagna (1-2) e con Malta (1-0). L’Uefa ha sanzionato la Romania con una partita da giocare a porte chiuse: nessun biglietto in vendita dunque per Romania-Norvegia in programma martedì 15 ottobre. La Federazione romena ha deciso così di lanciare l’ìiniziativa, già utilizzata da diverse squadre di club (Juventus compresa) e ottenendo il permesso dalla federazione europea, di aprire le porte dell’Arena Nationala di Bucarest agli Under 14. La risposta è stata clamorosa. Da ogni angolo della Romania le scuole si sono organizzate e hanno risposto sul sito ufficiale della Federazione romena. A due giorni dal match 30.038 Under 14 hanno prenotato un posto. Ogni dieci ragazzi avrà un accompagnatore, così da arrivare a quota 33.000 spettatori.

Il prezzo di stare in forma


Studi medici e ricerche confermano che, per combattere la sedentarietà e promuovere un corretto stile di vita è indispensabile svolgere abitualmente attività sportive. Ma il costo per praticarle risulta spesso proibitivo per le famiglie, specialmente per quelle in difficoltà. È la denuncia dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori.

Corri con Stefano


Domenica torna, per il quinto anno, la corsa organizzata dall’associazione Stefano Cucchi in collaborazione con l’Uisp Roma. L’appuntamento è alle 9 al Parco di Tor Fiscale. Ascoltiamo le parole della sorella Ilaria. (sonoro)

Progetto Rete!


Aperte le iscrizioni all’iniziativa riservata ai giovani stranieri accolti nei centri Sprar del nostro Paese, per promuovere e favorire l’interazione tra pari e i processi di inclusione sociale ed interculturale tramite il calcio. Giunta alla sesta edizione, l’idea è sviluppata dalla Federcalcio in condivisione con il ministero dell’Interno e l’Anci.

La squadra dei diritti civili


Gay e etero giocheranno insieme contro l’omofobia e i pregiudizi. È la squadra di calcio a 5 Arcigay Bergamo Cives che porterà la lotta alle discriminazioni attraverso lo sport sui campi del torneo CSI cittadino.

In una nota Arcigay Bergamo Cives spiega che, a due anni dalla creazione della Cives Volley Bergamo, la squadra composta da giocatori gay dichiarati, scende in campo anche la Cives Calcio Bergamo, dove ragazzi gay dichiarati ed etero porteranno la lotta all’omofobia attraverso lo sport sui campi di calcio del torneo CSI di Bergamo. “Un momento per noi molto importante che sottolinea — dice Marco Arlati, presidente di Arcigay Bergamo Cives e componente della segreteria nazionale di Arcigay (con delega allo Sport) — la crescita strutturale del progetto “Bergamo in campo contro l’omofobia” che dal 2016 stiamo sviluppando in molteplici forme. In questi due anni abbiamo avuto solo qualche episodio di omofobia da parte di singoli giocatori nel mondo del volley, speriamo che pure nel mondo del calcio ci sia questa risposta di rispetto. Crediamo fortemente che lo sport, insieme alle famiglie e alla scuola, siano i luoghi sociali dove le persone, i cittadini, vengano formati al rispetto e al valore delle diversità. Purtroppo lo sport è anche il luogo dove attualmente in Italia è difficile fare coming out e vivere liberamente il proprio orientamento sessuale o identità di genere, soprattutto in uno sport come il calcio, dove sembra impossibile dichiararsi a qualsiasi livello”. Entrambe le squadre giocheranno con i patrocini della Commissione pari opportunità della Provincia di Bergamo, che da anni sostiene questa iniziativa. “È doveroso — dice Arlati — ringraziare la presidente di commissione Romina Russo per la vicinanza”. C’è anche il patrocinio del progetto Fast Track City, a cui ha aderito la Città di Bergamo e che è composto da tantissime realtà che ogni giorno si impegnano per affrontare la tematica HIV e della prevenzione. “Invitiamo tutti ad assistere alle partite — dice Arlati — e a sostenere le squadre e soprattutto il messaggio che porteranno sui campi da gioco”.

Fuori campo


Contro l’abbandono dello sport, al via nel modenese la terza edizione della rassegna itinerante che propone un calendario di incontri e laboratori a base di pallavolo, judo, nuoto e danza. Il progetto coinvolge le società del territorio. Si inizia oggi con il ciclo “Oggi alleno io”, un laboratorio sul rapporto con l’allenatore e su come contrastare il senso di fallimento individuale.
Dopo la seconda edizione tra Carpi e Soliera, la manifestazione itinerante torna con una terza tornata di appuntamenti tra Modena, Spilamberto e San Cesario con l’intervento di quattro sodalizi ben radicati nella nostra provincia. In campo ci saranno infatti Altroritmo Tonika (danza), Geesink Due (judo), Team Nuoto Modena (nuoto) e Volley San Cesario (pallavolo, era già stata ospite del progetto), ma soprattutto i ragazzi che saranno i veri protagonisti assieme agli esperti chiamati in causa. L’organizzazione fa sempre capo all’associazione sportiva Young Volley, in collaborazione con l’associazione di promozione sociale Fuori Campo 11 e con la psicologa dello sport Valentina Marchesi; e col co-finanziamento dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Ricco il calendario di appuntamenti. Quattro incontri con ciascuna società, per proporre uno schema comune ma con differenti ospiti e declinazioni a seconda della disciplina. In novembre sarà la volta di “Teatro in campo”, un laboratorio teatrale finalizzato a permettere di ritrovare la fiducia nelle proprie capacità e a sviluppare il tema della consapevolezza in scena-campo: assieme all’associazione sassolese-reggiana Quinta Parete, la palestra diventerà un palcoscenico nel quale gli atleti impareranno a esprimere le emozioni e a comunicare in maniera più semplice, agevolando perciò l’appianamento dei problemi che accompagnano la crescita, come la timidezza e il rapporto col corpo che cambia. In dicembre “Incontro col campione” sarà il terzo tour di appuntamenti, in risposta alla difficoltà a conciliare scuola e allenamenti oltre che sul tema delle relazioni con coach e compagni: appunto ogni volta un differente campione, sempre legato al territorio, racconterà il proprio vissuto da praticante prima che di atleta di successo, prendendo poi fattivamente parte a un’esibizione della disciplina specifica del club. Nelle palestre così si succederanno stelle di casa nostra come Ludovico Fossali e Sara Desini, giusto per citare due dei quattro ospiti. L’ultimo ciclo di incontri, in gennaio dell’anno prossimo, sarà “La merenda dell’atleta”: si tratterà di un laboratorio, realizzato con la nutrizionista dello sport Chiara Mezzetti, votato all’insegnamento del “prendersi cura di sé” grazie all’illustrazione di un’alimentazione corretta e di stili di vita salutari, servendo anche il tema del team building. Prenderà poi vita l’appuntamento conclusivo del progetto: a inizio febbraio andrà in scena una “Gara di buffet” destinata a coronare l’esperienza. I protagonisti saranno i ragazzi delle quattro società, che concretizzeranno gli insegnamenti della nutrizionista realizzando vere e proprie spese con un budget definito e con le quali concepiranno piatti secondo le logiche del benessere psico-fisico: sarà una festa nella quale lo staff di Fuori Campo premierà le pietanze e celebrerà il percorso compiuto, consentendo alle società di “restituire” i concetti e valori approfonditi nei diversi appuntamenti.

 

 

Casa Simoncelli


Sei stanze, grandi spazi comuni e poi una palestra, una piscina e un parco giochi. A quasi otto anni dalla morte del campione dalla moto GP, a Coriano, nel Reatino, apre il centro socio-assistenziale per persone con disabilità gestito dalla Comunità di Montetauro. La struttura potrà ospitare fino a dieci persone.

Ad ottobre apre i battenti Casa Simoncelli, il centro socio-assistenziale per disabili gestito dalla Comunità di Montetauro, già inaugurato lo scorso 20 gennaio in occasione dell’anniversario del compleanno del Sic, il pilota scomparso il 23 ottobre 2011 nel Gran Premio della Malesia. Una struttura di 1.700 metri quadrati, che si estende su un’area di oltre 10 mila, situata a Coriano (RI), su una bassa collina che guarda il mare.
“In questi giorni stiamo portando gli ultimi mobili nella struttura: entro fine ottobre inizieremo a lavorare – spiega Don Lanfranco Bellavista della comunità di Montetauro –. Lo spazio funzionerà come centro residenziale per disabili medio-gravi e anche come centro diurno. Organizzeremo attività ludiche e riabilitative, con la possibilità sfruttare gli spazi della palestra, la piscina e il parco giochi. E nelle sale polifuzionali organizzeremo incontri, convegni, feste, spettacoli o concerti, in collaborazione con altre associazioni e cooperative”.
La struttura è stata finanziata dalla Fondazione Simoncelli, fondata dal papà di Marco, Paolo Simoncelli, insieme alla moglie Rossella e a Kate Fretti, l’allora fidanzata del Sic. Il costo complessivo è stato di 2,2 milioni di euro, messi insieme grazie alle tante donazioni e al ricavato di iniziative in ricordo di Simoncelli, come Buon Compleanno, Spurtlèda58 e Motoraduni. Il centro potrà ospitare dai 6 ai 10 ospiti: si manterrà così una dimensione familiare molto cara alla Comunità di Montetauro, cooperativa sociale che da anni lavora sul territorio nel campo della disabilità e a cui Marco Simoncelli era particolarmente legato. “La prima volta che è venuto a trovarci, per lui è stato uno shock – racconta Don Lanfranco Bellavista –. Dopo poco, però, Marco ha imparato a relazionarsi con i nostri ospiti: era il loro idolo, sia come campione di moto, sia perché era molto simpatico e dolce. Tra lui e i ragazzi si era creato un feeling particolare”.

Matti per il calcio


In corso a Montecatini Terme la 13esima edizione della rassegna nazionale dedicata agli utenti dei Centri di salute mentale di tutta Italia, organizzata dall’Uisp. In campo dodici squadre e tanto entusiasmo. Sentiamo il commento del presidente nazionale, Vincenzo Manco. (sonoro)

Assist di solidarietà


È partita la seconda edizione del premio indetto da Amnesty International Italia e Sport4Society per riconoscere gesti simbolici o concreti in favore degli altri nell’ambiente sportivo. Fino al 31 gennaio sarà possibile segnalare un atleta o una squadra che nel corso del 2019 abbia contribuito alla promozione della cultura dei diritti umani nel nostro paese.

Si possono votare persone o gruppi che si siano resi protagonisti di un gesto pubblico, di una presa di posizione, di un’azione coerente coi valori positivi dello sport, scrivendo a info@sportedirittiumani.it Le candidature saranno selezionate da Amnesty International Italia e Sport4Society e proposte, per la scelta finale, alla giuria del premio presieduta da Riccardo Cucchi e di cui fanno parte, oltre a esponenti delle due associazioni, anche Luca Corsolini, Vittorio Di Trapani, Angelo Mangiante e Jacopo Tognon. Il premio Sport e diritti umani è stato conferito nel 2019 a Pietro Aradori, giocatore di pallacanestro di fama internazionale, che nel corso del 2019 ha favorito in più occasioni il contatto tra Amnesty International e gli appassionati di basket.

Sei forte papà


È la società sportiva di calcio dilettantistico composta da un gruppo di padri di Siracusa, stanchi dei soliti allenamenti dei propri figli che hanno deciso di unirsi per mettersi in moto. Ad oggi già cinquanta le famiglie coinvolte, all’insegna di rispetto e amicizia, con l’obiettivo di crescere buoni cittadini e non campioni da serie A.

Riconosciuta dal CONI e affiliata al Centro Sportivo Italiano «ad oggi con il progetto “Indossa la maglia di papà” abbiamo messo in moto cinquanta famiglie con rispettivi figli per stare insieme e trasmettere gli ideali dirispetto e amicizia – raccontata il presidente Fabio Lo Bello – Queste sono piccole realtà che vanno avanti perseguendo gli ideali sani dello sport e che vale la pena raccontare”. A “Sei Forte Papà” i ragazzi «fanno calcio, atletica e lancio del vortex come da regolamento CSI. Abbiamo sia educatori qualificati che papà che danno una mano in campo». Uno dei porgetti più emblematici è quello che vede protagonisti padri e figli. «Il progetto papà over 40 mette in gioco i papà che vogliono giocare a calcio (campionato over 40 e open C5 e C7) e da la possibilità, al proprio figlio, di iscriversi al centro di avviamento sportivo senza pagare l’iscrizione e, soprattutto, dando la possibilità di indossare lo stesso numero di maglia del papà al piccolo campione in erba», spiega il presidente, «abbiamo anche creato il gol in sospeso, come si fa a Napoli con il caffè, ma in questo caso ad avvantaggiarsi del pensiero sono i bambini meno fortunati ai quali destiniamo queste piccole somme per permettergli di svolgere attività fisica». Il fiore all’occhiello però è un altro: «Nelle nostre foto ci sono bambini siracusani, marocchini e cingalesi. Noi puntiamo alla socializzazione, all’educazione attraverso lo sport. A nostro avviso le scuole calcio sono solo un contenitore per rifornire le prime squadre che tendono a formare campioni e, i bambini meno dotati, sono utilizzati solo per pagare le rette mensili. Noi invece diamo l’anima per far crescere prima gli uomini e poi i calciatori. Sono i nostri figli e non ci interessa che diventino calciatori in Serie A ma bravi adulti».