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Tutti per uno

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Lo Sporting Argenta, società iscritta al campionato di promozione dell’Emilia Romagna, ha una rosa di trenta giovani richiedenti asilo. Vivono in strutture gestite da cooperative sociali, svolgono quattro allenamenti a settimana a Bologna e la domenica giocano a Codifiume. L’inclusione qui è doppia: infatti, in squadra c’è anche Federico, l’unico ragazzo nato in Italia.

 

I ragazzi provengono da Burkina Faso, Camerun, Congo, Costa d’Avorio, Ghana, Mali, Nigeria, Nuova Guinea, Senegal e Sierra Leone. Hanno storie diverse eppure con tratti simili almeno in un aspetto, l’attraversamento delle rotte della disperazione nel Sahara e quello del Mediterraneo, per conquistare il presente di un limbo che chissà quanto durerà. Hanno tutti permesso di soggiorno, carta d’identità e codice fiscale, studiano l’italiano, si riconoscono e iniziano ad integrarsi anche fra di loro. Non è scontato: una squadra è un microcosmo di individualità ed esperienze di vita.

Primo il rispetto

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Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato la Carta etica dello sport rivolto a praticanti, tecnici e dirigenti. Il documento sancisce alcuni principi fondamentali per un sano avvicinamento all’attività fisica e per la valorizzazione del volontariato e dell’associazionismo.

 

In Veneto operano 45 federazioni sportive nazionali, a cui fanno riferimento 19 discipline sportive associate, quelle riconosciute dal CONI. A livello regionale operano 5.549 società sportive, l’8,7% di tutte le società operanti in Italia e il Veneto è la terza regione italiana per numero di società. Risultano tesserati 463.724 praticanti, il 10,4% di tutti i praticanti in Italia, ponendo il Veneto al secondo posto tra le regioni. Gli operatori sportivi (tecnici, accompagnatori, dirigenti) sono oltre 94 mila. Ma nel Veneto è importante anche il settore non profit, con quasi 10 mila istituzioni in cui operano 120.949 persone a titolo di volontariato (seconda regione italiana), mentre sono 8.289 i veneti che operano nel settore dello sport come lavoratori retribuiti.
Il documento sancisce alcuni principi fondamentali: il rispetto dei praticanti e dei loro ritmi di sviluppo e maturazione; il rispetto degli altri, dello spirito di squadra e del senso di solidarietà, nonché il rifiuto di ogni forma di discriminazione nell’esercizio dell’attività motoria e sportiva; la lealtà e l’onestà, il rispetto delle regole e del giudice o arbitro sportivo; il rifiuto dell’utilizzo di mezzi illeciti o scorretti; il rispetto del principio cardine dell’autonomia dell’Ordinamento sportivo”.
Si tratta, quindi, di un codice di comportamento rivolto in particolare agli atleti praticanti, sia a livello agonistico che amatoriale, appartenenti a qualsiasi fascia di età, sia normodotati che diversamente abili, ai tecnici, allenatori e dirigenti sportivi, alle famiglie, ai genitori e accompagnatori, agli spettatori, alle Pubbliche Amministrazioni e alle Istituzioni scolastiche e sportive, con una particolare attenzione al mondo giovanile, riconoscendo nello sport un fondamentale strumento educativo e di formazione e crescita della persona sin dall’età scolare.

Alleniamo la pace

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Dodici ragazze e ragazzi palestinesi sono in questi giorni a Sassari per uno stage di atletica leggera, grazie al progetto organizzato dall’associazione Ponti non muri. Gli atleti, che normalmente vivono situazioni di difficoltà, possono così allenarsi in strutture adatte e stringere rapporti con giovani di altre culture.

 

Il progetto è organizzato dall’associazione “Ponti non muri” in collaborazione con il centro universitario sportivo CUS Sassari e la società sportiva “Shabab Ariha” di Gerico. Shabab Ariha (I giovani di Gerico) fa parte della Federazione palestinese di atletica leggera ed è composta da trenta tra ragazze e ragazzi. Durante le due settimane che trascorrono in Sardegna, si stringono forti legami affettivi che continuano anche dopo il loro ritorno a Gerico, grazie soprattutto ai social network e ai corsi di italiano che nell’ultimo periodo sono partiti nel territorio palestinese. Tra gli enti che hanno patrocinato il progetto, oltre al Comune di Sassari, ci sono l’Università di Sassari, la presidenza del Consiglio regionale della Sardegna, il Comune di Gerico, il Comune di Ploaghe, l’ISPROM – Istituto di studi e Programmi per il Mediterraneo, l’ENDAS Sardegna e la Federazione Palestinese di Atletica Leggera.

A gonfie vele

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Carlo, non vedente di 70 anni è diventato skipper. Ha conseguito infatti il diploma di velista dopo sette giorni di navigazione tra le onde del mar Ligure, grazie al corso della onlus Due colori nel vento di La Spezia.

Storia di Mohamed: dalla guerra al campo di pallacanestro

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La storia di Mohamed Sissoko dimostra come possano nascere passioni e percorsi comuni da condividere con chi scappa da guerre, fame e terrore. Mohamed è nato 24 anni fa in un villaggio vicino Gao, nel nord-est del Mali a metà strada fra Niger e Algeria, e negli scorsi giorni ha ottenuto il permesso di soggiorno per motivi umanitari. Nel 2013 le milizie jihadiste fanno reclutamento intorno a Gao, una delle principali città del Mali. Momo viene scelto, ma scappa dal campo e fugge dal Paese, prima in Algeria e poi in Libia. Un lungo viaggio per arrivare in Italia, passando dalle prigioni libiche. Arriva in Italia a bordo di uno scafo di fortuna all’inizio del 2015, dopo quasi due anni di viaggio.

Passano poche settimane e la sua strada si incrocia con quella di Valdo Di Nolfo, fondatore della Gabetti Alghero, una società di pallacanestro del campionato Uisp. “Ero andato a trovare i ragazzi del centro per intraprendere un percorso di integrazione. Il giorno dopo tre di loro sono venuti ad allenarsi con noi al palazzetto. La settimana successiva è rimasto solo Momo”. Da quel momento ha iniziato ad allenarsi ogni giorno, raggiungendo il campo con la sua bicicletta.

Mohamed Sissoko è un ragazzo di 24 anni che ne ha viste parecchie, ma è anche un giovane come tanti altri. È appassionato di calcio, tifa Real Madrid e Cristiano Ronaldo. Ama il rap, come quello del musicista franco-marocchino La Fouine. E ha costruito sul parquet la propria passione per il basket.

Nelle motivazioni che hanno portato il tribunale a concedere il permesso di soggiorno si legge chiaramente che “significativa rilevanza deve essere attribuita al processo e alla buona volontà di integrazione che ha dimostrato il ricorrente in Italia”. E qui il ruolo dello sport: “il richiedente risulta ben inserito nella squadra di pallacanestro Gabetti Alghero in cui gioca dal 2015”. Prima di alloro Momo aveva solamente giocato a calcio, vero sport nazionale del Mali. Sono bastati pochi mesi per rendere il giovane ragazzo maliano un idolo di tutta la tifoseria di Alghero. “Dopo neanche due mesi di allenamento ha iniziato a giocare in partita e non ha mai mancato un appuntamento. Dopo un anno e qualche mese dimostra in campo una fisicità e una capacità di gioco invidiabili”, scrive ancora il giudice.

La pallacanestro per Mohamed Sissoko è stato il motore di un’integrazione a 360 gradi. Ha frequentato la scuola serale ottenendo la licenza media, e ha iniziato a lavorare. “Il suo sogno è quello di fare il mediatore culturale”, spiega il capitano e fondatore della Gabetti Alghero Valdo Di Nolfo. Già adesso il ragazzone maliano di 195 centimetri collabora con la cooperativa che gestisce il centro di accoglienza. Proprio lo stesso centro di accoglienza che lo ha abbracciato e aiutato in un momento difficile.

Grazie al suo contributo in campo intanto la Gabetti Alghero ha raggiunto le finali nazionali Uisp, svoltesi a giugno a Pesaro. Adesso però hanno messo gli occhi sul talento di Sissoko anche squadre di serie superiori. “Saremo contenti di lasciarlo andare – spiega Di Nolfo – ma vedremo cosa vuol fare lui, perché il suo sogno è quello di fare il giocatore di pallacanestro, ma anche e soprattutto di fare il mediatore culturale”. Per i prossimi ventiquattro mesi Momo avrà ancora la protezione umanitaria, resterà dunque in Sardegna con la sua carta d’identità da cittadino maliano rilasciata dal comune di Alghero. Più partite giocherà, più sarà mediatore culturale. Sul campo. (Fonte: www.fanpage.it)

La traversata della solidarietà

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Il 30 e 31 luglio i volontari Fidas attraverseranno lo Stretto di Messina per promuovere il dono del sangue. Il servizio di Elena Fiorani.

 

Per sensibilizzare i cittadini siciliano e calabresi la Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue rinnova l’appuntamento con la Traversata della solidarietà giunta alla undicesima edizione. Domani i partecipanti si affronteranno in tornei sportivi sul Lungomare di Reggio Calabria e nella mattinata di domenica sfideranno le acque dello Stretto in un’appassionante staffetta da Punta Faro (Me) a Cannitello (Rc). Nel corso delle ultime settimane si sono susseguiti diversi appelli per soddisfare i bisogni trasfusionali in diverse zone d’Italia, ma in particolar modo in Sicilia e Calabria. In diverse province di questi territori, infatti, si registrano difficoltà nel reperire donatori e le scorte non sono sufficienti a garantire neanche l’attività ordinaria.
CULTURA – Festambiente. Dal 4 al 15 agosto torna, nel Parco regionale della Maremma a Ripescia (Grosseto) il festival di Legambiente giunto alla ventinovesima edizione. Una vera cittadella ecologica di tre ettari dove riscoprire il rispetto per la terra tra concerti, proiezioni cinematografiche, spazi per bambini, spettacoli teatrali e sana alimentazione.

Obiettivo 3

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Il progetto di Alex Zanardi è giunto alla seconda fase e per cinque ragazzi con disabilità inizia il sogno di Tokyo 2020: verranno sostenuti economicamente nella loro passione sportiva. I primi candidati hanno ricevuto l’attrezzatura necessaria per iniziare ad allenarsi in autonomia. L’obiettivo è individuare tre atleti che possano accedere ai prossimi Giochi Paralimpici.

 

Per Laura Bassi, Omar Ciutto, Andrea Offredi, Veronica Frosi e Flavio Gaudiello sono le prime cinque persone selezionate da Obiettivo 3 a Maniago lo scorso maggio, in occasione della Prova di Coppa del Mondo di paraciclismo. Obiettivo della prima giornata è stato di capire la “cilindrata” e il livello di partenza di ognuno dei cinque ragazzi, per poi costruire e adattare un programma di lavoro personalizzato che gli verrà consegnato nei prossimi giorni. Nel frattempo sono state assegnate le handbikes con caratteristiche specifiche rispondenti alle diverse disabilità e taglie degli atleti. Grazie alla collaborazione con Enervit, Castelli, Kask e Garmin, ai ragazzi è stato anche distribuito un pacchetto di materiale estremamente utile all’attività: integratori alimentari, abbigliamento tecnico su misura, casco protettivo del colore della categoria di appartenenza (come da regolamento UCI) e uno strumento di ultima generazione, Edge 520, con il quale gli atleti potranno registrare i loro allenamenti e scaricarli sulla piattaforma digitale creata dallo stesso Chiappero, il quale potrà seguirli a distanza, registrare i loro progressi e apportare le dovute correzioni al lavoro che svolgeranno.

Mobike

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A Milano 12mila nuove biciclette gestibili via app e gps. Il nuovo servizio di bike sharing a flusso libero sarà attivo da ottobre, con un sistema totalmente automatizzato basato su un’applicazione gratuita per smartphone che consente all’utente di visualizzare le bici disponibili. L’affitto del mezzo costerà 30 centesimi ogni 30 minuti e sono previste diverse modalità di abbonamento.

 

Con Mobike nei due capoluoghi di regione verranno messi a disposizione dei veicoli senza stallo. Le bici Mobike sono di design, equipaggiate di gps, tessera sim e un lucchetto intelligente brevettato che viene sbloccato/bloccato tramite l’app. Sono realizzate in alluminio e dotate di cestino e sellino in pelle regolabile. Per quanto riguarda la manutenzione, Mobike fa sapere di aver lavorato in questi anni per rendere il servizio più affidabile e sicuro. Il comportamento dei fruitori viene monitorato e la tariffa viene modificata per premiare l’utilizzo corretto e responsabile. Per quanto riguarda invece i possibili furti e danni, c’è da sapere che il 100% dei componenti di Mobike non possono essere utilizzati su altre biciclette. Inoltre, le biciclette sono tracciabili con il gps, sono dotate di antifurto e alcuni componenti come i freni non si azionano se Mobike non viene attivata attraverso la app. Le biciclette sono omologate e assicurate. L’utente sempre attraverso l’app può segnalare anche eventuali guasti e malfunzionamenti: basta riportare il numero identificativo della bici e la descrizione del problema (con massimo 140 caratteri) che quindi sarà registrata nel sistema.

Beni comuni

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Con il taglio ufficiale del nastro e le evoluzioni di bmx e skaters è stato ufficialmente aperto il nuovo skate Park di Trento, frutto del processo di riqualificazione di uno spazio abbandonato. Sarà gestito dall’Uisp insieme ad un’associazione locale.

I ragazzi del gruppo Fat.One Bmx Crew & friends hanno messo le loro competenze nell’ambito delle discipline skate e bmx a servizio della co-progettazione della ristrutturazione della struttura, proponendosi anche per la gestione della stessa. L’idea pubblicata sul web è stata condivisa e ha registrato numerosi apprezzamenti nel mondo giovanile del free style. Il nuovo allestimento rispetta i parametri previsti dalla legge europea Uni En 14974 per gli sport su rotelle, le strutture sono state omologate a fine lavori.

Quarta categoria

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A Crotone una squadra speciale in campo con le maglie della società calabrese. Il servizio di Elena Fiorani.

 

Il Football Club è entrato ufficialmente nel progetto “Quarta Categoria ” adottando l’associazione Integra Sport che vestirà le divise ufficiali del Club per tutta la stagione sportiva. Quarta categoria è il primo torneo di calcio a 7 della Federazione Italiana Gioco Calcio dedicato esclusivamente a ragazzi con disabilità cognitive e relazionali nato grazie alla sinergia con la Lega Serie A, la Lega Serie B, la Lega Pro, i Club partecipanti e la Lega Nazionale Dilettanti, riconoscendo in tal modo pari opportunità sportive ai ragazzi oltre a lanciare un forte messaggio di integrazione sociale.

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