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Vivicittà a Sidone con 160 bambini dei campi profughi palestinesi

Vivicittà Run for Palestine, organizzata da Uisp con Terre des Hommes Italia e Fondazione Kanafani, ha visto un ramoscello d’ulivo come simbolo della giornata, usato dai bambini come testimone della staffetta che li ha visti protagonisti. Una giornata speciale, con le famiglie dei bambini che vivono nei campi profughi palestinesi sugli spalti ad applaudire, in pista anche tante bambine e ragazzi con disabilità, che hanno corso insieme agli altri. “Vivicittà a Sidone è stato un valido esempio di come si debba partire dal basso – dice Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp – attraverso buone pratiche, offrendo occasioni di incontro tra popoli diversi, mescolando le culture e utilizzando l’attività sportiva come veicolo per una più approfondita conoscenza delle differenze. È il presupposto necessario per un futuro di pace nel mondo”.

GUARDA IL VIDEO con le immagini di Vivicittà a Sidone (Libano)

Nella medesima giornata, nella stessa area mediorentale, a circa 250 chilometri a sud di Sidone, si consumava una delle stragi più gravi della storia, con circa 60 vittime e 2.500 feriti nella striscia di Gaza: “Era prevedibile, tutti non potevano che immaginare ciò che ieri è accaduto come effetto dell’apertura dell’Ambasciata americana a Gerusalemme – prosegue Manco – Quei morti e quei feriti si potevano evitare. Nel mondo che diventerà sempre più complesso c’è bisogno di ascolto, di dialogo, di predisposizione al compromesso. Gli atti di forza hanno sempre portato dolore”.

La delegazione Uisp in Libano oggi è rientrata a Beirut ed ha visitato il campo profughi di Sabra e Shatila, dove ha incontrato Mahmoud Abbas, direttore del CYC-Children & youth Centre, che opera nel campo in difesa dei diritti dei bambini. Abbas ha ribadito l’importanza di un forte e immediato intervento della diplomazia internazionale per far cessare la violenza ingiustificata in corso nella Striscia di Gaza e chiedere il rispetto della risoluzione 181 dell’ONU per la spartizione del territorio in due Stati: uno ebraico e l’altro arabo, che lascia Gerusalemme sotto l’amministrazione delle Nazioni unite.

Nasce il Forum Disuguaglianze Diversità. Tutto l’audio della presentazione a Roma

Il 16 febbraio, presso la sede della Fondazione Basso a Roma, si è svolta la presentazione del Forum Disuguaglianze Diversità, un’alleanza di persone ed organizzazioni nata con l’obiettivo di disegnare politiche pubbliche e azioni collettive che riducano le disuguaglianze e favoriscano il pieno sviluppo delle persone.

Il Forum vede la partecipazione di otto associazioni di cittadinanza attiva (oltre la stessa Fondazione Basso, ne fanno parte ActionAidCaritas ItalianaCittadinanzattivaDedalus Cooperativa socialeFondazione di Comunità di MessinaLegambienteUisp) e di un gruppo di ricercatori e accademici impegnati nello studio della disuguaglianza e delle sue negative conseguenze sullo sviluppo.

A questo link è possibile riascoltare la presentazione: http://www.giornaleradiosociale.it/extra/forum-disuguaglianze-diversita-presentazione-16-febbraio-roma-parte-1/

Sviluppo sostenibile e finanza sociale: riparte la formazione FQTS

La formazione per i dirigenti del Terzo settore promossa da Forum Terzo Settore e CSVnet si rinnova nelle modalità e nei contenuti: per la prima volta, dopo nove edizioni, FQTS si rivolgerà non solo alle 6 regioni del Sud Italia e prevederà, a livello nazionale, delle linee formative di grande novità per il mondo del non profit.

Si tratta delle linee “Il benessere sostenibile e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile” e “Il mix di risorse per gli investimenti a impatto sociale del Terzo settore”, che prenderanno avvio dal 22 al 24 gennaio a Salerno, presso il Grand Hotel di Lungomare Tafuri.

Lo scopo, per quanto riguarda il primo modulo, è quello di aumentare nelle organizzazioni non profit la consapevolezza del proprio ruolo e del proprio contributo rispetto all’implementazione in Italia degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) contenuti nell’Agenda 2030 dell’Onu. In particolare, la formazione di FQTS si concentrerà sulle azioni e i risultati che può conseguire un dirigente di Terzo settore nell’attivare persone e processi finalizzati al perseguimento dello sviluppo sostenibile. Responsabili di questa linea formativa sono Fabiola Riccardini (Istat) e Francesca Coleti (Arci).

La linea formativa dedicata alle risorse per il Terzo settore, di cui sono responsabili Paolo Venturi (Aiccon) e Flaviano Zandonai (Euricse), si propone invece di rafforzare la capacità di investimento del Terzo settore incrementando l’impatto sociale delle sue attività. Lo sviluppo del Terzo settore, infatti, è storicamente legato alla capacità di intercettare e ricombinare risorse di diversa natura e provenienza; la composizione di questo mix non è univoca ma soggetta a una molteplicità di variabili legate, ad esempio, alle peculiarità dei soggetti di Terzo settore, al loro ciclo di vita, ai contesti in cui operano, alle caratteristiche dei loro interlocutori. La formazione, distribuita su 6 giornate formative divise in due appuntamenti, si propone quindi di ricostruire le componenti del mix di risorse puntando su alcuni elementi di trasformazione sia sul lato della domanda che dell’offerta.

Per altre info visitare www.fqts.org

Comunicare il sociale attraverso lo sport: due seminari a Roma con l’Ordine dei giornalisti

Roma, 10 gennaio – Territorio, valore sociale dello sport e nuovo racconto giornalistico saranno al centro di due seminari con riconoscimento di 6 crediti formativi che si terranno a Roma nei prossimi giorni. Come avvicinare cittadini e media? Orgoglio e coraggio individuale non bastano: come rilanciare la funzione sociale del giornalista?

Il primo seminario dal titolo “Abitare e raccontare il territorio. E non chiamatelo rischio del mestiere. Sport, deontologia e comunicazione sociale” è promosso da Giornale Radio Sociale, Uisp e Ordine dei giornalisti del Lazio e si terrà venerdì 12 gennaio, dalle ore 10 alle 14 presso lo Scout Center in largo dello Scautismo a Roma. Parteciperanno, in qualità di relatori, giornalisti e professionisti della comunicazione tra i quali: Maria Lepri, segretaria Odg Lazio; Paolo Borrometi, giornalista e presidente associazione Articolo 21; Beppe Giulietti, presidente nazionale Fnsi; Vincenzo Morgante, direttore Tgr Rai; Vittorio Di Trapani, segretario Usigrai; Carlo Paris, corrispondente Rai Gerusalemme; Ivano Maiorella, direttore Giornale Radio Sociale; Pasquale Mallozzi, giornalista e docente Università “La Sapienza” Roma. Il seminario verrà aperto da Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp.

Il secondo seminario, dal titolo “Il racconto sociale attraverso gli eventi sportivi valoriali. Il caso della Corsa di Miguel. Sport, deontologia e comunicazione sociale”, si terrà lunedì 15 gennaio allo IUSM (Istituto Universitario Scienze Motorie), Foro Italico, largo De Bosis 15, dalle ore 10 alle 14. Il seminario è organizzato da Corsa di Miguel, Giornale Radio Sociale, Uisp e Ordine dei giornalisti del Lazio in collaborazione con l’Ussi e la partecipazione dà diritti a 6 crediti formativi per gli iscritti all’Odg. Parteciperanno, Guido D’Ubaldo, segretario dell’Odg nazionale; Valerio Piccioni, La Gazzetta dello sport; Luigi Ferrajolo, presidente Ussi; Angelo Carotenuto, La Repubblica; Donato e Aureliana Russo, “Fondazione Marta Russo”; Alberto Urbinati, Liberi Nantes; Franco Fava, giornalista; Elena Fiorani, Giornale Radio Sociale; Fabio Pigozzi, rettore Facoltà di Scienze Motorie.

Lo sport sociale dice no alle società sportive a fini di lucro

Continua a far discutere la proposta di istituire la figura della società sportiva dilettantistica lucrativa, prevista nel pacchetto sport della legge di stabilità. Il Forum nazionale del terzo settore ha diffuso un comunicato stampa: “Apprezziamo lo sforzo complessivo da parte del Governo nei confronti di alcune categorie sociali attraverso il cosiddetto “Pacchetto sport” inserito all’interno della Legge di Bilancio. Il provvedimento infatti prevede misure che favoriscono la partecipazione dei giovani migranti alle attività sportive e riconosce un sostegno importante all’impiantistica nelle periferie, scelte che valorizzano il ruolo dello sport come strumento di inclusione sociale, di integrazione culturale e di promozione umana.” E’ quanto dichiarato dalla portavoce del Forum nazionale del terzo settore, Claudia Fiaschi.

“Le attività dello sport dilettantistico italiano si reggono grazie all’azione entusiasta di centinaia di migliaia di volontari che operano nelle tante società sportive presenti in tutto il territorio nazionale e che sono impegnate ad assicurare, con continuità e a tutte le persone, a cominciare da quelle meno abbienti, e in ogni età della vita, il diritto alla salute, alla pratica motoria e sportiva. Socialità, relazioni e stili di vita attivi che rendono l’associazionismo sportivo dilettantistico un patrimonio di assoluto rilievo e un modello di riferimento nel nostro Paese e in Europa. Per questo esprimiamo perplessità in merito all’introduzione della figura di società sportiva dilettantistica “lucrativa”. Tale previsione aggiunge una nuova tipologia di soggetto a quelle esistenti e a quelle recentemente introdotte dalla riforma del terzo settore che già ci aveva spinto a richiedere un tavolo ad hoc interministeriale per armonizzare e coordinare le normative. Riteniamo urgente l’attivazione del tavolo per pervenire ad una efficace e coerente regolazione del settore”.

Venerdì 24 novembre gli Enti di promozione sportiva avevano diffuso un comunicato stampa in cui ribadivano “la propria preoccupazione e contrarietà alla figura della società sportiva dilettantistica lucrativa, prevista nel pacchetto sport della legge di stabilità – si legge nel comunicato – Indicano l’impresa sociale, già prevista dalla recente legge sul terzo settore 106/2016, come strumento per dare risposta alle esigenze di cui parla il ministro per lo Sport. Con questa nostra posizione vogliamo fare chiarezza circa alcune notizie che abbiamo visto circolare in questi giorni, lette su alcuni siti che fanno riferimento ad associazioni private e rilanciate da alcuni profili social”. Il comunicato è firmato da ACSI-Associazione Centri Sportivi Italiani; AICS-Associazione Italiana Cultura Sport; ASC-Attività Sportive Confederate; ASI-Associazioni Sportive Sociali Italiane; CNS LIBERTAS-Centro Nazionale Sportivo Libertas; CSAIN-Centri Sportivi Aziendali Industriali; CSEN-Centro Sportivo Educativo Nazionale; CUSI-Centro Universitario Sportivo Italiano; ENDAS-Ente Nazionale Democratico di Azione Sociale; MSP-Movimento Sportivo Popolare Italia; OPES-Organizzazione Per l’Educazione allo Sport; PGS
Polisportive Giovanili Salesiane; UISP-Unione Italiana Sport Per tutti; US ACLI-Unione Sportiva ACLI.

Bufale e fake news: come smascherare la cattiva informazione. Il 26 ottobre al Salone dell’editoria sociale

Bufale e fake news vengono spesso additate come un problema del web e dei social network. Se da una parte il business dei click alimenta propaganda politica e inserzioni pubblicitarie, i media mainstream sono protagonisti di notizie false. Dalla vicenda Ong ai presunti stupri di massa a Colonia, l’informazione televisiva e la carta stampata pubblicano news non verificate e che si rilevano successivamente false o parzialmente vere.

In questo scenario si aprono alcune domande: le fake news segnano anche lo stato di salute del giornalismo? Le bufale sono il sintomo di una mancata innovazione della professione e di tutti gli strumenti di comunicazione? Mettono al centro anche la questione della competenza e della qualità professionale?

Il Giornale Radio Sociale organizza un workshop a più voci all’interno del Salone dell’Editoria Sociale di Roma il prossimo 26 ottobre alle 12.30 negli spazi di Porta Futuro in via Galvani, 108. Intervengono: Paolo Foschi – Corriere della sera; Elisa Marincola – Articolo 21; Eleonora Camilli – Redattore Sociale. Modera Giuseppe Manzo – redattore Economia Giornale Radio Sociale.

Domenica 1 ottobre torna “Corri con Stefano”

Domenica 1 ottobre al Parco degli Acquedotti di Roma si torna a correre con Stefano. L’Uisp Roma organizza l’iniziativa insieme all’Associazione Stefano Cucchi Onlus per dire no alla violenza, per i diritti umani spesso calpestati e per chiedere verità e giustizia. Ma soprattutto per ricordare Stefano Cucchi, il ragazzo romano deceduto nel 2009, in circostanze tutt’altro che chiarite, dopo essere stato arrestato. Quest’anno il Memorial cadrà nel giorno del compleanno di Stefano, che avrebbe compiuto 39 anni.

Si può partecipare alla terza edizione del Memorial Stefano Cucchi in due modi: iscrivendosi alla prova competitiva di 6 chilometri, oppure partecipando alla prova non competitiva di 3 chilometri. A tutti i partecipanti verrà regalata la maglia celebrativa dell’evento. L’appuntamento è per le 10 all’ingresso del parco di via Lemonia, la partenza è fissata alle 10. Per informazioni e per le iscrizioni clicca qui
E’ possibile iscriversi alle due prove anche domenica 1 ottobre, direttamente sul campo gara, fino a mezz’ora prima della partenza, presso gli stand Uisp che apriranno alle 8. Il costo è di 7 euro per la competitiva e 5 euro per la non competitiva.

La giornata dedicata alla memoria di Stefano non si fermerà con la prova podistica: dalle 19 presso l’ex Dogana, in via dello Scalo di San Lorenzo 10, si alterneranno sul palco musica e contenuti, con i contributi di vari artisti che hanno aderito all’iniziativa. Il 13 ottobre avrà inizio il nuovo processo per la morte di Stefano Cucchi, un momento cruciale per la battaglia legale della famiglia e per un percorso di verità e giustizia che interessa l’intera società.

Tortura, l’Egitto blocca il sito di Human Right Watch

L’Egitto ha bloccato il sito di Human Rights Watch, dopo la pubblicazione di un dossier sulla tortura sistematica nelle carceri del Paese.
Secondo l’organizzazione, sotto il comando del presidente Abdel Fattah al-Sisi, le forze di polizia regolare e i funzionari della Sicurezza nazionale dell’Egitto sottopongono regolarmente a tortura i detenuti politici, facendo ricorso a varie tecniche come pestaggi, scosse elettriche, posizioni stressanti, e talvolta stupro.

Il rapporto documenta come le forze di sicurezza, in particolare i funzionari dell’Agenzia di Sicurezza nazionale, che fa capo al ministero dell’interno, facciano ricorso a tortura per forzare i sospetti a confessare o condividere informazioni, oppure per punirli. Accuse di tortura sono state comuni fin da quando al-Sisi, allora ministro della difesa, rovesciò l’ex presidente Mohamed Morsy nel 2013, dando il via a violazioni dei diritti di base su larga scala. La tortura è a lungo stata un male endemico all’interno delle forze dell’ordine egiziane, e proprio i dilaganti abusi da parte delle forze di sicurezza contribuirono ad accendere, a livello nazionale, le rivolte che portarono nel 2011 alla deposizione di Hosni Mubarak, leader di lungo corso, dopo quasi trent’anni.

Human Rights Watch ha intervistato 19 ex-detenuti e la famiglia di un ventesimo detenuto, torturati tra il 2014 e il 2016, oltre ad avvocati egiziani di difesa e per i diritti umani. Human Rights Watch ha anche studiato decine di rapporti sulla tortura realizzati da gruppi egiziani per i diritti umani e da organi d’informazione. Le tecniche di tortura documentate da Human Rights Watch sono state praticate in stazioni di polizia e uffici della Sicurezza nazionale in tutto il Paese, con l’uso di metodi praticamente identici, per molti anni.

Il rapporto completo  “‘We Do Unreasonable Things Here’: Torture and National Security in al-Sisi’s Egypt” si può leggere qui

Sport e ambiente: al via la campagna “Una pila alla volta”

Anche l’Uisp a sostegno della campagna “Una pila alla volta” per sensibilizzare sull’importanza della corretta gestione di pile e accumulatori: presentato a Roma, in vista della giornata europea della raccolta e il riciclo delle batterie di sabato 9 settembre, “Una pila alla Volta” il più importante progetto di comunicazione sul riciclo di pile e accumulatori portatili mai realizzato in Italia. La campagna, patrocinata dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, è promossa dal Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori (CDCNPA) in partnership con Uisp-Unione Italiana Sport per Tutti e Civicamente. L’obiettivo è sensibilizzare ragazzi e ragazze sulla corretta gestione dei rifiuti di pile e gli accumulatori che non vanno gettati nella spazzatura indifferenziata ma piuttosto separati e portati negli appositi centri di raccolta. A spiegare questi semplici gesti sarà B.En. il robot che mette un’energia inesauribile nella raccolta differenziata e che si è guadagnato il titolo di mascotte della campagna. “Non c’è sport per tutti senza un ambiente salubre e non inquinato dove muoversi – ha detto Vincenzo Manco, presidente nazionale Uisp, presente alla conferenza stampa – lo slogan che abbiamo scelto quest’anno è attività sostenibili, per sottolineare l’importanza della tutela ambientale e della salvaguardia del pianeta. Sfide importanti che chiamano tutti gli sportivi, a cominciare dai giovani, ad atteggiamenti responsabili. Anche le Nazioni Unite nei global goals specificano che lo sport è un importante fattore di promozione dello sviluppo sostenibile”.

Storia di Mohamed: dalla guerra al campo di pallacanestro

La storia di Mohamed Sissoko dimostra come possano nascere passioni e percorsi comuni da condividere con chi scappa da guerre, fame e terrore. Mohamed è nato 24 anni fa in un villaggio vicino Gao, nel nord-est del Mali a metà strada fra Niger e Algeria, e negli scorsi giorni ha ottenuto il permesso di soggiorno per motivi umanitari. Nel 2013 le milizie jihadiste fanno reclutamento intorno a Gao, una delle principali città del Mali. Momo viene scelto, ma scappa dal campo e fugge dal Paese, prima in Algeria e poi in Libia. Un lungo viaggio per arrivare in Italia, passando dalle prigioni libiche. Arriva in Italia a bordo di uno scafo di fortuna all’inizio del 2015, dopo quasi due anni di viaggio.

Passano poche settimane e la sua strada si incrocia con quella di Valdo Di Nolfo, fondatore della Gabetti Alghero, una società di pallacanestro del campionato Uisp. “Ero andato a trovare i ragazzi del centro per intraprendere un percorso di integrazione. Il giorno dopo tre di loro sono venuti ad allenarsi con noi al palazzetto. La settimana successiva è rimasto solo Momo”. Da quel momento ha iniziato ad allenarsi ogni giorno, raggiungendo il campo con la sua bicicletta.

Mohamed Sissoko è un ragazzo di 24 anni che ne ha viste parecchie, ma è anche un giovane come tanti altri. È appassionato di calcio, tifa Real Madrid e Cristiano Ronaldo. Ama il rap, come quello del musicista franco-marocchino La Fouine. E ha costruito sul parquet la propria passione per il basket.

Nelle motivazioni che hanno portato il tribunale a concedere il permesso di soggiorno si legge chiaramente che “significativa rilevanza deve essere attribuita al processo e alla buona volontà di integrazione che ha dimostrato il ricorrente in Italia”. E qui il ruolo dello sport: “il richiedente risulta ben inserito nella squadra di pallacanestro Gabetti Alghero in cui gioca dal 2015”. Prima di alloro Momo aveva solamente giocato a calcio, vero sport nazionale del Mali. Sono bastati pochi mesi per rendere il giovane ragazzo maliano un idolo di tutta la tifoseria di Alghero. “Dopo neanche due mesi di allenamento ha iniziato a giocare in partita e non ha mai mancato un appuntamento. Dopo un anno e qualche mese dimostra in campo una fisicità e una capacità di gioco invidiabili”, scrive ancora il giudice.

La pallacanestro per Mohamed Sissoko è stato il motore di un’integrazione a 360 gradi. Ha frequentato la scuola serale ottenendo la licenza media, e ha iniziato a lavorare. “Il suo sogno è quello di fare il mediatore culturale”, spiega il capitano e fondatore della Gabetti Alghero Valdo Di Nolfo. Già adesso il ragazzone maliano di 195 centimetri collabora con la cooperativa che gestisce il centro di accoglienza. Proprio lo stesso centro di accoglienza che lo ha abbracciato e aiutato in un momento difficile.

Grazie al suo contributo in campo intanto la Gabetti Alghero ha raggiunto le finali nazionali Uisp, svoltesi a giugno a Pesaro. Adesso però hanno messo gli occhi sul talento di Sissoko anche squadre di serie superiori. “Saremo contenti di lasciarlo andare – spiega Di Nolfo – ma vedremo cosa vuol fare lui, perché il suo sogno è quello di fare il giocatore di pallacanestro, ma anche e soprattutto di fare il mediatore culturale”. Per i prossimi ventiquattro mesi Momo avrà ancora la protezione umanitaria, resterà dunque in Sardegna con la sua carta d’identità da cittadino maliano rilasciata dal comune di Alghero. Più partite giocherà, più sarà mediatore culturale. Sul campo. (Fonte: www.fanpage.it)