Archivio Fabio Piccolino

Expo accessibile

di Fabio Piccolino


Expo accessibile. Continua la sinergia tra associazioni e istituzioni milanesi per preparare al meglio l’Esposizione universale del prossimo anno. Edizione che vedrà molti visitatori con disabilità arrivare da tutto il mondo per assistere all’evento. Un aggiornamento sullo stato dei lavori, dalla voce di Franco Bomprezzi, presidente della Ledha.

Battaglia comune

di Fabio Piccolino


Battaglia comune. Una delegazione dell’Alleanza contro la povertà è stata ricevuta questa mattina dal presidente della Repubblica Napolitano. Illustrata al primo inquilino del Colle la proposta di un Piano nazionale di contrasto all’indigenza che abbia al suo interno l’introduzione del Reddito di inclusione sociale.

Contro la natura

di Fabio Piccolino


Solstizio d’estate, stagioni che passano, clima in mutamento.
La vigilia della bella stagione guastata dal maltempo in tutta Italia, le cosiddette “bombe d’acqua” che mettono in ginocchio le nostre città.
Altrove, in altri continenti, la potenza della natura che terrorizza l’uomo.
L’Uragano Cristina che ha spaventato il Messico e fa tornare alla mente la terribile Katrina, che nel 2005 ha portato la sua devastazione negli Stati Uniti, uccidendo oltre 1800 persone e causando danni incalcolabili.
La civiltà umana che da secoli si sforza per avere tutto sotto controllo, impotente di fronte alla natura.
Il collegamento che mi viene automatico è quello con un disco uscito all’inizio di quest’anno: “Canzoni  contro la natura” degli Zen Circus, band italiana che riesce a rappresentare con vivido realismo il presente e l’immaginario moderno.
Una provocazione certo, ma anche un futuro apocalittico in cui l’uomo, sconfitto dalla forza della natura, è costretto a giocare un ruolo a cui non è più abituato.
Il dominio umano sulle altre specie animali e il suo controllo pressoché totalizzante nei confronti della vita sul pianeta, viene messo a dura prova attraverso una serie di interrogativi.
Se gli animali cominciassero ad organizzarsi/E lentamente progettassero di sterminarci/Se non ci fosse alcun giudizio universale/In quale modo scinderesti il bene dal male?
Una visione che attraversa l’intero disco degli Zen Circus, mediante le storie e la quotidianità che si trasformano in canzoni per raccontare la natura dell’uomo, dei suoi riti e dei suoi vizi.
Con un altro interrogativo che dà senso al tutto: e se Dio fosse un albero di tiglio?
L’umanità, i suoi errori e i suoi orrori vengono così sviscerati in maniera struggente  ed ogni illusione diventa vacua, ogni speranza privata di senso.
Dalla natura dell’uomo, raccontano gli Zen Circus, non esce quasi mai nulla di buono: “è una legge di tutto il creato/il potere ha il male integrato”.

 

Usa, riprendono le esecuzioni

di Fabio Piccolino


jailNegli Stati Uniti ripartono le esecuzioni capitali dopo la sospensione imposta dalla Corte Suprema in seguito al caso di Clayton Lockett, condannato in Oklahoma lo scorso 29 aprile e morto dopo atroci sofferenze a causa del cocktail di farmaci somministrati per l’esecuzione.
La prima condanna è stata eseguita in Georgia, e nel giro di 24 ore, hanno ripreso anche in Florida e Missouri.
La vicenda di Clayton Lockett aveva riacceso il dibattito sulla pena di morte negli Stati Uniti; molte associazioni, tra cui Amnesty International, avevano inoltre manifestato più di una perplessità  sull’utilizzo di alcuni farmaci in combinazioni non sperimentate, che come dimostrato dal caso di Lockett, impongono al condannato dolorose agonie.

Rana Plaza, primi imputati per il crollo in Bangladesh

di Fabio Piccolino


ranaplaza17 persone sono state accusate in Bangladesh di aver violato i regolamenti relativi alle costruzioni nella realizzazione del Rana Plaza, alla periferia di Dhaka, il cui crollo, il 24 aprile dello scorso anno, è costato la vita a 1.129 persone, per lo più lavoratori tessili.
Queste denunce rappresentano, dopo oltre un anno, un primo passo verso un accertamento delle responsabilità del crollo.
L’edificio era stato originariamente concepito come un complesso commerciale di sei piani, ma è stato trasformato in una fabbrica tessile di dieci livelli senza rispettare le regole di costruzione, né adottare le misure necessarie alla stabilità del palazzo, reso più pesante dai macchinari e dei generatori.
Le persone accusate rischiano un massimo di sette anni di carcere per aver violato le normative sulle costruzioni.
Tra gli indagati non risulta Sohel Rana, proprietario dello stabile, poiché il suo nome non appare in nessuno dei documenti.
La tragedia del Rana Plaza aveva fatto luce sulle misure di sicurezza delle fabbriche tessili del Bangladesh e sulla drammatica condizione dei lavoratori.

No alle dighe in Patagonia

di Fabio Piccolino


patagoniaE’ stata revocata in Cile l’autorizzazione per il progetto Hidroaysén, che prevedeva la costruzione di cinque dighe in una regione incontaminata della Patagonia.
Le centrali idroelettriche di Hidroaysén erano state al centro di molte polemiche e proteste da parte delle organizzazioni ambientaliste e dalle comunità locali, che si oppongono al progetto per il suo impatto ambientale.
L’opera era stata annunciata dall’ex presidente cileno Sebastián Piñera, ma già prima dell’insediamento, il nuovo presidente Michelle Bachelet aveva definito il progetto varato dal  non realizzabile.

Annullare i confini

di Fabio Piccolino


Olga Bell è nata a Mosca, a sette anni si è trasferita in Alaska, ora vive a Brooklyn e canta in russo.
Da questa rimescolanza di culture nasce la sua musica, e il suo ultimo disco, “Krai”.
Per noi, abituati alle musicalità angolfone, fa un effetto un po’ strano l’idioma russo in primo piano. Una scelta lesscale che suggerisce un ritorno alle radici; l’effetto tuttavia è tutt’altro che disturbante.
Sarà perchè la voce di Olga entra prepotente nelle corde migliori dell’ascoltatore, modellando tutti gli spigoli.
Sarà perchè “Krai” è un disco denso ed intimo, moderno e dirompente, che mescola synth-pop ed elettronica al folk dal gusto esotico.
Sarà che il il senso del tutto sembra essere l’assenza di limiti: unire i contrasti, smussare gli angoli, annullare i confini.
Del resto, Olga è un ex enfant-prodige del pianoforte, con tanto di diploma al Conservatorio, ma allo stesso tempo membro effettivo dei Dirty Projectors, band statunitense di rock sperimentale che vanta collaborazioni con artisti del calibro di Bjork e David Byrne.
Annullare i confini si diceva: non è un caso che ognuna delle  nove tracce che compongono “Krai” raccontano di un territorio di frontiera (krai in russo, per l’appunto).
Nove viaggi in altrettante terre attraverso la musica e le parole, che a volte si rifanno ai paesaggi o alle persone che le abitano, altre ai miti, alle leggende dei luoghi raccontati.
Con la semplicità delle belle cose, un passo dietro l’altro, ci facciamo prendere la mano ed  accompagnare leggeri attraverso le frontiere che non pensavamo di poter mai valicare.

 

Verso la chiusura di Guantanamo?

di Fabio Piccolino


guantanamoSono ancora 149 i detenuti nel carcere cubano di Guantanamo. Ma secondo alcuni esponenti dell’amministrazione statunitense, si starebbero preparando una serie di trasferimenti dei detenuti, in vista della chiusura della struttura.
Il carcere speciale, voluto nel 2002 dall’amministrazione Bush come luogo di detenzione per i prigionieri  catturati in Afghanistan e per i  presunti terroristi, è divenuto drammaticamente celebre per le condizioni di detenzione e per i metodi poco ortodossi utilizzati nei confronti dei detenuti, come violenza, pestaggi e tortura.
Barack Obama aveva parlato della chiusura di Guantanamo ancor prima di divenire presidente degli Stati Uniti nel 2008.

Tieni a mente Tienanmen

di Fabio Piccolino


“Con il cuore in quella piazza, tieni a mente Tienanmen”. Quando ho sentito cantare queste parole per la prima volta ero poco più che un bambino. Erano i versi di una canzone dei Litfiba, uscita nel 1989, che si chiama “Il vento”.
All’epoca naturalmente, non capivo molto di quello che raccontava.
Poi di colpo, sono passati 25 anni.
La foto è sempre la stessa, quella scattata da Jeff Widener con il ragazzo davanti ai carri armati, icona di un’epoca.  Anche il cd dei Litfiba che ancora custodisco è lo stesso di tanti anni fa, anche se adesso non si sente più bene come prima.
E la Cina? Come si sente la Cina?
E’ cambiato molto, lo sappiamo tutti, e allo stesso tempo tutto è immobile.
Il gigante cinese, la corsa incessante del dragone che, secondo il Financial Times, entro quest’anno diventerà la prima potenza economica mondiale, superando gli Stati Uniti.
Grandi, grandissime contraddizioni in questo paese stupendo che cresce ad una velocità vertiginosa ma le cui libertà e diritti civili sono ai livelli del medioevo.
Dove i ragazzi crescono senza storia, senza sapere mai cosa è successo davvero, perché la propaganda tutto vede e controlla, nascondendo  i misfatti del Partito e ingigantendo le responsabilità delle potenze coloniali.
Piazza Tienanmen è una questione impronunciabile, di cui cancellare le tracce e su cui non si è mai fatta chiarezza.
Nelle scorse settimane sono state arrestate più di duecento persone. Attivisti, giornalisti, dissidenti: che tutto rimanga nell’oblio, che non se ne parli mai più, adesso come 25 anni fa.
Quando in Cina ci sono stato, sono rimasto paralizzato dai contrasti: la storia millenaria e le megalopoli asfissianti, le tradizioni profonde e la mercificazione che mangia tutto.
E i cinesi, questo popolo rumoroso a cui il progresso ha messo in mano la tecnologia per far decollare un’astronave per non avere la libertà del volo di una mosca.
Piazza Tienanmen è un luogo enorme e quasi tutto militarizzato. Seguendo il ritratto di Mao che osserva benevolo dall’alto si accede allo splendore della Città Proibita e ad altri, incredibili contrasti.
La mia colonna sonora, per forza di cose, è sempre la stessa.
Tengo a mente Tienanmen per chi combatte e resiste e per chi non dimentica, lottando ogni giorno per rendere il mondo un posto migliore.