Bentornati all’ascolto del GRS week da Giovanna Carnevale.
“Che lavoro fai?” è una delle prime domande che in genere rivolgiamo a una persona appena conosciuta. Oggi però, a ridosso del 1° maggio, proviamo a cambiare il punto di vista e a riflettere a partire da una domanda diversa: “Come va al lavoro?” Continua a leggere→
Bentornati all’ascolto del GRS week da Giovanna Carnevale.
“Che lavoro fai?” è una delle prime domande che in genere rivolgiamo a una persona appena conosciuta. Oggi però, a ridosso del 1° maggio, proviamo a cambiare il punto di vista e a riflettere a partire da una domanda diversa: “Come va al lavoro?”
Bentrovati all’ascolto del GRS week da Giovanna Carnevale.
È una rivoluzione a tutti gli effetti, viene paragonata alla scoperta dell’elettricità per gli impatti che è in grado di generare e sta già generando. Parliamo dell’intelligenza artificiale. Una tecnologia, come tutte le altre, non neutra, che affascina, stimola, preoccupa e sicuramente fa discutere. Anche nel mondo non profit. È nei testi delle canzoni pop anche se non è leggera, è già tra di noi anche se non sempre abbiamo consapevolezza delle sue potenzialità e dei suoi rischi. Continua a leggere→
Bentornati all’ascolto del Grs week da Giovanna Carnevale.
I numeri molto spesso nascondono storie, volti, nomi, che non si vogliono o che è difficile scoprire. Ma se i numeri stessi non si conoscono, cosa rimane?
Le persone senza dimora sono il simbolo di una vita ai margini che nessuno vede davvero.
Eppure ci sono, vivono ai margini e spesso muoiono ai margini. Lo scorso anno sono state 414 le vittime e l’ipotermia riguarda solo l’1% dei decessi, perché in realtà il fenomeno riguarda tutte le stagioni. Continua a leggere→
Bentrovati all’ascolto del Grs Week da Giovanna Carnevale.
Se c’è uno spazio che meglio di altri rappresenta l’idea di periferia, quello è il carcere. Solitamente costruito ai margini delle città, il carcere è periferia anche metaforicamente, per via dell’isolamento dei detenuti dalla società. Negli ultimi tempi le carceri italiane sono state oggetto di novità normative, dal decreto Caivano al decreto Sicurezza. Ma partiamo dalle notizie più recenti, ovvero una circolare del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria che va ad incidere proprio sull’apertura delle carceri al mondo esterno, perchè modifica le regole che riguardano l’organizzazione di attività culturali e ricreative negli istituti, in particolare per il circuito di alta sicurezza. Continua a leggere→
La prima campanella è suonata in tutte le scuole per l’inizio del nuovo anno. Ma come si ritorna tra i banchi? Diverse le novità ma anche le vecchie questioni: da una parte il divieto di utilizzo dei cellulari anche nelle scuole superiori, dall’altra, l’insufficienza di docenti di sostegno o il ritardo nelle assegnazioni. Per non parlare della sicurezza, ancora lontana, degli edifici. Continua a leggere→
Dal mese di dicembre è online scorso uno spazio web particolarmente prezioso per informare e aggiornare sull’applicazione dei vari diritti nel nostro Paese. Si tratta del portale basato sul Progetto Rapporto sullo stato dei diritti in Italia, voluto dall’associazione A Buon Diritto, nata nel 2001 allo scopo di promuovere alcune questioni di grande rilievo pubblico, relative all’esercizio di diritti riconosciuti dal nostro ordinamento ma non adeguatamente tutelati. Il portale nasce dal progetto di monitoraggio continuativo avviato nell’ottobre del 2014, con la pubblicazione per Ediesse di L’articolo 3. Primo Rapporto sullo stato dei diritti in Italia, seguita, nel 2015, dalla realizzazione di un primo aggiornamento annuale, fino al più recente del 2016.
“Il sito – spiegano da A Buon Diritto – vuole essere uno strumento di informazione e promozione della cultura dei diritti, che costituisce uno dei principali impegni propri della nostra attività. L’idea alla base della realizzazione e dell’aggiornamento di un portale web, specifico sulla tematica dei diritti, è quella di dotarsi di uno strumento di documentazione costante, che risponda anche ad esigenze specifiche riguardanti l’attualità e l’azione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e di pressione a livello istituzionale. Il tutto è frutto del lavoro continuo di un collettivo di diciannove ricercatrici e ricercatori e di una redazione di appartenenti alla nostra associazione, che aggiornerà costantemente il portale attraverso segnalazioni, news, interventi e approfondimenti riguardanti specifici campi di interesse, differenti categorie di diritti e le varie iniziative politico-normative in materia. Il rapporto completo sarà aggiornato a cadenza semestrale, con la pubblicazione online dei sedici saggi tematici che riassumeranno e approfondiranno gli elementi più significativi registratisi nei mesi precedenti, facendo quindi il punto della situazione, delle criticità emergenti e delle iniziative politiche necessarie per il loro superamento”.
Tra le aree in cui è ripartito il portale, ve n’è anche una specificamente dedicate alle persone con disabilità, ma la trasversalità di tale tema a tutte le questioni della vita e della società, fondamentale passaggio concettuale della stessa Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, raccomanda a tutti l’attenzione anche agli altri settori trattati.
Un sit-in per la pace in Siria e per chiedere lo stop immediato dei bombardamenti su Aleppo e Mambij.
Un invito alla mobilitazione, a portare i propri figli in piazza per testimoniare vicinanza ai bambini, le vittime maggiori del conflitto, e a tutto il popolo siriano.
Il mondo delle associazioni e delle organizzazioni non governative, ma anche Federazione della Stampa e Usigrai, si ritroveranno il 2 settembre per lanciare un appello all’Italia, all’Unione europea e alle Nazioni Unite affinché si raggiunga una tregua duratura, si permetta l’apertura di corridoi umanitari e la fornitura senza ostacoli di aiuti alle popolazioni assediate.
Hanno aderito Amnesty Italia, Arci, Associazione 46° Parallelo. Associazione Amici di Roberto Morrione, Associazione Giornalisti Amici di Padre Paolo Dall’Oglio, Confronti, Cospe, Federazione nazionale della stampa, Fondazione Libera Informazione, Illuminare le periferie, Italians For Darfur, LasciateCIEntrare, NoBavaglio, Rivista San Francesco, Tavola della Pace, Associazione Tam Tam, Unicef, Un ponte per, Usigrai.
Di seguito l’appello lanciato da Articolo 21 a cui ha aderito anche l’Arci
Metà della popolazione della Siria non ha più una casa, 470mila persone hanno perso la vita, 1,9 milioni sono rimaste ferite o mutilate, l’aspettativa di vita è passata dai 70 ai 55 anni.
Questi i numeri agghiaccianti che misurano la tragedia siriana prima ancora che iniziasse la nuova campagna di bombardamenti su Aleppo, che ha visto una crescita esponenziale di bambini tra le vittime.
Il mondo si è indignato, ha pianto, guardando l’immagine di Omran, 5 anni, ferito e sgomento su un seggiolino di un’ambulanza, che ha plasticamente dato corpo alle conseguenze del conflitto in Siria, visto attraverso gli occhi di un bimbo scampato alla morte che invece non ha risparmiato il fratellino, Alì, poco più grande di lui.
In cinque anni di guerra sono morte decine di migliaia di piccoli siriani. Solo ad Aleppo hanno perso la vita, da fine luglio, 350 bambini e più di 100mila sono intrappolati nella parte orientale della città.
Aleppo è la nuova Sarajevo. Pari la durata dell’assedio, persino doppio il numero delle vittime. Oggi come allora il fallimento della comunità internazionale è sotto gli occhi di tutti.
L’attenzione mediatica e le informazioni sul conflitto si riducono ogni giorno di più e con esse la consapevolezza di ciò che quotidianamente avviene nel paese.
Non basta indignarsi per la foto dell’ultimo bimbo vittima della guerra, che sia morto su una spiaggia turca o salvo e inconsapevole sul seggiolino di un’ambulanza in Siria.
Noi non possiamo restare a guardare, ci sono milioni di vite da salvare, ancora oggi, ad Aleppo e nel resto della Siria.
Facciamo nostre e ribadiamo con forza le richieste all’Italia, all’Unione europea e alle Nazioni Unite di una tregua duratura, dell’apertura di corridoi umanitari, della fornitura senza ostacoli di aiuti umanitari alle popolazioni assediate. Chiediamo inoltre la fine degli attacchi contro i civili e le strutture civili, primi tra tutti gli ospedali; la cessazione dell’uso della tortura e delle sparizioni forzate.
Vi chiediamo l’adesione a questa iniziativa per far arrivare un messaggio forte alle istituzioni e per testimoniare la nostra vicinanza al popolo siriano.
L’appuntamento e a Roma, in piazza Santi Apostoli, venerdì 2 settembre, dalle ore 11.
Dopo la pronuncia del Consiglio di Stato francese contro il provvedimento anti-burkini diVilleneuve-Loube (uno uno dei circatrenta comuni transalpini che avevano vietato di indossare sulle spiagge locali il costume integrale islamico), sulla questione dell’abbigliamento femminile è intervenuto anche l’Onu.
L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha infatti attaccato il divieto in quanto “discrimina” i musulmani, ed ha quindi accolto con favore la decisione del Consiglio di Stato.
“Questi decreti non rafforzano la sicurezza”, si legge nel comunicato, “ma, al contrario, alimentano intolleranza religiosa e discriminazione dei musulmani in Francia, in particolare le donne. La parità di genere non si ottiene regolamentando i vestiti che le donne decidono di portare”. Per l’Alto commissariato Onu per i diritti umani, favorendo la polarizzazione tra le comunità, i decreti anti-burkini “hanno solo aggravato le tensioni e potrebbero in realtà nuocere agli sforzi destinati a combattere e prevenire l’estremismo violento”.
“Le limitazioni alla libertà di ogni persona di manifestare la propria religione o le proprie convinzioni, inclusa la scelta dell’abbigliamento, sono autorizzate solo in circostanze molto limitate, inclusa la protezione della sicurezza pubblica, l’ordine pubblico, la salute pubblica o la morale”, prosegue la nota. Inoltre, “i codici che riguardano i vestiti, quali i decreti anti-burkini, colpiscono in modo sproporzionato le donne e le ragazze e ledono la loro autonomia, limitano la propensione ad adottare decisioni indipendenti sui modi di vestirsi e costituiscono una chiara discriminazione nei loro confronti”.
Intanto, il dibattito in Francia si è nuovamente acceso dopo la dichiarazione del primo ministro Valls secondo il quale Marianne, il simbolo della Repubblica, “ha il seno nudo perché lei nutre il popolo, non è velata perché è libera. La Repubblica è questo”.
Nuovo episodio intimidatorio alla sede dell’Arcigay Napoli. La mattina del 22 agosto, giorno di riapertura della sede, è stato ritrovato un bossolo di proiettile esploso sul chiavistello della porta dell’edificio in vico San Geronimo. L’Arcigay di Napoli “Antinoo” si trova si trova a pochi metri da via Benedetto Croce, frequentatissima da turisti e visitatori.
Episodi di violenza regolarmente denunciati alle forze dell’ordine sono stati registrati con maggiore frequenza negli ultimi mesi: carcasse di animali morti lasciati davanti alla sede, porte ritrovate aperte senza furti o apparenti forzature, cassonetti della spazzatura spostati ad ostruire gli ingressi sulla strada. Una sera di luglio, un gruppo di ragazzi su ciclomotori ha costretto all’interno alcuni associati con la minaccia di armi da fuoco.
“L’ultimo episodio del proiettile lasciato sulla soglia della nostra porta è inquietante perché viene dopo molti altri episodi di vandalismo che sono avvenuti negli ultimi mesi ai danni della sede storica dell’Arcigay di Napoli e prontamente segnalati alle forze dell’ordine e alle istituzioni locali”, ha affermato Antonello Sannino, presidente dell’Arcigay di Napoli.
“La comunità Lgbt ha ottenuto nel nostro Paese conquiste rivoluzionarie, in termini di visibilità sui media e di diritti, per questo non possiamo escludere attenzioni di forze reazionarie ed antidemocratiche, ma non ci lasceremo intimorire, l’associazione continuerà ad erogare i suoi servizi e a tenere aperti i suoi sportelli tutti i giorni dalla mattina alla sera. Per questo chiediamo l’immediato intervento del Sindaco e dell’Assessore delegata alla sicurezza urbana, del Presidente della Municipalità 2 e la convocazione di un Tavolo con Comune e Questura perché vengano messe in essere efficaci misure di sicurezza per la cittadinanza”.
L’Arcigay di Napoli in vico San Geronimo offre da molti anni servizi gratuiti di assistenza alla cittadinanza sulle questioni di genere, con sportello psicologico e legale e sulle malattie a trasmissione sessuale.
È inoltre la sede di uno dei più ricchi e importanti Centri di documentazione Lgbt della nazione, fa parte del patrimonio immobiliare del Comune di Napoli ed attende l’assegnazione definitiva alla storica associazione in difesa delle persone omosessuali, transessuali e intersessuali della città.
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