Archivio Giuseppe Manzo

Il Paese nella crisi: lavoro e consumi, un nuovo patto per i diritti

di Giuseppe Manzo


 

Bentornati all’ascolto del Grs Week. In studio Giuseppe Manzo.
Un milione di posti di lavoro in meno nell’ultimo anno. Le piazze che si riempiono di categorie allo stremo, il calo dei consumi e l’aumento della povertà. Questa è la sintesi della crisi Covid che mette al centro il tema del lavoro e dei nuovi lavori come quelli della Gig economy. Continua a leggere

Vaccini, i volontari sono pronti a dare una mano ma vanno “protetti”

di Giuseppe Manzo


 

Bentornati all’ascolto del Grs Week. In studio Giuseppe Manzo

Serve uno scatto e soprattutto un Piano vaccinale che riesca a diffondere il siero nella maggioranza della popolazione.
Per farlo serve organizzazione e per il neo presidente del Consiglio si deve coinvolgere anche il volontariato in una rete che vede insieme la sanità pubblica e le organizzazioni di terzo settore. Continua a leggere

Piano resilienza e ripresa: la chiave del mutualismo tra Mezzogiorno e non profit

di Giuseppe Manzo


 

Bentornati all’ascolto del Grs Week. In studio Giuseppe Manzo

Un futuro peggiore del presente per gli italiani intervistati nel sondaggio Ipsos-Legacoop: per il 73% davanti ci sono incognite e paura. Dalla cooperazione arrivano anche altri dati relativi alle nuove cooperative nate nel 2020, anno della pandemia. Continua a leggere

Non siamo barellieri dell’emergenza: le coop sociali chiedono risposte immediate

di Giuseppe Manzo


 

Bentornati all’ascolto del Grs Week. In studio Giuseppe Manzo

 

È una crisi imponente quelle economica e sociale dentro l’emergenza Covid prolungata fino al 31 dicembre 2020 dal premier Giuseppe Conte. A subire i danni dal lockdown è soprattutto il terzo settore che lamenta di essere considerato un “barelliere” delle emergenze o il front office del disagio senza ricevere le dovute attenzioni. Continua a leggere

A Napoli torna una “Cassa” del Mezzogiorno

di Giuseppe Manzo


0-0-cassa-del-mezzogiornoRicordate la Cassa del Mezzogiorno? A Napoli è tornata. Una “Cassa” dell’inclusione sociale che riscatta i territori e nasce a Scampia, in seno alle attività dell’Officina delle Culture “Gelsomina Verde” e sotto il marchio ad ombrello della rete delle Resistenze Meridionali. La “Cassa del Mezzogiorno” è un’iniziativa di carattere culturale ed economico che mette a regime la rete di attività produttive e culturali che quotidianamente all’interno della struttura porta avanti progetti di inserimento lavorativo individualizzati per detenuti.

 

“È proprio questa la mission della Cassa – dichiara Ciro Corona, presidente della coop sociale Resistenza – ribaltare il significato storico che ha assunto negli anni l’ente assistenziale fondato nel 1950, nato essenzialmente per dare risposte concrete alla meditata arretratezza infrastrutturale del sud e finito col diventare una macchina assistenziale, funzionale alla malapolitica, depredando territori e annientando le speranze di un reale cambiamento”.

 

La Cassa del Mezzogiorno oggi mette insieme le logiche virtuose delle reti sociali che massimizzano profitto sociale dei territori e, senza trascurare l’aspetto produttivo ed economico, provano a restituire dignità a persone e territori partendo da riutilizzo, promozione e gestione di beni confiscati e beni comuni della città di Napoli.   “Il lancio della Cassa del Mezzogiorno è una sfida di qualità, di giustizia, di riappropriazione di diritti – continua Corona – che l’associazione (R)esistenza, la Cooperativa Iron Angels, il gruppo musicale gli ‘O Rom,

 

L’associazione Officina Volturno e la Cooperativa Sociale (R)esistenza, insieme a tutta la rete sociale territoriale vogliono lanciare per una solida e duratura costruzione di percorsi di riscatto dal basso”.

 

La Cassa del Mezzogiorno compare in due versioni, quella tradizionale e quella “economica”, ovvero Il Bottino del Sud, che pur non coinvolgendo interamente tutte le realtà rappresenta un fondamentale strumento per rinforzare ed avviare percorsi di inclusione sociale e lavorativa svolti all’interno dell’Officina delle Culture. La prima: giornale “Informare” – Associazione Officina Volturno N° 1 libro “Libri Maltrattati” – [erre] edizioni N° 1 cd audio degli “‘O Rom” N° 1 bottiglia di vino Falanghina DOC “Selva Lacandona – Cooperativa Sociale (R)esistenza N° 2 confetture di pesca – Cooperativa Sociale (R)esistenza N° 1 albero della libertà – Cooperativa Iron Angels N° 1 cartolina Scampia – Associazione (R)esistenza N° 1 maglia Officina delle Culture “Gelsomina Verde” N° 1 baule/cassa in legno (prezzo al pubblico 45 euro)

 

E la seconda con il “bottino del Sud”: birra artigianale Cella Zero – Cooperativa Sociale (R)esistenza N° 1 scultura – Cooperativa Iron Angels N° 1 confettura di Pesca – Cooperativa sociale (R)esistenza N° 1 cartolina Scampia – Associazione (R)esistenza N° 1 voucher mensile per palestra gratuita N° 1 sacchetto juta (prezzo al pubblico 15 €).

 

La presentazione è prevista il 9 dicembre all’Officina delle culture “Gelsomina Verde” di Scampìa.

Potenza: al via progetto per la mobilità sostenibile

di Giuseppe Manzo


road-259815__180“Lo street control e quindi il controllo della strada è il primo passaggio fondamentale per tutelare l’utenza debole, pedoni e ciclisti urbani, in una città autocentrica. Bene anche l’interessamento alla mobilità ciclistica che richiede tuttavia un ragionamento specifico rispetto alle misura da intraprendere”. E’ il commento del Circolo Legambiente Potenza “Ken Saro Wiwa” rispetto  al progetto strade sicure presentato dal Comune di Potenza.

 

I dati sulla mobilità urbana relativi all’ultimo rapporto di Ecosistema urbano continuano ad essere veramente drammatici rispetto al trasporto pubblico nella città di Potenza. La città è tra le peggiori in Italia per numero di automobili, 73 ogni 100 abitanti, con un’offerta di trasporto pubblico (i chilometri percorsi annualmente dalle vetture per ogni abitante residente) che scende da 39 a 23 Km/vettura/abitanti/anno. Anche l’indice del modal share è fortemente negativo: il 75% degli spostamenti privati vengono effettuati dai cittadini con mezzi a motore (auto o moto).

 

“La priorità assoluta quindi  – continua il Circolo – è trasferire quote significative di mobilità dal mezzo privato al mezzo pubblico, ridurre drasticamente il numero di auto in circolazione e incentivare anche l’uso di mezzi alternativi come la bicicletta a pedalata assistita. Per fare ciò non è sufficiente realizzare piste ciclabili (pari a zero nel rapporto) ma anche realizzare isole pedonali (anche queste attualmente vicine allo zero), incentivare l’intermodalità e prevedere zone con obbligo dei 30 km orari. E’ necessario – conclude – oltre che garantire la tutela sulle strade cittadine, promuovere una cultura della mobilità sostenibile con interventi specifici che possano dare continuità all’azione intrapresa e ottenere realmente una città a misura di persona come l’assessore alla mobilità Gerardo Bellettieri ha auspicato”.

(Redazione)

Turchia: Erdogan chiude 400 Ong

di Giuseppe Manzo


AK Parti Genişletilmiş İl Başkanları ToplantısıUn decreto emesso il 22 novembre ai sensi dello stato d’emergenza ha ordinato la chiusura definitiva di 375 organizzazioni non governative della Turchia. “La chiusura di quasi 400 Ong va inquadrata nel sistematico tentativo in corso da parte delle autorità turche di ridurre definitivamente al silenzio ogni voce critica” – ha dichiarato John Dalhuisen, direttore di Amnesty International per l’Europa. 

“Sono state chiuse associazioni di giuristi contro la tortura, organizzazioni per i diritti delle donne che gestivano rifugi per le sopravvissute alla violenza domestica, centri di assistenza per i rifugiati e gli sfollati interni e anche la principale Ong per i diritti dei bambini” – ha sottolineato Dalhuisen. 

“Alla società civile turca dev’essere permesso di continuare a svolgere il suo prezioso lavoro senza timore di rappresaglie o punizioni. L’azione delle Ong è di vitale importanza soprattutto nel contesto dell’attuale crisi dei diritti umani in Turchia, dove l’evidente abuso dei poteri d’emergenza ha gettato un’ombra su una già devastata società civile” – ha concluso Dalhuisen. 

(Redazione)

Cerreto Alpi: a scuola di cooperative di comunità

di Giuseppe Manzo


cerreto-alpi_1Grande partecipazione alla terza edizione della Scuola delle Cooperative di Comunità, che ha preso il via l’11 e 12 novembre a Succiso. La Scuola si concluderà il 25 e 26 novembre a Cerreto Alpi, dove da oltre 13 anni è attiva una delle più importanti cooperative di comunità italiane, I Briganti di Cerreto.
Erano oltre 60 i presenti alle giornate di Succiso, con 50 iscritti alla Scuola, che si prevedono in aumento nelle due giornate previste a Cerreto Alpi. Hanno portato il saluto alla giornata inaugurale il sindaco di Ventasso Antonio Manari, il presidente del Parco Nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, il presidente di Legacoop Emilia-Romagna Giovanni Monti e il direttore regionale di Confcooperative Pierlorenzo Rossi.

 

Particolarmente intense saranno anche le due giornate di Cerreto Alpi, con relatori di alto livello. Il 25 novembre, sul tema “Hub di economie e sviluppi per nuove catene di valori”, interverranno Elena Casolari (Fondazione Acra), Vincenzo Marino (Icn), Andrea Rapisardi (cooperativa Lama), Lodovico Patelli (cooperativa di comunità L’Innesto). Seguirà una sessione di lavoro sugli statuti delle cooperative di comunità passate presenti e future”, con interventi di Mauro Iengo (Legacoop) e Tony Dalla Vecchia (Confcooperative). Il 26 novembre, sul tema “Welfare dalle comunità intraprendenti”, interverranno Giovanni Fosti (Università Bocconi di Milano) Gino Mazzoli (studio Praxis), Giovanni Devastato (Università La Sapienza di Roma), Francesca Paini (cooperativa AltraEconomia).

 

Nel corso delle giornate di Cerreto Alpi verrà anche presentato l’importante studio realizzato dal Ministero per lo Sviluppo Economico sulle cooperative di comunità. Si tratta di uno studio di fattibilità per una collaborazione innovativa tra sistema pubblico e movimento cooperativo, che ha analizzato alcune esperienze virtuose di cooperative in Italia, tra cui le reggiane I Briganti di Cerreto e la Valle dei Cavalieri.

 

Lo studio, realizzato con la collaborazione delle centrali cooperative, è stato presentato pochi giorni fa a Roma, con la presenza anche dei rappresentanti delle due cooperative reggiane e degli esperti della cooperazione che hanno collaborato allo studio. La Scuola delle cooperative di comunità è organizzata da Confcooperative e Legacoop Emilia-Romagna con il sostegno della Regione Emilia-Romagna, nell’ambito del progetto “Cooperative di Comunità: promuovere la cooperazione, i beni comuni, e il territorio”.

 

Il Comitato scientifico del progetto è composto da Gianluca Mingozzi, Carlo Possa, Andrea Rapisardi, Giovanni Teneggi, Roberta Trovarelli, Paolo Venturi, Flaviano Zandonai. Segreteria organizzativa e iscrizioni: Erika Farina, 347 1639146, erika.farina@ibrigantidicerreto.com; Marilena Raule 377 1255713, m.raule@innovacoop.eu. Link su pagina FB Scuola delle Cooperative di Comunità.

(Redazione)