Archivio Giuseppe Manzo

Senza lavoro? AlloraCrealo: a Trento per le start up

di Giuseppe Manzo


allora crealoIl lavoro non c’è? Allora crealo. Questo è lo slogan coniato per la 4 giorni di Trento. In un momento storico in cui il problema dell’occupazione giovanile è rimbalzato in alto nelle agende politiche e istituzionali AlloraCrealo, evento del Festival dell’Economia 2014 dedicato alle giovani imprese, ha scelto di parlare di giovani, lavoro e startup con i protagonisti del nuovo ecosistema per l’imprenditoria innovativa.

 

La seconda edizione di AlloraCrealo, organizzata da Euricse e Impact Hub Rovereto, sarà in piazza Fiera a Trento dal 30 maggio al 2 giugno per parlare dei risultati delle iniziative e politiche di sostegno all’imprenditorialità giovanile e conoscere le possibilità che attendono i futuri imprenditori. Incontri, dibattiti e laboratori si susseguiranno nei quattro giorni dell’evento per ampliare il più possibile la panoramica sul mondo delle giovani imprese.

 

AlloraCrealo sarà inaugurato venerdì 30 maggio alle 16.30 da un workshop sulle iniziative pubbliche e private di sostegno alle startup, con l’assessore Alessandro Olivi, Carlo Borzaga (Euricse), Jacopo Sforzi (ricercatore) e i rappresentanti di competizioni nazionali di successo; con l’occasione saranno presentati e commentati anche i risultati del programma di Seed Money della Provincia di Trento, che ha visto nascere 37 nuove imprese. Alle ore 18 l’economista Irene Tinagli presenterà il suo ultimo libro “Un futuro a colori. Scoprire nuove opportunità di lavoro e vivere felici” (Rizzoli) in un dialogo con la giornalista del Corriere della Sera Serena Danna.

Nei giorni successivi, con l’aiuto degli incubatori trentini si ragionerà su opportunità e strumenti attivati nei vari settori, tra forme di finanziamento e nuove idee, raccontate dal vivo da giovani startupper che sono riusciti nell’impresa. Insieme ad altre realtà nazionali si affronteranno altri temi quali il crowdfunding , il ruolo delle amministrazioni locali nel supporto alle nuove imprese o le possibilità date dalla sharing economy.

 

In serata non mancheranno momenti più conviviali con gli aperitivi AlloraCrealo e i dj set a cura di Sanbaradio. Domenica 1 giugno alle 21.30 AlloraCrealo ospiterà il concerto di Johnny Mox. Gli sponsor di AlloraCrealo sono AleDima studio e REDO upcycling (forniranno poltroncine e divanetti realizzati con materiali di riciclo per lo stand), Federazione Provinciale Allevatori Trento e Panificio Moderno di Isera (forniranno la luganega e il pane per l’appuntamento Pane, Web e Luganega) e Prato verde (Fornitura di tubi per gli allestimenti).

 

Il media partner ufficiale di AlloraCrealo è Sanbaradio, che trasmetterà in diretta da Piazza Fiera durante i giorni del Festival dell’Economia. AlloraCrealo è un evento in collaborazione con il portale Per il mio Futuro Giovani della Provincia di Trento, che sarà presente in piazza Fiera durante tutto il Festival con un interview corner e approfondimenti sulle opportunità di lavoro per i giovani.

MICROCREDITO PER CHI NON HA NIENTE

di Giuseppe Manzo


A chi può essere utile il microcredito? A piccole imprese, artigiani e attività commerciali strozzati dalla crisi? Anche. Eppure secondo Grameen Italia che ha organizzato una giornata di studi all’Università di Bologna possono essere coinvolte altre fasce sociali: giovani, migranti e detenuti.

 

“La percentuale di recidiva tra i detenuti in Italia arriva al 70 per cento. Cala al 10-12 per cento tra i detenuti che lavorano e apprendono un mestiere. Crolla all’un per cento tra i detenuti in misura alternativa accompagnata da reinserimento lavorativo. Cosa significa? Che i detenuti devono lavorare, cosa peraltro stabilita anche dalla legge – spiega la ricercatrice Giorgia Bonaga”.

 

A questi si aggiungono i migranti che non hanno pochissimi rapporti con le banche nonostante abbiano la necessità di gestire i soldi e inviarli alla propria terra d’origine. E poi ci sono i giovani disoccupati o i neet mentre anche per i pazienti della salute mentale ci sono esperimenti come a Carpi, in provincia di Modena.

“Non possiamo non valorizzare il microcredito, con il 20 per cento della popolazione che possiede l’80 per cento della ricchezza – commenta Luisa Urbani, vice presidente della Fondazione Grameen Italia – Non possiamo fare altro che instaurare relazioni, diventare altruisti e cominciare a fare credito ai non bancabili, sebbene possa sembrare un paradosso. Nelle iniziative di Grameen il tasso di restituzione è al 99 per cento. Cosa serve per partire? Un gruppo di 5 persone basato sulla fiducia”. Ripartire dalla fiducia iniziando a dare i soldi e una possibilità a chi non ne ha.

 

 

 

 

EMILIA, A 2 ANNI DAL SISMA SI RIPARTE DAL MICROCREDITO

di Giuseppe Manzo


terremoto-emilia-romagnaIl 20 maggio 2012 il terremoto in Emilia spazzò via vite umane e lavoro. A due anni di distanza 200 imprese ripartono con il microcredito. Come nel caso di Fabrizio che si è ritrovato con la fabbrica inagibile. Per non interrompere la produzione e le consegne, decide di spostare i macchinari in giardino, noleggia un container e manda a produrre alcuni ordini presso altre aziende della zona. Quando il calo di fatturato e i ritardi nei pagamenti lo mettono in difficoltà, Fabrizio chiede un finanziamento in banca, ma gli viene negato. Oggi continua la sua attività grazie al microcredito. L’azienda di Fabrizio è una delle 200 aziende sostenute da Microcredito per l’Italia, un’impresa sociale che si occupa di sostegno alla microimpresa, con 6 milioni di euro, di cui 5 messi a disposizione da Renzo Rosso di Diesel e presidente della holding Only the brave. Il 30% delle imprese finanziate sono start up, il 30 per cento ha come titolare una donna, il 15 per cento dà fiducia a un giovane under 35. Pochissime le insolvenza, meno dell’1 per cento.

Oltre a Fabrizio, anche Vittoria ha ottenuto un finanziamento. La sua tipografia (un’attività storico del comune di Finale Emilia, in provincia di Modena) ha affrontato un calo di fatturato a causa dei danni diretti riportati da molti clienti. Mettere in cassa integrazione gli 8 dipendenti (tutti monoreddito e con abitazioni danneggiate) significava ridurre le loro entrate al di sotto della soglia necessaria per vivere del proprio lavoro. Un prestito di 50 mila euro le ha permesso di rilanciare l’attività, tutelando i dipendenti. Il trauma del terremoto e il desiderio di stare più vicino alla famiglia hanno spinto Benedetta, 36 anni e un lavoro sicuro come architetto, a cambiare vita (vedi il lancio successivo).

“Il successo di questa iniziativa dipende da più fattori – ha detto Paolo Nicoletti, presidente di Microcredito per l’Italia – Al primo posto l’intelligenza di un imprenditore come Renzo Rosso, che scegliendo il microcredito ha trasformato un gesto di generosità in un investimento sociale che moltiplica le risorse impiegate e l’impatto sulla popolazione. Questa generosità – ha concluso – ha trovato a livello locale un terreno fertile: singoli volontari, associazioni, enti pubblici che ci hanno aiutato a promuovere l’iniziativa, ad aprire e gestire sportelli d’ascolto, a offrire gratuitamente servizi di supporto e accompagnamento alle piccole imprese

IMMIGRATI E LAVORO: 3,5 MILIONI PER IDEE INNOVATIVE

di Giuseppe Manzo


immigrati lavoroFavorire l’inserimento sociale e lavorativo degli immigrati nelle regioni meridionali: con questo obiettivo la Fondazione Con il Sud promuove l’Iniziativa Immigrazione, che rientra nell’ambito di intervento “Progetti Speciali e Innovativi” ed è rivolta al mondo del terzo settore e del volontariato meridionale e, in particolare, alle associazioni e Organizzazioni di Immigrati (OdI).

L’Iniziativa prevede la presentazione di idee innovative in grado di concretizzarsi successivamente, con il sostegno della Fondazione e con il coinvolgimento di competenze e professionalità adeguate, in progetti “esemplari”che promuovano il lavoro come strumento imprescindibile per favorire l’integrazione, anche sociale, degli immigrati e che possano rappresentare un modello di intervento sul tema.  La Fondazione mette a disposizione fino a 3,5 milioni di euro, in funzione della qualità delle proposte ricevute.

Le idee presentate dovranno fare riferimento ad uno dei seguenti ambiti di intervento: il contrasto alla tratta e allo sfruttamento lavorativo e sessuale – a disposizione fino a 1,5 milioni di euro; la valorizzazione del lavoro, anche autonomo, nelle forme associative tipiche del terzo settore (imprese sociali, cooperative sociali, ecc) – a disposizione fino a 2 milioni di euro. Le idee devono essere presentate on-line alla Fondazione CON IL SUD entro il 3 luglio 2014, illustrando sinteticamente l’intervento proposto, l’innovatività della metodologia da applicare, indicando i beneficiari e i partner, con particolare riferimento all’organizzazione di immigrati coinvolta. Gli interventi dovranno essere realizzati nelle sei regioni meridionali:Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia.  La valutazione delle idee terrà conto di aspetti come l’innovatività, il contributo in termini di opportunità di integrazione e di inserimento offerte agli immigrati, il partenariato coinvolto.

La Fondazione provvederà, dopo un processo di verifica e valutazione di tutte le idee progettuali ricevute e considerate ammissibili, alla pre-selezione di quelle ritenute maggiormente in linea con lo spirito dell’iniziativa. Le idee pre-selezionate dovranno essere convertite in progetti esecutivi attraverso la presentazione di una proposta di progetto più dettagliata e completa.

Lo scenario

A partire dagli anni duemila si è verificato un consistente fenomeno di crescita del numero di immigrati nel nostro Paese, con oltre il 300% di incremento della popolazione residente e lavorativa[1]. Nel solo 2013 la popolazione straniera residente in Italia è aumentata di oltre 334 mila unità (+8,2% rispetto all’anno precedente)[2].

L’incremento della presenza di stranieri, spesso associato a un peggioramento delle opportunità occupazionali degli italiani, in realtà, può rappresentare una preziosa risorsa per la crescita del Paese. Più che in altri Stati, in Italia la presenza degli immigrati costituisce un sostegno per l’economia: tra i Paesi dell’eurozona, infatti, l’Italia è l’unico dove il tasso di occupazione dei lavoratori extra-Ue supera i valori medi riferiti al totale della popolazione e, inoltre, negli ultimi anni, l’imprenditoria straniera ha mostrato un tasso di crescita impressionante (alla fine del 2012 gli immigrati imprenditori in Italia in termini assoluti erano 232.668, con un incremento del 39,2% rispetto al 2007).

Nello stesso periodo, le regioni del Sud si sono trasformate sempre più da aree di passaggio in zone dove permanere e risiedere, trovando inserimento abitativo e lavorativo sia pure precario o sommerso, in un contesto di grande fragilità economica e sociale che accresce il rischio di esclusione. È in particolare in queste situazioni di vulnerabilità che si innestano fenomeni di sfruttamento lavorativo che, nei casi più gravi, sfociano nel traffico internazionale di esseri umani e nel lavoro forzato.

Lo sfruttamento lavorativo, che può svilupparsi particolarmente in determinati settori economici come quello agricolo, dell’edilizia e del lavoro domestico, è un fenomeno ancora sottovalutato e scarsamente contrastato, ma è anche la forma di schiavitù moderna più diffusa e meno percepita, anche perché si manifesta in modo sommerso, in contesti difficilmente monitorabili.  La Fondazione Con il Sud intende dunque intervenire in questo ambito, per sostenere interventi capaci di arginare il fenomeno dello sfruttamento e valorizzare il lavoro come strumento di integrazione degli immigrati nelle comunità di adozione.

 

 

 

 

I BAMBOCCIONI NON ESISTONO

di Giuseppe Manzo


Quante etichette ha sopportato la generazione X? “Bamboccioni” e “Choosy” quelli più famigerati. Eppure i dati dicono altro e smentiscono questa natura passiva dei 30enni. Se dal Sud si alzano i tassi di emigrazione per trovare un progetto di vita, ci sono tanti under 35 che mettono in campo idee e saperi. Oggi Unioncamere informa che “tra il 2012 e il 2013 sono infatti quasi 71 mila in più le imprese guidate da giovani under 35, con una crescita pari al 10,48%”. In queste cifre gioca il suo ruolo anche il non profit e la cooperazione sociale. La presenza dei giovani è in crescita sia con le coop sociali sul fronte della gestione di terreni, aziende e beni confiscati alle mafie sia nei tanti progetti di start-up. Uno di questi è quello promosso dalla coop sociale Itaca di Pordenone: il progetto Fab. Lo scorso dicembre dal percorso formativo iniziato nel 2012 è nato “Green Bin”. I “fabers” di questa impresa sono Letisia Barbuio e Sarah Zuccarello che hanno deciso di costituire una nuova Cooperativa sociale, denominata appunto “Green Bin”, formata da quattro giovani con tanta voglia di fare, che tra gli obiettivi comuni hanno buonsenso ed eco sostenibilità. Dalle esperienze nate in questo progetto si evince la volontà di avvicinarsi a un modello economico nuovo, l’impresa si inserisce in un contesto di comunità e dove la ricchezza non è solo data dai soldi. Non solo money, più responsabilità. Lo chiede la generazione che paga la crisi e si rimbocca le maniche.

Sassuolo, nasce emporio solidale

di Giuseppe Manzo


consumiSono 60 le famiglie inviate dai Centri di Ascolto Caritas che usufruiranno dell’emporio solidale ‘Il Melograno’ di Sassuolo. Il secondo che apre in provincia di Modena dopo Portobello. Ogni famiglia è composta in media da 3 persone, dunque a fare uso di questo nuovo servizio saranno in 180. Il meccanismo è facile. A ogni persona verranno caricati dei punti sulla tessera sanitaria. Ogni nucleo familiare potrà poi decidere liberamente come ‘spenderli’ scegliendo tra gli scaffali dell’emporio. Sui banchi pasta, alimenti secchi, prodotti inscatolati, zucchero, latte e pane. Gli stessi prodotti che finora venivano distribuiti alle famiglie in borse alimentari preconfezionate dai 60 volontari al lavoro. “Quello che cambia è il metodo di aiuto – spiega Andrea Brunetti, coordinatore del progetto – ogni persona potrà scegliere in base alle esigenze del mese”. I punti verranno assegnati in relazione al numero dei componenti della famiglia e alle difficoltà sociali riscontrate dagli operatori. Il 60% delle persone coinvolte è costituita da cittadini di origine straniera. In generale però coloro che ususfruiranno del Melograno sono persone che hanno perso il lavoro e hanno difficoltà a ripensarsi con un tenore di vita più basso. “Sarebbe adeguato ragionare anche sulla presenza di prodotti di igiene personale – spiega Brunetti – questo costituirebbe davvero un bel passaggio”. E continua: “Quello alimentare è un pretesto per avviare nuove relazioni. Sappiamo che non si risolvono i problemi famigliari dato che spesso dietro quelli economici o lavorativi, ce ne sono altri, come il gioco d’azzardo. Il nostro scopo non è riempire stomaci ma avviare delle relazioni più intime”.  Il Melograno è un progetto di comunità che vuole andare oltre, sfociando anche su temi culturali in modo da proporre diversi stili di vita