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Mascherina contro gli abusi


Nel Casertano, a Casal di Principe, in un bene confiscato alla camorra, nasce il laboratorio per produrre i presidi contro il coronavirus: saranno destinati alle operatrici dei Centri antiviolenza di tutta Italia e contribuiranno a sostenere l’autonomia delle donne in fuga dai maltrattamenti. Ascoltiamo Lella Palladino di Cooperativa Eva. (sonoro)

Ascoltateci


L’Alleanza contro la povertà in Italia chiede al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, di “aprire un confronto per porre l’attenzione sulla lotta alla povertà nell’emergenza Covid-19”. Ora più che mai “è fondamentale il contributo delle parti sociali e del terzo settore, e diventa centrale ampliare il dialogo”.

Salvate il terzo settore


Imprese sociali e associazioni si mobilitano per l’economia non profit. Il servizio è di Giuseppe Manzo.

Non fermateci, ci siamo. Proseguono le campagne social del terzo settore che però non si ferma alla rivendicazione di fronte allo scenario di crisi economica più grave della Italia repubblicana. Arrivano da più parti le proposte rivolte al governo su come affrontare la difesa e la rinascita del mondo non profit, soprattutto per difendere i 500mila occupati delle imprese sociali e complessivamente 1 milione di lavoratori nel terzo settore. “Proroghe, stop a gare al ribasso e coprogettazione” è quello che chiede Gianfranco Marocchi, che dopo l’esperienza come direttore della rivista Welfare Oggi, da poco (oltre che vicedirettore di welforum.it) è nel gruppo di direzione della rivista Impresa sociale. Anche la base della cooperazione sociale rivolge un appello firmato da centinaia di cooperatori e dirigenti chiede la tutela dei lavoratori del welfare e di quelli svantaggiati, oltre al sostegno finanziario per la fase 2. Parallelamente l’Alleanza delle cooperative scrive ai vertici dell’Unione europea chiedendo un’Europa “cooperativa” perché il sogno europeo possa ancora continuare.

Salvatele


Proroga dei contratti, tutela degli operatori sociali e dei lavoratori svantaggiati, sostegno finanziario e fiscale, moratoria degli appalti. Sono alcune delle richieste contenute in un appello a favore delle 20 mila imprese sociali che contano mezzo milione di occupati: tra i primi firmatari decine di cooperatori sociali da tutta Italia sulla piattaforma change.org.

Campi regolari


Le organizzazioni della campagna “Ero Straniero” sono soddisfatte a metà per la bozza del decreto che regolarizza i braccianti migranti: “Va finalmente incontro alla richiesta, che da tempo rivolgiamo al governo. Ma un provvedimento limitato nel tempo e rivolto solo a lavoratori agricoli non intacca il grosso dell’irregolarità, che è molto più vasta”. Lo aveva ricordato di recente Filippo Miraglia dell’Arci. Ascoltiamolo. (sonoro)

Cambiare rotta


L’osservatorio “Mutamenti Sociali in Atto-Covid 19” di Cnr e Istituto di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali (Irpps) realizzato in collaborazione con L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e Fondazione Movimento Bambino Onlus ha realizzato un sondaggio in cui si evince che in Italia, circa 4 persone su 10 prevedono di andare incontro a gravi perdite economiche, più di una su 10 di perdere il lavoro o la propria attività, e una su 5 di finire in cassa integrazione.

Moratoria


Una buona notizia per la parte più debole del mondo. Il G20 ha accolto la proposta di una sospensione temporanea dei pagamenti a servizio del debito dei Paesi più poveri. Ne danno notizia i ministri finanziari e i governatori che si sono riuniti virtualmente sotto la presidenza di turno dell’Arabia Saudita. Lo stop dei pagamenti inizierà il primo di maggio e terminerà con la fine del 2020, ma si parla anche di una proroga per l’anno successivo. La misura riguarda 76 Paesi, di cui 40 dell’Africa Sub–Sahariana.

Made in Italy


Questa la richiesta degli italiani in un sondaggio Swg-Legacoop. Il servizio è di Giuseppe Manzo.

Oltre l’80 per cento degli italiani considera importante acquistare solo prodotti made in Italy per sostenere la nostra economia in questa fase di grande difficoltà legata all’emergenza Covid-19. Il dato emerge dalle risposte ad un sondaggio condotto, alla fine della scorsa settimana, nell’ambito dell’Osservatorio Coronavirus nato dalla collaborazione tra SWG e Area Studi Legacoop per testare opinioni e percezioni della popolazione di fronte ai problemi determinati dall’emergenza in corso. L’importanza dell’acquisto di soli prodotti made in Italy è stata espressa dall’82% del campione, con la percentuale più alta (86%) registrata nel ceto medio, seguito a ruota dal ceto medio-basso (82%) e, a maggiore distanza, dal “ceto popolare” (72%). In proposito il Presidente di Legacoop Mauro Lusetti, ha commentato: “La richiesta di sostegno ai prodotti delle filiere del made in Italy che sale dall’opinione pubblica è univoca. In questa fase di emergenza drammatica è evidente che i cittadini, che sono sia consumatori sia lavoratori, percepiscono il rischio di un arretramento del Paese ma pure le possibili risposte”

Parola di Jorge


“Forse è giunto il momento di pensare a una forma di retribuzione universale di base, un salario che sia in grado di garantire e realizzare quello slogan così umano e cristiano: nessun lavoratore senza diritti”. Lo chiede Papa Francesco nella lettera ai movimenti popolari e sociali.

Per chi resta indietro


“L’appello pubblicato ieri sulla stampa va nella direzione sbagliata. Espropriare il patrimonio delle Fondazioni, significa distrarlo da ciò di cui c’è maggiormente bisogno: prendersi cura di chi soffre, è povero o emarginato.” Lo dichiara Claudia Fiaschi, portavoce nazionale del Forum Terzo Settore in merito al ruolo ricoperto in queste settimane dalle Fondazioni bancarie per aiutare a fronteggiare l’emergenza Corona virus.