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Stabilità: un miraggio


Dal 2005 al 2010 nelle grandi imprese, rigorosamente con oltre 500 dipendenti, i nuovi lavoratori sono quasi tutti precari. Secondo un’indagine dell’Istat, infatti, oltre sette ingressi su dieci derivano da assunzioni a tempo determinato.

Le cooperative italiane si alleano


Il servizio è di Giuseppe Manzo “a un anno dalla nascita, l’Alleanza delle Cooperative Italiane fa un ulteriore passo in avanti. Luigi Marino di Confcooperative sarà presidente, affiancato da due co-presidenti, Giuliano Poletti di Legacoop e Rosario Altieri di Agci. Questa la prima novità emersa da due giorni di lavori organizzati a Napoli il 26 e 27 gennaio. La consulta, di 90 componenti, assume il nome di assemblea e avrà poteri di decisione e nomina dei dirigenti. Imponenti i numeri dell’alleanza: 43mila cooperative, 1,2 milioni di persone occupate, 12 milioni di soci e 127miliardi di euro di fatturato. Nel corso dei lavori non è mancato il confronto sull’azione del Governo in materia economica e sulle liberalizzazioni”.

Welfare per tutti


C’è soddisfazione tra i rappresentanti del Forum nazionale del Terzo Settore dopo il colloquio avuto ieri con il sottosegretario al Lavoro Cecilia Guerra. Ascoltiamo Paola Menetti, presidente Legacoopsociali, presente all’incontro “abbiamo avuto modo di rappresentare la nostra preoccupazione per il fatto che nei territori quello che sta accadendo è proprio un dato di ridimensionamento pesantissimo per la presenza dei servizi di welfare. Si stanno tagliando e ridimensionando i servizi. Abbiamo apprezzato il fatto che la Sottosegretaria abbia sottolineato che non vi sia intenzione di procedere a ulteriori tagli, ma anzi si cercherà di provare a inserire qualche risorsa sul quello che è il tema tra tutte le parti considerato prioriatario, ovvero quello della non autosufficienza”.

Povertà, a Bologna è allarme giovani


Nel capoluogo emiliano è un rischio che corre un ragazzo su cinque. A dirlo è una ricerca della Fondazione Gramsci presentata oggi. Che certifica come chi non termina né il percorso di studi né quello di formazione professionale sia un potenziale indigente.

Welfare ed equità


Domani una delegazione di componenti del coordinamento nazionale del Forum del Terzo Settore incontrerà il sottosegretario del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Maria Cecilia Guerra. Al centro del dibattito il tema della drastica riduzione dei fondi statali destinati agli Enti Locali che sta mettendo in ginocchio un intero settore.

Liberalizzazioni al via


Dai taxi alle farmacie, settimana “calda” per il governo Monti. Che ricadute potrebbero avere questi provvedimenti con il mondo del terzo settore? Lo chiediamo ad Andrea Volterrani, dell’Università Tor Vergata di Roma: “Le liberalizzazioni sono in realtà qualcosa che non ha niente a che vedere con il terzo settore…sono un po’ provocatorio, perché sono qualcosa che sta nell’ambito di una logica completamente diversa che ha a che fare con il libero mercato e con, qualche volta, l’uso strumentale del termine “merce”. Qualcosa che non a che vedere con il modo, la logica, l’origine ed i valori a cui dovrebbe far riferimento il terzo settore”.

Povera Italia


Allarmanti gli ultimi dati forniti dall’Istat: il 4% della popolazione del nostro Paese vive in assoluta povertà. E un nucleo familiare su dieci poco al di sopra. Le previsioni per quest’anno non fanno presagire nulla di buono: la crisi galoppante aumenterà di fatto l’indigenza, e a rimetterci saranno soprattutto gli anziani.

Welfare, maglia nera alla Campania


Con 55 euro lordi pro-capite è la regione italiana che investe di meno in materia di politiche sociali. Sentiamo perché da Giacomo Smarrazzo, del comitato campano Il welfare non è un lusso “fino ad oggi la Campania, come molte altre regioni del sud, hanno compensato i fabbisogni finanziari della spesa sociale attraverso l’utilizzo dei fondi europei, cosa che in questi ultimi anni per motivi di carattere politico e burocratico-amministrativo non avviene, nel senso che i fondi strutturali sono fermi, il Fondo Sociale Europeo è fermo e non viene speso. Questo comporta un ulteriore danno a carico dei cittadini e delle persone che avrebbero, soprattutto in un periodo di crisi, bisogno di maggiore attenzione”.

La crisi blocca i mutui


La domanda da parte delle famiglie italiane nel 2011 presenta un calo del 19% rispetto all’anno precedente, primo stop dopo un biennio di crescita. È quanto emerge dall’analisi del patrimonio informativo di Eurisc che raccoglie i dati relativi a oltre 78 milioni di posizioni creditizie.

Latouche e il no profit


Il teorico francese della decrescita è arrivato a Napoli per parlare di economia. Il servizio è di Giuseppe Manzo.
 Dal 16 al 20 gennaio 2012 Serge Latouche sarà in Campania ospite della Federazione Internazionale Città Sociale. Fitto il calendario di incontri e di inziaitive che avranno come protagonista il teorico della decrescita e che tendono a far confrontare gli esiti della sua riflessione con alcune delle più significative buone pratiche avviate nella regione. Ad accoglierlo nel suo primo appuntamento a Napoli il sindaco Luigi De Magistris, ma sentiamo il professor Latouche che parla di crisi e del ruolo delle organizzazione no profit nel nostro paese “ Il mondo del no profit cerca di avere delle buone pratiche. Questo può avere una importanza come esempio che un’altra strada è possibile e anche come scuola per decolonizzare l’immaginario”.