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Rischi globali, l’allarme del WEF: disinformazione e risorse al centro


Incertezze per il futuro – Secondo i dati del Global Risks Report pubblicati dal World Economic Forum, i rischi globali più urgenti percepiti a breve e lungo termine riguardano disinformazione, sicurezza internazionale, negazione dei rischi ambientali e aumento della competizione per l’accesso alle risorse.

Con il popolo iraniano: appello delle associazioni per mobilitazione contro la repressione


Con il popolo iraniano – AOI, Rete Italiana Pace e Disarmo, Sbilanciamoci e Stop Rearm Europe lanciano un appello per una mobilitazione a sostegno del movimento che Iran reclama un cambiamento, contro la repressione e per la liberazione di tutti i prigionieri politici.

Migliaia di ragazzi e ragazze, studenti e studentesse universitarie stanno da giorni in piazza a fianco di lavoratrici e lavoratori organizzati che protestano contro il carovita e contro un sistema politico che, da decenni, reprime il dissenso. È una mobilitazione di popolo, nonviolenta, che è in continuità con il movimento Donna Vita Libertà e reclama un profondo cambiamento di giustizia sociale e democrazia. Siamo con chi resiste, con chi non si piega, con chi rischia tutto per i diritti e la democrazia.
No alla repressione del regime, che sta causando migliaia di morti e di arresti.
No a ogni intervento imperialista e coloniale.
Nessun re del mondo, basta guerre per il petrolio. Basta guerre e bombe “in nome della libertà”.
Il futuro dell’Iran appartiene solo al suo popolo.
Al fianco del popolo iraniano, scendiamo in piazza in ogni città, mobilitiamoci per fermare il massacro e per richiedere l’immediata liberazione di tutti i prigionieri politici.
Donna, Vita e Libertà: il tempo è adesso!

Tagli agli aiuti, chiude un’organizzazione su tre contro la violenza di genere


Senza risorse – Secondo lo studio di UN Women, i tagli agli aiuti internazionali hanno costretto più di un’organizzazione su tre che si occupa di violenza di genere a chiudere o sospendere i propri programmi per mancanza di fondi. Oltre il 40% ha ridotto o interrotto servizi salvavita come rifugi, assistenza legale, cure mediche e psicologiche per le vittime.

Nel corso dell’ultimo anno la scure dei tagli agli aiuti internazionali1 non ha risparmiato nessuno e a farne le spese sono stati i gruppi più vulnerabili, a cominciare dalle donne vittime di violenza di genere. Secondo lo studio condotto da UN Women2, più di un’organizzazione su tre nel mondo è stata costretta a chiudere o sospendere i propri programmi per mancanza di fondi. Oltre il 40% ha ridotto o interrotto servizi salvavita come rifugi, assistenza legale, cure mediche e psicologiche per le vittime. È evidente come la crisi che ha travolto le organizzazioni umanitarie imponga un cambio di rotta non più rinviabile. In gioco è la sopravvivenza stessa di un settore da cui dipendono le vite di milioni persone in tutto il mondo3.

A partire dalla consapevolezza del nuovo scenario che si sta delineando per il mondo del non-profit, UN Women Italy – che in Italia sostiene i programmi dell’agenzia Onu per i diritti delle donne e la parità di genere – ha voluto al proprio fianco un gruppo di professionisti con una lunga esperienza nel mondo del fundraising. Lo scopo è rafforzare la strategia di raccolta fondi nel settore privato – aziende e individui – e garantire così la sostenibilità della propria missione, che oggi è sostenuta esclusivamente da risorse apportate da donazioni private. Il neonato comitato fundraising potrà contare sul contributo di Massimo Coen Cagli (direttore scientifico Scuola di Fundraising di Roma), Arianna De Leo (responsabile Filantropia Strategica e Partnership UNICEF) e Michela Gaffo (presidente ASSIF – Associazione Italiana Fundraiser).

«Oggi più che mai c’è bisogno di un ripensamento complessivo del sistema su cui finora si è retto il settore non-profit. Il taglio drastico e repentino degli aiuti internazionali è un campanello d’allarme. Ci impone di agire e di farlo subito. Va in questa direzione il nuovo comitato fundraising di UN Women Italy: ci aiuterà a crescere per navigare anche i tempi di crisi. Lo scopo è rendere la nostra organizzazione sostenibile grazie al sostegno regolare di quanti credono nella nostra missione, dagli individui alle aziende», spiega Loredana Grimaldi, Head of Fundraising di UN Women Italy.

Il comitato contribuirà innanzitutto a sviluppare una strategia a medio termine e a identificare nuove opportunità di raccolta fondi. Cruciale sarà poi l’analisi dei dati per comprendere il contesto e individuare le tendenze del fundraising connesso ai temi di genere. Particolare rilevanza sarà inoltre data alla fase di valutazione dell’efficacia e dell’impatto delle iniziative messe in campo.