Reazione a catena – La crisi in Medio Oriente e l’impennata dei prezzi del carburante mette in crisi anche la cooperazione internazionale in Africa. A confermarlo sono le ong della rete Focsiv che denunciano ritardi nei trasporti e interruzioni della catena di approvvigionamento. A questo si aggiungono i drastici tagli dell’amministrazione Trump agli aiuti umanitari.
Droghe, consumi illegali in calo ma aumentano gli psicofarmaci tra i più giovani
Gaza, emergenza senza fine: la testimonianza di Emergency
Dramma senza fine – A Gaza la situazione umanitaria continua ad essere devastante. Ascoltiamo Riccardo Sartori, infermiere di Emergency nella Striscia.
Le parole di Mattarella in un 25 aprile carico di tensioni nel nome di Gaza in piena crisi umanitaria
UE mantiene accordo commerciale con Israele: critiche di Amnesty
Scelta discutibile – La decisione dell’Unione europea di mantenere l’accordo commerciale con Israele rappresenta un fallimento morale e dimostra un palese disprezzo per le vite delle persone. Lo dice Erika Guevara-Rosas di Amnesty International secondo cui siamo di fronte a un capitolo vergognoso nella storia della UE.
“Arrivati a questo punto, la decisione dell’Unione europea di mantenere il suo accordo commerciale con Israele rappresenta un fallimento morale e dimostra un palese disprezzo per le vite delle persone, in particolare nel Territorio palestinese occupato e in Libano. Un milione di persone in Europa, oltre 75 ong, quasi 400 ex diplomatici, esperti delle Nazioni Unite, così come Belgio, Paesi Bassi, Irlanda, Slovenia e Spagna, hanno chiesto l’immediata sospensione dell’Accordo. Ancora una volta, queste richieste sono state ignorate, con Germania e Italia che hanno avuto un ruolo chiave nel bloccare la sospensione. Questo sarà ricordato come un altro capitolo vergognoso della storia dell’Unione europea.” – Erika Guevara-Rosas, alta direttrice di Amnesty International per le ricerche e le campagne.
Qui Radio Londra, al microfono Antonio e Piero. Il punto di Ivano Maiorella
Libano, crisi umanitaria senza tregua: la testimonianza dal campo
In fuga – In Libano la situazione umanitaria continua ad essere critica. Ascoltiamo la testimonianza di Paolo Ferrara, Direttore Generale di Terre des Hommes.
Gli operai precipitano, i rider muoiono nel buio: un aprile nero di morti sul lavoro
Rapporto Amnesty: diritti umani sotto attacco in 144 Paesi
Un bene da difendere – Amnesty International ha presentato il Rapporto sulla situazione dei diritti umani nel mondo, che prende in esame 144 stati. Secondo l’organizzazione “Oggi c’è un assalto diretto alle fondamenta dei diritti umani e all’ordine internazionale”. Ascoltiamo il portavoce Riccardo Noury.
“Abbiamo di fronte il periodo più sfidante di quest’epoca. L’umanità è attaccata da movimenti transnazionali contrari ai diritti e da governi predatori che vogliono affermare il loro dominio attraverso guerre illegali e sfacciati ricatti economici”, ha dichiarato Agnès Callamard, segretaria generale di Amnesty International.
“Per anni Amnesty International ha denunciato la graduale disintegrazione dei diritti umani in ogni parte del mondo, mettendo in guardia sulle conseguenze delle clamorose rotture delle regole da parte di governi e attori economici. Abbiamo mostrato più volte come i doppi standard e il rispetto selettivo del diritto internazionale stessero indebolendo il sistema multilaterale e l’accertamento delle responsabilità”, ha aggiunto Callamard.
“Ciò che rende fondamentalmente diverso questo momento è che non stiamo più documentando l’erosione ai margini del sistema. Oggi c’è un assalto diretto alle fondamenta dei diritti umani e all’ordine internazionale basato sulle regole da parte degli attori più potenti, a scopo di controllo, impunità e profitto”, ha sottolineato Callamard.
“Il conflitto che sta avvolgendo il Medio Oriente è il prodotto di un precipizio nell’assenza di legge. Dopo l’iniziale attacco illegale degli Usa e di Israele in violazione della Carta delle Nazioni Unite, che ha provocato la rappresaglia indiscriminata dell’Iran, il conflitto si è rapidamente trasformato in una guerra aperta contro i civili e le infrastrutture civili, acuendo la già catastrofica sofferenza delle popolazioni di quella regione. Ora sta coinvolgendo più stati, avendo un impatto sulle popolazioni e minacciando i mezzi di sostentamento di milioni di persone. Ecco cosa succede quando le regole, le istituzioni e il sistema giuridico, frutti di enormi sacrifici per salvaguardare l’umanità, vengono svuotati a scopo di dominio”, ha commentato Callamard.
“Il rapporto di Amnesty International sul 2025 non si limita a dare l’allarme su un’imminente crisi ma documenta un collasso in corso ed espone le sue devastanti conseguenze per i diritti umani, per la stabilità globale e per la vita di milioni di persone nel 2026 e nel periodo a venire. Chiede agli stati del mondo di respingere urgentemente le politiche arrendevoli del 2025, di superare la paura e di resistere con le parole e i fatti alla costruzione di un ordine mondiale predatorio”, ha evidenziato Callamard.




