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Infanzia e sviluppo sostenibile: per l’Unicef quasi 2 miliardi di bambini potrebbero restare indietro


“SOS Futuro”

Appena il 6% dei bambini, in soli 11 Paesi, ha raggiunto il 50% degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile per l’infanzia. Ascoltiamo il servizio di Anna Monterubbianesi.

Traguardi lontani. Due terzi degli obiettivi di Sviluppo Sostenibile per il benessere dei bambini sono in ritardo. È l’allarme lanciato dal nuovo rapporto di Unicef e presentato all’Assemblea Generale dell’Onu. Di due miliardi di bambini in tutto il mondo, solo il 25% potrà godere di uno sviluppo effettivo, entro il 2030.
Poiché il 2023 segna la metà del percorso verso i 17 SDG’S, l’Unicef afferma che, se non ci saranno progressi, solo 60 Paesi su 200 raggiungeranno i loro obiettivi, lasciando indietro quasi 2 miliardi di bambini. Le conseguenze si rifletteranno sulle loro vite e sulla sostenibilità del nostro pianeta. Secondo il rapporto, l’accelerazione dello sviluppo è possibile con un forte impegno nazionale, politiche efficaci e finanziamenti adeguati.

Per gli italiani la scuola è lontana dal mondo del lavoro: il sondaggio Legacoop-Ipsos


Quale scuola

Gli italiani vedono l’istruzione e la formazione scolastica lontana dal mondo del lavoro. Il servizio è di Fabio Piccolino.

Per gli italiani la scuola è appena sufficiente e lontana dal mondo del lavoro: informatica e telecomunicazioni, assistenza e sanità, elettronica ed elettrotecnica sono i percorsi formativi che offrono più opportunità. Lo rileva il sondaggio di Area Studi Legacoop e Ipsos. Per il presidente nazionale Simone Gamberini: “Il PNRR sia l’occasione per orientare le scelte strategiche anche a livello educativo, perché gli studenti diventino agenti di cambiamento, incorporando i valori della sostenibilità”.

“Il mondo in una classe”: le disuguaglianze educative nel dossier di Save the children


Il mondo in una classe

Le disuguaglianze educative in un dossier di Save the children. Ascoltiamo il servizio di Anna Monterubbianesi.

“L’anno scolastico 2023 si apre in salita. Nonostante sia il primo dopo la fine ufficiale della pandemia, resta l’impoverimento educativo che il Covid-19 ha causato in questi anni”. È la denuncia di Save the Children, che nel rapporto “Il mondo in una classe” fotografa le disuguaglianze educative presenti nella scuola italiana e che compromettono i percorsi di crescita di bambine, bambini e adolescenti in Italia, in particolare gli studenti con background migratorio.

Per chi è nato o arrivato in Italia da piccolissimo, italiano di fatto ma non di diritto, c’è un percorso a ostacoli complesso. La scuola inoltre risente dell’impatto della crisi demografica e tornano a scendere anche gli investimenti nell’istruzione, inferiori rispetto alla media europea.